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Ombra della Massoneria sulle A.D.I.: 45) L’agire massonico

1 giugno 2015

45) L’agire massonico

copertina-massoneria_thumb8Sull’agire massonico che esiste nelle ADI qui voglio concentrarmi su:

1) la considerazione che hanno i massoni appartenenti ad una loggia del loro Maestro Venerabile, che è il capo della Loggia;

2) sulla considerazione che i massoni hanno del tempio in cui si riuniscono;

3) su come deve essere secondo i massoni il tempio per ‘onorare’ Dio;

4) sulle accuse dei massoni contro coloro che confutano la massoneria;

5) sull’arte massonica di manipolare le parole della Bibbia o concetti biblici;

6) sulla segretezza, che fa parte degli obblighi del massone.

Ma se considerate il capitolo precedente, vedrete che ci sono altri modi di agire presenti nella Massoneria che si assomigliano a quelli presenti nelle ADI.

1) Il pastore viene considerato come il ‘Maestro Venerabile’

Su un sito di esoterismo in un articolo dal titolo ‘Il Maestro Venerabile e i Dignitari della Loggia’ si legge a proposito del cosiddetto Maestro Venerabile (che vi ricordo è colui che presiede, governa e rappresenta la loggia ed è eletto tra coloro che hanno il grado di Maestro): ‘La più alta espressione della Loggia è il Maestro Venerabile: la sua persona e la sua autorità sono sacre e inviolabili in quanto a lui sono stati “conferiti” i poteri individuali di tutti i membri della Loggia al momento della sua elezione. Gli strumenti del suo potere sono la Spada Fiammeggiante e il Maglietto: con questo apre e chiude i lavori, con la spada inizia, cioè crea prima, e riceve poi, un Libero Muratore. Egli corrisponde al Fuoco (è con il Maestro Venerabile infatti che termina la prova del Fuoco dell’iniziando) e su di lui confluiscono tutte le energie della Loggia, per l’alimentazione costante del Fuoco da cui emana la Luce’ (http://esoterismografico.blogspot.com/2011/05/il-maestro-venerabile-e-i-dignitari.html).

Confesso che nel leggere questa descrizione del Maestro Venerabile non posso non pensare a quello che è stato fatto diventare il pastore nelle Chiese ADI: cioè il perno su cui gira tutto e la fonte di luce della comunità e oltre a ciò qualcuno che è praticamente ‘intoccabile’. In effetti se il capo di una loggia massonica si chiama ‘Maestro Venerabile’, nelle ADI ‘il capo’ della chiesa locale si può chiamare ‘Pastore Venerabile’, tanto è il suo potere che gli è stato conferito dallo statuto antibilico delle ADI.

E perchè il pastore nelle ADI è diventato una sorta di ‘Maestro Venerabile’? Perchè nelle ADI viene insegnata la falsa dottrina che il pastore ha tutti i ministeri. Ecco infatti cosa dice Francesco Toppi: ‘Oltre al ‘ministerio della Parola’ (cfr. Atti 6:4), costituito dai ministeri elencati in Efesini 4:11, esistono ministeri pratici ……’ (A Domanda Risponde, Vol. III, ADI-Media, 2004, Prima edizione, pag. 124). Nelle ADI c’è un’espressione usata da taluni per attestare questo che è la seguente ‘il pastore ha tutti i doni’. Detto in altre parole, il pastore, avendo il ministerio della Parola, ha l’aspetto apostolico, l’aspetto profetico, l’aspetto evangelistico, e l’aspetto sia pastorale che didattico. Durante una riunione di una Chiesa ADI del Lazio un giorno un credente fece pubblicamente al pastore questa domanda, cioè dove erano nella Chiesa gli apostoli, i profeti, gli evangelisti e i dottori, e la risposta che gli fu data dal pastore fu che lui era sia apostolo che profeta, che evangelista e dottore, in altre parole che aveva tutti questi altri ministeri!!! Presso un’altra Chiesa ADI, questa volta in Sardegna, anche qui alla domanda di un credente sui doni di ministerio, il pastore ha risposto di avere tutti i ministeri!

