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Considerazioni sulla lettera scritta dal massone Rinaldi contro Butindaro: 1) Il dittico che a buon diritto si attaglia ai massoni e non a Butindaro

6 dicembre 2015

Considerazioni sulla lettera scritta dal massone Rinaldi contro Butindaro: 1) Il dittico che a buon diritto si attaglia ai massoni e non a Butindaro

dittico-massoneria

Premessa

Il 1 aprile 2014 ho riportato nel mio blog un articolo scritto da Giacinto Butindaro (https://labuonastrada.wordpress.com/2014/04/01/attenzione-un-massone-maestro-venerabile-tra-gli-evangelici-in-italia/), che dimostrava che Giancarlo Rinaldi è massone e che frequentava o frequenta ancora indisturbato le chiese evangeliche. In risposta a tale articolo, il massone Rinaldi ha scritto una lettera in risposta a Butindaro, che è stata pubblicata dalla pagina Pentecostalismo ADI visibile a questo link: https://www.facebook.com/701008553280979/timeline/story?ut=43&wstart=0&wend=1451635199&hash=-7157513823521107468.

Premesso quanto sopra, mi sento di esporre anch’io le mie considerazioni derivanti dalla lettura di questa lettera molto aspra scritta dal massone Rinaldi contro Butindaro.

Innanzi tutto è doveroso domandarsi, essendo una lettera scritta per rispondere a Butindaro, per quale motivo non è stata anche a lui personalmente recapitata per tempo e in un modo corretto? Di conseguenza, ci è doveroso domandarci per quale motivo ha agito in quella maniera, e chi sono coloro a cui quella lettera è stata scritta? Il massone Rinaldi davanti a quali persone si è voluto difendere? Queste sono tutte domande che meriterebbero una risposta, perché sarebbe interessante, molto interessante meditare sopra di esse.

È doveroso ricordare che il Butindaro ha pubblicato nel suo blog il suo scritto in cui ha reso noto che Rinaldi è massone, quindi, questi ha avuto la possibilità di difendersi; mentre Rinaldi non ha agito nella medesima maniera leale e chiara, né pubblicamente né scrivendogli privatamente, ma ha pensato bene di scrivere una lettera in sua difesa indirizzandola ad una cerchia di persone a cui lui ha voluto comunicare determinate cose dal suo punto di vista. Anche tali comportamenti hanno un significato ben preciso che ci fanno comprendere quali siano i motivi che spingono ad agire in una certa maniera e cos’hanno nel cuore i massoni. Perciò, comprenderete, fratelli nel Signore, che davanti a Dio è meglio pubblicare tutto per difendere la verità, affinché tutti i fratelli di loro senno valutino e facciano da soli le loro considerazioni; dall’altra parte, invece, c’è stato qualcuno che non ha voluto fare chiarezza davanti a tutti sulla sua persona e sulle cose che sono emerse sul suo conto, ma ha voluto difendersi solo davanti a POCHE persone.

Noi sappiamo che i santi sono mossi dallo Spirito santo e che vengono guidati in tutta la verità, quindi anche i metodi utilizzati in questa diatriba, fanno comprendere chiaramente ciò che uno ha nel cuore, degli intenti che si prefigge ed ha portato avanti.

Dio volendo e secondo la grazia che Dio mi vorrà concedere, ho intenzione di esaminare la lettera di Rinaldi ed esporre le mie considerazioni, suddividendole in varie parti. In questo mio articolo, ho voluto prendere in considerazione due aspetti, il dittico di Giovio contro il dissoluto Aretino e la messa in guardia dal pericolo che incombe sui credenti che hanno nel loro mezzo dei massoni.

