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Henry Ness e la nascita della organizzazione A.D.I. (Assemblee di Dio in Italia)

14 settembre 2015

Henry H. Ness e la nascita dell’organizzazione A.D.I. (Assemblee di Dio in Italia)

1. Introduzione

Si premette che in questi ultimi anni, in quasi tutti i salotti dei credenti, principalmente dei pentecostali, si discute sulla storia delle ADI, in particolare com’è nata l’organizzazione delle ADI e se in essa ci sono dei pastori massoni. Questi dibattiti sono la conseguenza di quanto ha fatto emergere il fratello Giacinto Butindaro con il suo libro “La Massoneria Smascherata”, con cui ha documentato che la nascita delle ADI è avvenuta ad opera e sforzo della massoneria. Cosa grave, questa, perché la massoneria è una religione che adora il diavolo e non si sarebbe dovuta trovare per niente nella costituzione e nella storia delle ADI, denominazione cristiana pentecostale, i cui membri di tali comunità inizialmente, prima della nascita della denominazione, servivano il Signore Iddio e il Suo Figliolo Gesù Cristo, invece, a partire dalla costituzione dell’organizzazione, hanno iniziato a servire la denominazione e il proprio pastore. Molti di tali membri, non tutti naturalmente, hanno per la maggior parte assimilato principi e concetti massonici e ad essi si attengono, ammantandoli dietro ad una parvenza di verità biblica, per propagarli di soppiatto per evitare che i semplici e sinceri credenti se ne accorgano e, purtroppo, dobbiamo registrare che fino a qualche hanno fa i principi massonici si diffondevano indisturbati nell’ambiente evangelico, anche in quello pentecostale, i credenti non si facevano domande e non investigavano le Scritture, non mettevano in discussione niente di quello che era loro insegnato, non provavano gli spirito per sapere se erano da Dio. Questo ha portato alla depravazione della condotta di molti membri delle comunità evangeliche, anche di quelle pentecostali ADI, e la dottrina è stata stravolta quasi completamente.

Considerato tali avvenimenti, a conferma e rafforzamento di quanto più volte è stato detto sulle ADI, con questo scritto ho voluto mettere insieme alcune cose che riguardano la nascita dell’organizzazione delle ADI, con lo scopo di stimolare la riflessione di tutti i fratelli in Cristo, soprattutto dei membri delle ADI, i quali sono stati abituati ad essere diffidenti verso gli scritti esterni all’organizzazione, ma facendo appello al loro buon senso e al discernimento che viene da Dio, non mancheranno di comprendere che quello che diciamo è verità, ed è bene che si documentino attentamente e prendano alla fine la decisione di uscire da tale denominazione, che oramai non serve più il Signore nostro Gesù Cristo, ma il mostro massonico.

Molti non lo capiscono, o non lo vogliono accettare, ma è per il bene dell’anima loro che gli facciamo sapere tutte queste cose, e non è certo nascondendo la loro testa sotto la sabbia che le cose possono migliorare, anzi, tacendo e non documentandosi sulla verità di tutte le cose che riguardano le ADI, tra cui la sua nascita, non fanno altro che lasciarla precipitare sempre più verso il basso, verso l’inferno, con tutto il suo carico di anime preziose per il Signore. Quello che vi chiedo supplicando, non è quella di far riprendere credibilità alle ADI, ma quella di lottare con tutte le vostre forze per salvare quelle anime preziose che, sedotte dal mostro massonico travestito da religioso ADI, le sta menando nell’abisso più profondo. Se tu hai compreso le cose che stiamo dicendo da tempo, allora hai l’obbligo di farlo sapere a tutti, ad uno ad uno, poi ciascuno prenderà la sua decisione.

Facciamo tutti, dunque, la nostra parte per il bene di tutti i nostri fratelli e sorelle in Cristo Gesù, rammentandoci sempre dei seguenti passaggi biblici:

«E in capo a sette giorni, la parola dell’Eterno mi fu rivolta in questi termini: ‘Figliuol d’uomo, io t’ho stabilito come sentinella per la casa d’Israele; e quando tu udrai dalla mia bocca una parola, tu li avvertirai da parte mia. Quando io dirò all’empio: – Certo morrai, – se tu non l’avverti, e non parli per avvertire quell’empio di abbandonar la sua via malvagia, e salvargli così la vita, quell’empio morrà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. Ma, se tu avverti l’empio, ed egli non si ritrae dalla sua empietà e dalla sua via malvagia, egli morrà per la sua iniquità, ma tu avrai salvata l’anima tua.» (Ezechiele 3:16-19)

2. Henry H. Ness e la nascita dell’organizzazione A.D.I. (Assemblee di Dio in Italia)

42-logo-adiNasce l’organizzazione ADI

Nel 1946 si tenne il 5° Convegno Nazionale a Roma, a cui partecipò anche una delegazione estera, costituita da Nicola di Gregorio, uno dei più stretti collaboratori di Luigi Francescon nella Congregazione Cristiana di Chicago, e quindi contrario all’organizzazione, Hermann Parli che rappresentava le chiese svizzere ed europee, ed Henry Ness, uno dei più noti esponenti delle Assemblies of God americane, che era pastore di una grande chiesa.

Fu presentata di nuovo la proposta che era stata rigettata nel precedente, ma questa volta fu presentata da coloro che l’avevano respinta al precedente convegno. La linea che prevalse fu quella di Ness, che era assertore convinto dell’organizzazione. Fu presa dunque la decisione di costituire una organizzazione al fine di ottenere la ‘libertà di culto e d’evangelizzazione’, in quanto il Governo di allora aveva dichiarato ufficialmente che non sarebbe stata concessa alcuna libertà religiosa al Movimento se questo non si fosse regolarmente e giuridicamente organizzato.

Come dice Roberto Bracco: ‘si pensava che questo fine si sarebbe raggiunto meglio e più presto presentando alle autorità un corpo coordinato oltre che collegato in tutte le sue parti’ (Roberto Bracco, La verità vi farà liberi, pag. 21). Si adempirono così le parole di uno dei più grandi avversari della linea di Francescon, che un giorno aveva detto a Roberto Bracco: ‘Nel prossimo Convegno venga Francescon o S. Francesco, noi faremo quello che siamo intenzionati di fare cioè ci organizzeremo legalmente’ (Roberto Bracco, op.cit., pag. 11-12). Fu dunque costituito un triplice Comitato chiamato ‘Comitato Missionario, Ricostruzione e Fondo di Pietà’, che esplicava il proprio compito amministrativo nella giurisdizione di cui ad ognuno dei Comitati, e cioè: Sicilia, Italia CentroMeridionale e Italia Settentrionale. E fu costituito anche il Comitato Centrale, formato da 5 membri, che doveva eleggere nel suo seno un presidente che rappresentasse l’opera d’Italia di fronte al Governo (Atti del 5° Convegno Nazionale, paragrafo III).

E per tranquillizzare tutti fu detto che ‘questi Comitati lasciano l’opera del Signore nella libertà dello Spirito, perché le funzioni da essi esercitate sono unicamente di carattere amministrativo ed i membri di essi non godono nessun privilegio nei confronti delle chiese e dei fedeli’ (paragrafo III).

Va fatto notare però che diverse Chiese Pentecostali rifiutarono di partecipare a quel Convegno avendo già constatato che la direzione verso la quale erano volte la maggioranza delle Chiese era quella di costituire una organizzazione, e per questa loro mancata partecipazione i partecipanti a quel Convegno si dolsero parecchio. Ecco infatti quello che scrissero: ‘Ancora una volta abbiamo dovuto deplorare, con dolore cristiano, il mancato intervento di diverse adunanze regolarmente invitate. Purtroppo ciò è stato determinato da uno spirito di contesa e di divisione che si fonda su pregiudizi e prevenzioni di molti i quali, sono stati contumaci accusatori del presente convegno. Nel mentre diamo ampia assicurazione di aver mandato, senza discriminazione, la circolare di invito agli anziani di tutte le chiese d’Italia, precisiamo che la chiesa di Roma, presieduta dal fratello Antonio Serlenga, oltre che con la regolare circolare, è stata invitata ad intervenire a mezzo di una visita dei fratelli Rosario di Palermo della chiesa di Corleone (Palermo) e Nicolò di Gregorio della chiesa di Chicago (U.S.A.). L’ostinata determinazione di non partecipare al convegno, non giustificabile con l’insegnamento delle Scritture, ci ha mostrato una volta di più il preciso proposito dei conduttori di questa chiesa di compiere opera disgregatrice e scismatica nelle chiese d’Italia. Esortiamo nel Nome del Signore, unitamente alle fratellanze straniere rappresentate in questo convegno, ad opporre resistenza agli insegnamenti contrari alla pacificazione che, procedendo dai conduttori di detta chiesa, continuano ad apportare disturbi in ogni località…’ (paragrafo I).

In quel Convegno fu fondato il periodico Risveglio Pentecostale, che divenne l’organo ufficiale delle ‘Chiese Cristiane Evangeliche Pentecostali’, la cui redazione e direzione furono affidate rispettivamente a Umberto Gorietti e Roberto Bracco. I primi due numeri uscirono per la generosa offerta dei fratelli di Zurigo e Winterthur (Svizzera), mentre la pubblicazione degli altri numeri doveva essere fatta con i mezzi della fratellanza italiana ‘che potranno essere facilmente realizzabili mediante il tempestivo pagamento dei numeri che vengono inviati’ (paragrafo IV).

Nel maggio del 1947, Umberto Gorietti, in qualità di rappresentante del Movimento Italiano, partecipò alla prima Conferenza Pentecostale Mondiale tenutasi a Zurigo, in Svizzera, durante la quale sollecitò ed ottenne che i delegati dei Movimenti di tutto il mondo inviassero al Governo Italiano una petizione con la quale richiedevano il rispetto delle libertà di culto per le chiese pentecostali italiane.

Nel 1947 si tenne il 6° Convegno Nazionale a Napoli , dal 16 al 18 Agosto, che fu una pietra miliare per la costituzione dell’organizzazione ‘Assemblee di Dio in Italia’, infatti dato che per il riconoscimento giuridico delle Chiese Pentecostali in Italia era necessario un documento da qualche associazione consorella all’estero, preferibilmente americana, che fosse riconosciuta giuridicamente nella sua nazione, documento che garantisse i fini e la serietà delle chiese italiane, fu accettata la certificazione offerta dalle Assemblies of God degli Stati Uniti. Ecco quanto fu deliberato: ‘1. ‘Le Assemblee Pentecostali Italiane, riconosciuta l’urgente necessità di regolarizzare la propria posizione giuridica, e constatato che l’unico mezzo attualmente a disposizione del Movimento è quello dell’affiliazione a fratellanze straniere, accettano l’affiliazione cristianamente offerta dalle Assemblee di Dio degli Stati Uniti; 2. Un apposito statuto regolerà i rapporti tra le due organizzazioni ed assicurerà la più ampia indipendenza all’opera d’Italia; 3. Il Movimento resta, come nel passato, in comunione fraterna con tutti quei movimenti che perseguono la stessa mèta’ (paragrafo I). ‘L’Opera Pentecostale Italiana, in conseguenza di quanto sopra assume il nome di ‘Assemblee di Dio in Italia’ (Atti del 6° Convegno , paragrafo II).

