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Riconoscere i modi di parlare dei massoni contro i loro nemici: “calunniatori, maldicenti, inquisitori”

14 ottobre 2015

Riconoscere i modi di parlare dei massoni contro i loro nemici: “calunniatori, maldicenti, inquisitori”

calunniatore-maldicente1. PREMESSA

Fratelli nel Signore, avrete certamente notato, come ho fatto io, che ci sono diverse persone che ci definiscono CALUNNIATORI, MALDICENTI, INQUISITORI, per quello che diciamo contro la menzogna e contro certi scandali che avvengono nelle Chiese cosiddette cristiane.

Il fatto che noi riproviamo e denunciamo le malefatte in mezzo alle Chiese di Dio, oltre che provvediamo a CONFUTARE le false dottrine che vengono propagate dai falsi ministri, dà molto fastidio a coloro che fanno tali cose, perché vengono svergognati davanti a tutti, e quindi ogni persona può prendere conoscenza di chi sono realmente costoro e di quello che dicono e che fanno contro la Parola di Dio.

Tali parole che prendiamo in esame, possono essere proferite contro dei veri calunniatori e maldicenti, i quali, parlano male del prossimo basandosi sull’apparenza, senza prove e senza fare validi ragionamenti tratti dalle sacre Scritture.

2. PAROLE PRONUNCIATE DA GESU’

Ci sono, invece, persone che muovono delle accuse contro qualcuno, che corrispono alla verità, come pure ci sono confutazioni che annullano completamente certe false dottrine che si propagano come “verità” in mezzo alle Chiese di Cristo, ma in realtà non lo sono. Queste persone che accusano giustamente e che confutano false dottrine, non possono essere definite calunniatori o inquisitori, né maldicenti, nello stesso modo con cui NON si può  fare nei confronti di Gesù che ha ripreso, confutato e accusato certi peccatori e certi uomini corrotti quanto alla condotta e alla dottrina. Ecco dalle parole di Gesù, per mezzo delle quali mette in guardia la Sua Chiesa:

«Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.» (Matteo 7:15)

Ora, oggi non dovremmo mettere in guardia dai falsi profeti? Chi lo fa è un calunniatore? Semmai, uno deve entrare nel merito quando qualcuno viene accusato di essere un falso profeta, per verificare personalmente se ci sono i presupposti per dire che uno è un falso profeta oppure no. Se uno predice che Gesù tornerà in una certa data, e questo non avviene, non si può definire falso profeta una tale persona? Ma certo che si può dire, di conseguenza chi ha detto tali cose ed ha messo in guardia i fratelli e la Chiesa tutta contro un tale falso ministro, non può essere additato come calunniatore, né come maldicente e neppure come inquisitore.

Leggiamo queste altre parole pronunciate da Gesù:

«Allora s’accostarono a Gesù dei Farisei e degli scribi venuti da Gerusalemme, e gli dissero: Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non si lavano le mani quando prendono cibo. Ma egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Dio, infatti, ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, dite: Se uno dice a suo padre o a sua madre: ‘Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio’, egli non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione. Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d’uomini.» (Matteo 15:1-9)

Vedete, i farisei e gli scribi ACCUSARONO i discepoli di Gesù di non osservare le TRADIZIONI loro antiche, che non trovavano alcun fondamento nella Bibbia, e per questo Gesù li ha ammoniti, confutati e li ha chiamati IPOCRITI. In questo caso si può forse definire Gesù un CALUNNIATORE o MALDICENTE o INQUISITORE perché ha detto quelle parole contro gli scribi ed i farisei? Se non può essere chiamato Gesù in quella maniera, per quale motivo si devono chiamare altre persone che fanno le medesime cose che ha fatto Gesù? L’importante, come ha fatto Gesù, quando si confuta qualcuno e lo si definisce ipocrita, è che lo si dimostri con validi ragionamenti e con le sacre Scritture, quindi, una tale persona che conferma tutto cone le Scritture e con i fatti ben dimostrati, non può assolutamente essere chiamato calunniatore o maldicente, perché hanno detto la verità. Per poter chiamare qualcuno CALUNNIATORE, è necessario essere sicuri che l’accusa che ha mosso è FALSA, se l’accusa è vera, allora non siamo in presenza di calunnie, né tantomeno di CALUNNIATORI.

