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Ombra della Massoneria sulle A.D.I.: 43) Sul divorzio e seconde nozze, sulla contraccezione e sull’aborto

30 maggio 2015

43) Sul divorzio e seconde nozze, sulla contraccezione e sull’aborto

copertina-massoneriaSono questioni personali in cui le persone sono libere di agire come vogliono

La Massoneria, mettendo al centro di tutto l’assoluta autodeterminazione dell’uomo, rifiuta di sottomettersi ai comandamenti di Dio perchè essa rifiuta l’imposizione dall’esterno di dogmi morali. E quindi essa rifiuta ogni forma di integralismo. Infatti Giuliano di Bernardo, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nonché fondatore della Gran Loggia Regolare d’Italia, nel suo libro intitolato Filosofia della Massoneria, afferma: ‘Il principio di tolleranza è per definizione la negazione di ogni forma di integralismo” (pag. 94). Nella massoneria c’è dunque il divieto di accettare dogmi che vengano dall’esterno, e quindi il rigetto dei comandamenti di Dio. Ecco perchè i massoni sono a favore del divorzio seguito da seconde nozze, della pianificazione familiare (quindi a favore dell’uso di contraccettivi o della sterilizzazione per impedire il concepimento) e dell’aborto – a tale proposito è da tenere a mente che la Fondazione Rockefeller ha sostenuto e sostiene le campagne demografiche dell’ONU che promuovono ovviamente l’impedimento del concepimento, la sterilizzazione e l’aborto – perchè per loro al centro di tutto c’è l’assoluta libertà dell’uomo di decidere quello che vuole fare della propria vita.

Le Assemblee di Dio in Italia accettano il divorzio e le seconde nozze mentre l’altro coniuge è ancora in vita, infatti Francesco Toppi, ex presidente delle ADI, in una intervista rilasciata al giornalista Marco Castoro ed apparsa su Il Tempo, ha affermato: ‘Per quanto riguarda il divorzio, lasciamo la responsabilità ai singoli’. (‘Tutte le risposte nell’Evangelo’, in Il Tempo, 3 Marzo 1995). Cosa significa che le ADI lasciano la responsabilità ai singoli? Significa che ‘riconosciuto che il divorzio e le seconde nozze mettono a disagio individui e famiglie, non onorando la causa di Cristo, come credenti nell’Evangelo è necessario scoraggiare ogni iniziativa rivolta a questi fini. Esistono, tuttavia, circostanze eccezionali nelle quali il credente può trovarsi, suo malgrado, nella necessità di passare a seconde nozze. In questi casi ognuno è chiamato ad assumersi in proprio ogni responsabilità davanti a Dio, senza coinvolgere in alcun modo ministri e comunità, affinché l’esistenza di tali casi non costituisca un precedente che possa menomare la testimonianza dell’Evangelo resa dalle chiese’ (AA. VV., La Famiglia Cristiana Oggi, ADI-Media, Roma 2001, Seconda edizione, pag. 347).

Le ADI accettano pure la contraccezione e quindi l’impedimento del concepimento. Sul sito della Chiesa ADI di Modugno (Bari), in un articolo dal titolo ‘I Cristiani ed il controllo delle nascite’, si legge: ‘Riteniamo che la decisione di praticare una pianificazione delle nascite sia una questione personale. ….’ e dopo aver parlato di vari metodi anticoncezionali (preservativo, creme vaginali e supposte, diaframma, ritmo, sterilizzazione) viene detto: ‘Noi non stiamo affermando che questi metodi siano leciti per un Cristiano, né tantomeno che non lo siano. Ne abbiamo voluto parlare solo perché si tratta di metodi anticoncezionali mediante i quali l’ovulo non viene fecondato e quindi non si distrugge una nuova vita’ (http://www.adimodugno.it/evangelici/wp-content/uploads/2010/06/11-9-2-2010.pdf). Notate la dichiarazione ambigua, che praticamente è un avallo all’uso degli anticoncezionali.