In quel Convegno furono istituiti dei ‘Comitati di Zona’ in sostituzione del triplice Comitato Missionario Ricostruzione ed Assistenza eletto nel Convegno precedente. E il Comitato Centrale fu sostituito con il Comitato Esecutivo, composto da un Presidente, un Segretario, un Tesoriere e da due Consiglieri. Le mansioni di questo Comitato erano le seguenti: ‘1. Rappresentare le Assemblee davanti al governo; 2. Portare a termine la pratica di affiliazione e stabilire l’apposito statuto 3. In casi particolari indire le riunioni dei Comitati di Zona; 4. Convocare il Convegno Nazionale annuale, lasciando a qualunque chiesa la libertà di ospitarlo; 5. intervenire come arbitro nelle questioni locali, dove non sia riuscito il Comitato di zona (paragrafo IV). E affinché sia il Comitato esecutivo che i Comitati di Zona potessero svolgere un lavoro veramente fruttuoso, i conduttori si impegnarono a contribuire al fondo dei Comitati con una colletta semestrale (paragrafo V – nel Convegno del 1949, in merito a questa colletta, le Chiese saranno esortate a contribuire ‘con larghezza maggiore alle spese dei Comitati’ [paragrafo III] e in quello del 1955 ‘ravvisata la necessità di incrementare sensibilmente ed urgentemente le entrate finanziarie, al fin soprattutto di adempiere, sviluppare i programmi missionari ed ecclesiastici dell’Opera’ fu stabilito ‘ di indire delle offerte mensili nelle chiese in sostituzione delle precedenti offerte semestrali’ [paragrafo VII]); fu inoltre consigliato ai conduttori di chiesa, tra le altre cose, ‘di destinare una delle collette settimanali ad un fondo speciale per la futura erezione del proprio locale di culto’ (paragrafo VI).

Il Comitato Esecutivo (il cui nome dal 1949 sarà sostituito con quello di ‘Consiglio Generale delle Chiese’) dunque si mise all’opera per formulare la pratica di riconoscimento giuridico e per compilare lo Statuto, cose che sembravano molto facili da fare, ma risultarono alquanto complesse, infatti Roberto Bracco, che fu uno degli estensori della prima bozza dello Statuto delle ADI (ma che dopo molti anni comprese il danno che esso aveva procurato alla fratellanza), dice: ‘… giunge la richiesta concessione di affiliazione con l’organizzatissima Ass. of. God degli Stati Uniti e con questa l’inizio di una pratica di riconoscimento. Un inizio forse malato d’ingenuità; sembrava che tutto potesse essere eseguito con estrema semplicità, assolvendo ad alcuni atti ‘puramente formali’ e al solo fine di ottenere libertà per esercitare il servizio del Signore. Anche la compilazione di uno ‘statuto’ appariva come una cosa affatto impegnativa ed infatti la stesura di questo fu affidata ad un fratello designato in sede di convegno. Ma già dai primi contatti con il Ministero apparve chiaro che la pratica implicava impegni e responsabilità maggiori di quelli del nostro preventivo semplicistico. La pratica doveva essere affidata ad un legale e doveva essere questo a compilare uno statuto. Non fu difficile trovare il legale perché indicato e consigliato dallo stesso funzionario del Ministero, ma fu anche facile constatare che questo legale per avviare la pratica doveva servirsi della stazione di partenza e dei binari delle organizzazioni già esistenti, cioè quelle delle denominazioni protestanti. Quindi lo ‘statuto’ preparato dal legale s’ispirava e ricopiava in parte gli statuti delle diverse denominazioni dalle quali molti credenti pentecostali erano usciti’ (Roberto Bracco, La verità vi farà liberi, pag. 22-23).

Queste parole di Bracco mi confermano perché Paolo ci esorta a non metterci con gli infedeli, perché ci metteremmo sotto un giogo che non è per noi. E difatti le ADI che chiesero allo Stato il riconoscimento giuridico per essere legalmente liberi, si trovarono subito in una situazione di svantaggio, perché dovevano fare come voleva lo Stato e non come volevano loro, e lo Stato ovviamente non era tenuto ad ubbidire ai principi biblici sull’organizzazione della chiesa. E quindi le ADI dovettero scendere a compromessi per poter soddisfare le richieste dello Stato ed ottenere la tanto desiderata libertà legale, che, come dice Bracco, ‘probabilmente avremmo avuto senza far domande’ (Ibid., pag. 25).

Lo Statuto fu approvato all’unanimità dal 7° Convegno Nazionale, che si tenne a Catania dal 27 al 29 Agosto 1948, e quindi il 12 Ottobre presentarono al Ministero dell’Interno la formale richiesta di riconoscimento giuridico dell’associazione come Ente di culto. [Questo paragrafo 2. è stato estratto dal libro di Giacinto Butindaro “Contro lo Statuto e il regolamento ADI”, Roma 2010]

3. Henry H. Ness: il rappresentante delle ADI che, aiutato dalla Massoneria, incontrò Pio XII per chiedergli la fine della persecuzione contro le ADI

3.1. L’incontro con Pio XII

Pio XII ed Enry Ness

Pio XII ed Enry Ness

Henry H. Ness (1894-1970) era un pastore americano delle Assemblee di Dio USA molto conosciuto ai suoi giorni, che era pastore della Chiesa Hollywood Temple Full Gospel Assembly di Seattle (ora Calvary Christian Assembly – http://www.ccassembly.org/) e che aveva peraltro fondato anche il Northwest Bible Institute di Seattle.

Durante il 5° Convegno pastorale Nazionale ‘ADI’ a Roma del 1946, Ness aveva molto insistito, quale rappresentante delle Assemblee USA, che le Chiese Pentecostali si dessero una organizzazione come voleva il Governo affinchè potessero ottenere il riconoscimento giuridico. Roberto Bracco, infatti, ha scritto in La verità vi farà liberi: ‘Il secondo elemento può essere indicato nell’arrivo proprio durante il convegno del 1946 del fr. H. Ness, di Seattle che all’epoca era esponente non secondario delle Ass. of God degli Stati Uniti. Questo fratello, pastore di una grande comunità e direttore di una Scuola biblica fondata da lui stesso, era non soltanto assertore convinto dell’organizzazione, ma anche generoso e disinteressato consigliere per costituirla. Il paradosso fu proprio accentuato dalla contemporanea presenza in quel convegno degli esponenti dell’inorganizzazione e dell’organizzazione e cioè dei fratelli Di Nicola e Ness; purtroppo la presenza e la parola del secondo prevalse su quella del primo e l’organizzazione incominciò la sua marcia’ (dalla versione on line qui http://www.lanuovavia.org/faq2_bracco_roberto_1.html).

Negli anni ’40 Ness fece alcuni viaggi in Italia, ed anche in Europa, per avere incontri con autorità politiche e religiose del tempo per invitarle a fare qualcosa per far concedere la cosiddetta libertà religiosa ai Pentecostali in Italia. Henry Ness peraltro faceva parte del comitato esecutivo dell’International Council for Christian Leadership (ICCL), infatti sul The Pentecostal Evangel del 4 Dicembre 1948, viene detto che Henry Ness ‘ha trascorso nove settimane in Europa viaggiando sotto gli auspici dell’International Council for Christian Leadership’ (pag 10), e quindi Ness viaggiava rappresentando l’ICCL, che era una organizzazione anti-comunista nata nel gennaio 1947 a Zurigo per opera del pastore metodista Abraham Vereide (1886-1969), il quale voleva che la sua organizzazione ‘adempisse il suo obbiettivo attraverso contatti tra le persone che fossero personali, fiduciosi, informali e non pubblicizzati’. E poi questa organizzazione collaborava strettamente con i servizi segreti americani. Non solo, l’ICCL era anche fortemente collusa con la massoneria infatti Nathaniel Leverone, che fu il presidente del National Committee Christian Leadership dal 1944 fino al 1950, era un massone (cfr. Harry S. Truman & William R. Denslow, 10,000 Famous Freemasons from K to Z Part Two, Kessinger Publishing’s Rare Reprints, 2004, pag. 81). Non c’è che dire: questo Ness si trovava proprio nella posizione giusta per le ADI!

Nel suo libretto Il Battesimo con lo Spirito Santo: che cos’è? che fu pubblicato nel 1962, Henry Ness afferma che ha avuto una udienza personale con l’allora papa Pio XII. Le sue parole sono queste: ‘In uno dei miei viaggi a Roma, fui invitato dall’Ambasciatore Americano ad una udienza privata con il defunto Papa Pio XII. Alla conclusione dell’udienza che durò 30 minuti, gli diedi la mia personale testimonianza della mia esperienza della nuova nascita e della ricezione del battesimo con lo         Spirito  Santo, incluso il          parlare          in            lingue’     (http://www.faithwriters.com/article- details.php?id=28884&fb_source=message – On one of my trips to Rome, I was invited by the American ambassador to a private audience with the late Pope Pius XII. At the conclusion of the thirty-minute audience, I gave him my personal testimony of my born again experience and of receiving the baptism with the Holy Spirit, including the speaking in tongues).

Questo incontro di Ness con Pio XII fu riportato sia dal The Pentecostal Evangel che dal The Apostolic Faith, i quali aggiungono un particolare importante, cioè che Ness parlò con il papa della libertà religiosa e della persecuzione nel mondo. Che significa questo? Che Ness si recò in udienza dal papa per chiedergli la cosiddetta libertà religiosa per i Pentecostali in Italia, e quindi la cessazione delle persecuzioni. Il fatto che lui poi gli abbia dato la sua testimonianza, non deve trarre in inganno, perchè non fu quella la vera ragione per la quale Ness si recò dal papa. Infatti prima Ness affrontò gli argomenti che gli stavano a cuore far presente al papa, e poi alla fine gli diede la sua testimonianza personale. E poi è interessante la maniera in cui lui cominciò per raccontare la sua testimonianza: ‘….. Benchè io non sia Cattolico, so che sono salvato, che sono un figlio di Dio ….’, come dire insomma: ‘Voi siete salvati e figli di Dio, ma lo siamo pure noi anche se non siamo Cattolici Romani …’ (The Pentecostal Evangel, 25 Ottobre 1947, pag. 10). Ness avrebbe invece dovuto esortarlo a ravvedersi e a credere nell’Evangelo, e parlargli di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, come fece Paolo con il governatore Felice (Atti 24:24-25). Ma d’altronde lui era andato là per altre ragioni, e difatti gli editori del The Pentecostal Evangel, dopo avere riferito brevemente di questo evento, scrissero: ‘Non possiamo noi pregare che Dio possa parlare al cuore del papa, mostrandogli la verità, e pregare che il colloquio del Fratello Ness possa beneficiare i Pentecostali d’Italia e di altre nazioni Cattoliche nella loro lotta per la libertà religiosa?’ (Ibid., pag. 10).

Per quanto riguarda la data di questo incontro, esso si svolse l’8 agosto del 1947, in quanto la notizia di questo suo incontro apparve sull’Osservatore Romano – l’organo ufficiale del Vaticano – il 9 agosto 1947, tra le informazioni in prima pagina in questa maniera: ‘Il Santo Padre ha ricevuto in speciali udienze …. il Dott. Henry H. Nesh’ (vedi foto – non è da escludersi che il fatto che abbiano messo ‘Nesh’ al posto di ‘Ness’ sia stato un errore volontario). Da tenere presente che l’edizione quotidiana in italiano dell’O.R. è pubblicata in serata, con la data del giorno successivo, ecco perchè la data dell’udienza è quindi da considerarsi l’8 agosto. E’ interessante poi notare che proprio in quei giorni (4-14 agosto), Henry H. Ness tenne degli Studi Biblici presso il locale di culto della Chiesa ADI di Roma, a cui parteciparono tanti conduttori di Chiesa (Risveglio Pentecostale, N° 2, pag. 18-19). Quindi tra uno Studio Biblico e l’altro, Ness ….

