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Per ricordare e riflettere sui fatti accaduti l’11 settembre 2001

10 settembre 2015

Per ricordare e riflettere sui fatti accaduti l’11 settembre 2001

In riferimento a quanto accaduto l’11 settembre, vi presento alcuni video e subito dopo alcune pagine di quanto riportato nel libro di Gioele Magaldi “Massoni”, che sicuramente potranno stimolare il vostro senso critico, e perché no, anche sconvolgere quelle vostre eventuali barricate e certezze che avevate sulle democrazie occidentali. La conoscenza ha sempre un vantaggio sull’ignoranza, anche se la conoscenza a volte, può toglierti il sonno, può toglierti quel manto di finta sicurezza di cui molti in occidente si sono finora coperti.

Anche questi fatti ci fanno sapere quale spirito anima i massoni in rapporto alla vita umana e al reale benessere della società.

Altre considerazioni su quanto è accaduto l’11 settembre 2001 ce le fa sapere il massone Gioele Magaldi, nel suo libro “Massoni  società a responsabilità limitata – alla scoperte delle Ur-Lodges“, 2014, editore Chiarelettere, in particolare ho riportato quanto è scritto nelle pagine dalla 526 alla 534:

“”massoni-magaldi[…]

11 settembre 2001. L’evento fondativo del XXI secolo.
Realtà dietro il mito e logos massonico sopra ogni cosa

FCI: Se permettete, vi leggo alcuni passaggi di un interessante libro.
FR: Lascia stare i libri e veniamo al punto.
FCI: Ma e utile per introdurre l’argomento di cui dobbiamo parlare.
FT: Propongo che in questa sede saltiamo il piu possibile citazioni e riferimenti libreschi, che magari si riveleranno utili, sugli stessi temi, nel corso di una narrazione piu tradizionale e non colloquiale.
FCI: Insisto. Altrove abbonderemo come al solito in citazioni e confronti con interpreti profani di determinati avvenimenti. Qui, mi accontento di riportare alcuni brevi cenni che contestualizzino la nostra narrazione dialogica.
FA: E fateglieli leggere, questi brani…
FJ: Si. Leggi e non ne parliamo piu.
FCI: Leggo.
FK: Scusate, qual e l’argomento?
FCI: L’11 settembre 2001. L’attacco alle Twin Towers di New York…
FK: Leggi pure…
FCI: ≪Le spiegazioni tecnico-scientifiche fornite dal 9/11 Commission Report per il crollo delle due Torri colpite da aerei, […] tutte con struttura in acciaio, incredibilmente collassate contravvenendo a ogni passata esperienza pratica e addirittura alle leggi della fisica (un corpo in caduta dovrebbe seguire la linea di minor resistenza), sono contorte,
incomplete, forzate e assurde. Nessun edificio in acciaio, infatti, era mai crollato in conseguenza di danni causati dall’esterno, ne in seguito a un incendio, persino quando il rogo era stato molto piu esteso, dirompente e duraturo di quello delle Torri. Il rapporto della Commissione, inoltre, non menziona che tutti i precedenti crolli erano stati causati da cariche esplosive piazzate con cura per un processo chiamato “demolizione controllata”. Anche la seconda “pistola fumante” e piuttosto “un intero arsenale di armi concettuali da sparo. Tutte legate al famoso edificio 7, il WTC-7 del World Trade Center. Si tratta della terza torre, quella che crollo alle 17.20 dell’11 settembre, senza essere colpita da nessun aereo.
Un edificio alto quasi 200 metri, di 47 piani d’acciaio come le due torri, che e crollato all’improvviso, verticalmente, alla velocita di caduta libera e si affloscia trasformandosi in una nuvola di polvere sulla propria pianta.
E il terzo record mondiale assoluto della storia dell’architettura: nessun edificio in acciaio era mai crollato in questo modo. Tre record mondiali in una stessa mattinata, nello stesso posto.”
Bisogna inoltre ricordare che le strutture portanti delle Torri gemelle, come ha dichiarato pubblicamente il loro progettista, Leslie Robertson, che infatti non e mai stato perseguito, erano state pensate e costruite proprio per resistere a un impatto aereo di quel genere. Figuriamoci poi per un caso come quello dell’edificio 7 del World Trade Center, che aveva subito un incendio al dodicesimo piano senza che cio avesse tuttavia pregiudicato la struttura in acciaio del grattacielo.
Un crollo dunque ritenuto semplicemente impossibile nel mondo della costruzione civile. […] Del resto, anche volendo passare per ottusi e quindi accettare gli studi che accompagnano la “versione ufficiale”, i quali cercano di spiegare come sia stato effettivamente possibile quel genere di “cedimento strutturale” stiracchiando tabelle su tabelle per dimostrare quando e a che valore l’acciaio potrebbe cedere e quindi provocare altri cedimenti alla struttura in acciaio delle torri, anche prendendo per buone queste ricostruzioni, basterebbe la sola osservazione di questo fenomeno mai verificatosi nella storia ingegneristica per affermare che si tratta veramente di un insulto all’intelligenza.
Ognuno dei crolli fu peraltro totale e gli enormi edifici si ridussero a un cumulo di macerie alto appena pochi metri. Com’e possibile che si sia verificato un simile collasso rimane un mistero inesplicabile, poiche il nucleo di ciascuna delle torri consisteva di 47 solidi pilastri di acciaio.
Inoltre non sono adeguatamente spiegati alcuni fenomeni, come per esempio il cemento ridotto allo stato di lava, pozze di acciaio fuso a 1100° e altre materie incandescenti che hanno continuato a bruciare nel sottosuolo delle Torri gemelle fino al 19 dicembre 2001, ossia oltre tre mesi dopo l’esplosione. Rimane poi da comprendere come diverse
colonne di supporto in acciaio abbiano potuto contorcersi alla stregua di brioche e soprattutto in che modo piu della meta dei corpi delle vittime presenti negli edifici si sia volatilizzato nel nulla. […] E spiegabile come la semplice forza di gravita possa avere disintegrato i corpi delle vittime, al punto da generare frammenti ossei “piccoli come l’unghia di un mignolo”, mentre piu di 1100 vittime non sono state mai nemmeno identificate?
E evidente che tutto cio necessita di una vera indagine tecnico-scientifica ben piu convincente rispetto a quello che e stato fornito dal 9/11 Commission Report, meglio conosciuto come Final Report of the National.