Abbiamo visto che Gesù ha parlato contro i farisei e gli scribi, ed ora vediamo cos’ha detto Gesù contro i sadducei:

«Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio. Perché alla risurrezione né si prende né si dà moglie; ma i risorti son come angeli ne’ cieli. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete voi letto quel che vi fu insegnato da Dio, quando disse: Io sono l’Iddio di Abramo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe? Egli non è l’Iddio dei morti, ma de’ viventi.» (Matteo 22:29-32)

Gesù ha dimostrato con validi ragionamenti e con la Parola di Dio che i sadducei erravano, inoltre li ha pure accusati di non conoscere le Scritture e neppure la potenza di Dio, e questo lo ha potuto dedurre da quello che credevano e dicevano i sadducei. Infatti, dall’abbondanza del cuore la bocca parla, e da quello che uno dice e crede si possono capire tante cose, tra cui quello che ha detto Gesù dei sadducei, cioé che non CONOSCEVANO le SCRITTURE e non conoscevano neppure la POTENZA DI DIO. E in tale stato simile ai sadducei, ci sono anche oggi molti cristiani, e non è sbagliato farglielo notare e dire loro che non conoscono le Scritture, proprio come ha fatto Gesù con i sadducei.

Ora leggete cosa dice Gesù al paralitico di Betesda, dopo che lo ha guarito:

«Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio.» (Giovanni 5:14)

Vedete, Gesù ha giudicato tale persona come peccatrice, infatti esortandolo a non peccare più, fa comprendere che la sua malattia era dovuta al suo peccato e dopo lo ha esortato a non peccare più, con la MINACCIA che gli sarebbe accaduto di peggio se avesse disubbidito ai comandamenti di Dio. Quindi, se anche noi oggi esortiamo le persone ad osservare i comandamenti di Dio, a non peccare, per evitare che Dio li colpisca con delle malattie, stiamo forse presentando IDDIO in maniera contraria a quello che è scritto nella Bibbia? Non è così come dicono costoro.

Riflettiamo anche su queste altre parole dette da Gesù, il nostro Signore e Salvatore, il nostro duce e perfetto esempio di fede:

«Gesù disse loro: Se Dio fosse vostro Padre, amereste me, perché io son proceduto e vengo da Dio, perché io non son venuto da me, ma è Lui che mi ha mandato. Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi siete progenie del diavolo, ch’è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna. E a me, perché dico la verità, voi non credete.» (Giovanni 8:42-45)

Vedete, Gesù ha chiamato quei Giudei che lo ascoltavano “progenie del diavolo”, quindi, anche oggi ci possono essere delle occasioni e delle persone che si conducono in un certo modo, che dai servitori di Dio possono essere chiamati “figlioli del diavolo”, se la cosa è dimostrata e provata con le Scritture e con prove certe, non basandosi sull’apparenza.

3. PAROLE PRONUNCIATE DALL’APOSTOLO PAOLO

Abbiamo visto nel paragrafo precedente come ha parlato Gesù, qui vediamo come parlarono gli apostoli nelle loro epistole, per vedere se hanno parlato nella stessa maniera e per poter noi fare la considerazione che certi giudizi li poteva pronunciare solo Gesù Cristo che è Dio, oppure anche i suoi servitori?

Vedremo di seguito, che anche gli apostoli parlarono nella stessa maniera di Gesù, sempre nella maniera corretta, con validi ragionamenti, non basandosi sull’apparenza.

Leggiamo cos’ha scritto l’apostolo Paolo a Timoteo:

«Ricorda loro queste cose, scongiurandoli nel cospetto di Dio che non faccian dispute di parole, che a nulla giovano e sovvertono chi le ascolta. Studiati di presentar te stesso approvato dinanzi a Dio: operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli rettamente la parola della verità. Ma schiva le profane ciance, perché quelli che vi si danno progrediranno nella empietà e la loro parola andrà rodendo come fa la cancrena; fra i quali sono Imeneo e Fileto; uomini che si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni.» (2 Timoteo 2:14-18)

«Alessandro, il ramaio, mi ha fatto del male assai. Il Signore gli renderà secondo le sue opere. Da lui guardati anche tu, poiché egli ha fortemente contrastato alle nostre parole.» (2 Timoteo 4:14-15)

Avente letto come l’apostolo Paolo ha messo in guardia Timoteo da Imeneo e Fileto, uomini che si sono sviati dalla verità? Quindi, comprendiamo che pure l’apostolo Paolo metteva in guardia contro coloro che si sviavano dalla verità, di conseguenza, anche noi oggi dobbiamo farlo, e badate bene, Paolo fece anche i nomi delle persone da cui Timoteo e tutti gli altri della Chiesa dovevano guardarsi.

