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Tu, che cosa sei veramente?

25 giugno 2015

Tu, che cosa sei veramente?

grappolo-uvaSe tu sei un CRISTIANO, vuol dire che non ti ritieni mussulmano o di un’altra religione, quindi sei differente dagli altri, perché tu sai bene che devi seguire i precetti di Cristo Gesù e non i precetti contrari alla Parola di Dio.

Se tu sei EVANGELICO, significa che non sei cattolico romano, nè testimone di Geova, nè greco ortodosso, quindi, se non lo sei, significa che devi parlare in modo da non assomigliare a loro e in maniera da non confonderti con loro. Come puoi, dunque, chiamarti evangelico ed essere ecumenico con la chiesa cattolica, o darti al dialogo interreligioso con tutte le religioni, senza rinnegare di essere EVANGELICO? Non puoi farlo, e ogni qualvolta tu chiami “fratello” un idolatra cattolico romano, tu stai rinnegando la verità della Parola di Dio, oppure non hai capito quando si diventa figlioli di Dio.

Se tu dici di essere PENTECOSTALE, allora tu credi che Dio ancora oggi battezza con lo Spirito santo, che guarisce da ogni infermità chi va a Lui con piena fiducia, che distribuisce i doni spirituali e i doni di ministerio. Quindi, come puoi trovarti in comunione spirituale con coloro che invece dicono che tali cose sono cessate e chi parla in altre lingue è dal diavolo? No, se tu cerchi comunione con costoro, significa che stai rinnegando parte della verità, e Gesù Cristo non si compiace di questo.

Se tu dici di essere TRINITARIANO, allora significa che tu credi che contemporaneamente esistano tre persone distinte tra loro che formano UN UNCO E SOLO VERO DIO, che sono IL PADRE, IL FIGLIO E LO SPIRITO SANTO. Come puoi collaborare ed essere di un medesimo pensiero e cuore con gli ANTITRINITARIANI, i quali dicono che noi crediamo in un dio a tre teste, insultando la Parola di Dio e Dio stesso? No, non si può collaborare con costoro, che bestemmiano contro la Parola di Dio.

Se tu dici di essere UN FIGLIOLO DI DIO, significa che hai creduto nel Signore Gesù Cristo ed hai ricevuto dallo Spirito santo la rigenerazione spirituale, per mezzo della fede nel sangue di Gesù sei stato purificato da ogni peccato. Come puoi insultare l’opera salvifica di Gesù chiamando gli idolatri cattolici romani come fratelli che non sono mai nati di nuovo? Quindi, in questo caso, o tu stai insultando Iddio e la sua opera, o non sai cosa voglia dire “essere nati di nuovo e diventare una nuova creatura”.

Se tu dici di AMARE IDDIO, allora vuole dire che stai rinunciando al mondo, e che il mondo ti ha rigettato e ti perseguita. Ma se il mondo ti ama e non ti perseguita, significa che tu sei amico del mondo, e nemico di Dio, quindi, in realtà tu non ami Dio, ma AMI IL MONDO che giace nel maligno. Fatti la domanda di rito: ma il mondo mi odia o mi ama? Dalla risposta tu comprenderai quale sia il tuo stato spirituale.

Se tu dici che sei stato SANTIFICATO quando hai creduto in Gesù Cristo, per quale motivo non ti devi mantenere santo e rifuggire da ogni male e da ogni apparenza di male? Sì, sei stato santificato e purificato dal fango del tuo peccato, ma tu non perdi occasione nel gettarti in ogni pozzanghera che incontri nel cammino in questo mondo. Ma stai attento, perché prima o poi quel fango di peccato che ti getti addosso porterà con se delle conseguenze che non potranno essere dimenticate. Bada dunque a te stesso e a quello che fai, per non perdere il premio che Dio ha promesso di darti alla fine dei tuoi giorni.

Se tu dici di AMARE I FRATELLI, devi amare anche quelli che sono semplici, che non hanno cariche importanti nel mondo, che sono difficili da trattare, complicati, dei quali non approvi i modi di fare e il comportamento. Non sai che anche quelli che tu non gradisci li ha fatti Iddio e li ha fatti proprio in tale maniera? Anche quelli del mondo sono capaci di amare le persone affabili, che stanno sempre al loro posto e non infastidiscono nessuno. Non dobbiamo forse amare anche i nostri nemici come Gesù ci ha comandato? E se non riusciamo ad amare certi fratelli nostri in Cristo che non riescono a relazionarsi col prossimo come piace a noi, come possiamo pensare di riuscire ad amare i nostri nemici? Bada, dunque, di non fare differenze nella tua mente, perché in tal caso tu pecchi.

Se tu dici che PREGHI, vuole dire nel linguaggio biblico che tu ami ritirarti nella tua cameretta e andare a Dio in ginocchio, per stare in comunione con Lui ed essere preservato da ogni tentazione.

Se tu in preghiera dici al Signore che vuoi SERVIRLO, significa che quando vicino a te ci sono delle persone anziane le vai a trovare per incoraggiarle e non farle sentire sole, che vai a trovare le donne incinte o che hanno appena partorito per aiutarle a superare quei momenti difficili, che doni al povero e non al ricco, che hai a cuore la sorte dello straniero e degli orfani, che vai a trovare gli infermi, che sei premuroso per tutto quello che serve nella comunità che frequenti, che sei puntuale ad ogni riunione e che fai ogni cosa con il cuore. Ma se tu non pratichi queste minime cose nella tua comunità, quali altri incarichi più gravosi pensi di ricevere da Dio? Non ricordi che sta scritto che chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi? Quindi, datti da fare nelle cose minime, per poi praticare le cose più grandi.

Un credente deve considerare queste, e mettere in pratica tutto ciò che è buono, altrimenti la lampada si spegne, e il sale diventa insipido e non serve a nulla, se non ad essere gettato via e ad essere calpestato.

Che Dio benedica ogni credente che si impegna seriamente a fare tutta la volontà di Dio.

Giuseppe Piredda

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