La scoperta delle Ur-Lodges Commission on Terrorist Attacks Upon the United States. E poi, per passare ad altri aspetti, come furono possibili telefonate come quella effettuata dal cellulare di Mark Bingham, in volo sull’aereo UA93 caduto vicino a Shanksville, Pennsylvania, che fino a quel momento nessuno, negli Stati Uniti e altrove, era mai riuscito tecnicamente a realizzare da quelle altitudini? Parliamo ovviamente dell’aereo che, come e stato mostrato anche in un film intitolato appunto United 93, si sarebbe schiantato al suolo grazie al sacrificio dei passeggeri che al grido di “Let’s Roll ” avrebbero impedito ai dirottatori di colpire un altro ipotetico bersaglio
[…], pero le foto del luogo subito dopo la caduta mostrano una strana buca di qualche metro in cui non si vedono resti dell’aereo – alcuni dei quali vennero addirittura trovati in un diametro di 12 chilometri (nonostante l’aereo sia caduto in quel punto tutto d’un pezzo) e altri, ci si dice, sarebbero stati in seguito dissotterrati e subito requisiti dall’Fbi senza che nessuno abbia mai potuto vederli.
Come sostennero testimoni arrivati sul posto pochi minuti dopo lo schianto, tra i quali Ernie Stuhl, sindaco di Shanksville, “non vi e nulla che indichi che in questo luogo sia caduto un aereo da 100 tonnellate”.
Sul posto e stato pero subito rinvenuto un passaporto bruciacchiato del quale rimaneva soltanto un pezzetto di fotografia raffigurante il volto del terrorista Ziyad Jarrah con il suo nome ben visibile sotto, ma di cui il resto del documento risultava totalmente inutilizzabile. Vennero anche rinvenuti il testamento, fototessere, scontrini senza alcuna bruciatura appartenenti ad altri dirottatori. L’aereo, pero, non si trovava. Ritrovamenti che hanno dunque dello strabiliante, ma in questa vicenda le cose strabilianti sono diventate la regola. […]
Per quanto riguarda poi l’aereo che avrebbe colpito il Pentagono, a distanza di anni dall’attentato sono stati mostrati solo alcuni brevi fotogrammi, oltretutto manipolati con “Photoshopping”, che non permettono di individuare con precisione la sagoma del corpo dell’aereo, il che per un luogo cosi minuziosamente controllato come il Pentagono, forse il luogo piu sorvegliato del pianeta (categoria di sorveglianza “Bravo”) desta non poche perplessita. Come mai su 85 videocassette in possesso dell’Fbi che potrebbero essere potenzialmente utili per verificare cos’e veramente accaduto nella zona d’impatto del volo 77, solo una e stata messa a disposizione del pubblico?
Quello che lascia ulteriormente basiti e come fu possibile che l’aereo si sia disintegrato dentro l’edificio, compresi i suoi due enormi e quasi indistruttibili motori fatti di acciaio e di titanio, passando per un buco di ridotte dimensioni che si vede nelle foto scattate pochi secondi prima che crolli la facciata (rimasta miracolosamente con le finestre intatte) e che poi avrebbe proseguito la sua corsa distruttiva perforando cinque anelli dell’edificio stesso. A scanso di equivoci ricordiamo che si tratta di un aereo con un’apertura alare di circa quaranta metri, ali che non hanno lasciato alcun segno del loro impatto sui muri e che, secondo la versione ufficiale, si sarebbero completamente “disintegrate” nell’impatto.