1-dittico e pericolo

Considerazioni sul dittico

La lettera del massone Giancarlo Rinaldi di cui mi occuperò con questa opera, inizia con il seguente dittico,

Di tutti disse mal, fuorché di Cristo

scusandosi col dir “non lo conosco,

con cui Rinaldi ha voluto far cadere obbligatoriamente l’attenzione del lettore, ed io, come lettore, voglio esternare i concetti e i ragionamenti che mi sono venuti in mente nel leggere tale dittico. Tale epitaffio, coniato da Paolo Giovio, che ha diretto al dissoluto Pietro l’Aretino, è stato preso in prestito da Rinaldi per poter descrivere in poche parole il Butindaro, volendo intendere con ciò che Butindaro parla male di tutti e che non ha conosciuto Gesù, il Cristo di Dio.

Letto tale dittico e compreso il significato, è bene che venga chiesto al massone Rinaldi, qualcuno doveva pur farlo prima o poi, se lui lo ha conosciuto Cristo Gesù come suo personale salvatore? Continuando, bisogna chiedere a Rinaldi se lui è stato santificato e purificato da tutti i suoi peccati dal sangue di Gesù? E ancora, se Rinaldi ha conosciuto Gesù Cristo, dovrebbe dichiararlo pubblicamente, come tutti i cristiani devono professare con la bocca, che la salvezza è solo in Gesù Cristo, perché Gesù è il Cristo di Dio, e fuori di Lui non c’è salvezza, ed Egli è L’UNICA VIA per il quale abbiamo ad essere salvati, secondo quanto è scritto:

«E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati.» (Atti 4:12)

Se Rinaldi ha conosciuto Cristo, a differenza di Butindaro, come il dittico scritto da Giovio contro l’Aretino citato da Rinaldi vuole far intendere, allora colui che lo ha citato dovrebbe dichiarare al mondo intero che la salvezza dell’anima l’uomo la può ottenere SOLO per mezzo della fede in Cristo Gesù, perché Egli è l’UNICA VIA DELLA SALVEZZA, e non ce ne sono altre di vie all’infuori di Lui che possano salvare, nessun’altra via esiste per il quale un uomo può ottenere la salvezza. Se Rinaldi ha conosciuto Cristo Gesù, non dovrebbe essere per lui troppo oneroso e complicato testimoniarlo e dichiarare PUBBLICAMENTE e PRIVATAMENTE a tutti che Gesù è il Cristo di Dio, ed è L’UNICO MEDIATORE fra Dio e gli uomini, secondo quanto è scritto:

«Poiché v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo» (1 Timoteo 2:5)

Se Rinaldi ha conosciuto Gesù Cristo come suo personale salvatore, allora saprà sicuramente che le altre religioni, tutte le altre VIE RELIGIOSE all’infuori di Gesù, il Cristo di Dio, non possono salvare, quindi tutte le altre menano in perdizione e un credente che ha ricevuto la grazia da Dio della RIGENERAZIONE SPIRITUALE sa bene che non deve celare tale verità al mondo, ma per amore di Dio e del prossimo è necessario renderlo pubblico e farlo sapere. Un credente non deve vergognarsi di quello che ha ricevuto da Dio, anzi, egli sa bene che ha l’obbligo di farlo sapere a tutti.

Se Rinaldi ha conosciuto la salvezza e i suoi peccati sono stati perdonati e lavati dal sangue di Gesù Cristo, allora dovrebbe annunziarlo anche agli altri che la salvezza si ottiene per mezzo della morte sulla croce di Gesù Cristo e a motivo dello spargimento del suo sangue, infatti è scritto:

«Ma venuto Cristo, Sommo Sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso il tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto con mano, vale a dire non di questa creazione, e non mediante il sangue di becchi e di vitelli, ma MEDIANTE IL PROPRIO SANGUE, è entrato una volta per sempre nel santuario, avendo acquistata una redenzione eterna. Perché, se il sangue di becchi e di tori e la cenere d’una giovenca sparsa su quelli che son contaminati santificano in modo da dar la purità della carne, QUANTO PIU’ IL SANGUE DI CRISTO che mediante lo Spirito eterno ha offerto se stesso puro d’ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all’Iddio vivente?» (Ebrei 9:11-14)

Se Rinaldi ha conosciuto veramente Gesù Cristo a differenza di Butindaro, significa che non ha conosciuto l’islam, budda, le statue cattoliche o altro che possono salvare un uomo peccatore, quindi, dovrebbe parlare contro tutte quelle cose religiose e sètte che menano in perdizione milioni di anime, e dovrebbe spendere molto del suo tempo per portare chiarezza e verità anche agli altri che sono sulla via della perdizione.