Ancora, leggiamo anche queste parole di Paolo:

«Non ricevere accusa contro un anziano, se non sulla deposizione di due o tre testimoni. Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, onde anche gli altri abbian timore.» (1 Timoteo 5:19-20)

Avete appena letto che Paolo ordina a Timoteo di ricevere delle accuse contro gli anziani, se queste sono confermate da due o più testimoni. Ciò vuole dire che se le ACCUSE sono provate, devono essere ascoltate e si devono prendere dei seri provvedimenti a motivo dei peccati commessi, e gli anziani che hanno peccato vanno persino ripresi DAVANTI A TUTTI. Così è scritto! Non è come dicono taluni, che non si deve mai giudicare e TUTTI gli accusatori fanno la volontà del diavolo e sono dei calunniatori, perchè le cose non stanno in questa maniera come dicono questi cianciatori e seduttori di menti.

Quindi, fratelli nel Signore, avete letto quanto è stato citato sopra, e ce ne sono tanti altri di passi delle Scritture che confermano che la volontà di Dio è quella che si può riprendere e mettere in guardia la Chiesa dai peccatori e dalle false dottrine che vengono propagate e che provocano la morte spirituale di molte anime. Solamente che tutto va fatto in maniera corretta, si deve dimostrare con la Parola di Dio e con prove certe e con validi ragionamenti quello che si dice. Se non si hanno prove certe, non si possono muovere delle accuse contro nessuno.

4. I MASSONI E I FILOMASSONI AFFERMANO CHE GLI ACCUSATORI SONO TUTTI DIFFAMATORI E MALDICENTI

Detto ciò, ora mostriamo quale uso fanno i massoni e i filomassoni, delle parole “CALUNNIATORE”, “MALDICENTE” e “INQUISITORE”, preso dal libro “La Massoneria Smascherata”, scritto da Giacinto Butindaro, dalla pagina 421 del VOL. II:

“Il massone Albert Pike, che vi ricordo oltre ad essere un 33° era anche un praticante di magia, nel suo libro Morals and Dogma, nel capitolo dedicato al 21° che è quello di Noachita (o Cavaliere Prussiano), ad un certo punto fa un discorso sul giornalismo e parla contro quei giornalisti che rendono pubblici, disapprovandoli, i vizi e gli errori altrui, definendoli calunnie e maldicenze. Voglio proporvi alcune di queste sue parole contro quella che lui chiama ‘questa nuova Inquisizione’:

‘… il giornalista non ha nessuna patente che ne faccia il censore dei costumi. Non c’è alcun obbligo per noi di strombazzare la nostra disapprovazione per ogni atto errato o malaccorto o indebito che altri commette. Ci si dovrebbe vergognare di stare all’angolo della strada e di renderli noti per denaro. Non si dovrebbe, in verità, scrivere o parlare contro nessuno a questo mondo. Ognuno ha già abbastanza da fare per osservare e controllare se stesso. [….] In generale la censura, fatta sugli atti degli uomini da coloro che si sono nominati da soli censori della pubblica moralità, è infondata. Quando non è infondata, è sempre al di fuori di ogni regola, e perciò ingiusta. Un Massone si chiederà da quale spirito siano animati costoro per diffamare un proprio simile che abbia commesso un errore. Se avessero una qualche nobiltà d’animo, si sentirebbero coinvolti nei suoi disastri e verserebbero qualche lacrima sul suo errore e sulla sua follia. […]. Quando un Massone sente di qualcuno caduto in pubblica disgrazia, dovrebbe avere animo per consolare la sua miseria, e non farla più desolata. [….] Non esiste arroganza così grande come il proclamare errori e colpe di un altro da parte di chi vede solo il lato peggiore delle azioni umane e ha per mestiere quello di insozzare fedi immacolate. La pubblica censura è come colpire un cervo nel branco: non solo lo si ferisce e lo si sfinisce con la perdita di sangue, ma lo si consegna alla muta di cani, sua nemica. […] Pongono in alto i vizi degli altri uomini, perchè il mondo li guardi, ma sotterrano le altrui virtù, cosicché nessuno le possa notare. […] Ed è il più degradante peccato che un uomo possa compiere, quello di usare la propria lingua per diffamare la reputazione di un uomo intemerato. C’è una sola regola per un Massone su questo punto: se vi sono delle virtù, ed egli è chiamato a parlare di chi le possiede, le esponga imparzialmente. Ma se esistono vizi mescolati con tali virtù, si contenti di esporre i pregi, e lasci ad altri l’opera di informare il mondo sull’esistenza dei vizi stessi’. (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3. pag. 37-38, 39, 40).”