Misteri che si sommano ad altri misteri.
Rimane poi da capire come fu possibile ricostruire il dna di tutti i passeggeri di un aereo che ci viene detto si sia  letteralmente liquefatto trasformandosi in una palla di fuoco, ma da cui e poi magicamente spuntata fuori perfettamente integra la carta d’identita del “dirottatore” arabo Majed Moqed. Possibile che dei corpi umani fatti di carne e ossa, per non parlare della carta di cui e fatto un documento, abbiano potuto resistere meglio dei materiali di cui e costruito un Boeing 757?
Quando si constata inoltre che i cosiddetti terroristi arabi responsabili delle stragi, definiti dai loro stessi istruttori come dei piloti “totalmente incapaci”, circolavano per gli States gia da alcuni anni, attentamente seguiti, ma indisturbati dalle varie intelligence americane; che le loro presunte responsabilita negli attentati, con tanto di foto segnaletiche, sono state dopo diffuse da tutti i media internazionali, sorge il fondato sospetto di un “capro espiatorio” costruito ad hoc. Strano poi che degli “integralisti islamici” ligi al Corano come loro frequentassero prostitute, ballerine di lap dance e fossero abituali clienti di bar in Florida dove consumavano alcol e droghe pesanti.
In aggiunta a tutto questo rimane inspiegabile come delle copie del Corano, manuali di pilotaggio, deliranti testamenti e passaporti siano stati miracolosamente ritrovati tra le macerie di quegli immani disastri.
Altra questione aperta e che diversi testimoni riferirono di aver visto molti dei presunti dirottatori ancora vivi dopo l’11 settembre, al punto che su diciannove “presunti” dirottatori il professor David Ray Griffin ne ha individuati ben sei ancora vivi dopo il tragico evento: Waleed al-Shehri, Ahmed al-Nami, Saeed al-Ghamdi, Mohand al-Shehri, Salem al-Hazmi e Abdulaziz al-Oman.
Che tali circostanze siano vere o meno, la Commissione avrebbe dovuto comunque indagarle. Invece non le prese neppure in considerazione.
Arrivo persino ad asserire che fu Waleed al-Shehri, che dopo l’11 settembre lavorava ancora come pilota in Marocco, ad accoltellare un’assistente di volo poco prima che il volo si schiantasse contro la Torre Nord. […] Com’e possibile, ancora, che ben quattro aerei dirottati abbiano potuto volare indisturbati per un tempo esorbitante con strani
520 Massoni S.r.ill. La scoperta delle Ur-Lodges e contorti itinerari sui cieli degli Stati Uniti prima di abbattersi sui loro obiettivi senza che nemmeno un solo caccia si sollevasse per intercettarli.
Una procedura standard, questa, che si era gia verificata in diversi altri casi e per situazioni decisamente meno gravi. […] Non e credibile che non solo la Cia e l’Fbi abbiano fallito nel compito di individuare il complotto, ma anche tutte le altre 16 agenzie di intelligence, ivi compresa la National Security Agency (Nsa), che spia chiunque sul pianeta, e la Defense Intelligence Agency, il Mossad israeliano, e le agenzie di intelligence degli alleati di Washington nella Nato. Semplicemente ci sono troppi osservatori e troppi infiltrati nei gruppi terroristici per poter accettare che un attacco di tale complessita si sia potuto realizzare senza essere scoperto e sia stato possibile portarlo a compimento senza essere impedito. […]