Ma Rinaldi non può parlare in questa maniera, con quei passi biblici, con le verità esposte nella Bibbia chiaramente, perché egli si dichiara orgoglioso di appartenere alla schiera dei massoni, e i massoni non annunziano Cristo Gesù come UNICO salvatore, ma pensano di lui come se fosse una delle tante vie che possono salvare gli uomini, alla pari di tutte le altre religioni, e che tutti sono nella verità, sia i buddisti, i mussulmani, i cattolici romani e tanti altri (vgs https://labuonastrada.wordpress.com/2013/01/19/la-massoneria-confutata-gesu-cristo/).

Del Butindaro, invece, sia che uno condivida oppure no i modi e tutto quello che insegna, si può tranquillamente vedere che egli annunzia che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Figlio dell’Iddio vivente e vero, e che fuori di Lui non c’è salvezza.

Dunque, la calunnia che il Rinaldi ha lanciato contro Butindaro attraverso il dittico di Giovio, presenta due aspetti importanti; il primo è che Rinaldi dovrebbe scrivere e parlare in modo da dimostrare che ha conosciuto veramente Gesù Cristo, e parlare di Lui non come uno dei maestri di morale, ma come l’UNICA VIA che può salvare, annunciando che all’infuori di Lui non c’è salvezza. Il secondo è che porta il lettore a comprendere che Butindaro non ha conosciuto Cristo. I fratelli intelligenti, che vogliono rendersi conto personalmente di quello che stiamo dicendo, basta che vadano a farsi un giro sugli scritti pubblicati dall’uno e dall’altro, facendo attenzione al rapporto personale che ognuno dei due ha della Parola di Dio, di Cristo Gesù, di Dio, e si renderà conto della differenza enorme che c’è tra i due, oltre il fatto che comprenderà chi mostra realmente con le sue parole chi ha veramente conosciuto Gesù, il Cristo di Dio.

Consiglio a tutti i lettori interessati, di andare ad accertarsi personalmente, non per questo caso soltanto, ma tale comportamento deve essere tenuto sempre ogni qualvolta ci sia una discussione e una valutazione da fare; tale comportamento deve entrare proprio a far parte del modo di fare ordinario di ogni credente, accertandosi di persona delle cose che si dicono, perché questo fa uscire dal pregiudizio e dall’imparzialità, cosa alquanto sviluppatasi nei decenni scorsi nei membri di Chiesa, sospinti dai dirigenti per crearsi un muro di protezione contro l’esterno.

Considerazioni sulla pericolosità dei massoni in mezzo alla Chiesa di Cristo

Ormai da alcuni anni stiamo studiando come pensano i massoni, come agiscono e come parlano. Una delle cose più evidente nel loro parlare e nel loro comportamento, è il fatto che sono sempre misteriosi, sempre improntati al “segreto”, qualcosa che va molto oltre alla riservatezza, risposta più ricorrente verso coloro che gli fa notare questo, per tranquillizzare le persone, perché la parola “segreto” incute sempre un certo timore e fa stare in guardia tutti quanti, essendo una parola per lo più legata a qualcosa di negativo e di dannoso. I massoni fanno di tutto affinché le persone a cui mirano non stiano sempre in guardia ed essere attenti a tutto quello che loro dicono e fanno, in quanto per loro sarebbe la fine del poter operare liberamente.