La foto dell’Osservatore Romano del 9 Agosto 1947 con la notizia della speciale udienza di Henry H. Ness con Pio XII, con sotto alcuni ingrandimenti.

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Sul Seattle Daily Times la notizia dell’udienza di Ness con Pio XII venne data il 19 Agosto 1947, come si può vedere qua. In questo articolo dal titolo ‘Un Pastore ha un udienza con il Papa’ si legge tra l’altro che il Dr. Ness ha parlato con il Papa della persecuzione religiosa e l’attitudine anti- Protestante di Franco e del Governo Spagnolo.

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Sul The Pentecostal Evangel del 13 Settembre 1947 gli editori annunciarono la notizia in questa maniera: ‘Il Pastore Henry H. Ness di Seattle, Washington, ci ha mandato un cablogramma dall’Italia: ‘Udienza privata. trenta minuti con Papa Pio XII. Argomenti: Condizioni religiose, economiche e politiche, presenti e future’ (The Pentecostal Evangel, 13 Settembre 1947, pag. 13 – vedi foto). Notate come nel cablogramma non è per niente accennata la sua testimonianza resa a Pio XII perchè lui non andò dal papa per parlargli della salvezza in Cristo e per esortarlo a ravvedersi ma per parlare di altro, e cioè in particolare della persecuzione cattolica contro i Pentecostali affinchè terminasse!

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Questo incontro avvenne dunque dopo che ha cominciato a muoversi la Massoneria italo- americana con Frank Gigliotti e Charles Fama in favore dei Pentecostali Italiani rappresentati da Umberto Gorietti. E a conferma che ciò sia stato il frutto di manovre massoniche, c’è il fatto che Ness dice di essere stato invitato ad avere quell’udienza con il papa dall’Ambasciatore Americano in Vaticano che era Myron Taylor, perchè Ness sul suo incontro con Pio XII ha affermato anche:

‘La mia udienza con Papa Pio XII è stata interessantissima. Mi ha concesso trenta minuti, che secondo l’assistente di Myron Taylor, è stato il più lungo colloquio nella sua esperienza. Ho parlato con il Papa della questione della persecuzione religiosa’ (The Pentecostal Evangel, 11 Ottobre

1947, pag. 11 – vedi foto). E Myron C. Taylor (1874-1959), che fu ambasciatore USA in Vaticano dal 1939 al 1950, era un attivo massone! E non solo, Taylor era anche usato dall’OSS per reggere la rete di spionaggio anglo americano che stava in Vaticano. Il giornalista storico Ezio Costanzo dice infatti: ‘In una serie di documenti riservati dell’OSS, datati 1944, il Vaticano venne definito, per la sua posizione di «sacra neutralità», un vero e proprio «covo dello spionaggio anglo-americano». Un «rifugio» magnificamente retto dall’ambasciatore americano presso la Santa Sede, Myron Taylor, nominato sin dal 1939’ (Ezio Costanzo, Mafia & Alleati. Servizi segreti americani e sbarco in Sicilia, da Lucky Luciano ai sindaci «uomini d’onore, pag. 122). E come abbiamo visto prima, Frank Gigliotti faceva parte dell’OSS in quanto era un suo agente.

Myron Taylor con Pio XII il 15 marzo 1940 (http://www.holocaustchronicle.org/staticpages/192.html)

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Qualcuno allora dirà: ‘C’entra qualcosa anche qui Frank Gigliotti forse?’ Certamente, e non poteva essere altrimenti, infatti secondo Peter Tompkins, un agente segreto americano, durante la guerra Pio XII stesso aveva stabilito dei rapporti forti con i servizi segreti americani, e lo aveva fatto tramite proprio il massone Frank Gigliotti! Questo è riportato nel libro Portella della Ginestra: la strage che ha cambiato la storia d’Italia, in questi termini: ‘Sempre secondo P. Tompkins, Pio XII aveva instaurato, durante la guerra, saldissimi rapporti con i servizi segreti americani; ciò era potuto avvenire per ‘merito’ di un prete italo americano, Frank Gigliotti, che aveva già ‘operato’ in Italia, quale agente dell’OSS prima dello scoppio della guerra …’ (Angelo La Bella & Rosa Mecarolo, Portella della Ginestra: la strage che ha cambiato la storia d’Italia, pag. 110 – Gigliotti viene chiamato ‘prete’ perchè alcuni scrittori italiani chiamano così i pastori protestanti). E nel libro Storia segreta della Sicilia si legge che il Vaticano fu un ‘alleato occulto ma fondamentale nelle operazioni dell’Oss in Italia’ in quanto c’è un riferimento al Vaticano in un documento segreto in cui viene detto: ‘Utilizzando vari canali (diretti e clandestini), è stato possibile reperire informazioni accessibili solo presso il Vaticano, informazioni che riguardavano l’Italia e altre potenze straniere. Simili infiltrazioni sono state messe in atto anche presso la casa regnante dei Savoia e il governo Badoglio’ (Giuseppe Casarrubea, Storia segreta della Sicilia, pag. 211). E’ evidente dunque che Frank Gigliotti in qualche maniera aveva accesso quale agente segreto dell’OSS prima e poi della CIA anche alle alte gerarchie del Vaticano. Può esserci dunque anche dietro l’udienza che Pio XII concesse a Henry Ness l’ombra del massone Frank B. Gigliotti? E’ probabile, visto il personaggio. Di certo c’è quella della Massoneria e della CIA. E poi si consideri che Pio XII (1939-1958) fu il papa che si aprì al dialogo con la Massoneria. Infatti il professor Adolfo Morganti del Gris (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa) diocesano di Rimini, in un convegno tenutosi ad Acquaviva Picena nel 2009 ha affermato nella sua relazione ‘Massoneria e Chiesa cattolica’ che «fu soprattutto Pio XII ad aprire un dialogo con la Massoneria e, di fatto, i contatti tra le due entità diventarono    prassi»     (http://www.rivieraoggi.it/2009/05/04/72498/chiesa-e-massoneria-un’aspra- rivalita-annullata-dal-comunismo/). E difatti è significativa la coincidenza che proprio con la salita al soglio pontificio di Pio XII, il presidente americano Roosevelt, che era un massone di alto grado, stabilì le relazioni diplomatiche con il Vaticano, che erano state ufficialmente ignorate a partire dal 1867. E il primo ambasciatore americano al Vaticano fu il ricchissimo industriale Myron C. Taylor (1874-1959), che era un attivo massone! Tenete presente poi che Henry Ness nei suoi viaggi in Europa rappresentava oltre che l’International Committee for Christian Leadership anche la National Association of Evangelicals (Oakland Tribune, 18/9/1946, pag. 2), di cui era un membro importante Frank Gigliotti tanto da essere anche il portavoce di questa Associazione (cfr. For the cause of Christ in Italy, pag. 639), e quindi i due si conoscevano. Oltre a ciò, è interessante sapere che il presidente americano Harry Truman, che ripeto era un massone del 33°, conferì a Taylor nel 1948 una medaglia al merito, e nella lettera che accompagnò questo premio affermò: ‘Come diplomatico, il Sig. Taylor è stato il Rappresentante Personale di due Presidenti degli Stati Uniti presso Sua Santità il Papa con il grado di Ambasciatore. In molte missioni presso Sua Santità e altri leaders nella Chiesa e nello Stato attraverso l’Europa egli ha operato diligentemente con uomini di buona volontà in sforzi paralleli per promuovere la pace e la concordia tra le nazioni fatte a pezzi dalla gelosia, l’odio e la cattiva volontà e migliorare la miseria che inevitabilmente segue come conseguenza della guerra’ (http://www.presidency.ucsb.edu/ws/?pid=13101). Quindi Myron Taylor fornendo a Henry Ness l’opportunità di avere una udienza con Pio XII, non fece altro che contribuire a rappacificare la Chiesa Cattolica Romana con le Chiese Pentecostali delle Assemblee di Dio in Italia. E dobbiamo dire che questo rappacificamento si è realizzato, infatti le ADI non guerreggiano più contro le eresie e le superstizioni della Chiesa Cattolica Romana, e a sua volta la Chiesa Cattolica Romana non li disturba più e non li perseguita più. Sono diventati proprio amici ormai, si può dire. La guerra è finita, o meglio le ADI l’hanno fatta finire, e quindi adesso ci sono buoni rapporti di vicinato tra il Papato e le ADI, a tal punto che alcuni anni fa, il pastore della Chiesa ADI di Matinella, durante il culto di dedicazione del nuovo locale di culto, invitò sul pulpito il prete per dare un saluto ai presenti! Ed era presente anche il presidente delle ADI Felice Antonio Loria, che subito dopo l’intervento del parroco, che proclamò delle menzogne, non si scompose per niente, ma tenne la sua predicazione come se niente di grave fosse accaduto. Perchè questo? Perchè ormai tra Chiesa Cattolica Romana e ADI la pace è fatta. A sentirli parlare dal pulpito i pastori delle ADI, pare che la Chiesa Cattolica Romana non esiste proprio in questa nazione.

Ho parlato poco fa degli stretti rapporti tra l’OSS (poi CIA) e il Vaticano. A conferma di ciò, c’è questa foto (presa dal libro Vatican Assassins scritto da Eric Jon Phelps) che ritrae William Joseph Donovan (1883-1959), il fondatore e capo dell’OSS (di cui faceva parte il ‘reverendo’ Frank Gigliotti in quanto membro della «Squadra Italiana dell’OSS»), in visita a Pio XII per ricevere la medaglia dell’Ordine Pontificio di San Silvestro Papa e Martire, che è un premio dato a quei cattolici che si sono dedicati attivamente alla vita della Chiesa Cattolica Romana, in particolare distinguendosi nell’esercizio delle proprie abilità professionali e nelle varie arti. Donovan collaborava dunque con l’ambasciatore americano Myron Taylor tramite cui il pastore Henry Ness ottenne l’udienza con Pio XII.

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Ma torniamo all’udienza di Henry Ness con Pio XII, perchè vogliamo fare anche notare che si tenne pochissimi giorni prima del 6° Convegno Nazio nale tenutosi a Napoli dal 16 al 18 Agosto 1947, al quale partecipò lo stesso Ness, Convegno che fu una pietra miliare per la costituzione dell’organizzazione ‘Assemblee di Dio in Italia’, infatti dato che per il riconoscimento giuridico delle Chiese Pentecostali in Italia era necessario un documento da qualche associazione consorella all’estero, preferibilmente americana, che fosse riconosciuta giuridicamente nella sua nazione, documento che garantisse i fini e la serietà delle chiese italiane, fu accettata la certificazione offerta dalle Assemblies of God degli Stati Uniti. Ecco quanto fu deliberato: ‘1. ‘Le Assemblee Pentecostali Italiane, riconosciuta l’urgente necessità di regolarizzare la propria posizione giuridica, e constatato che l’unico mezzo attualmente a disposizione del Movimento è quello dell’affiliazione a fratellanze straniere, accettano l’affiliazione cristianamente offerta dalle Assemblee di Dio degli Stati Uniti; 2. Un apposito statuto regolerà i rapporti tra le due organizzazioni ed assicurerà la più ampia indipendenza all’opera d’Italia; 3. Il Movimento resta, come nel passato, in comunione fraterna con tutti quei movimenti che perseguono la stessa mèta’ (paragrafo I). ‘L’Opera Pentecostale Italiana, in conseguenza di quanto sopra assume il nome di ‘Assemblee di Dio in Italia’ (Atti del 6° Convegno, paragrafo II). In quel Convegno peraltro fu eletto un Comitato esecutivo formato da Umberto Gorietti che era presidente, Roberto Bracco segretario, Aurelio Pagano tesoriere, e Vincenzo Federico e Francesco Testa consiglieri.