Vedete, dunque, i massoni e i filomassoni dicono che non bisogna giudicare, e chi lo fa è un CALUNNIATORE, un INQUISITORE e MALDICENTE; la Bibbia, invece, insegna che si può giudicare e si possono muovere delle accuse, non basandosi sull’apparenza, ma su prove certe.

5.  CONCLUSIONI

Quindi, alla luce di quanto abbiamo detto nei paragrafi precedenti, considerate da voi stessi, fratelli nel Signore, se è corretto quello che è scritto nella Parola di Dio, oppure quello che contrariamente ha detto Albert Pike, un MASSONE servitore del diavolo, satanista.

Giudicate da voi stessi, se il parlare dei cristiani deve essere simile a quello che dicono i massoni, o a quello che ha detto Gesù, il Cristo di Dio.

Pertanto, fate buon uso, un uso corretto delle parole CALUNNIATORE, MALDICENTE e INQUISITORE, perché così facendo state guidicando nell’errore anche Gesù e gli apostoli, e sapete bene che così non deve essere.

Le parole in questione si possono usare contro la persone nella maniera giusta, contro persone che lanciano accuse contro qualcuno che non sono false, senza prove e senza dimostrare niente, e non possono fare validi ragionamenti con la Bibbia.

Per la maggiore, tali parole sono appropriate nei confronti di coloro che accusano noi, chiamandoci CALUNNIATORI, MALDICENTI e INQUISITORI, perché non entrano nel merito delle questioni di cui parlano, non provano quello che dicono contro di noi, e non hanno nessun sostegno biblico da proporre a loro ragione.

Alcuni usano a difesa di quello che dicono questo passo biblico:

«E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. E chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Ed essi, udito ciò, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. E Gesù, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono que’ tuoi accusatori? Nessuno t’ha condannata? Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più.» (Giovanni 8:7-11)

Voglio che notiate in quelle parole di Gesù si parla di condanna, cioé mettere a morte colei che è stata giudicata adultera, e Gesù evita che venisse condannata a morte, e lui stesso non l’ha condannata; però c’è anche da dire che l’ha giudicata GIUDICATA ADULTERA, quando le ha detto “NEPPURE IO TI CONDANNO VA’ E NON PECCAR PIU'”. Comprendete? Gesù dicendo tali parole ci fa sapere che quella donna era veramente ADULTERA, e per questo l’ha esortata a non peccare più, ma Gesù è stato anche misericordioso ed ha evitato che fosse praticata la condanna a morte contro di lei per lapidazione.

Cari nel Signore, non fatevi abbagliare dalle fastosità dei locali di culto, dal munero di coloro che frequentano questi tipi di locali, perché non sono tali cose che determinano la benedizione di Dio, bensì con tali cose Iddio vi mette alla prova per vedere se amate Lui e la Verità più di ogni altra cosa.

State attenti a come taluni parlano e accusano, perché c’è un modo di farlo in maniera corretta ed una sbagliata, e voi siete chiamati a discernere e comprendere quando le accuse siano da considerarsi false e non veraci.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia su tutti voi e sopra tutto il Suo Popolo.

Giuseppe Piredda

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