A riguardo di ciò, Albert Pike, un importante massone e di grado elevato, i cui scritti sono presi dai massoni, come i cristiani prendono i vangeli, ha affermato: ‘La segretezza è indispensabile in un Massone di qualsivoglia grado’; E Albert Mackey ha detto: ‘La segretezza di questa istituzione è un altro e molto importante landmark … Se fosse spogliata del suo carattere segreto, perderebbe la sua identità, e cesserebbe di essere Libera   Muratoria …  la sua  esposizione  legalizzata  sarebbe  seguita  dalla  morte dell’Ordine. La Libera Muratoria, come associazione segreta, è vissuta inalterata per secoli; come una società aperta non durerebbe per così tanti anni’. (https://labuonastrada.wordpress.com/2013/03/23/la-massoneria-confutata-segretezza/).

Il Rinaldi, non si è di certo sottratto a tale importante imposizione del segreto della massoneria a tutti i suoi membri, ed è per questo che si è mosso indisturbato in mezzo alle Chiese cristiane, senza far conoscere la sua vera identità e il suo vero retaggio culturale e i suoi principi a cui è ispirato (quelli massonici). Ora, che è stato smascherato da Butindaro, non si sente più libero di parlare ed operare liberamente come più gli piace, perché i fratelli adesso sono molto attenti, in quanto l’attenzione verso l’istituzione iniziatica massonica è cresciuta moltissimo, e questo sta disturbando tutti i massoni che operano nell’ombra. Appunto perché Rinaldi è stato smascherato dal Butindaro che dalla sua lettera si comprende che è rimasto molto infastidito, perché era ben cosciente delle conseguenze che gli sarebbero occorse.

Io mi domando, e credo anche molti altri, ma se non c’è niente di male appartenere alla massoneria, se la massoneria è buona ed amica del cristianesimo, per quale motivo i massoni che sono in mezzo alle Chiese di Cristo non si espongono e non dichiarano apertamente a tutti che sono massoni? Perché non escono allo scoperto, ma preferiscono agire nell’ombra? Cosa impedisce loro di uscire allo scoperto?

I massoni non vogliono uscire allo scoperto perché sono abituati ad agire di nascosto, nell’ombra, per introdurre i loro principi massonici di soppiatto nella Chiesa, e non francamente parlando chiaramente e apertamente dei loro principi. Anche per costoro valgono le parole dette da Gesù:

«E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage. Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.» (Giovanni 3:19-21)

Sono le persone malvage che vogliono stare nell’ombra, nascoste, e i massoni vogliono rimanere nascosti, nell’ombra.

Tenuto conto di tutto ciò che abbiamo detto, e considerato che la massoneria è una religione che si contrappone al cristianesimo, checché ne dicano i massoni, e per approfondimenti su questo tema, leggete questo articolo https://labuonastrada.wordpress.com/2013/01/15/la-massoneria-confutata-la-massoneria-e-una-religione/, in cui viene confermato che la massoneria è una religione, che ha certi rituali tipici di una religione, linguaggio, principi e simboli esoterici-magici che fanno riferimento a Satana, all’avversario di Dio; avuto riguardo a quanto è stato detto e pubblicato in questi ultimi due anni, si giunge alla conclusione che è naturale che un fratello metta in guardia tutti i santi della presenza dei massoni all’interno delle Chiese, perché i massoni nella Chiesa sono come lupi in mezzo al gregge di pecore. Al Rinaldi gli ha dato fastidio che il Butindaro abbia messo in guardia i fratelli in Cristo da lui che è massone; ma il Butindaro non poteva fare altrimenti, perché uno che ama Iddio, ama per forza di cose anche tutti coloro che sono stati RIGENERATI da Dio, e benché i fratelli delle ADI non abbiano complessivamente le stesse vedute sulle verità della Bibbia che ha Butindaro, pure egli come anche noialtri, desideriamo solo il bene per le loro anime, ed è giusto che Butindaro abbia messo in guardia dai massoni, e nello specifico da Rinaldi che è massone. Se Butindaro non avesse messo in guardia la Chiesa dai massoni, sarebbe stato come se una sentinella posta a guardia del campo non avesse provveduto a suonare la tromba per avvisare il popolo, dopo aver visto il nemico giungere per conquistare il campo.