Dunque Henry Ness, come rappresentante ufficiale delle Assemblee di Dio in Italia, si recò prima da Pio XII per allearsi con il Vaticano e fare cessare quindi la persecuzione, e poi partecipò al Convegno pastorale ADI di Napoli durante il quale le ADI si costituirono ufficialmente ed accettarono l’affiliazione offerta dalle Assemblee di Dio USA. Molto inquietante questa coincidenza, veramente molto inquietante!

Una parte degli atti di quel Convegno ADI, quelli appunto che ho citato sopra.

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Peraltro l’incontro di Ness con il Papa si tenne in un periodo particolare. Innanzi tutto quando ancora contro i Pentecostali si verificavano in diversi parti d’Italia atti di persecuzione e di intolleranza da parte delle autorità istigate dalla Chiesa Cattolica Romana, che venivano giustificati tramite la circolare Buffarini-Guidi che era ancora in vigore; e poi alcuni mesi prima che la Costituzione Italiana fosse approvata dall’Assemblea Costituente, infatti la Costituzione della Repubblica italiana – che è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano – fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata il 27 dicembre 1947 e poi entrò in vigore il 1º gennaio 1948: e nella Costituzione, che in quei giorni era ancora in via di formazione, c’erano alcuni articoli che trattavano la libertà religiosa per le minoranze religiose – che comprendeva anche la libertà di propaganda – a cui il Vaticano come naturalmente anche le ADI erano particolarmente interessati.

E’ chiaro quindi che l’udienza di Henry H. Ness con Pio XII proprio in quei giorni, fu molto importante per le Assemblee di Dio in Italia, perchè mi pare evidente che l’obbiettivo di Ness fu quello di chiedere a Pio XII una mano (per far cessare la persecuzione contro i Pentecostali in Italia) e tranquillizzarlo perchè sicuramente le ADI non avrebbero costituito una minaccia contro i Cattolici Romani perchè il loro scopo – e queste sono parole che Ness rivolgeva pubblicamente ai Cattolici Romani – non era quello di fargli cambiare religione. E difatti con il passare del tempo dobbiamo riconoscere che molti che sono entrati a far parte delle ADI hanno cambiato solo locale di culto e apparenza, perchè sono rimasti spiritualmente dei cattolici romani, e l’ecumenismo e lo spirito ecumenico che sta avanzando sempre di più anche nelle ADI questo lo testimonia. Peraltro, quelli che invece nelle ADI si convertono veramente dal cattolicesimo a Cristo, e cominciano a riprovare pubblicamente con forza e franchezza il cattolicesimo, il papato, l’idolatria, e le superstizioni papiste, vengono rimproverati e tenuti alla larga perchè considerati pericolosi. Ho saputo per esempio che negli anni 60-70 in Sicilia alcuni credenti che nella loro semplicità dicevano ai cattolici durante l’evangelizzazione ‘ignoranti e duri di cuore lasciate i vostri preti e parrocchie e convertitevi all’Iddio vivente e vero’, furono rimproverati dalle ADI! Che cosa è questo se non il frutto di questo patto scellerato stipulato di nascosto tra le ADI e la Chiesa Cattolica Romana (nemica acerrima della salvezza che è in Cristo, che ha le mani grondanti del sangue dei santi) tramite Henry Ness?

L’articolo apparso su The Pentecostal Evangel dell’11 Ottobre 1947 dal titolo ‘Aiutando i fratelli a Roma’ a firma di Henry H. Ness, in cui il Ness afferma di avere parlato con Pio XII di persecuzione religiosa, e definisce la sua udienza con Pio XII ‘una interessantissima udienza’, e ci crediamo, diciamo noi.

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Ma vorrei aggiungere qualcosa d’altro. In Italia naturalmente questo incontro di Ness con il papa è stato tenuto rigorosamente nascosto alle Chiese Pentecostali in Italia, mentre in America addirittura veniva pubblicizzato nelle locandine delle conferenze di Henry H. Ness. In una di queste, da lui tenuta il 25 Novembre del 1947 nell’auditorium di una scuola, leggiamo infatti: ‘Il reverendo Ness è appena ritornato dall’Europa. In Italia gli è stata concessa UNA UDIENZA DI TRENTA MINUTI CON PAPA PIO XII ….’ (The Oregonian, 22 Novembre 1947, pag. 5).

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In Italia è come se non fosse mai avvenuto quindi, quando invece è avvenuto e siamo persuasi ha avuto un ruolo fondamentale nella storia delle ADI. Sia Roberto Bracco che Francesco Toppi, nei loro scritti, non ne parlano minimamente. E questo credo debba far riflettere molto seriamente i membri delle ADI sul modo di comportarsi dei pastori ADI. Almeno in America le Assemblies of God ne diedero notizia, ma qua in Italia silenzio di tomba. Ma è giunta l’ora che tutti sappiano queste cose, che vanno a disonore di tutto il Movimento Pentecostale Italiano, e in particolare delle Assemblee di Dio americane e italiane.

In particolare, Roberto Bracco in un suo articolo in inglese dal titolo ‘Dedication of Church in Rome’, concernente la dedicazione del locale di culto di Via dei Bruzi a Roma avvenuta nell’Ottobre 1949, pubblicato sul The Pentecostal Evangel nel Dicembre 1949, nell’elencare coloro a cui le Assemblee di Dio esprimono la loro gratitudine, cita sì Henry Ness, ma omette di parlare del suo importante incontro con Pio XII. Ecco la parte: ‘Un posto speciale nella nostra lista appartiene anche a Henry H. Ness di Seattle, che non solo ci ha dato la visione dell’obbiettivo che noi ora abbiamo raggiunto, ma ci ha fornito consigli e aiuti pratici per mezzo dei quali noi abbiamo raggiunto l’obbiettivo. Negli ultimi quattro anni egli ha compiuto dei viaggi annuali a Roma per condurre delle conferenze Bibliche e degli incontri evangelistici, e per incontrarsi a nostro favore [n.d.e. cioè delle Assemblee di Dio in Italia] con dei funzionari del governo, affinchè noi potessimo avere più libertà religiosa. Egli ci ha anche aiutato nell’organizzazione delle Assemblee di Dio in Italia’ (The Pentecostal Evangel, 10 Dicembre 1949, pag. 10 – vedi foto).

L’articolo in inglese di Roberto Bracco sulla dedicazione del locale di culto di via dei Bruzi a Roma nel 1949, apparso su The Pentecostal Evangel del Dicembre 1949. Si tenga presente che – come viene detto sul sito della Chiesa ADI di via di Bruzi – ‘in quell’occasione la predicazione della Parola di Dio fu portata dal Dott. Henry Ness, interpretato da Eliana Rustici’ (http://www.adiroma.it/).

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Com’è possibile che un incontro così importante di Ness – forse il più importante – che in quegli anni era il rappresentante ufficiale delle Assemblee di Dio americane e praticamente anche di quelle Italiane nei rapporti con le autorità politiche e religiose, incontro storico per un pastore pentecostale nel secondo dopoguerra, sia stato occultato dai dirigenti ADI alla fratellanza? Proprio quell’incontro che sicuramente a Roma ebbe dei risvolti importanti per l’obbiettivo delle Assemblee di Dio? La ragione è chiara: una tale notizia avrebbe scandalizzato la fratellanza e fatto gridare allo scandalo. Ecco dunque in che maniera le ADI hanno ottenuto la fine della persecuzione e la libertà religiosa, confidando nella Massoneria e nel Vaticano, e non confidando in Dio e in risposta alle preghiere come vorrebbero farci invece credere. E sia chiaro che tutto ciò ha avuto sia da subito che nel corso del tempo delle gravissime conseguenze sulle Assemblee di Dio in Italia, che tuttora vediamo con i nostro occhi. Vi siete mai domandati come mai i pastori ADI dal pulpito, dalle radio e dalla televisione non predicano esplicitamente contro l’idolatria (anzi la incoraggiano infatti Toppi ha affermato: ‘Fanno bene quelli a mettere le immagini di Gesù sulla croce, di tutti gli altri, perché sono morti per loro e ce devono avere il ricordo davanti se no se lo dimenticano, ma tra noi Gesù è qui, è vivente! non c’è bisogno della fotografia! Egli è in mezzo a noi’ – Dalla predicazione dal titolo ‘L’imminenza del Suo ritorno’, tenuta durante il XVII Convegno Pastorale tenutosi a Castelvolturno (NA) nell’aprile 2002 e che è visionabile integralmente su Youtube a questo indirizzo http://youtu.be/f84WFlOnbXY), le superstizioni e le tante eresie di perdizione della Chiesa Cattolica Romana, ed evitano persino di nominare la Chiesa Cattolica Romana (la chiamano infatti ‘religione tradizionale’), e non dicono ai Cattolici Romani ‘Uscite e separatevi dalla Chiesa Cattolica Romana’? Ecco la ragione. Adesso capisco perchè anni fa un noto pastore ADI disse ad un anziano di chiesa: ‘Non si può più predicare come 50 anni fa!’, perchè le ADI sono debitrici al Vaticano per quello che hanno ottenuto, e quindi si comportano di conseguenza. ‘Niente polemica, nessuna controversia con la Chiesa Cattolica Romana, mi raccomando’, questa è la direttiva impartita ai pastori ADI dai vertici. E vi siete mai domandati perchè le ADI non hanno mai condannato la Massoneria, emettendo una dichiarazione ufficiale che condanni la doppia appartenenza e preveda l’espulsione di coloro che sono sia membri di Chiesa che massoni? Perchè le ADI sono debitrici alla Massoneria, che dall’America si è mossa in forza per aiutarle e che ovviamente ha smosso quella Italiana in loro favore.

3.2. Quando le Assemblee di Dio si allearono con il Vaticano contro il comunismo

Ma Ness non si incontrò con Pio XII solo per chiedergli la fine delle persecuzioni per le neonate ADI, ma anche per contrarre a nome delle Assemblee di Dio con Pio XII, e quindi con il Vaticano, una alleanza per combattere il comunismo. Traccerò brevemente la situazione di allora affinchè comprendiate la cosa.

C’era in America la paura che in Italia il comunismo potesse avanzare e prendere il sopravvento, e quindi l’America tramite i suoi agenti segreti faceva di tutto per ostacolare e frenare i comunisti. C’era una guerra sotterranea contro i comunisti da parte degli agenti segreti americani che era spietata. Tanto è vero che come abbiamo visto nel luglio del 1947, Frank Gigliotti, agente segreto della CIA, incontrò in America Giuseppe Saragat, e gli confidò di avere recentemente incontrato il bandito Salvatore Giuliano e di ‘condividere l’uso dell’illegalità e della violenza impiegate da Giuliano contro i comunisti’.

