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La circolare Buffarini-Guidi del 1935 andò cessando la sua applicazione alla fine della guerra e soprattutto con l’entrata in vigore della costituzione italiana nel 1948

11 novembre 2015

La circolare Buffarini-Guidi del 1935 andò cessando la sua applicazione alla fine della guerra e soprattutto con l’entrata in vigore della costituzione italiana nel 1948

Guido_Buffarini_GuidiStiamo notando in questi ultimi giorni, da parte di taluni, un gran movimento attorno alla ormai famosa circolare Buffarini Guidi datata 9 aprile 1935, che vietava la libertà di culto ai pentecostali. Costoro che si stanno interessando a tale circolare, hanno scomodato e coinvolto anche persone politiche e religiose importanti come M. Pera, dagli stati uniti J.D. Ashcroft e dal Canada D. Di Staulo. Da ciò si può comprendere che su tale circolare si sta svolgendo una campagna pubblicitaria molto importante.

Ora, abbiamo imparato che certe persone non si muovono e non insistono su un determinato argomento se non per motivi che sono per loro particolarmente utili, tanto più che tutto ciò viene confermato dal fatto che sono stati coinvolti sia uomini politici italiani, che persone importanti d’oltreoceano.

Noi che siamo buoni osservatori, o meglio ci sforziamo di esserlo in ogni cosa, dobbiamo tenere presente che ad un importante incontro per discutere della circolare Buffarini Guidi non era presente Felice Loria, che è il presidente delle ADI. L’assenza del presidente ad un tale incontro, ci fa comprendere che i motivi per cui si è svolto tale evento non sono convidivisi da tutti. Di tale incontro si è occupata anche la pagina facebook di Pentecostalismo ADI [https://www.facebook.com/701008553280979/photos/a.701413246573843.1073741829.701008553280979/892265517488614/?type=3&theater].

È doveroso e lecito domandarsi perché taluni delle ADI stanno facendo tanto rumore attorno alla circolare Buffarini-Guidi? Questa è la domanda che tutti devono porre ai loro pastori.

Si deve riconoscere che la circolare Buffarini-Guidi nelle località italiane in cui fu messa in pratica e fatta osservare dalle forze militari e di polizia, provocò un gran male ai membri delle Chiese Pentecostali. Tuttavia è doveroso comunque ricordare che l’efficacia piena di tale divieto di libertà di culto durò per circa un decennio, e andò scemando a partire dalla fine della guerra e della caduta del fascismo, soprattutto a motivo degli articoli introdotti nella costituzione riguardanti la libertà di culto, entrata in vigore il primo gennaio 1948. Subito dopo la fine della guerra, benché la circolare Buffarini-Guidi non fosse stata ancora formalmente abrogata, tuttavia non veniva più fatta rispettare dalle forze di polizia in egual modo in tutte le località italiane, ma permanevano solamente degli interventi sporadici, limitati a certi piccoli centri nei quali i prelati riuscivano ancora ad influenzare le autorità del posto, trovando talvolta in queste uno stato d’animo contrario alla verità dell’Evangelo e al culto pentecostale.

A conferma del fatto che l’efficacia della circolare Buffarini-Guidi si stava esaurendo già nel dopoguerra, voglio citarvi alcuni eventi e fatti storici, su cui il lettore potrà riflettere.

Nel libro di Castrenze Cascio, dal titolo “Camminare e spigolare“, la cui prefazione è stata scritta da Francesco Toppi, alla pagina 29 si legge:

“Culto all’aperto a San Giuseppe Iato

[…] Il fratello Di Lorenzo fu il primo a convertirsi al Signore, in San Giuseppe Iato, e fu anche il primo “pastore” di quella comunità. Sotto il fascismo anche la comunità di San Giuseppe  fu perseguitata. Poi, con la fine della persecuzione si radunavano pubblicamente in un locale sito in via Garibaldi. Con l’arrivo della libertà pensarono di cincrementare il lavoro di evangelizzazione. Era l’anno 1947, quando un giorno decisero di fare un culto all’aperto in “Piazza del Popolo” e fu invitata a collaborare a detta manifestazione evangelistica la Chiesa evangelica di Corleone. Perciò, guidati dal nostro fratello, pastore Rosario Di Palermo, a bordo di un vecchio furgone, residuato bellico, andammo a condividere quel servizio. Arrivammo a San Giuseppe e andammo a trovare in nostri fratelli radunati in chiesa. Cantammo e lodammo l’Eterno insieme e dopo aver pregato, uscimmo per recarci in Piazza del Popolo a celebrare il culto all’aperto. Ma mentre noi evangelici avevamo lavorato per tenere e realizzare quella manifestazione, i nemici dell’Evangelo avevano lavorato per disturbarla, ostacolarla e impedirla.