2) Il luogo di culto viene considerato sacro come il tempio massonico

Sul sito della Loggia San Giovanni n. 1246 di Milano, appartenente al GOI, si legge alla voce ‘Abbigliamento in Loggia’ nella sezione del regolamento della loggia: ‘In Loggia si presenzia sempre in abito scuro uniforme e preferibilmente di colore nero, camicia bianca, cravatta, calze e scarpe nere, con i paramenti del Grado, guanti bianchi, la Medaglia di Loggia ed il Gioiello dell’Arco Reale per chi ne abbia diritto. È data facoltà al M.V. [Maestro Venerabile] in carica, secondo gli Antichi Usi e Consolidati Costumi della Libera Muratoria Universale, di non ammettere allo svolgimento dei Lavori di Loggia i Fratelli che si presentino con un abbigliamento non decoroso e non consono alla sacralità del Tempio Massonico’ (http://www.loggiasangiovanni.it/).

Quello che qui vorrei sottolineare non è il mettersi la cravatta o l’andare vestiti in maniera decorosa al tempio massonico, ma il fatto che il tempio massonico è considerato un luogo sacro e quindi bisogna andarci vestiti in maniera consona, poi fuori dal tempio naturalmente i massoni possono a seconda delle occasioni andare vestiti come gli pare. Non solo, nella vita di tutti i giorni essi possono divorziare e risposarsi (quindi commettere adulterio), darsi all’omosessualità, incitare la propria moglie ad abortire, come se niente fosse, perchè la Massoneria non detta legge in queste cose, ognuno è libero di fare quello che vuole della sua propria vita. Non esistono dogmi a riguardo di queste cose: coloro che creano dogmi sono solo dei fanatici religiosi, dei settari!

Non ci vedete forse la stessa cosa nelle Chiese ADI? Al locale di culto i membri ci devono andare in giacca e cravatta (se uomini), vestiti in maniera decorosa e consona alla sacralità del luogo che è considerato erroneamente la casa di Dio o il tempio di Dio, ma poi una volta fuori da questo cosiddetto luogo sacro si vestono come quelli del mondo, e quindi in maniera indegna dei santi, e oltre a ciò molti di loro si comportano come se non peggio di quelli del mondo e così via, come se niente fosse, perchè secondo loro Dio li ha fatti liberi, hanno il libero arbitrio che gli permette di fare quello che essi vogliono. Nessuno si deve ingerire nella loro vita privata, queste sono cose che riguardano solo i diretti interessati: niente dogmi, niente ordini provenienti da nessuno! Lo spirito massonico mi pare evidente anche in questo caso.

3) La sontuosità del locale di culto per ‘onorare’ Dio

Nella Massoneria c’è la ricerca della sontuosità del tempio massonico, in quanto è un luogo sacro per loro, che rappresenta peraltro il Tempio di Salomone.

Albert Pike ha affermato: ‘Le magnificenze del culto sono la vita della religione, e se Cristo desidera poveri ministri, La Sua Sovrana Divinità non desidera altari meschini. Alcuni Protestanti non hanno compreso che il culto è un insegnamento, e che noi non dobbiamo creare nell’immaginazione della moltitudine un Dio mediocre o miserabile. Quegli oratori che assomigliano ad uffici o taverne poveramente arredati, e quei rispettabili ministri vestiti come impiegati presso notai o avvocati, non fanno forse necessariamente considerare la religione come una mera formalità puritana, e Dio come un Giudice di Pace?’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 102 – 3° Maestro Libero Muratore – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md04.htm. Nessuno si lasci ingannare dal fatto che Pike parli di Sovrana Divinità di Cristo perchè Pike spesso usava un parlare doppio e ambiguo – come fanno peraltro altri autorevoli massoni – per confondere le menti: la Massoneria nega infatti che Gesù Cristo è Dio benedetto in eterno).