Anche la Massoneria si opponeva ai comunisti, infatti nella primavera del 1946, secondo un documento dell’Office of Strategic Service (OSS), il servizio segreto americano che sarebbe poi diventato la CIA, il presidente americano Harry Truman, massone di alto grado, si appellò alle logge operanti in Italia ‘affinchè non permettano l’infiltrazione ai vertici dell’Italia di comunisti al servizio del materialismo’; e la dichiarazione di princìpi adottata nel 1948 dalla Conferenza dei Grandi maestri americani, tra le altre cose, affermava: «La massoneria aborre il comunismo come ripugnante alla sua concezione della dignità della personalità individuale, distruttivo dei diritti fondamentali che sono la Divina Eredità di tutti gli uomini e nemico della dottrina massonica fondamentale della fede in Dio», e difatti la Serenissima Gran loggia nazionale degli Alam (con sede a Roma in via Lombardia, di cui era Gran maestro Pier Andrea Bellerio), per poter conseguire nel novembre del 1948 il riconoscimento da parte della Circoscrizione massonica sud degli USA dovette sottoscrivere anche quel principio anticomunista (cfr. Gianni Rossi & Francesco Lombrassa, In nome della «Loggia»: le prove di come la massoneria segreta ha tentato di impadronirsi dello Stato italiano: i retroscena della P2, pag. 21-22).

Altra cosa che bisogna tenere presente è che il Vaticano era un centro di spionaggio americano contro i comunisti, e questo era potuto accadere tramite sempre il solito Frank Gigliotti, e quindi chi reggeva questo centro al Vaticano era l’allora ambasciatore massone Myron Taylor.

A questo punto diciamo anche che il 6 Agosto 1947 il presidente americano Harry Truman, massone come Myron Taylor e Frank Gigliotti, aveva scritto a Pio XII una lettera in cui sostanzialmente lo invitava ad allearsi con il popolo americano contro il comunismo e il papa fu lieto di accogliere l’invito visto che nel dopoguerra anche al Vaticano il comunismo preoccupava molto, infatti ‘la preoccupazione principale del Papa – riassumeva Myron Taylor nel dicembre 1944 – è la diffusione del comunismo in Europa e in Italia’ (Ennio Di Nolfo, Vaticano e Stati Uniti 1939-1952 [Dalle carte di Myron C. Taylor], Franco Angeli Editore, Milano 1978, pag. 66); e in un documento segreto del Luglio 1946 si legge: ‘Mercoledì 19 giugno, il papa ha ricevuto in udienza privata monsignor Primo Principi e monsignor Giulio Guidotti, esperti finanziari della Santa Sede. Il tema della riunione era il pericolo che potrebbe gravare sulle proprietà indirette della Chiesa in Italia, nel caso la neonata repubblica applicasse i programmi finanziari redatti dal Pci e nel caso il ministro delle finanze del nuovo governo fosse un comunista. Al contrario delle proprietà dirette, in Italia le proprietà indirette non godono di speciali prerogative: verrebbero considerate proprietà comuni e soggette alle leggi finanziarie che regolano la proprietà privata, secondo le misure prese dal governo’ (in Giuseppe Casarrubea, Storia segreta della Sicilia, pag. 190); e difatti l’organo ufficiale del Vaticano ‘L’Osservatore Romano’ nel secondo dopoguerra combattè il comunismo richiamando continuamente la inconciliabilità tra comunismo e cristianesimo ‘sia nei suoi interventi polemico-difensivi, sia in quelli più propriamente propositivi e formativi’ (Mario Casella, Giornali Cattolici e Società Italiana, pag. 72), e indirizzava i suoi favori e le preferenze verso la Democrazia Cristiana.

Questa lettera fu pubblicata sull’Osservatore Romano, e tra le altre cose Truman diceva a Pio XII:

‘La guerra ha dimostrato che tutte le persone, senza badare a divergenze di confessioni religiose, riescono a unire i loro sforzi per la preservazione e il mantenimento dei principi di libertà, di moralità e di giustizia. Esse devono unire i loro sforzi per ottenere una pace durevole, […]. Dobbiamo aver fede nel trionfo inevitabile della verità e della onestà; fede che l’umanità possa vivere in libertà, e non nelle catene della falsità e neppure in quelle di una collettivista organizzazione delle loro vite; fede così piena che darà energia a tutti gli uomini per costruire con tenacia un migliore mondo sociale ordinato nel dominio di se stessi [….]. La nostra meta comune è di risvegliare e rinvigorire la fiducia dell’uomo di raggiungere gli eterni valori già nella nostra generazione, nonostante gli ostacoli che esistono o possono sorgere sul cammino’; e con la lettera di Truman l’Osservatore Romano pubblicò anche la risposta di Pio XII datata 26 agosto in cui il capo del Vaticano espresse la sua soddisfazione e il suo ringraziamento ‘per questa nuova testimonianza del desiderio e del proposito di una nazione grande e libera di consacrarsi, con la sua caratteristica fiducia e generosità, al nobile compito di rafforzare le basi di quella pace, a cui anelano tutti i popoli della terra’ (L’Osservatore Romano, 1-2 Settembre 1947). Una parte di quella lettera di Truman fu pubblicata anche da La Stampa (29 Agosto 1947).

E proprio in quel tempo, precisamente nel mese di Settembre 1947, alcuni importanti pastori protestanti si incontrarono con Pio XII nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo. Quindi la loro udienza seguì di poco quella di Ness. Di questa udienza di questi pastori con Pio XII ne parlò L’Unità, che tra le altre cose fece sapere che uno di loro di nome Norris (John Franklyn Norris 1877-1952) aveva dichiarato ‘di approvare completamente la linea di condotta espressa dalle lettere fra il presidente Truman e Pio XII’ e poi che ‘dinnanzi a questa grande crisi del mondo, cattolici e protestanti sono alleati e nessuno compromette il rispetto dovuto alle proprie credenze nella guerra contro il comunismo ateo e materialista. Se il comunismo trionfasse, non ci sarebbero più nè cattolici nè protestanti’ (L’Unità, 6 Settembre 1947, pag. 1 – vedi foto). Per molti Protestanti di allora quindi il Comunismo era un nemico peggiore del Cattolicesimo, e quindi andava combattuto alleandosi con i Cattolici Romani.

L’articolo de L’Unità sull’incontro dei pastori protestanti con Pio XII nel settembre 1947

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Questa alleanza tra Cattolici e Protestanti contro il comunismo era peraltro l’obbiettivo che il presidente americano Truman si era proposto di raggiungere in Europa tramite l’ambasciatore Myron Taylor. Ascoltate quanto si legge nel libro Pio XII tra guerra e pace: ‘Le potenze vincitrici, alla fine del conflitto, credettero di dover escludere la Santa Sede dalle grandi decisioni del dopoguerra, e di privarla di un peso politico internazionale. Nondimeno, essa era considerata strumento ancora utile ai fini politici degli Stati democratici, soprattutto degli Stati Uniti, e specialmente nella lotta al comunismo. Si è già detto che proprio in questo campo, ad avviso di Washington, avrebbe dovuto giocarsi il ruolo decisivo della Chiesa cattolica in quella ‘guerra fredda’ che, nell’universalismo dei valori americani, era anche una guerra ‘per’ la religione. A tal fine, e non solo per seguire le elezioni italiane del 18 aprile 1948, era stata concepita la nuova missione affidata dal presidente americano Truman a Myron Taylor, cui prima si accennava. Taylor avrebbe dovuto propugnare in Europa una sorta di ‘ecumenismo antibolscevico’ tra le varie Chiese cristiane. L’ambasciatore italiano in Vaticano, Meli Lupi di Soragna, ricavava in proposito le seguenti impressioni: Tanto da frasi di Myron Taylor come da altri accenni di mons. Montini ho poi desunto che il sig. Taylor ha portato al Santo Padre ed alla Segreteria di Stato nuovi incitamenti perchè la Chiesa Cattolica prosegua, con tutte le sue forze, in una lotta a fondo contro il comunismo: non solo per quanto riguarda l’Europa, ma anche nei rispetti dell’Asia (specie della Cina) e dell’America del Sud, dove il comunismo è attivissimo. Sembra che il Governo americano, pur essendo soddisfatto della posizione assunta dal Vaticano, tema che un buon successo delle elezioni italiane abbia a calmarne l’ardore. Myron Taylor è venuto dunque in Italia per incitare la Santa Sede (e probabilmente cenni in tal senso sono nel messaggio di Truman) a perseguire anche dopo le elezioni, anzi ad estendere sempre più in senso mondiale la politica anticomunista e a persuadere che conviene alla Chiesa di Roma cercare, su questo terreno della lotta contro il nemico del cristianesimo, la massima possibile unità d’azione con le altre confessioni cristiane’ (Matteo Luigi Napolitano, Pio XII tra guerra e pace. Profezia e diplomazia di un papa (1939-1945), Editore Città Nuova, 2002, pag. 257-258).

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Myron Taylor e Pio XII (notate la posa delle mani di Myron Taylor, che è una posa massonica)

Articolo sul Long Beach Independent del 6 Settembre 1947 in cui si parla dell’udienza concessa da Pio XII ai pastori J. Frank Norris, J.B. Vick, Luther Peak, e Wendell Zimmerman. L’udienza fu considerata una delle più importanti nella storia della Chiesa e parte di una campagna per una crociata dei Cristiani contro il comunismo ateo.

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Come si inserisce Henry H. Ness in questa alleanza dei Protestanti con i Cattolici Romani per combattere il comunismo? Innanzi tutto va detto che lui stesso ebbe a dire che con Pio XII ebbe a parlare della situazione politica di allora e di quella futura, e quindi in quel discorso fu inevitabile che parlassero della minaccia comunista. E poi dovete tenere a mente che Henry Ness era in viaggio come rappresentante anche dell’International Council for Christian Leadership (ICCL) – organizzazione anti-comunista appoggiata dalla CIA di cui faceva parte sia il suo amico barone Von Blomberg che il massone Frank Gigliotti anticomunista fino alle midolle – nonchè come rappresentante della NAE (National Association of Evangelicals), che rappresentava in America decine di denominazioni (tra cui anche le Assemblee di Dio che ne facevano parte) e che era fortemente anticomunista anch’essa. E quindi siamo persuasi che Henry Ness in quell’occasione trascinò le Assemblee di Dio ad allearsi con il Vaticano in quella guerra politica contro il comunismo, perchè anche per le Assemblee di Dio in quel momento storico il comunismo era più pericoloso del Cattolicesimo, e credo che ancora oggi le cose non siano cambiate: basta sentirli parlare. Ovviamente le Assemblee di Dio in Italia dovettero seguire le Assemblee di Dio USA, ma loro la loro guerra politica anticomunista la condussero con ‘discrezione’ in segreto (incitando privatamente a votare DC o qualche altro partito anticomunista), come sanno fare molto bene in tante altre loro guerre carnali, senza dare all’occhio pubblicamente come invece facevano le Assemblee di Dio USA (vedi foto più avanti).

Ora, per confermarvi come le ADI combattono il comunismo quasi senza farsene accorgere, vi propongo alcune parole di commento di Francesco Toppi, ex presidente delle ADI, su queste parole scritte negli Atti degli apostoli: “E la moltitudine di coloro che aveano creduto, era d’un sol cuore e d’un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro” (Atti 4:32), in particolare sulla seconda parte del versetto. Qualcuno dirà: ‘Ma che c’entrano queste parole degli Atti con il comunismo? C’entrano perchè i comunisti prendono a sostegno della loro ideologia anche il principio adottato dagli antichi discepoli di avere ogni cosa in comune, come si può vedere da questo screenshot preso dal sito http://www.comunismo.info/.