Infatti, i religiosi, usando l’arma della calunnia, erano riusciti a preparare una sommossa contro gli evangelici. Ignari di tutto quello che era stato ordito, dalla via Garibaldi ci portammo, cantando “Salvati siamo non più timor” in piazza del popolo. Eravamo appena arrivati in piazza, quando gli avversari entrarono in azione. Vedemmo una folla agitata e indiavolata che veniva contro di noi. Avevano in mano: “tegami, pentole, padelle e altri utensili con i quali potevano fare rumore e disturbare. Gridavano: “Via gli evangelici! Non vogliamo gli evangelici!” La baraonda fu grande ed evolveva in peggio. Ci trovammo come agnelli in mezzo ai lupi.

Le autorità militari non riuscivano o facevano finta di non riuscire a sedare la sommossa e per la nostra incolumità ci consigliarono di desistere dal tenere il culto all’aperto. Ma nonostante il rumore, le grida, i fischi avevamo incessantemente cantato in piazza: “Salvati siamo non più timore”. Dopo di ché ritornammo in chiesa, sempre cantando: “Lieti andiamo avanti, uniti al Salvatore”. Fummo vituperati per l’Evangelo ma Cristo salvò anime in quella circostanza e noi ci rallegrammo grandemente. […]”

Da quanto abbiamo letto, quindi, si evince che nel 1947 la Chiesa evangelica pentecostale si sentì così libera da poter organizzare un culto in piazza nel paese, e quando i prelati cattolici e i suoi più fidati seguaci hanno dato compimento alla loro persecuzione, le autorità, che non erano contrarie agli evangelici, li consigliarono solamente di desistere dal rendere il culto all’aperto per la loro incolumità, a causa del pericolo causato dalle frange estremiste cattoliche. Certo, ancora a quell’epoca non vi era ancora piena libertà religiosa, ma bisogna dire che in realtà le Chiese evangeliche pentecostali erano perseguitate dalle frange cattoliche estremiste e non dalle autorità, mostrando con ciò che la Buffarini Guidi non veniva più fatta rispettare.

Rimanendo sempre nell’anno 1947, ecco cosa scrive Giacinto Butindaro, ne “La Massoneria Smascherata”, opera questa ormai da definire “testo” e non semplicemente “libro”, come a giusta ragione lo stesso Iovino in una sua lettera in risposta a Pentecostalismo ADI ha dovuto riconoscere, contradicendo quanto aveva detto prima in un suo video, in cui affermò che il libro “La Massoneria Smascherata” non era da definirsi neppure con la parola “libro”. A distanza di tempo, lo stesso Iovino ha promosso tale opera dal “non essere neppure un libro”, addirittura a  “testo” sull’argomento massoneria [vgs https://labuonastrada.wordpress.com/2015/09/27/considerazioni-sulle-parole-scritte-da-iovino-in-risposta-a-pentecostalismo-adi/%5D.

Passiamo ora a leggere un estratto del libro “La Massoneria Smascherata”:

“Hanno avuto degli effetti positivi gli interventi massonici a favore delle Chiese Pentecostali? Sì, e già nel breve tempo infatti su The Pentecostal Evangel del 13 Settembre 1947 si legge che ‘la situazione tra le Chiese Pentecostali Italiane ora è più facile. Varie proteste, fatte contro le persecuzioni che esse hanno subìto recentemente, sono state ascoltate dalle autorità’ (pag. 10 – vedi foto a sinistra).

E sul Chicago Daily Tribune del 21 Marzo 1949 (foto a destra), Gorietti fece sapere che ‘la pressione esercitata da uomini di Chiesa americani ha portato il Governo qui ad assumere un’attitudine più tollerante verso i Pentecostali …’.”