Nelle ADI c’è il medesimo sentimento che c’è nella Massoneria, infatti c’è una ricerca del locale di culto sontuoso, per creare nelle anime l’idea di un Dio grande e ricco che largisce benedizioni al suo popolo, e quindi attirare in questa maniera le persone al locale di culto; come anche da parte dei pastori un modo di vestire ‘magnifico’ che dia all’occhio, e d’altronde in un locale di culto lussuoso poi il pastore non può andarci vestito umilmente. E questa ricerca dell’abito magnifico si estende ovviamente anche ai membri, i quali devono anche loro adeguare il loro guardaroba alla magnificenza del luogo di culto! Tutto questo, ovviamente viene presentato come una maniera per onorare Dio!

La Scrittura invece ci comanda di farci attirare dalle cose umili e di non avere l’animo alle cose alte (Romani 12:16), perchè la superbia non è dal Padre ma dal mondo (1 Giovanni 2:16).

4) Affermano che gli accusatori sono tutti diffamatori e maldicenti

Il massone Albert Pike, che vi ricordo oltre ad essere un 33° era anche un praticante di magia, nel suo libro Morals and Dogma, nel capitolo dedicato al 21° che è quello di Noachita (o Cavaliere Prussiano), ad un certo punto fa un discorso sul giornalismo e parla contro quei giornalisti che rendono pubblici, disapprovandoli, i vizi e gli errori altrui, definendoli calunnie e maldicenze. Voglio proporvi alcune di queste sue parole contro quella che lui chiama ‘questa nuova Inquisizione’: ‘….. il giornalista non ha nessuna patente che ne faccia il censore dei costumi. Non c’è alcun obbligo per noi di strombazzare la nostra disapprovazione per ogni atto errato o malaccorto o indebito che altri commette. Ci si dovrebbe vergognare di stare all’angolo della strada e di renderli noti per denaro. Non si dovrebbe, in verità, scrivere o parlare contro nessuno a questo mondo. Ognuno ha già abbastanza da fare per osservare e controllare se stesso. [….] In generale la censura, fatta sugli atti degli uomini da coloro che si sono nominati da soli censori della pubblica moralità, è infondata. Quando non è infondata, è sempre al di fuori di ogni regola, e perciò ingiusta. Un Massone si chiederà da quale spirito siano animati costoro per diffamare un proprio simile che abbia commesso un errore. Se avessero una qualche nobiltà d’animo, si sentirebbero coinvolti nei suoi disastri e verserebbero qualche lacrima sul suo errore e sulla sua follia. […]. Quando un Massone sente di qualcuno caduto in pubblica disgrazia, dovrebbe avere animo per consolare la sua miseria, e non farla più desolata. [….] Non esiste arroganza così grande come il proclamare errori e colpe di un altro da parte di chi vede solo il lato peggiore delle azioni umane e ha per mestiere quello di insozzare fedi immacolate. La pubblica censura è come colpire un cervo nel branco: non solo lo si ferisce e lo si sfinisce con la perdita di sangue, ma lo si consegna alla muta di cani, sua nemica. […] Pongono in alto i vizi degli altri uomini, perchè il mondo li guardi, ma sotterrano le altrui virtù, cosicché nessuno le possa notare. […] Ed è il più degradante peccato che un uomo possa compiere, quello di usare la propria lingua per diffamare la reputazione di un uomo intemerato. C’è una sola regola per un Massone su questo punto: se vi sono delle virtù, ed egli è chiamato a parlare di chi le possiede, le esponga imparzialmente. Ma se esistono vizi mescolati con tali virtù, si contenti di esporre i pregi, e lasci ad altri l’opera di informare il mondo sull’esistenza dei vizi stessi’. (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3. pag. 37-38, 39, 40).

Che dire? Nel leggere queste parole di questo ministro del diavolo, mi sono venute in mente le tante lettere o commenti di membri delle ADI (ma anche di altre denominazioni evangeliche) scritti contro di me in questi anni, perchè nella sostanza dicono le medesime cose che diceva questo satanista. Questo conferma la presenza di uno spirito di menzogna nelle ADI, che si prefigge di mettere a tacere quelle voci che pubblicamente riprovano e condannano gli scandali e gli insegnamenti falsi che fanno e trasmettono soprattutto i pastori, e che sono di dominio pubblico o confermati da prove inconfutabili.