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Ecco perchè è piuttosto facile quando si evangelizzano i comunisti, sentirsi dire che anche i discepoli di Gesù erano comunisti perchè misero assieme i loro beni!

Ascoltate adesso cosa afferma Francesco Toppi: ‘Un altro esempio molto citato è quello dell’entusiastico esperimento della chiesa di Gerusalemme, quando ‘…. tutto era comune fra loro’ (Atti 4:32). Quei cristiani attendevano con così tanto ardore l’imminente ritorno di Cristo che avevano smesso di lavorare. Esaminati, però, i mezzi di sussistenza, dovettero tutti tornare alle proprie attività secolari, eccezion fatta per gli apostoli ingaggiati a tempo pieno nella missione. Infatti, in seguito non si parlerà mai più di ‘comunanza dei beni’, ma di offerte per sostenere l’opera missionaria cristiana’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. II, ADI-Media, Roma 2004, Seconda Ediz., pag. 35-36). Fu dunque un errore quello di mettere in comune i beni, errore prodotto dalla errata convinzione che il ritorno di Cristo fosse imminente, e difatti sempre Toppi facendo un paragone tra i primi Pentecostali Italiani in America e gli antichi discepoli del Signore afferma che ‘era tale l’attesa dell’imminente Ritorno del Signore e l’urgenza di raggiungere con il messaggio dell’Evangelo il maggior numero degli italiani dovunque vivessero, che tutto il resto era considerato superfluo. Avevano commesso, nel loro fervore, lo stesso errore temporale dei discepoli di Gesù, i quali il giorno dell’ascensione del Signore avevano interpretato come l’attesa di giorni le parole degli angeli: ‘Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto ed elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo ….. Così avevano messo in comune i loro beni nell’attesa del Suo ritorno. Nei momenti di grande fervore spirituale si fanno degli errori simili, ma poi lo Spirito Santo illumina sulle Scritture ed allora si scopre che quando nel Nuovo Testamento si parla di ‘ultimi giorni’ bisogna ricordare che ‘per il Signore un giorno è come mille anni e mille anni sono come un giorno’ (Francesco Toppi, Luigi Francescon, ADI-Media, Roma 2007, pag. 59).

Questo insegnamento è falso. Non è affatto vero infatti che i credenti della Chiesa primitiva avevano smesso di lavorare perchè aspettavano da un giorno all’altro o in brevissimo tempo il ritorno di Cristo perchè essi sapevano che il Suo ritorno non era imminente. Come facevano a saperlo? C’erano gli apostoli con loro che li ammaestravano e gli dicevano che quel giorno sarebbe venuto solo dopo che si sarebbero adempiuti determinati avvenimenti e segni. A tale riguardo si leggano il capitolo 24 di Matteo, il capitolo 13 di Marco e il capitolo 21 di Luca per capire quale era l’insegnamento che gli apostoli per lo Spirito rivolgevano ai santi di Gerusalemme.

E diciamo pure che gli apostoli non poterono interpretare le parole degli angeli: “Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l’avete veduto andare in cielo” (Atti 1:11) nella maniera che dice Toppi, perché poco prima Gesù aveva detto loro: “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8). Come avrebbero infatti potuto pensare di rendere testimonianza alla resurrezione di Cristo in Gerusalemme, in tutta la Giudea e Samaria, e fino alle estremità della terra, nell’arco di non molti giorni? E’ assurdo solo pensarlo. E come avrebbero potuto interpretare le parole degli angeli in quella maniera, quando Gesù aveva detto loro che la fine verrà quando il Vangelo sarà stato predicato in tutto il mondo, secondo che disse: “E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24:14)? Anche qui è assurdo solo pensarlo. Toppi invece non solo lo pensa ma lo dice pure, dimostrando così ancora una volta di non conoscere le Scritture.

E poi si tenga anche presente che la Scrittura dice che “ogni anima era presa da timore” (Atti 2:43) il che esclude che dei credenti timorati di Dio potessero lasciare il loro lavoro per mettersi ad aspettare il ritorno di Cristo. Ma poi che senso avrebbe avuto lasciare il lavoro per aspettare il ritorno di Cristo? Non potevano forse aspettarlo continuando a lavorare come sempre?

Ma oltre a ciò è impensabile una simile cosa sapendo che essi attendevano del continuo all’insegnamento degli apostoli che erano uomini pronti a riprendere e a stroncare sul nascere una simile tendenza. Ma allora a che cosa era dovuta questa comunanza dei beni praticata da quei credenti? Essa era dovuta all’amore di Dio che era stato sparso nei loro cuori per lo Spirito, amore che li spingeva a mettere in comune con gli altri i beni che essi possedevano. Proprio quello che manca oggi purtroppo nella maggior parte delle Chiese. Oh piacesse a Dio che in seno alle Chiese di Dio qui in Italia ci fosse quell’amore genuino che regnava in seno alla Chiesa di Gerusalemme dopo la Pentecoste! Che meraviglioso sarebbe vedere di nuovo dei fratelli mettere a disposizione dei loro fratelli quello che hanno e non chiamare più ‘mio’ quello che essi hanno!

Ora, sia chiaro che qui non si è voluto difendere il comunismo – perchè sappiamo bene che il comunismo è una ideologia diabolica che rigetta Dio e il Suo Vangelo e che spinge a perseguitare ferocemente i cristiani come è avvenuto nei paesi dell’Est Europeo e avviene in Cina – ma si è voluto dimostrare con quanta ‘discrezione’ ed ‘eleganza’ le ADI combattono il comunismo, arrivando persino a sprezzare e rigettare quello che fecero i discepoli antichi, cioè la messa in comune dei loro beni, che rimane nella storia un esempio di vita cristiana piena di amore verso il proprio fratello, solo perchè viene preso dai comunisti a sostegno del comunismo. E ancora una volta le ADI si sono messe contro i giusti e gli umili di cuore.

Articoli apparsi su The Pentecostal Evangel proprio nei mesi successivi all’incontro di Henry H. Ness con Pio XII, che provano che le Assemblee di Dio erano coinvolte in una guerra politica contro il comunismo e i comunisti. I titoli parlano chiaro ‘Il Comunismo negli USA’ (4 Ottobre 1947), ‘Niente Cristiani Comunisti’ (11 Ottobre 1947), ‘L’antidoto per il Comunismo’ (21 Febbraio 1948), ‘Come combattere il comunismo’ (1 Maggio 1948).

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Locandina apparsa sul Seattle Daily Times nel Marzo del 1949, che pubblicizza un importante conferenza in un teatro organizzata da Henry H. Ness per l’International Council for Christian Leadership. Tra gli oratori anche il suo amico Barone Frary Von Blomberg, importante esponente dei Cavalieri di Malta; e Fred Squire (1904-1962) predicatore pentecostale che nel 1947 (o 1946) aveva fondato l’International Bible Training Institute di Burgess Hill (Inghilterra) che peraltro è l’Istituto Biblico che frequentò nel 1948 Francesco Toppi, e ‘che ha rappresentato il modello su cui è stato poi organizzato l’Istituto Biblico Italiano (I.B.I.)’ (Francesco Toppi, E Mi Sarete Testimoni, pag. 120) che è la Scuola Biblica delle ADI. Il tema della conferenza dice tutto: ‘L’Europa oggi e come può essere liquidato nella maniera migliore il Comunismo’. Osservate poi la presenza di ben otto stelle massoniche!

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3.3. Incontri con importanti prelati della Chiesa Cattolica Romana

Abbiamo visto prima che Henry H. Ness nell’agosto del 1947 incontrò Pio XII, ma Ness durante i suoi viaggi in Europa si incontrò con altri importanti prelati del Vaticano. Infatti durante il suo viaggio fatto nel 1948, in cui era accompagnato dal barone Blomberg, che come vedremo in seguito era un importante esponente dell’Ordine dei Cavalieri di Malta che è un’organizzazione ‘massonica’ controllata dal Vaticano, si incontrò con il Nunzio Papale in Spagna e con ‘Monsignore’ Domenico Tardini (Walla Walla Union Bulletin, 25 Marzo 1949, pag. 2 – vedi foto). E’ interessante notare che la rivista delle ADI Risveglio Pentecostale quando annunciò la venuta di Ness in Italia nel 1948 scrisse: ‘Il fr. H. H. Ness è giunto in Italia per compiere una importante e delicata missione a favore della libertà religiosa’ (Risveglio Pentecostale, 1948, Anno III, n° 4, pag. 2 – vedi foto). Già, ‘una missione delicata e importante’, come quella che aveva compiuto nel 1947, ma di cui i dirigenti ADI ovviamente tennero nascosti ai fratelli i particolari, perchè scandalosi e vergognosi. Ed avevano persino la sfacciataggine di chiamare quello di Henry Ness un ‘lavoro cristiano’ (Ibid., pag. 2).

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A sinistra un annuncio sul Seattle Daily Times di ‘un incontro per tutte le fedi’ presso il Moore Theater di Seattle in cui parlerà Ness, del quale viene detto è appena tornato da una missione nell’interesse della libertà religiosa ed ha incontrato tra gli altri ‘Monsignor’ Tardini, Segretario di Stato papale nel Vaticano, e Myron C. Taylor l’ambasciatore americano in Vaticano (che era un massone). A destra l’articolo sul Walla Walla Union Bulletin citato sopra. Notate come il tutto fosse di dominio pubblico.

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A sinistra Pio XII e a destra Domenico Tardini, nominato cardinale nel 1958. Henry Ness incontrò tutti e due – il primo nel 1947 e il secondo nel 1948 – durante ‘il suo lavoro cristiano’ come lo hanno chiamato le ADI.

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Foto presa da: http://sipastorangelicvs.blogspot.it/2011/07/centenario-del-cardenal-domenico.html

Nell’articolo sul Walla Walla Union Bulletin, il Tardini (1888-1961) viene chiamato ‘segretario di Stato’, ma in effetti ancora non lo era, in quanto lui fu nominato Segretario di Stato nel 1958. Ma già dal 1935 collaborava pure con la Segreteria di Stato, e all’epoca del suo incontro con Ness il Tardini era un importante membro della Segreteria di Stato Vaticana, precisamente era Segretario per gli affari straordinari della Segreteria di Stato. Peraltro Tardini fu quello che diede ‘le opportune direttive’ (da una nota di A. Dell’Acqua del 19 novembre 1946 citata da Giovanni Sale in Il Vaticano e la Costituzione, pag. 208) al deputato democristiano Giuseppe Dossetti, che fu quello che presentò alla Costituente l’articolo 19 sulla libertà religiosa in Italia; e quello che in un appunto del 29 Marzo 1947 al ‘monsignor’ Angelo Dell’Acqua scrisse: ‘Il Santo Padre raccomanda di seguire la discussione su i culti ammessi, e sugli altri punti che interessano la Chiesa’ (Giovanni Sale, Il Vaticano e la Costituzione, pag. 139). Quindi il Tardini era un prelato che aveva rapporti molto stretti con Pio XII, infatti era uno degli amici più intimi di Pio XII e considerato un suo fedele collaboratore.