In chiusura di questo capitolo non si puo certo sorvolare sulla questione riguardante la mancata fuga di notizie da parte di qualche “gola profonda”, come ha per esempio lamentato uno smaliziatissimo Umberto Eco in una Bustina di Minerva pubblicata su “l’Espresso”.
Un’obiezione ricorrente sottolinea infatti che, a fronte delle sesquipedali incongruenze che abbiamo elencato, troppe persone sarebbero dovute essere state informate di un simile piano, e dunque che il segreto non avrebbe potuto rimanere tale dopo i fatti. La prima risposta che si puo avanzare e che la maggioranza dei partecipanti a queste esercitazioni, a causa dell’ossessione dei militari per la parcellizzazione dell’informazione, non aveva idea della piu ampia struttura di cui faceva parte. Per diverse centinaia di persone che avrebbero dovuto invece conoscere la struttura piu ampia, o quanto meno una parte considerevole di essa, la minaccia sempre presente di un omicidio, per se stessi e per le proprie famiglie, e un formidabile deterrente. O comunque, visto che si trattava di militari, per bene che possa andare vi e pur sempre a disposizione la Corte marziale.
Chi ha dunque beneficiato dagli attacchi dell’11 settembre? Perche le indagini ufficiali hanno avuto uno svolgimento equiparabile a quello di una rassicurante favola per bambini, come hanno ammesso ex post anche i due maggiori responsabili della Commissione d’inchiesta sull’11/9, i senatori Thomas H. Kean e Lee H. Hamilton? Chi ha tratto giovamento dalle somme stratosferiche e dai nuovi assetti geopolitici nel Vicino e Medio Oriente scaturiti da quei tragici eventi? Cui Bono?≫.
FK: Potevi anche risparmiarti la lettura, in effetti…
FR: Io l’avevo detto sin dall’inizio.
FT: Anch’io.
FA: A priori non aveva senso impedirgli di leggere… Ma, certo, a posteriori…
FCI: Spiegatevi meglio.
FJ: Lo so io dove vogliono andare a parare. In ogni caso, e bene che tu abbia letto le argute considerazioni di Sensini. Inquadrano perfettamente i ragionamenti che stiamo per fare.
FK: Questo libro che hai citato pone degli interrogativi giusti per una coscienza, per cosi dire, profana. Come sono andate le cose l’11 settembre del 2001, pero, te lo avremmo potuto dire con estrema chiarezza sia io che Frater Rosenkreutz, sul versante occidentale.
FT: Si, ma sapevamo benissimo ogni cosa anche noi. Ancora mi ricordo un rapporto del Guoanbu5 sopra la mia scrivania, gia nel luglio del 2001. Un rapporto in cui si prevedeva quello che sarebbe accaduto dopo poche settimane a New York.
FA: Devo dire che anche dalle mie parti si immaginava quello che stava per succedere.
FK: Si, voi sapevate, immaginavate, ma io, se permettete, ho vissuto quella brutta storia in prima persona.
FCI: Vuoi dire che sei stato tra i corresponsabili di quell’evento?
FK: Assolutamente no. Mi sono opposto con tutte le mie forze a quella mostruosita gratuita e spropositata rispetto agli obiettivi da conseguire…
FR: Confermo. Abbiamo anche parlato insieme della cosa, a suo tempo. E ho avuto ampi riscontri incrociati sulla sincerita di Frater Kronos dai miei fraterni amici della Dpsd e della Dgse.
FCI: E allora chi ha organizzato quella grande sceneggiata dell’11 settembre 2001?
FJ: Se la metti cosi, sembra quasi che stiamo facendo del complottismo…
FR: Affrontiamo la cosa in termini graduali, anche a beneficio di chi leggera questi nostri colloqui. Si trattera, immagino, di un pubblico composto in qualche misura da cospirazionisti, ma per la maggior parte da cittadini normali. Persone dalla coscienza ricettiva ma non pregiudizialmente orientata verso qualche verita confezionata di natura ufficiale o, all’inverso, complottista.
FK: La finiamo con tutti questi giri di parole?
FJ: Frater K muore dalla voglia di vuotare il sacco!
FA: Si tratta di un sacco che contiene ricordi molto tristi, per la verita.
FT: Cerchiamo di rimanere oggettivi e distaccati, fratelli. Quello che e stato e stato.
FK: Quando siete comodi, comincio a raccontare.
FCI: Vai.
FK: In questa sede, cerchero di presentare il contesto esatto in cui e accaduto quello che e accaduto. Poi, chi vorra capire, capira… Anche se mi riservo in qualunque momento – adesso o nei colloqui che inserirete nei prossimi volumi di quest’opera – di essere ancora piu esplicito e diretto…
FJ: Siamo tutti orecchi e il lettore e senz’altro sui carboni ardenti…
FK: Avete presente il fratello Dick Cheney?