Sull’aborto le ADI hanno una posizione simile a quella sul divorzio, infatti sempre Francesco Toppi, ha affermato: ‘Non siamo favorevoli all’interruzione della gravidanza, ma lasciamo sempre la responsabilità alla persona’ (‘Tutte le risposte nell’Evangelo’, in Il Tempo, 3 Marzo 1995). Tradotto nella pratica, ciò significa che per le ADI esistono circostanze eccezionali nelle quali una donna può trovarsi, suo malgrado, nella necessità di abortire. In questi casi la donna è chiamata ad assumersi in proprio ogni responsabilità davanti a Dio, senza coinvolgere in alcun modo ministri e comunità. Che questo sia il significato di quelle parole di Francesco Toppi, è confermato da un articolo di Davide Di Iorio dal titolo ‘Liberazione dal pensiero moderno abortista’, nel quale il Di Iorio dopo avere espresso contrarietà all’aborto, conclude con queste parole nel caso di una donna violentata: ‘Nel riconoscere la tragedia che vive una donna violentata, bisognerebbe porsi alcune domande davanti al Signore personalmente; se è vero che non c’è stato amore in quell’atto procreativo, bisogna chiedersi se si debba aggiungere misfatto a misfatto. La legge di Mosè prescriveva che il violentatore fosse ucciso, ma non la donna: “Ma se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si corica con lei, allora morirà soltanto l’uomo che si sarà coricato con lei; non farai niente alla fanciulla; nella fanciulla non c’è colpa degna di morte; si tratta di un caso come quello di un uomo che aggredisce il suo prossimo e lo uccide, perché egli l’ha trovata per i campi; la fanciulla fidanzata ha gridato, ma non c’era nessuno per salvarla” (Deuteronomio 22:25-27). E’ giusto che oggi lo stupratore viva e l’innocente muoia con l’aborto? Ogni risposta deve essere data personalmente, senza coinvolgere la Chiesa e nella più assoluta certezza che Dio saprà proteggere ogni Sua figliuola e preservarla dal male’ (http://www.adinapoli.it/index.php?51). Si notino le parole conclusive ‘Ogni risposta deve essere data personalmente, senza coinvolgere la Chiesa’, perché esse fanno il paio con quelle di Toppi: ‘Non siamo favorevoli all’interruzione della gravidanza, ma lasciamo sempre la responsabilità alla persona’.

Tutto questo ovviamente in nome del loro tanto amato libero arbitrio, perchè anche nelle ADI al centro di tutto c’è l’assoluta libertà dell’uomo di decidere quello che vuole fare della propria vita. Ecco perchè dai pulpiti ADI non condannano queste cose riprendendo coloro che le commettono, e non mettono assolutamente in guardia i santi da esse.

Alla luce della Parola di Dio invece, sia le seconde nozze mentre l’altro coniuge è ancora in vita, che l’impedire il concepimento (non importa in che maniera), che l’aborto sono cose storte e perverse che noi Cristiani siamo chiamati ad aborrire e condannare sia privatamente che pubblicamente, perchè fanno parte di ciò che è male agli occhi di Dio.

In merito alle seconde nozze mentre uno dei coniugi è ancora in vita, diciamo che Gesù ha detto: “Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio” (Marco 10:11-12). Notate quindi come, secondo le parole di Gesù, non importa per quale ragione il marito manda via la propria moglie, cioè non importa se la donna viene mandata via a cagione di fornicazione (quindi lecitamente in questo caso) o per qualche altra ragione (e quindi illecitamente), se egli passa a seconde nozze commette adulterio. Il Signore non ha ammesso eccezioni: le seconde nozze sono adulterio fino a che l’altro coniuge è in vita. Ecco perchè Paolo ha detto ai santi di Roma: “Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo” (Romani 7:2-3)