Come avete letto, su Pentecostal Evangel del 13 settembre 1947, troviamo ancora la conferma che già a quel tempo la persecuzione contro i pentecostali era in notevole calo, ancor prima che la circolare Buffarini-Guidi venisse abrogata nel 1955 e un’altra conferma la diede tempo dopo Gorietti sul Chicago Daily Tribune del 21 marzo 1949.

Quanto finora è stato detto in questo articolo, è sufficiente per dimostrare che le seguenti parole: “Di qui una persecuzione che colpì gli evangelici pentecostali fino al 1955 quando fu abrogata”, che si trovano scritte in questa pagina web http://riforma.it/it/articolo/2015/11/05/convegno-roma-due-giornate-di-studio-80-anni-dalla-circolare-buffarini-guidi, sono parole pronunciate solo per ingigantire e rendere ancor più grave e più lunga la durata dell’efficacia della circolare Buffarini-Guidi, che ha visto la luce nel 1935 ed è stata formalmente abrogata nel 1955, ma il cui effetto applicativo persecutorio nei confronti delle chiese pentecostali da parte delle autorità militari e di polizia, ha iniziato a spegnersi già con la fine dell’era fascista e soprattutto con l’entrata in vigore della costituzione italiana nel 1948, in cui veniva sancita la libertà di culto.

Pertanto, per individuare correttamente le origini e i responsabili delle persecuzioni perpetrate a danno della Chiesa pentecostale, è doveroso distinguere quando le colpe e l’attività di repressione dei culti si debba far ricadere completamente sulle autorità dello stato italiano, da quando, invece, sia da far ricadere sui prelati della chiesa cattolica. Questi si devono assumere la responsabilità della persecuzione, in quanto sono stati loro ad istigatore e a fomentare le persecuzione contro i pentecostali, sia dietro Mussolini, che direttamente dopo la caduta di Mussolini.

A conferma di quello che stiamo dicendo, addirittura faccio notare a coloro che hanno intenzione di riflettere seriamente sulla questione, che è stata tenuta al Teatro Planetario di Roma il 10 agosto 1947 una evangelizzazione pubblica. Quindi, stiamo parlando dell’agosto del 1947, anno ancora lontano dall’abrogazione della circolare Buffarini-Guidi, avvenuta nel 1955. Tale riunione è stata permessa ed è avvenuta senza che alcuna autorità cercasse di impedire tale manifestazione nel mese di agosto 1947.

A questo proposito, cito ancora quanto riportato dal libro di Giacinto Butindaro “La Massoneria Smascherata”, che ci fa comprendere, oltre a quanto detto in precedenza, anche il fatto che ormai le ADI già da quel tempo avevano intrapreso la strada della “non controversia” contro la Chiesa Cattolica Romana, avvalorando ancora di più il fatto che i papisti ormai vedevano sempre meno pericolo nel culto e nelle prediche pentecostali. Ecco l’estratto dal libro citato:

Le ADI difendono il metodo apolemico di Henry H. Ness; e ci credo!

Nelle ADI c’è un motto molto conosciuto ‘niente controversia, niente polemica’. Motto che era affermato con forza anche nel dopoguerra, e difatti in un articolo apparso su Risveglio Pentecostale del 1947, che traeva spunto da una frase detta da Henry Ness durante una sua predicazione evangelistica tenuta il 10 agosto 1947 a Roma presso il Teatro Planetario (cfr. Risveglio Pentecostale, n° 2, pag. 18,19), venne ribadito con forza.

