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Giovanni Diodati sosteneva la perpetua verginità di Maria, come fanno i cattolici romani

29 ottobre 2015

Giovanni Diodati sosteneva la perpetua verginità di Maria, come fanno i cattolici romani


Giovanni Diodati (1576 – 1649), già professore di lingua ebraica a Ginevra nell’Accademia di Calvino, era della stessa opinione di Calvino e sosteneva la perpetua verginità di Maria, come fanno i cattolici romani, infatti nella traduzione della Bibbia in lingua ora italiana, ha scritto questi commenti che lo dimostrano:

Su Matteo 1:25, Diodati ha commentato: “v.25 finche  questo era necessario di sapere per la fede della Chiesa: se poi appresso Iosef ritenne Maria, astenendosi dalla sua compagnia, lo Spirito santo non l’ha specificato: ma pure piamente è creduto.” (Dal libro del vangelo di Matteo 1641, tradotto da Giovanni Diodati)

Su Matteo 12:46, Diodati ha commentato: “v.46. fratelli  secondo alcuni erano i suoi prossimi parenti. Ma pure alcuni antichi hanno creduto, ch’erano figlioli di Iosef, nati d’una prima moglie, creduti comunemente fratelli di Iesu, secondo che si stimava Iosef esser suo padre: e quelli seguitavano la santa Vergine, come madre della lor famiglia, dopo la morte di Iosef.”  (Dal libro del vangelo di Matteo 1641, tradotto da Giovanni Diodati)

Su altri passi il Diodati o tace o rimanda al suo commento su Matteo 12:46.

Giuseppe Piredda


Leggete di seguito quello che ha scritto il fratello Giacinto Butindaro a riguardo della perpetua verginità di Maria, che era creduta e insegnata da Calvino e da Lutero:

“E’ falso infatti che Maria è rimasta vergine dopo il parto perché la Scrittura afferma che Giuseppe “prese con sé sua moglie; e non la conobbe finch’ella non ebbe partorito il suo figlio primogenito, e gli pose nome Gesù” (Matteo 1:24,25). Questo significa che Giuseppe, dopo che Maria partorì Gesù, conobbe sua moglie.

A conferma che il significato di queste parole di Matteo non può che essere questo, ecco i seguenti esempi tratti dalla Bibbia. Gesù prima di dipartirsi disse ai suoi: “quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49). Questo significa che dopo che sarebbero stati rivestiti di potenza potevano dipartirsi da Gerusalemme, il che noi sappiamo poi avvenne. Negli Atti è scritto che più di quaranta Giudei si recarono dai capi sacerdoti e dagli anziani e dissero loro: “Noi abbiam fatto voto con imprecazione contro noi stessi, di non mangiare cosa alcuna, finché non abbiam ucciso Paolo” (Atti 23:14). Questo significa che dopo che l’avrebbero ucciso avrebbero ripreso a mangiare regolarmente.

Ma Giuseppe non soltanto conobbe Maria, dopo che questa partorì Gesù, ma ebbe anche dei figli da lei perché Gesù aveva dei fratelli e delle sorelle. Queste Scritture confermano che Maria concepì e partorì altri figli dopo Gesù.

– “Ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito” (Luca 2:7), perciò se Gesù fosse stato il suo unico figlio sarebbe stato chiamato il suo unigenito e non il suo primogenito.
– “Poi si partì di là e venne nel suo paese e i suoi discepoli lo seguitarono. E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli é data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? Non é costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” (Marco 6:1-3);
– “E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare” (Marco 3:31);
– “Neppure i suoi fratelli credevano in lui” (Giovanni 7:5);
– “Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui” (Atti 1:14);
– Paolo ai Corinzi: “Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno con noi una moglie, sorella in fede, siccome fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?” (1 Corinzi 9:5);
– Paolo ai Galati: “In capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore” (Galati 1:18,19);
– Nei Salmi è detto a proposito del Cristo: “Io son divenuto… un forestiero ai figliuoli di mia madre” (Salmo 69:8). Come potete vedere la Scrittura aveva preannunziato in questa particolare maniera che la vergine che avrebbe concepito e partorito il Cristo di Dio non sarebbe rimasta vergine perché avrebbe avuto altri figli infatti lo Spirito di Cristo disse tramite Davide: “Sono divenuto un forestiero ai figliuoli di mia madre”.

La Scrittura è chiara quindi a tale riguardo, Gesù aveva dei fratelli e delle sorelle. Ma sia Lutero che Calvino l’hanno oscurata dicendo che questi fratelli erano i cugini di Gesù perché nella Scrittura talvolta il termine fratelli si riferisce anche ai parenti, ed in questo caso ai cugini. Al che noi rispondiamo dicendo che è vero che talvolta la Scrittura con il termine fratelli si riferisce ai parenti, come nipoti, zii, e cugini; ma questo discorso non si può fare nel caso dei fratelli di Gesù perché è ampiamente dimostrato dai passi qui sopra esposti che essi erano veramente figli di sua madre e non suoi cugini. E poi occorre dire, a conferma di tutto ciò, che per quanto riguarda Giacomo egli è chiamato da Paolo il fratello (in greco: adelfòs) del Signore, e non il cugino (in greco: anepsiòs) del Signore. Con ciò vogliamo dire che se Giacomo, che é chiamato “il fratello del Signore”, fosse stato il cugino del Signore, Paolo non lo avrebbe chiamato il fratello del Signore, ma bensì il cugino del Signore; ma Paolo sapeva l’esatto grado di parentela che c’era tra Giacomo ed il Signore Gesù, perciò lo chiamò “il fratello del Signore”. Paolo non avrebbe mai chiamato il cugino del Signore “il fratello del Signore”, perché lui il cugino di qualcuno lo chiamava cugino infatti parlando di Marco ai Colossesi disse: “Vi salutano Aristarco, il mio compagno di prigione, e Marco, il cugino (in greco: anepsiòs) di Barnaba..” (Colossesi 4:10). Ma Paolo credeva che il Signore Gesù aveva non un fratello solo, ma più fratelli, infatti ai Corinzi parla dei “fratelli del Signore” (1 Corinzi 9:5) i quali, da quello che lui dice, erano ammogliati; confermando quindi le parole di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

L’interpretazione data quindi da Lutero e Calvino secondo la quale questi fratelli di Gesù erano i cugini di Gesù non ha quindi nessun fondamento scritturale appunto perché coloro che sono chiamati nel Vangelo “i suoi fratelli” erano figliuoli della madre di Gesù e non di sua zia.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con voi

Giacinto Butindaro”

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