Spieghiamo ora brevemente mediante le Scritture perché impedire il concepimento è peccato. Quando Dio creò l’uomo e la donna diede loro questo ordine: “Crescete e moltiplicate…” (Genesi 1:28). Vorrei che notaste che Dio comandò loro di moltiplicare; non lasciò loro la libertà di farlo o non farlo, ma glielo ordinò. Ma Dio non diede quest’ordine solo agli esseri umani, ma anche ai pesci ed agli uccelli infatti egli disse loro: “Crescete e moltiplicate, ed empite le acque dei mari e moltiplichino gli uccelli sulla terra” (Genesi 1:22). Ubbidirono i nostri progenitori a questo ordine di Dio? Sì, infatti Eva partorì, Caino, Abele, Seth, ed è scritto che Adamo dopo che ebbe generato Seth, generò figliuoli e figliuole. Quindi se da un lato dobbiamo dire che i nostri antenati disubbidirono a Dio quando mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, dall’altro non possiamo dire che essi disubbidirono all’ordine di moltiplicare datogli da Dio. Dio diede l’ordine di moltiplicare anche a Noè e ai suoi figliuoli dopo che uscirono dall’arca secondo che è scritto: “E Dio benedisse Noè e i suoi figliuoli, e disse loro: Crescete e moltiplicate, e riempite la terra…” (Genesi 9:1); ed anche loro bisogna dire ubbidirono a quest’ordine infatti basta leggere la posterità di Sem, Cam e Jafet per rendersi conto di ciò. Ma sia ben chiaro che è sempre Dio che fa moltiplicare le famiglie perché è scritto nei salmi che “egli fa moltiplicare le famiglie a guisa di gregge” (Salmo 107:41). Da ciò si capisce che l’uomo semina perchè deve seminare, ma è Dio che fa crescere il seme e lo moltiplica. Abbiamo visto quindi che quello di moltiplicare è un’ordine di Dio e non qualcosa di facoltativo, esso è qualcosa di obbligatorio per gli uomini e le donne di tutte le generazioni. E’ peccato dunque per una coppia non volere avere figli: sì è peccato perché è un desiderio che si oppone all’ordine di Dio di moltiplicare. Nella Scrittura è raccontato un fatto che conferma pienamente ciò: è scritto che Giuda prese per Er suo figlio una moglie di nome Tamar, ma siccome che egli era perverso agli occhi di Dio egli lo fece morire. “Allora Giuda disse a Onan: Và dalla moglie del tuo fratello, prenditela come cognato, e suscita una progenie al tuo fratello. E Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando s’accostava alla moglie del suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dare progenie al fratello. Ciò che egli faceva dispiacque all’Eterno, il quale fece morire anche lui” (Genesi 38:8-10). Questo racconto è unico nella Bibbia, e se Dio ha voluto che fosse scritto ci devono essere dei motivi. Non è concepibile che Dio abbia voluto che esso fosse scritto senza nessun motivo. E’ evidente che Onan fu messo a morte da Dio perché impediva il concepimento per non dare progenie al suo fratello; egli più di una volta impedì il concepimento infatti è scritto: “Quando s’accostava alla moglie del suo fratello…” (Genesi 38:9); Dio quindi pazientò con lui e non lo mise a morte dopo la prima volta che egli impedì il concepimento. Notate anche che è detto che ciò che Onan faceva dispiacque all’Eterno, e questo pure deve fare riflettere. Considerate che questa medesima espressione è usata dalla Scrittura anche dopo che Davide commise adulterio con Bath-Sheba e gli fece uccidere il marito secondo che è scritto: “Ma quello che Davide aveva fatto dispiacque all’Eterno” (2 Samuele 11:27); e capirete quanto grave sia impedire il concepimento per non avere prole. Qualcuno dirà: ‘Ma nel caso di Onan egli impedì il concepimento per non avere nessun figlio, e non per fermare il numero dei figli!’ Questo è vero, ma rimane il fatto che anche nel caso che si impedisce il concepimento per non avere molti figli si commette peccato e non solo quando non se ne vogliono per nulla. Non si comprende perché davanti a Dio dovrebbe essere peccato il primo e non il secondo. Il discorso è che coloro che fanno questo ragionamento cercano in tutte le maniere quando sentono dire che è peccato impedire il concepimento, di turare la voce alla loro coscienza che li riprende nel segreto a motivo dei loro misfatti che commettono nel segreto. Ma non ci riescono perché essa continua a riprenderli; essa cesserà di riprenderli solo quando si metteranno in animo di non impedire il concepimento. Ma proseguiamo col parlare dell’impedire il concepimento per non avere molti figli. Perché è peccato? Perchè avere molti figli secondo la Scrittura è una beatitudine, è qualcosa di buono e di bello. Nei salmi infatti è scritto: “Quali le frecce in mano d’un prode, tali sono i figliuoli della giovinezza. Beati coloro che ne hanno il turcasso pieno! Non saranno confusi quando parleranno coi loro nemici alla porta” (Salmo 127:4-5); quindi se uno non vuole avere il proprio turcasso pieno di frecce è perché ritiene che non sia vero che sarebbe beato. E allora ciò significa che ritiene mendace Dio; perché quella è la sua parola. Facciamo un esempio esplicativo: Gesù un giorno disse: “Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano” (Luca 11:28); ma è chiaro che se uno dice che coloro che non vogliono osservare la Parola di Dio sono beati lo stesso, o che non può essere vero che rinunziando a se stessi si è felici; egli mente contro la verità. Similmente chi afferma che coloro che hanno molti figli non sono delle persone felici ma delle persone sventurate, o che volere avere molti figli è un cattivo desiderio perchè ha delle gravi ripercussioni sulla famiglia, mente contro la verità. I figli sono chiamati “un eredità che viene dall’Eterno” (Salmo 127:3); che cosa è un eredità? L’eredità è un complesso di beni, di sostanze e di averi che una persona lascia in proprietà ad altri; solitamente ai propri figli o a dei propri parenti, ma alcune volte anche a persone che non sono del parentado. In questo caso però l’eredità è detta che viene da Dio; quindi viene spontaneo dire innanzi tutto che essa è buona, e poi che maggiore è meglio è. Case e ricchezze sono un’eredità dei padri, dice la sapienza: e questo perché sono dei beni che i nonni e i genitori lasciano ai loro posteri; ma nel caso dei figli essi sono un’eredità data da Dio agli uomini, solo lui può dare questa eredità. Che ragione c’è dunque per disprezzare questa eredità che viene da Dio? Se gli uomini si rallegrano al solo pensiero di avere una grossa eredità dai loro padri non si dovrebbero rallegrare maggiormente gli uomini al solo pensiero di ricevere in eredità da Dio molti figli? I figli sono anche dei premi perché è scritto che “il frutto del seno materno è un premio” (Salmo 127:3). Che cosa è il premio? Il premio è un segno d’onore dato a chi ha compiuto azioni coraggiose o a chi si è distinto in una gara. Per coloro che lo ricevono è un onore riceverlo; e il momento della premiazione è uno dei momenti più commoventi della loro vita. Ma io dico: Ma se le persone del mondo si rallegrano quando vengono premiati da altri uomini, non devono gli uomini rallegrarsi molto di più quando ricevono da Dio in premio dei figli? Ma purtroppo oggi per molti avere molti figli rappresenta una delle più grandi sventure che possano piombare su una famiglia! Che follia!