Ascoltate cosa fu scritto su Risveglio Pentecostale, di cui al tempo era direttore Roberto Bracco e quindi le seguenti parole esprimono anche la sua convinzione: ‘Rileviamo da «La Luce» del 15 Novembre la simpatica segnalazione della riunione di evangelizzazione tenuta a cura della Chiesa Pentecostale nella sala del Planetario. Una frase della segnalazione stessa ci offre la possibilità di illustrare, attraverso una precisazione, una delle più significative caratteristiche del nostro Movimento. Precisazione, quindi, che esulando nel modo più assoluto dal campo polemico, vuole solo giungere a far conoscere meglio l’attività dei pentecostali. La frase è la seguente: Uno degli oratori asserì una parola che non si è soliti udire dai pentecostali: ‘Noi non siamo qui per dirvi di cambiare di religione ….». Essa dice che, facendo eccezione alla regola seguita ordinariamente dai pentecostali, gli evangelisti del Planetario presentarono il loro messaggio spirituale senza ricorrere alla polemica o all’acre apologetica. Noi precisiamo che il metodo apolemico seguito dal Dott. Ness e dal Pastore Parli si inquadra nel metodo generale rigorosamente seguito da tutti i movimenti pentecostali. La frase infatti pronunciata dal Dott. Ness, e che è stata implicitamente encomiata per il suo contenuto evangelico, non è originale. Esso è una specie di «slogan» del Movimento Pentecostale non perchè i pentecostali si muovevano nell’ambito di direttive prestabilite, ma perchè, ripetiamo, il metodo evangelistico evita intenzionalmente la polemica e la controversia. Non è ignoto che il Movimento Pentecostale mantiene costantemente al centro della propria attività l’evangelizzazione e non è ignoto che i risultati conseguiti in ogni nazione, non escluse quelle nelle quali ha dovuto subire e subisce delle vessazioni, sono stati dei più lusinghieri; ma forse non è noto che questo graduale sviluppo del proprio lavoro cristiano è stato reso possibile sopratutto dalla cura con la quale i pentecostali si sono sempre astenuti dall’attaccare o dall’offendere in qualsiasi modo i sentimenti religiosi e le credenze dommatiche delle varie popolazioni evangelizzate. In tutte le riunioni di evangelizzazione, i pentecostali hanno esplicitamente o implicitamente dichiarato: «Noi non siamo qui per dirvi di cambiare di religione …» perchè in esse la predicazione è stata tenuta fuori da tutti i motivi polemici che potevano essere determinati in rapporto all’ambiente. Le nostre chiese curano continuamente riunioni di evangelizzazione nei locali di culto e in luoghi pubblici; ed anche a Roma, oltre a quella del Planetario, ne sono state tenute moltissime nei locali gentilmente offerti dalla Chiesa Metodista e all’aperto in varie piazze e strade: queste ultime in collaborazione con un gruppo di fedeli della Chiesa Battista. In tutte queste riunioni viene rispettato un metodo che è una parola d’ordine per i pentecostali: niente controversia, niente polemica. Noi non vogliamo che gli uomini sostituiscano la loro religione con quello che noi o altri potrebbero presentare loro – e questa dichiarazione è esplicita nella nostra predicazione – ma vogliamo che essi conoscano il Cristo, si convertano a Lui e facciano quindi quanto verrà loro suggerito dalla nuova personalità che acquisteranno in Dio per l’Evangelo. Anzi noi riteniamo che se tutti gli evangelici, anziché perdersi in controversie tanto sterili, quanto nocive, accentrassero tutto lo slancio evangelistico nella predicazione del Cristo della salvezza, vedrebbero crollare le ostilità e le resistenze offerte dai pregiudizi umani; i quali vengono invece inaspriti e fortificati quando sono attaccati sul terreno della polemica. Noi rivendichiamo quindi a tutta la Chiesa Pentecostale il metodo apolemico e ci reputiamo felici dell’ottima occasione offertaci da «La Luce» per illustrare un dettaglio che merita di essere conosciuto da tutti. Con Cristiani saluti. LA REDAZIONE’ («Lettera aperta a ‘La Luce’», Risveglio Pentecostale, 1947, n° 4, pag. 13).”

Badate bene fratelli e sorelle nel Signore, che per ogni cosa c’è un motivo, e quando uno insiste a pubblicizzare un certo argomento, significa che l’interesse è notevole.

Con questo articolo ho voluto farvi notare che non bisogna ingrandire la persecuzione contro i pentecostali più di quello che in realtà sia avvenuto, perchè non è una cosa giusta. È doveroso anche, sulle peculiari persecuzioni ricevute dai credenti pentecostali, distinguere bene quando ciò sia avvenuto su iniziativa delle autorità, da quelle avvenute ad opera dei membri troppo zelanti della Chiesa Cattolica, in modo che le responsabilità siano addossate a chi realmente le deve avere su di sè. Bisogna essere giusti in ogni cosa, così vuole il Signore.

Cari nel Signore, io so che voi siete intelligenti e siete in grado di comprendere ogni cosa.

La pace di Gesù Cristo sia su tutti voi che amate la Sua gloriosa venuta.

Giuseppe Piredda

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