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Ragionamenti sulle peculiari convinzioni dei novelli calvinisti e non solo

15 novembre 2015

Ragionamenti sulle peculiari convinzioni dei novelli calvinisti e non solo

tralci-uva

«Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.» (Giacomo 2:26)

Tra le varie assurdità che i NOVELLI CALVINISTI credono e insegnano, c’è quella che un vero credente nato di nuovo non può perdere la salvezza. Però le Scritture ci insegnano diversamente da quanto dicono costoro, e tra le cose che la Parola di Dio ci insegna, c’è anche quello che abbiamo citato sopra, e cioé che la fede è morta senza le opere, come il corpo è morto se viene abbandonato dallo spirito.

Quindi, Giacomo prende una cosa certa, quella che il corpo senza lo spirito è morto, per dimostrare che la fede senza le opere è morta. Questo ci fa comprendere che i santi devono perseverare nella fede e nelle buone opere sino alla fine, perchè se cessiamo di compiere delle opere la fede è morta.

Con questo stiamo forse dicendo che la salvezza è per opere? Così non sia. Quello che vogliamo dire unitamente a Giacomo è che LA FEDE SENZA LE OPERE è MORTA, ed egli spiega bene il senso delle sue parole e cosa vuole dire, scrivendo questo:

«Che giova, fratelli miei, se uno dice d’aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta.» (Giacomo 2:14-17)

E siamo ancora in migliore compagnia di Giacomo, infatti anche il nostro Duce e perfetto esempio di fede, ha detto queste parole:

«Allora dirà anche a coloro dalla sinistra: Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli! Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui forestiere e non m’accoglieste; ignudo, e non mi rivestiste; infermo ed in prigione, e non mi visitaste. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: Signore, quando t’abbiam veduto aver fame, o sete, o esser forestiere, o ignudo, o infermo, o in prigione, e non t’abbiamo assistito? Allora risponderà loro, dicendo: In verità vi dico che in quanto non l’avete fatto ad uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me.» (Matteo 25:41-45)

L’uomo è salvato, rigenerato, nasce di nuovo per fede, ma dopo che è nato di nuovo, devono seguire delle opere che manifestano la fede che ha ricevuto dal Signore, perché senza le opere la fede è morta, e Gesù caccia via dalla sua presenza coloro che non hanno avuto una condotta e delle opere degne del titolo di figliolo di Dio che il Padre gli ha fatto dono gratuito.

E per rafforzare il concetto che le opere sono importanti, e senza le opere la fede è morta, sono scritte anche queste cose:

«Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, Egli lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo rimonda affinché ne dia di più.» (Giovanni 15:1-2)

«Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna: poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.» (Romani 6:22-23)

«Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; badando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia sì che molti di voi restino infetti; che nessuno sia fornicatore, o profano, come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura.» (Ebrei 12:14-16)

Cari nel Signore, siate ripieni di frutti di giustizia, di buone opere, santificatevi, e voi alla fine riceverete la corona della vita.

Ma non illudetevi, perché se voi fate il male e non il bene, voi riceverete la ricompensa anche per quelle cose, e non entrerete nel regno dei cieli che vi è stato promesso.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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