In merito all’aborto, esso non è mai lecito o legittimo, neppure quando una donna è stata stuprata, perché l’aborto è un omicidio agli occhi di Dio. Non ha forse detto Iddio: “Non uccidere” (Esodo 20:13)? Perché dunque dovrebbe l’aborto, che è l’uccisione di un essere umano, essere considerato legittimo in certi casi? Qualcuno forse mi chiederà: ‘Perché chiami l’embrione (il prodotto del concepimento nelle prime otto settimane a partire dal concepimento) e il feto (il prodotto del concepimento dopo otto settimane dal concepimento) un essere umano?’ Perché sia l’embrione che il feto sono un essere umano, in quanto secondo la Sacra Scrittura la vita umana inizia al concepimento; per cui nel momento in cui il seme maschile si unisce all’ovulo femminile, ha inizio una nuova vita umana. Ogni donna incinta ha un bambino nel suo seno, non importa da quanto tempo sia incinta, il suo seno contiene un essere umano che nessuno – tranne Dio – ha il diritto di mettere a morte. Dio diede il seguente comandamento agli Israeliti, che rende chiaro che agli occhi di Dio il prodotto del concepimento è un bambino o una vita umana, non importa da quanto tempo sia nel seno della donna: “Se alcuni vengono a rissa e percuotono una donna incinta sì ch’ella si sgravi, ma senza che ne segua altro danno, il percotitore sarà condannato all’ammenda che il marito della donna gl’imporrà; e la pagherà come determineranno i giudici; ma se ne segue danno, darai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione” (Esodo 21:22-25). Notate come l’uomo che colpiva la donna incinta doveva essere punito sia che la donna si sgravava senza che ne seguiva alcun danno, sia nel caso ne seguiva danno. Ma mentre nel primo caso la punizione consisteva in un’ammenda che il marito della donna gli avrebbe imposto, nel secondo caso la punizione consisteva nella morte del percotitore se il bambino nasceva morto. ‘Vita per vita’ diceva la legge. Ora notate pure come la legge chiama il prodotto del concepimento, che è nel seno della donna incinta, ‘vita’, non importa da quanto tempo si trovi nel seno della donna. Questo sta a dimostrare che agli occhi di Dio ogni donna incinta ha una vita umana nel suo seno, e che la vita è sacra. In altre parole, sia che la donna sia incinta da due settimane o tre mesi o otto mesi, quella ‘cosa’ che è nel suo seno è una vita umana che deve essere considerata un bambino ed ha gli stessi diritti di tutti gli altri bambini. Oltre a ciò, va detto che secondo la Sacra Scrittura, è Dio che forma il bambino nel seno della donna, perché Davide disse a Dio: “Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo maraviglioso, stupendo. Maravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene. Le mie ossa non t’erano nascoste, quand’io fui formato in occulto e tessuto nelle parti più basse della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo; e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che m’eran destinati, quando nessun d’essi era sorto ancora.” (Salmo 139:13-16), e Giobbe, quando parlò del suo servo, disse: “Chi fece me nel seno di mia madre non fece anche lui? non ci ha formati nel seno materno uno stesso Iddio?” (Giobbe 31:15) Dunque, abortire significa abortire l’opera che Dio sta compiendo. Volete distruggere l’opera di Dio? Sappia colei che decide di distruggere l’opera delle mani di Dio – quand’anche fosse frutto di una violenza carnale – che Dio non la lascerà impunita perché porterà le conseguenze della sua ribellione contro Dio.