Nella pratica quindi questo significa che un pastore può essere un fornicatore, o un adultero, o un ladro, o un amante del denaro e delle concupiscenze mondane, o uno che manipola i libri degli altri, o uno che insegna cose storte e perverse – sto parlando ovviamente di fatti provati, che sono risaputi dai membri di Chiesa – ma nessun cristiano si deve permettere di levare la sua voce pubblicamente contro di lui, e chi lo fa è un calunniatore e maldicente, un censore dei costumi altrui che non ha nessuna licenza per esserlo, uno arrogante che si sente più santo degli altri, un inquisitore, uno che prende piacere a mettere in risalto gli errori altrui ma a nascondere le sue virtù, uno che getta fango sulle persone che hanno dei ‘difetti’ o delle ‘debolezze’, già perchè i peccati che ho citati sopra sono considerati al massimo così, anzi, in molti casi vengono definiti ‘pagliuzze’. Che devono fare quindi i membri di chiesa e dell’organizzazione? Stare in silenzio, assoluto silenzio, coprire ogni cosa, e simpatizzare con questo ‘caro servitore di Dio nell’opera’, mostrandogli tutto il proprio appoggio, dato che è caduto vittima di un attacco da parte del diavolo, che consiste appunto nelle accuse che gli rivolgono taluni che non hanno amore, che sono diventati gli accusatori dei fratelli, quelli che fanno la volontà del diavolo. Il pastore che prende piacere nel peccato e nelle menzogne, quindi deve essere oggetto della massima stima e comprensione, e appoggiato strenuamente, per non permettere al diavolo di averla vinta! Mentre gli accusatori devono essere tenuti d’occhio, non bisogna avere niente a che fare con essi perchè trasmettono un virus pericoloso, e se sono membri di quella chiesa che lui cura vanno messi in un angolo, quello più vicino alla porta, in attesa di ‘dargli un calcio’ e mandarli via dalla Chiesa, perchè indegni di rimanere in quella Chiesa. Poi, certo, le persone del mondo verranno a sapere queste cose, ma di quello che dicono quelli del mondo, cioè della cattiva testimonianza che essi danno di quel pastore in base ai suoi comportamenti iniqui, non importa proprio niente all’organizzazione. In altre parole, la regola è quella di tenersi e difendere l’operatore di scandali e invece biasimare e cacciare via quelli che lo riprendono e mettono in guardia i santi disapprovando la sua empia condotta. Sì, fratelli, le cose stanno proprio così. In queste Chiese lo Spirito di Dio è contrastato e contristato in maniera evidente, perchè la Parola di Dio è stata rigettata. Ecco perchè esse si trovano in mano a pastori che si sentono autorizzati a comportarsi come vogliono e insegnare quello che vogliono, con grave discredito della via della verità, perchè queste Chiese sono condotte da uno spirito massonico.

5) La manipolazione delle Sacre Scritture

La Massoneria nutre un forte disprezzo verso la Scrittura, e per farvi capire ciò voglio citarvi alcune parole di Albert Pike, quindi non di un massone qualsiasi, ma di un Sovrano Gran Commendatore del 33° del Rito Scozzese Antico ed Accettato, che è considerato Sommo Pontefice della Massoneria Universale, e queste parole sono tratte dal suo libro Morals and Dogma, che vi ricordo è considerato ‘la Bibbia dei massoni’. Ascoltate come Pike manipola le Scritture.