A proposito della Segreteria di Stato Vaticana in quegli anni, è interessante notare che vi lavorò Arturo Carlo Jemolo, l’illustre giurista che fece parte del gruppo di tre avvocati che presentarono per conto delle ADI ricorso nel 1952 al Consiglio di Stato. Infatti un documento rilasciato dalla Segreteria di Stato Vaticana nel 1944 attesta che Jemolo «presta servizio all’Ufficio Informazioni presso la Segreteria di Stato di Sua Santità nella Città del Vaticano», e il documento porta la firma del Capo Ufficio, Alessandro Evreinoff, Vescovo titolare di Pionia (cfr. Arturo Carlo Jemolo: vita ed opere di un italiano illustre, a cura di Giorgia Cassandro – Alessia Leoni – Fabio Vecchi, Jovene Editore, Napoli 2007, pag. 29).

Ebbero degli effetti positivi questi incontri con Pio XII e i suoi prelati? Sì, infatti sul giornale Chicago Daily Tribune del 21 Marzo 1949 (vedi foto), Gorietti fece sapere che ‘la pressione esercitata da uomini di Chiesa americani ha portato il Governo qui ad assumere un’attitudine più tollerante verso i Pentecostali …’. Ovviamente, gli ‘uomini di Chiesa americani’ che fecero pressioni sul governo Italiano furono soprattutto Frank Gigliotti e Charles Fama, ma a queste pressioni va aggiunta ‘l’alleanza segreta’ stipulata dalle Assemblee di Dio con il Vaticano perchè fu grazie anche a questa alleanza che la situazione delle Chiese ADI andò via via migliorando dal loro punto di vista.

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3.4. Le ADI difendono il metodo apolemico di Henry H. Ness; e ci credo!

Nelle ADI c’è un motto molto conosciuto ‘niente controversia, niente polemica’. Motto che era affermato con forza anche nel dopoguerra, e difatti in un articolo apparso su Risveglio Pentecostale del 1947, che traeva spunto da una frase detta da Henry Ness durante una sua predicazione evangelistica tenuta il 10 agosto 1947 a Roma presso il Teatro Planetario (cfr. Risveglio Pentecostale, n° 2, pag. 18,19), venne ribadito con forza.

Ascoltate cosa fu scritto su Risveglio Pentecostale, di cui al tempo era direttore Roberto Bracco e quindi le seguenti parole esprimono anche la sua convinzione: ‘Rileviamo da «La Luce» del 15 Novembre la simpatica segnalazione della riunione di evangelizzazione tenuta a cura della Chiesa Pentecostale nella sala del Planetario. Una frase della segnalazione stessa ci offre la possibilità di illustrare, attraverso una precisazione, una delle più significative caratteristiche del nostro Movimento. Precisazione, quindi, che esulando nel modo più assoluto dal campo polemico, vuole solo giungere a far conoscere meglio l’attività dei pentecostali. La frase è la seguente: Uno degli oratori asserì una parola che non si è soliti udire dai pentecostali: ‘Noi non siamo qui per dirvi di cambiare di religione ….». Essa dice che, facendo eccezione alla regola seguita ordinariamente dai pentecostali, gli evangelisti del Planetario presentarono il loro messaggio spirituale senza ricorrere alla polemica o all’acre apologetica. Noi precisiamo che il metodo apolemico seguito dal Dott. Ness e dal Pastore Parli si inquadra nel metodo generale rigorosamente seguito da tutti i movimenti pentecostali. La frase infatti pronunciata dal Dott. Ness, e che è stata implicitamente encomiata per il suo contenuto evangelico, non è originale. Esso è una specie di «slogan» del Movimento Pentecostale non perchè i pentecostali si muovevano nell’ambito di direttive prestabilite, ma perchè, ripetiamo, il metodo evangelistico evita intenzionalmente la polemica e la controversia. Non è ignoto che il Movimento Pentecostale mantiene costantemente al centro della propria attività l’evangelizzazione e non è ignoto che i risultati conseguiti in ogni nazione, non escluse quelle nelle quali ha dovuto subire e subisce delle vessazioni, sono stati dei più lusinghieri; ma forse non è noto che questo graduale sviluppo del proprio lavoro cristiano è stato reso possibile sopratutto dalla cura con la quale i pentecostali si sono sempre astenuti dall’attaccare o dall’offendere in qualsiasi modo i sentimenti religiosi e le credenze dommatiche delle varie popolazioni evangelizzate. In tutte le riunioni di evangelizzazione, i pentecostali hanno esplicitamente o implicitamente dichiarato: «Noi non siamo qui per dirvi di cambiare di religione …» perchè in esse la predicazione è stata tenuta fuori da tutti i motivi polemici che potevano essere determinati in rapporto all’ambiente. Le nostre chiese curano continuamente riunioni di evangelizzazione nei locali di culto e in luoghi pubblici; ed anche a Roma, oltre a quella del Planetario, ne sono state tenute moltissime nei locali gentilmente offerti dalla Chiesa Metodista e all’aperto in varie piazze e strade: queste ultime in collaborazione con un gruppo di fedeli della Chiesa Battista. In tutte queste riunioni viene rispettato un metodo che è una parola d’ordine per i pentecostali: niente controversia, niente polemica. Noi non vogliamo che gli uomini sostituiscano la loro religione con quello che noi o altri potrebbero presentare loro – e questa dichiarazione è esplicita nella nostra predicazione – ma vogliamo che essi conoscano il Cristo, si convertano a Lui e facciano quindi quanto verrà loro suggerito dalla nuova personalità che acquisteranno in Dio per l’Evangelo. Anzi noi riteniamo che se tutti gli evangelici, anziché perdersi in controversie tanto sterili, quanto nocive, accentrassero tutto lo slancio evangelistico nella predicazione del Cristo della salvezza, vedrebbero crollare le ostilità e le resistenze offerte dai pregiudizi umani; i quali vengono invece inaspriti e fortificati quando sono attaccati sul terreno della polemica. Noi rivendichiamo quindi a tutta la Chiesa Pentecostale il metodo apolemico e ci reputiamo felici dell’ottima occasione offertaci da «La Luce» per illustrare un dettaglio che merita di essere conosciuto da tutti. Con Cristiani saluti. LA REDAZIONE’ («Lettera aperta a ‘La Luce’», Risveglio Pentecostale, 1947, n° 4, pag. 13).

Un articolo veramente vergognoso e scandaloso che denota come al solito una grande ignoranza della Parola di Dio come anche tanta arroganza, caratteristiche tipiche purtroppo del Movimento Pentecostale, e che già a quel tempo erano evidenti. Peraltro questo parlare è un parlare massonico, infatti come ho detto innanzi nelle Costituzioni della Massoneria c’è pure la seguente regola: ‘…. ancor più debbono evitarsi le controversie religiose, ….’ (VI, 2).

Quello che però vorrei dire qui è questo. Ci credo che Henry Ness usava un metodo apolemico, come lo definisce il redattore di Risveglio Pentecostale! E come avrebbe mai potuto predicare in polemica contro le eresie e le superstizioni della Chiesa Cattolica Romana, quando peraltro proprio Ness due giorni prima (già, perchè Ness aveva incontrato Pio XII l’8 Agosto!) aveva incontrato Pio XII, a cui aveva chiesto di avere pietà dei suoi fratelli delle Assemblee di Dio e far sì che cessassero le persecuzioni contro di essi? Sarebbe stato un controsenso per Ness fare polemica con la Chiesa Cattolica Romana dopo essere andato da Pio XII per ottenere da lui o per mezzo di lui un grande favore, come quello della cessazione della persecuzione cattolica contro i Pentecostali in Italia: non vi pare? E quelli di Risveglio Pentecostale, con in testa il direttore Roberto Bracco, sapevano molto bene come stavano le cose, e cioè che le ADI erano in quel tempo – diciamo così – in trattativa ‘segreta’ con il Vaticano affinchè facesse cessare le persecuzioni papiste contro i Pentecostali. Ma si sono ben guardati Bracco e compagnia di far sapere queste cose ai fratelli. E poi dobbiamo leggere che il dottor Ness seguiva il metodo apolemico che è il metodo generale rigorosamente seguito da tutti i movimenti pentecostali, compreso quindi quello Italiano! Che ipocriti! Ma è evidente il motivo per cui Ness, Bracco e gli altri seguivano questo metodo: per non dare fastidio al Vaticano, per non creare ostacoli di nessun genere ai movimenti segreti massonici che Gorietti e Bracco e altri avevano messo in moto per ottenere la cosiddetta libertà religiosa e la cessazione delle persecuzioni contro i Pentecostali. Che tutti sappiano queste cose, e vadano a gridare in faccia e pubblicamente un potente ‘Ravvedetevi e convertitevi dalle vostre vie malvage’ a quei pastori ADI ed anche non ADI che difendono e approvano l’operato malvagio di questi uomini che hanno indotto tante Chiese a partire dal dopoguerra a camminare per sentieri tortuosi.

La notizia su The Pentecostal Evangel – 13 Settembre 1947, pag. 13 – del cablogramma mandato da Henry H. Ness in cui parla della sua udienza privata con Pio XII

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L’incontro tra Henry H. Ness e Pio XII su The Pentecostal Evangel del 25 Ottobre 1947 a pag. 10

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L’incontro tra Henry H. Ness e Pio XII su The Apostolic Faith dell’aprile 1948

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Un articolo apparso sul Walla Walla Union Bullettin il 2 Novembre 1949 che mostra come Henry H. Ness parlasse pubblicamente alle Chiese in America della sua udienza con Pio XII e che la cosa apparve pure su riviste non Cristiane.

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Lo scandaloso articolo su Risveglio Pentecostale in cui si difende il metodo apolemico di predicare di Henry H. Ness

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3.5. La fine orribile che ha fatto Henry H. Ness

Come abbiamo visto, il pastore Henry H. Ness, appartenente alle Assemblee di Dio USA, era colluso con la Massoneria e con la CIA e si diede da fare affinchè le Chiese Pentecostali in Italia uscissero dalla persecuzione, e in vista di ciò spinse le Chiese a darsi un’organizzazione di tipo gerarchico e perciò a dotarsi di uno Statuto che annullava la Parola di Dio e contrastava e contristava lo Spirito Santo e – quale autorevole rappresentante delle Assemblee di Dio – fece alleare le ADI con il Vaticano che è un nemico della croce di Cristo. Henry H. Ness trascinò quindi le Chiese a calpestare la Parola dell’Iddio vivente. Su un tale uomo ribelle quindi non poteva che abbattersi il giudizio di Dio. E il giudizio venne, infatti Henry Ness ebbe un orribile ed incurabile tumore al cervello, ma non morì di quel tumore, ma morì uccidendosi.

Questo è quanto racconta Glen D. Cole (1933-2012) – che è stato pastore del Trinity Life Center di Sacramento (California), e Sovrintendente del Distretto del Nord California-Nevada delle Assemblee di Dio dal 1997-2003 – in questo articolo dal titolo When Someone Takes His Own Life ossia ‘Quando qualcuno si toglie la propria vita’. Ecco le sue parole: ‘Ricordo la morte-suicida del Dottor Henry Ness, il fondatore del Northwest College e il pastore del Calvary Temple di Seattle per anni. Un grande uomo di Dio, nei suoi ultimi anni egli ebbe un orribile tumore al cervello che non potè essere curato. Dei terribili mal di testa lo spinsero alla medicazione, ecc. Un giorno entrò nel suo ufficio, prese una pistola e la fece finita’ (http://121tools.com/Suicide/when-someone-takes- his-own-life.html – I remember the suicide-death of Dr. Henry Ness, founder of Northwest College and pastor of Calvary Temple in Seattle for years. A great man of God, in his later years he had a horrible brain tumor that could not be cured. Terrible headaches drove him to medication, etc. One day he stepped into his office and took a gun and ended it all.).