Le sentinelle in mezzo al popolo di Dio sono molto importanti, e Dio li ha sempre costituiti, ed ha ordinato loro delle cose ben precise, di cui renderanno conto a Dio se non obbediscono agli ordini del Signore, secondo la santa chiamata ricevuta a pro del popolo di Dio, come si legge dal profeta Ezechiele:

«‘Figliuol d’uomo, io t’ho stabilito come sentinella per la casa d’Israele; e quando tu udrai dalla mia bocca una parola, tu li avvertirai da parte mia. Quando io dirò all’empio: – Certo morrai, – se tu non l’avverti, e non parli per avvertire quell’empio di abbandonar la sua via malvagia, e salvargli così la vita, quell’empio morrà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano.» (Ezechiele 3:17-18)

I servitori di Dio, che siano essi pastori, anziani, profeti o altro, sono anche delle sentinelle messe da Dio in mezzo alle Chiese, con il compito, tra le altre cose, di mettere in guardia il popolo dai lupi rapaci e da tutti quei pericoli che possono compromettere la crescita dei credenti e la buona testimonianza di tutta la Chiesa di Cristo. Eh sì, perché una condotta sbagliata di qualcuno, mette in difficoltà tutta la Chiesa, oltre che diffamare la via della Verità, perché gli increduli non fanno tanta differenza, ma sono portati a generalizzare e fino ad accusare lo stesso Cristo per ogni mala azione che i credenti si trovano a compiere.

Quindi, fratelli e sorelle nel Signore, badate dunque a chi ascoltate, e valutate bene chi sono e cosa professano coloro che vi insegnano le sacre VERITA’ DELLA BIBBIA, perché, intendete bene, che se a trasmettervi la Parola ed altri principi e conoscenza sono massoni, i quali hanno giurato fedeltà e obbedienza all’Architetto dell’universo, che è Lucifero, Satana, voi siete in grave pericolo, e la morte spirituale sta di certo avvicinandosi all’anima vostra. Ha fatto dunque bene il Butindaro a mettere in guardia i santi dal Rinaldi, non ha di certo fatto male. Lo dimostri il Rinaldi parlando biblicamente di non essere un pericolo per la Chiesa.

Conclusioni

Il Rinaldi ha citato il dittico di Giovio scritto contro l’Aretino, dicendo tralaltro queste parole: “..potrebbe a buon diritto attagliarsi al sig. Giacinto..”. L’unica cosa che si può accettare di tali parole è il condizionale che ha usato, infatti mettendo la condizione, è necessario, di conseguenza, andare a verificare concretamente se tale dittico si può ATTAGLIARE al Butindaro, oppure no. Ma come ho già dimostrato nel paragrafo precedente, tale frase non si attaglia per niente al Butindaro. Si può non essere d’accordo su tutto con Butindaro, ma dire che non ha conosciuto Cristo e che ha detto male di tutti come fece il dissoluto Pietro Aretino, non è assolutamente vero.

Rimane comunque interessante quanto si può apprendere dal dittico citato dal Rinaldi, che si può tranquillamente “attagliare” alla MASSONERIA anziché a Butindaro, con le opportune modifiche, esso sarebbe correttamente ATTAGLIATO alla MASSONERIA, senza usare condizionali, in questa maniera:

“Di nessuno dice mal, fuorché di Cristo

disprezzandolo col dir “non lo riconosco”