‘Nel 18° capitolo degli Atti degli Apostoli, leggiamo: “Ed un certo Ebreo di nome Apollo, Alessandrino per nascita, uomo eloquente, che conosceva la via del Signore, essendo un fervido spirito, parlò e insegnò diligentemente delle cose del Signore, conoscendo solo il Battesimo di Giovanni e cominciò a parlare arditamente nella sinagoga. Così Aquilla e Priscilla, quando l’ebbero udito, lo presero con loro e gli esposero con più precisione la via di Dio”. Tutto ciò nel testo originale greco, privo di simboli e allegorie, diventa: “Ed un certo Ebreo, di nome Apollo, uomo eloquente e di vasta cultura, venne ad Efeso. Aveva appreso dai misteri la vera dottrina concernente Dio ed essendo zelante ed entusiasta cultore di teologia la insegnò diligentemente, avendo ricevuto solo il battesimo di Giovanni. Non sapeva nulla del Cristianesimo, perchè aveva abitato ad Alessandria ed era proprio allora giunto ad Efeso. Era probabilmente un discepolo di Filone, e un Terapeuta’ (Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 232).

Ora, le parole bibliche manipolate dal satanista Pike sono scritte così nella Bibbia: “Or un certo Giudeo, per nome Apollo, oriundo d’Alessandria, uomo eloquente e potente nelle Scritture, arrivò ad Efeso. Egli era stato ammaestrato nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Egli cominciò pure a parlar francamente nella sinagoga. Ma Priscilla ed Aquila, uditolo, lo presero seco e gli esposero più appieno la via di Dio” (Atti 18:24-26).

Qualcuno si domanderà: ‘Perchè Pike le ha manipolate?’ Perchè lui vuole dimostrare tramite la Bibbia, una sua diabolica tesi, che è questa: ‘…. quella che ora è chiamata religione Cristiana era già conosciuta agli Antichi, nè fu mai necessario insegnarla dall’inizio della storia dell’uomo fino all’incarnazione di Cristo; solo da allora la vera religione, che era prima esistita, cominciò ad essere chiamata Cristiana come ai nostri tempi, ma non perchè fosse mancata in tempi precedenti, ma perchè in tempi posteriori aveva ricevuto questo nome’ (Ibid., pag. 232). E badate che Pike per religione Cristiana intende un miscuglio di menzogne, che lui ha attinto soprattutto dalla Kabala! Ma di esempi simili in cui dei massoni prendono delle parole della Bibbia e le manipolano per fargli dire quello che vogliono se ne potrebbero citare altri.

Nelle ADI c’è lo stesso spirito che indusse Pike a manipolare le Scritture, perchè anche loro fanno dire alla Bibbia cose che la Bibbia non dice, e questo per provare le loro menzogne che inculcano ai credenti. Ecco alcuni esempi di manipolazioni bibliche, cioè del pensiero biblico, che le ADI fanno per supportare il cosiddetto libero arbitrio:

Gesù fece di tutto fino alla fine per impedire a Giuda di tradirlo

Tutto quello che il popolo d’Israele e i Gentili fecero a Gesù avvenne affinchè si adempisse la Scrittura, e difatti viene detto che essi si radunarono contro Gesù per far tutte le cose che la mano di Dio e il Suo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero (cfr. Atti 4:28). E’ evidente quindi che anche Giuda tradì il Maestro perché così Dio aveva innanzi determinato (non è forse scritto: “Perfino l’uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me” Salmo 41:9 e che Gesù disse: “Io non parlo di voi tutti; io so quelli che ho scelti; ma, perché sia adempita la Scrittura, colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno” Giovanni 13:18?), e andò in perdizione sempre perché così Dio aveva innanzi determinato perché Gesù disse al Padre: “Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta” (Giovanni 17:12).

Ma le ADI arrivano a dire: ‘Qualcuno dirà: non era stato già deciso il suo tradimento e il suo suicidio? Come si può dar credito a questa teoria, conseguenza di una lettura superficiale della Scrittura, senza mettere in dubbio l’amore e l’imparzialità di Dio? Egli è l’Eterno, conosce ogni cosa, conosce la fine dal principio e ha permesso che i profeti descrivessero i particolari riguardanti Giuda, ma Dio non lo ha predestinato ad una fine così tragica. Se leggiamo attentamente i Vangeli, vediamo piuttosto come il Maestro divino abbia fatto di tutto per scuotere Giuda e dissuaderlo dall’atto tremendo che stava compiendo’ (‘Un solenne avvertimento’, del 21 Giugno, in ‘La Parola giorno per giorno’, Vol. II). Ma – diciamo noi -come avrebbe potuto Gesù cercare di distogliere Giuda dal fare quello che fece, senza in questo modo andare contro il determinato consiglio di Dio? Gesù sapeva che quelle cose dovevano accadere, perché così Dio aveva innanzi determinato, non poteva quindi cercare di evitare che accadessero. Come dunque Gesù non cercò di evitare il suo arresto, così non cercò di evitare neppure che Giuda lo tradisse e andasse in perdizione, affinchè la Scrittura fosse adempiuta.