Peraltro, vi ricordo che la Bibbia dice che un credente se si ammazza si rende colpevole di un omicidio, in questo caso però non uccide il suo prossimo ma se stesso cosa questa che egli non può fare perché solo Dio ha il diritto di togliergli la vita, e degli omicidi la Scrittura dice che non entreranno per le porte della Nuova Gerusalemme secondo che è scritto: “Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte nella città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna” (Apocalisse 22:14-15). La loro parte quindi sarà lo stagno ardente di fuoco e di zolfo che è la morte seconda (cfr. Apocalisse 21:8). Tra coloro che nella Bibbia fecero questa brutta fine, ci fu pure Giuda Iscariota, il traditore, secondo che è scritto: “Allora Giuda, che l’avea tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d’argento ai capi sacerdoti ed agli anziani, dicendo: Ho peccato, tradendo il sangue innocente. Ma essi dissero: Che c’importa? Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel tempio, s’allontanò e andò ad impiccarsi” (Matteo 27:3-5).

Che dire? Questo deve servire di severo monito a tutti quelli che nelle ADI, e non solo nelle ADI, pensano di potersi ribellare alla Parola di Dio inducendo altri a farlo e poi rimanere impuniti.

Peraltro, tra i personaggi fondamentali che furono coinvolti nella storia delle ADI in quel periodo, c’è stato un altro suicida: Giacomo Rosapepe, il legale delle ADI che presentò il ricorso delle ADI al Consiglio di Stato contro il Ministero dell’Interno, che si uccise nel 1978 (cfr. http://www.bibelotlibri.it/dettaglio.php?sorgente=stessoargomento&pag=1&libro=62657).

Certo che queste morti di questi due uomini che hanno avuto un ruolo chiave nella nascita delle ADI fanno riflettere molto … il savio di cuore. [Paragrafo 3. tratto dal libro di Giacinto Butindaro dal titolo “La Massoneria Smascherata“, Acilia 2012]

4. Assemblee di Dio in Italia

[…]

4.1. La nascita delle ADI

Nel convegno di Roma del 28 agosto – 1º settembre 1946 si diede vita a quello che sarebbe stato l’embrione della futura organizzazione ADI, ossia la costituzione del triplice “Comitato missionario, ricostruzione e fondo di pietà”. La presidenza venne affidata a Umberto Gorietti, mentre Roberto Bracco fu il segretario generale e Giovanni Ferri il vicepresidente.

Il convegno di Roma gettò le basi per la nascita delle Assemblee di Dio in Italia. Un certo numero di chiese pentecostali rifiutarono l’affiliazione e alcune di queste si costituirono sotto il nome di “Congregazioni cristiane pentecostali”. Alle Assemblee di Dio non aderiscono sia le Chiese cristiane degli zaccardiani che quelle della Valle del Sele, nonché alcune altre.

La data di nascita delle Assemblee di Dio in Italia viene individuata nell’anno 1947, quando il loro nome derivò dall’intesa stipulata da molte congregazioni pentecostali italiane con le Assemblee di Dio americane. L’atto costitutivo delle Assemblee di Dio in Italia venne sottoscritto il 22 maggio 1948, e sarà il pastore Roberto Bracco a preparare la prima bozza dello Statuto delle ADI.

[…]

4.2. Struttura organizzativa

Nel corso degli anni la struttura organizzativa delle ADI ha subito dei mutamenti. I singoli credenti rendono conto del loro operato al “Consiglio di chiesa” . Il “Consiglio di chiesa” di cui il pastore è presidente, viene eletto democraticamente per alzata di mano (sebbene recentemente alcune chiese abbiano cominciato ad adottare lo scrutinio segreto). Ogni “Consiglio di chiesa” e pastore locali, rendono conto del loro operato al “Comitato di Zona” di giurisdizione eletto democraticamente a scrutinio segreto ogni due anni dai pastori di quel territorio (l’elezione viene ratificata all’Assemblea Generale). Ogni “Comitato di Zona”, a sua volta, rende conto del proprio operato al “Consiglio Generale delle Chiese” eletto anch’esso democraticamente a scrutinio segreto nell’Assemblea Generale che si tiene ogni due anni, e riservata a tutti gli iscritti al Ruolo Generale dei Ministeri. Ecco, quindi, formata la piramide gerarchica:

1) Consiglio Generale delle Chiese,

2) Comitato di Zona,

3) Pastore,

4) Consiglio di chiesa,

5) Credenti

[…]

[Il paragrafo 4. è stato tratto dal sito wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblee_di_Dio_in_Italia]

5. Considerazioni

Nei paragrafi precedenti, abbiamo dunque visto, come da una parte Francescon, uomo di cui Dio si è servito per espandere il risveglio pentecostale nei primi anni del XX secolo, era contrario alla creazione dell’organizzazione e, da quello che vediamo sulle ADI oggi, sappiamo che aveva pienamente ragione; dall’altra parte, invece, a favore della nascita dell’organizzazione, vi era Henry Ness, rappresentante delle Assemblee di Dio statunitensi e massone. Alla fine prevalse la linea di Ness e l’organizzazione ADI nacque e le comunità che iniziarono a farne parte si incatenarono per sempre, in maniera inscindibile allo stato, che è sempre stato e lo sarà sempre influenzato dalla massoneria.

A riguardo di Ness, è interessante notare che ha avuto un ruolo molto importante per fare da pacificatore e da collante tra le ADI e il papa, infatti è stato ricevuto dal papa Pio XII in data 8 agosto 1947, incontro in cui Ness ha parlato al papa, tra le altre cose, di libertà religiosa. Come conseguenza di tale incontro, le ADI hanno avuto la cessazione delle persecuzioni, mentre dalle ADI il cattolicesimo ha ricevuto la promessa di non parlare contro il cattolicesimo romano e contro la sua idolatria, infatti già da allora fino ad oggi, i predicatori ADI non si sentono parlare pubblicamente contro l’idolatria e le superstizioni della chiesa cattolica romana. Eppure le ADI hanno numerosi e importanti canali di comunicazioni di massa, riviste, canali TV e radio, ma non si sentono parlare mai contro l’idolatria cattolica romana, non li sentite parlare mai rivolti ai cattolici e dire loro che devono ravvedersi e credere nell’evangelo per essere salvati, con il conseguente abbandono della chiesa cattolica romana e della sua idolatria.

Dalla nascita dell’organizzazione delle ADI per l’aiuto dei massoni Ness e Gigliotti, le chiese pentecostali che vi aderirono, hanno subito anche altre forti e devastanti conseguenze, oltre che darsi all’ecumenismo con la chiesa cattolica romana, hanno, cioé, deviato quanto alla sana dottrina, infatti piano piano, un passettino alla volta per non stravolgere tutto subito e non destare sospetti nei membri più conservatori del movimento, i dirigenti delle ADI, sicuramente sospinti dalla massoneria, hanno incominciato a sovvertire la sana dottrina della Parola di Dio. Oggi, infatti, ne vediamo chiaramente la conseguenza, provata dalle numerose confutazioni contro le false dottrine delle ADI che sono state predicate e/o scritte da Giacinto Butindaro, dottore della Parola di Dio.

Ritengo che la dimostrazione più chiara dell’opera devastante posta in essere da Ness e i suoi sostenitori contro le chiese pentecostali italiane, sia il fatto che Ness si sia tolto la vita, e si sa, che gli omicidi non entrano nel regno dei cieli, e il suicida è l’assassino di sè stesso. I suidica va all’inferno, perchè dopo aver ucciso (sè stesso) non ha più il tempo di ravvedersi per ricevere la misericordia di Dio e il conseguente perdono dei propri peccati. Insomma, Iddio non ha benedito la fine della vita di Ness, Iddio non gradito un tale uomo e la sua fine terribile lo certifica chiaramente. Anche questo deve farci riflettere attentamente, come pure deve farci riflettere il fatto che l’incontro di Ness con il papa è sempre stato taciuto nei racconti storici riportati in Italia, mentre ne hanno ampiamente parlato negli USA. C’è un motivo per ogni cosa, anche per nascondere determinati fatti storici, per non far sapere ai membri delle ADI la verità e non far scaturire in loro il desiderio di documentarsi più approfonditamente sulla nascita delle ADI e sull’aiuto ricevuto dalla massoneria, che è dal diavolo.

Voglio terminare queste mie considerazioni facendo riferimento alla struttura organizzativa gerarchica delle ADI, come anche scritto nelle pagine web di wikipedia. Ciò che dice Wikipedia è assolutamente vero, cioé che le ADI sono strutturate gerarchicamente, infatti vi è un presidente e altre figure di una scala gerarchica presa in prestito dal mondo pagano, che vanno bene per delle associazioni e società commerciali che nulla hanno a che fare con Dio, di cui non si trova alcuna traccia nella Bibbia di una tale struttura organizzativa. Anche questo dimostra quanto le ADI sono lontane dalla volontà di Dio e dalla Bibbia e, a motivo di ciò, i membri che ne fanno parte, sono spinti a sviarsi quanto alla purità e alla verità della Parola di Dio, perché le ADI sono un’organizzazione nata ad opera ed aiuto della massoneria, che è una religione che adora il diavolo, si è data una struttura gerarchica non biblica e le dottrine in essa insegnate sono ormai una derivazione o modifica dei principi e dottrine della stessa massoneria.

Insomma, nelle ADI, non c’è niente da accettare, anche se molti dei membri che la compongono ritengo siano sinceri e che abbiano realmente creduto in Gesù Cristo come loro personale salvatore; tuttavia anche se sinceri, se permangono all’interno di quella organizzazione essi si sottopongono ai principi e tradizione propagate dalle ADI, naufragando sicuramente quanto alla fede e alla verità della Parola di Dio. Chi fa parte di una organizzazione, per forza di cose deve sottomettersi alle sue peculiari regole e statuti, anche se non sono confermati dalla Bibbia, anche se vanno contro le sacre Scritture. Chi rimane dentro tale organizzazione si deve, dunque, sottomettere alle sue regole e andare contro i comandamenti di Dio, diventando così “nemico di Dio” e amico del mondo. Chi vuole piacer a Dio deve per forza di cose uscire dalle ADI.

Pertanto, fratelli e sorelle nel Signore che fate parte delle ADI, uscitevene da tale organizzazione, e riunitevi nelle case, come già molti altri fratelli sinceri stanno facendo, perché dentro le ADI voi non crescerete spiritualmente, anzi, sicuramente sarete fatti precipitare nell’ambiguità, nella falsità, nelle tenebre e nel peccato, perchè chi dirige tale organizzazione, è risoluto a far osservare i principi massonici, ecumenici, a favore dell’andazzo di questo mondo, ma non ha assolutamente alcuna intenzione di seguire i precetti di Cristo Gesù. Quindi, fatevi forza, e agite secondo quanto il Signore stesso vi guiderà a fare secondo le sacre Scritture e la Sua volontà, uscite da quella organizzazione e servite il Signore nelle case, almeno inizialmente, e non create alcuna associazione, né organizzazione di alcun genere, ma tenetevi liberi in Cristo Gesù.

Badate dunque che nessuno vi seduca con vani ragionamenti e con la filosofia e artifici linguistici architettati dai seduttori di menti per ingannarvi e sviarvi dalla verità della Parola di Dio.

Giuseppe Piredda, salvato per sola grazia mediante la fede nel sacrificio di Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio.

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