FR: Quello rispetto al quale tu sei un ultra progressista?
FK: Eh, gia, hai detto bene!
FJ: Ragazzi, andiamo avanti senza troppe interruzioni. Il fiato dei lettori e sospeso e la cosa merita il dovuto rispetto e l’attitudine a sciogliere certi nodi fondamentali senza troppi giri di parole.
FT: Concordo.
FA: Anch’io.
FR: Tranquilli, terro a freno la mia lingua esorbitante da pied-noir…7
FK: Avete anche presente il fratello William Jefferson Clinton, detto ≪Bill≫?
FJ, FR, FT, FA: Certo!
FK: Perfetto. Per capire cosa accadde l’11 settembre 2001 bisogna partire dalle elezioni Usa del 1992. Il comitato dei 14 massoni previsto dal patto United Freemasons for Globalization scelse come presidente da insediare nel 1993 un relativamente giovane paramassone democrat che era passato per il DeMolay e per altre organizzazioni attigue ai nostri ambienti: parlo di Bill, appunto. E avevamo deciso che, per favorirne l’elezione, George non si dovesse ricandidare, indebolendo cosi il fronte repubblicano.
FR: Invece Bush Sr. si ricandido eccome…
FK: Infatti, e quello fu l’inizio del problema. Ovviamente, facemmo in modo che vincesse Clinton, ma George se la prese molto. Era amareggiato e incattivito. E i vari Cheney, Rumsfeld e compagnia erano ancora piu furiosi di lui. E soffiavano sul fuoco. Comunque, se nel 1992 Bill aveva ricevuto l’iniziazione rituale presso la ≪Compass Star-Rose≫, considerato quale membro in quota moderatamente progressista, nel 1996, oltre che alla Ur-Lodge ≪Janus≫, gli fu proposto e poi concesso di entrare a far parte anche della ≪Three Eyes≫.
FJ: E li ci fu il tuo zampino, se non erro?
FK: Certo. Perche mai avrei dovuto lasciare il presidente in carica sotto l’influenza esclusiva dei fratelli progressisti o di quello zibaldone di tendenze contraddittorie che rischiava di diventare la ≪Compass≫?
FJ: Che rischiava di diventare, ma poi non fu cosi…
FR: Va be’, va be’, lasciamolo proseguire con la narrazione e non perdiamo il filo.
FK: A George il fatto di trovare nella ≪Three Eyes≫ colui che era stato prescelto al suo posto per stare alla Casa bianca nel quadriennio 1993-1997 proprio non ando giu… E Dick e Don lo fomentarono, insieme a Sam. Intendo dire insieme al fratello Samuel Huntington. Gia nel 1993, Dick e Don si stavano organizzando e commissionarono a Sam
la stesura di The Clash of Civilizations. Poi, fu proprio nel 1996 che il suo breve saggio divenne un libro piu corposo, pubblicato con grande risalto da Simon & Schuster, tradotto in molte lingue, veicolato sul mercato editoriale, culturale e mediatico mondiale. Il 1996, l’anno in cui Bill Clinton fu affiliato alla ≪Three Eyes≫ e George perse le staffe e il dominio di se, arrabbiandosi ancora di piu che nel 1992-1993, perche questa affiliazione la senti come la stroncatura definitiva delle sue ambizioni di ricandidarsi eventualmente alle primarie del partito repubblicano dello stesso anno, in vista delle elezioni presidenziali dell’autunno.
Ed era anche la stroncatura sostanziale dell’ipotesi, temeraria ma non impossibile sulla carta, di far candidare al suo posto il figlio George Jr., ≪Frater Kronos≫ si riferisce all’Ordine massonico giovanile DeMolay, al cui capitolo giovanile di Hot Springs, in Arkansas, Bill Clinton fu iniziato nel 1961 e alle sue successive esperienze di cooptazione a margine del Council on Foreign Relations, della Trilateral Commission e del Bilderberg Group che da gennaio del 1995 era divenuto governatore del Texas. Cosi, The Clash of Civilizations and the Remaking of World Order rappresento il primo manifesto ideologico di un avveniristico e micidiale progetto massonico per il XXI secolo. Un manifesto attorno a cui, su impulso di George Bush Sr., Jeb Bush, Samuel Huntington, Donald Kagan, Robert Kagan, Douglas Feith, Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Irving Kristol, William Kristol, Dan Quayle, Paul Wolfowitz, Richard Perle, Karl Rove, Michael Ledeen, Bill Bennett e con il concorso di altri fratelli statunitensi, europei e mediorientali, si raduno il primo nucleo informale della costituenda Ur- Lodge ≪Hathor Pentalpha≫. Il secondo passo fu la costituzione del think tank paramassonico Pnac, il Project for the New American Century, nella tarda primavera del 1997.

[…]””

«Il giusto prende conoscenza della causa de’ miseri, ma l’empio non ha intendimento né conoscenza.» (Proverbi 29:7)

 Giuseppe Piredda

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