Infatti, è risaputo che la massoneria spinge tutti quanti a non giudicare nessuno, perché tutti hanno la loro verità, e gli altri non possono giudicarli e considerarli nell’errore. Per i massoni non esiste la verità “ASSOLUTA”, ma solo verità relative, di conseguenza nessuno si può permettere di dire ad un altro che è nell’errore, perciò nessuno può dire male di altri. Questo del “non giudicare” è una delle sue più importanti massime, che è stata nei decenni scorsi INCULCATA nelle menti degli stessi credenti, dimostrando in tale maniera quanto siano pericolosi i massoni dentro la Chiesa, perché tale massima è contraria a quanto viene insegnato nella Bibbia, nella quale si legge che si può giudicare con giusto giudizio, non basandosi sull’apparenza è vero, ma è obbligatorio addirittura giudicare, perché se uno non può giudicare mai di nessuna cosa, come farà a discernere il bene dal male, senza fare alcuna valutazione e senza esprimere nessun giudizio? Tale massima è la matrigna di ogni falsa dottrina, aprendo le porte a tutte le altre falsità che sono penetrate all’interno della Chiesa, sempre introdotte di soppiatto dalla massoneria.

Quindi, i massoni di nessuno dicono male, fuorché di Cristo, infatti di Cristo e dei suoi VERI discepoli, che propagano la verità ASSOLUTA come sta scritto nella Bibbia, di Gesù di Nazareth e dei fondamentalisti che si attengono strettamente alle sue parole, di questi sì che dicono male, anzi malissimo, vengono chiamati con gli appellattivi più negativi che possano usare secondo le circostanze. Alla faccia della famosa tolleranza dei massoni, che sono tolleranti verso molti, ma non verso i fondamentalisti cristiani, i quali asseriscono, tra le altre cose, che Gesù Cristo di Nazareth è L’UNICA VIA CHE SALVA.

Per dimostrarvi che la massoneria non parla bene di Gesù Cristo, ma che ne parla male, vi ricordo i seguenti articoli:

Di questo ultimo articolo, riporto le parole di Cesare Ghinelli per dimostrare che nelle logge si parla male di Gesù Cristo, e non è assolutamente vero che nelle logge non si parla in nessuna maniera di Gesù. Semmai è vietato pregare nel nome di Gesù, ma non è vietato parlarne male, infatti Ghinelli dice: Tutte le volte, ed era spesso, che il grande oratore cominciava a parlare male della chiesa, una volta della chiesa, una volta del papa, una volta dei cristiani, una volta di Gesù Cristo che non era Cristo, il sottoscritto, alla fine alzava la manina e contestava.”

Voglio concludere questa mia prima dissertazione sulla lettera scritta da Rinaldi contro Butindaro, mettendo in guardia tutti i fratelli dalla massoneria e dai massoni, ricordando loro, come pure possono leggere dagli articoli sopracitati e da tanti altri che abbiamo pubblicato e che pubblicheremo in seguito, che i massoni non credono assolutamente che Gesù è il Figliolo di Dio, non lo “riconoscono” come il Cristo di Dio, né come UNICA VIA per il quale si abbia ad essere salvati, quindi, considerate attentamente quanto sia pericoloso per i credenti stare a contatto con i massoni, soprattutto se non hanno dichiarato la loro appartenenza alla massoneria, affinché coloro che li frequentano abbiano una giusta considerazione di coloro che hanno vicino e delle parole che escono dalla loro bocca.

Ringraziato sia Iddio che in tutte le epoche, non esclusa questa, ha costituito e mandato i suoi servitori a mettere in guardia la Sua Chiesa, da tutti i lupi rapaci e dalle eresie distruttive per le anime acquistate da Gesù Cristo con il suo sangue.

Fratelli nel Signore, guardatevi dai massoni, da tutti i massoni e dai loro principi e dalle loro parole, perché sono nemici della verità della Parola di Dio e di Gesù Cristo. Non importa se si dimostrano amici della denominazione, perché essi sono nemici della verità. O si è amici di Gesù Cristo, o dei massoni, ma non si può essere amici di tutti e due.

Che Dio abbia misericordia di me e di tutto il suo popolo.

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Gesù Cristo di Nazareth, Figliolo dell’Iddio Altissimo, unica via che può salvare.

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