Lidia aprì il proprio cuore al Signore

Luca ci dice molto chiaramente: “Perciò, salpando da Troas, tirammo diritto, verso Samotracia, e il giorno seguente verso Neapoli; e di là ci recammo a Filippi, che è città primaria di quella parte della Macedonia, ed è colonia romana; e dimorammo in quella città alcuni giorni. E nel giorno di sabato andammo fuor della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d’orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch’eran quivi radunate. E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo” (Atti 16:11-14).

Come potete vedere, queste parole scritte nel libro degli Atti fanno dipendere l’attenzione che un uomo mostra verso le cose relative al Regno di Dio e l’accettazione di esse, dalla volontà di Dio e non dalla volontà dell’uomo. E poi esse mostrano anche che non a tutti coloro che ascoltano il Vangelo viene dato di prestare attenzione ad esso e di accettarlo. Ma che hanno fatto le volpi? Hanno capovolto le cose. E difatti affermano: ‘Lidia aprì il proprio cuore al Signore’ (Risveglio Pentecostale, Settembre 2008, Numero 9 – Anno LXII, pag. 3). E così i credenti delle ADI leggono su Risveglio Pentecostale che fu Lidia ad aprire il suo cuore, e non il Signore ad aprire il cuore di Lidia!! Ma grazie a Dio i credenti possono leggere nella loro Bibbia la verità intorno alla conversione di Lidia, e quindi smascherare questa menzogna delle ADI.

Zaccheo invitò Gesù a casa sua

E’ scritto: “E Gesù essendo entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco, un uomo, chiamato per nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, cercava di veder chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse innanzi, e montò sopra un sicomoro, per vederlo, perch’egli avea da passar per quella via. E come Gesù fu giunto in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi presto, perché oggi debbo albergare in casa tua. Ed egli s’affrettò a scendere e l’accolse con allegrezza. E veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo: È andato ad albergare da un peccatore! Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de’ miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo. E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d’Abramo: poiché il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito” (Luca 19:1-10). Non è abbastanza chiaro che Gesù si autoinvitò? Eppure le ADI hanno annullato anche questo, e tutto ciò naturalmente sempre per nascondere alla fratellanza che è il Signore che prende l’iniziativa e non l’uomo, che è il Signore che sceglie l’uomo e non viceversa. Le ADI infatti affermano che fu Zaccheo ad invitare Gesù; sul loro calendario del 2010 ‘La Parola Giorno per Giorno’ si legge alla data 17 Gennaio 2010 nella meditazione dal titolo ‘Gioiosi in Cristo’: ‘Quando Zaccheo il capo dei pubblicani di Gerico, uomo conosciuto per la sua avidità e disonestà, invitò Gesù a casa sua, sperimentando la grazia della giustificazione divina, provò una grande gioia: egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia’. Quello che è vero dunque è che Zaccheo accolse Gesù con allegrezza, ma non che Zaccheo invitò Gesù a casa sua.