Le ADI si sono massonizzate anche su questi argomenti così importanti, non c’è dubbio su questo, e questa massonizzazione ha condotto tanti a trasgredire i comandamenti di Dio, e quindi a diventare trasgressori della Parola invece che osservatori della Parola.

Attenzione dunque fratelli che frequentate chiese ADI a non lasciarvi sedurre da vani ragionamenti, che annullano la parola di Dio e inducono a sprezzare e trasgredire i santi comandamenti di Dio, disprezzo e trasgressione a cagione di cui viene l’ira di Dio.


[Tratto dal libro, scaricabile gratuitamente in formato pdf, “La Massoneria Smascherata – Contro l’infiltrazione e l’influenza di questa diabolica istituzione nelle Chiese Evangeliche”, scritto da Giacinto Butindaro]

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One Comment leave one →
  1. Massimo permalink
    6 giugno 2015 16:36

    Ho frequentato per molti anni una comunità con questa denominazione e ricordo che vi era una donna che vantava spesso di essere una principessa, perchè figlia di re, ovvero di Dio e si faceva chiamare sorella ( in Cristo). Ma in realtà quando era una giovane credente si era sposata con uno credente da cui aveva avuto due figlie. Questa poi lasciò il marito, per risposarsi successivamente con un secondo divenuto fratello (in Cristo) e da cui ha avuto un figlio! Che sorella e che principessa!
    C’era una sorella che si è sposata in comune con un credente già separato dalla prima moglie. Che credenti!
    C’erano delle sorelle che già da convertite si erano fatte sterilizzare per evitare altri non graditi “doni di Dio”. Che sante sorelle!
    Il caro apostolo Paolo ben scrive : ” Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani ragionamenti secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo” (Colossesi 2:8). Ora l’attuale presidente delle ADI è laureato in Filosofia. Non so se il precedente Toppi fosse laureato anch’egli in tale facoltà. Quindi?
    Giuseppe, in 1° Timoteo 3:1 leggiamo “…se uno aspira all’incarico di vescovo, desidera un’attività lodevole. Bisogna dunque che….” Paolo elenca i vari requisiti spirituali per essere pastore/conduttore. Personalmente ho visto negli anni, il pastore della comunità che frequentavo zitto zitto (come di nascosto) conseguire un’altro requisito (di cui però nel Vangelo non se ne fa affatto menzione) o meglio un titolo umano, non spirituale, si sì: la laurea e piano piano stava avanzando di carriera nella denominazione! Come pure un’altro che da consigliere è poi divenuto pastore di una piccola comunità e si è anch’esso laureato! Chissà mai perchè quando diventano pastorelli poi acquisiscono addirittura maggior intelligenza terrena!! Ma sarà davvero così?? Quali mire invece avranno?
    Andando di questo passo, mi sa che qualcuno di loro, zitto zitto aggiungerà di soppiatto, al passo sopracitato il requisito citato ovvero : “la laurea”. Eh sì…bisogna star al passo coi tempi! Mah…così va il mondo! Pace a te Giuseppe e ai santi.

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