A noi pare evidente che nelle ADI la verità viene manipolata volontariamente e con premeditazione, per far dire alla Bibbia quello che si vuole. Non si può parlare qui di persone che capiscono o interpretano male un passaggio della Bibbia, perchè i passi sono chiarissimi in questi casi, e quindi c’è proprio la volontà di manipolare il pensiero di Dio. E che ci sia questo spirito diabolico nelle ADI che tende a manipolare le parole e il pensiero altrui per un proprio vantaggio personale, lo abbiamo ampiamente dimostrato a suo tempo nel caso dei libri di Charles Spurgeon, del libro Dottrine della Bibbia di Myer Pearlman, e del Nuovo Commentario Biblico Illustrato di Merrill F. Unger, tutti libri pubblicati da ADI-Media, e tutti MANIPOLATI, per cui il pensiero degli autori di questi libri è stato stravolto.

6) La segretezza: una necessità come nella Massoneria

Come abbiamo visto prima, la segretezza è l’essenza della Massoneria, in quanto necessaria per la sua stessa esistenza. Albert Pike infatti ha affermato: ‘La segretezza è indispensabile in un Massone di qualsivoglia grado’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 109 – 4° Maestro Segreto – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md05.htm). Ecco perchè nella Massoneria si respira un’aria misteriosa, e si avverte che essa nasconde delle cose che essa ritiene molto importanti che altri – e spesso finanche membri massoni – non sappiano. Come ha detto l’ex massone J. Marquès Rivière: ‘In tutta la Massoneria c’è uno strano profumo. E’ un’atmosfera di silenzio inquieto, segreto, esoterico …. una sensazione di mistero che regna nella setta, che ne forma lo spirito, che ne alimenta la vita spirituale’ (citato in Léon de Poncins, Christianisme et Franc-Maçonnerie, pag. 128).

Anche nelle ADI vige questa atmosfera di silenzio inquieto e segreto, una sensazione di mistero che ne costituisce lo spirito, in quanto ci sono cose che neppure i membri delle Chiese ADI devono sapere.

Vi faccio due esempi pratici.

Il primo è quello dello Statuto ADI. Nelle ADI infatti esiste uno statuto e un regolamento interno, ma che praticamente è sconosciuto ai membri delle ADI, tranne che ai pastori che ne hanno una copia (lo Statuto infatti è stato stampato ma non pubblicato). Noi stessi all’inizio non sapevamo che esistesse tale statuto e regolamento, ma abbiamo scoperto la sua esistenza nel corso delle nostre ricerche sulle Chiese, le sètte e le religioni, e siamo venuti in possesso di esso in una maniera meravigliosa che fa capire che è stato proprio Dio a farcelo pervenire, perchè ce lo ha portato un credente che apparteneva alla Chiesa dei Fratelli. Non vi pare strano che gli stessi membri di una organizzazione siano tenuti dai loro dirigenti all’oscuro di un documento così importante che peraltro le altre denominazioni rendono disponibile ai loro membri?

Il secondo esempio è quello che hanno fatto le ADI nel dopoguerra per ottenere la libertà religiosa e la fine della persecuzione. E’ stato tenuto segreto ai fratelli che le ADI hanno cercato l’aiuto dei massoni per ottenere la fine della persecuzione contro di loro, e che Henry H. Ness si recò da Pio XII per chiedergli la fine della persecuzione contro i Pentecostali stipulando di fatto un’alleanza con il Vaticano. Queste sono cose molto importanti, come voi stessi potete giudicare da persone intelligenti, eppure le ADI le hanno occultate affinchè nessuno le sapesse. Provate dunque ad immaginare quante cose simili i dirigenti delle ADI hanno nel tempo tenute nascoste.

Ma di esempi pratici che confermano che nelle ADI esiste l’obbligo alla segretezza ne potrei fare tanti altri, come per esempio quello di dover tenere segreti casi di fornicazione, omosessualità e così via, per cui la Chiesa non deve sapere. Magari il pastore sa, ma tiene segreta la cosa magari anche manipolando la realtà delle cose.

Tutti questi elementi confermano la medesima cosa: nelle ADI si respira un’aria ‘misteriosa’ come nella Massoneria.


 [Tratto dal libro, scaricabile gratuitamente in formato pdf, “La Massoneria Smascherata – Contro l’infiltrazione e l’influenza di questa diabolica istituzione nelle Chiese Evangeliche”, scritto da Giacinto Butindaro]

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