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Testimone di Geova condannato per aggressioni a sfondo sessuale su ragazzine e bambini. La sua congregazione religiosa coprì per anni gli abusi

29 dicembre 2015

Testimone di Geova condannato per aggressioni a sfondo sessuale su ragazzine e bambini. La sua congregazione religiosa coprì per anni gli abusi

Ian-Pheasey26 DICEMBRE 2015

REGNO UNITO. CARCERE E ORDINE DI REGISTRAZIONE A VITA COME MOLESTATORE SESSUALE PER UN TESTIMONE DI GEOVA I CUI CRIMINI FURONO COPERTI DALLA CONGREGAZIONE

Un Testimone di Geova che otteneva piacere sessuale dallo strangolare ragazzine, era rimasto impunito per anni in seguito al fatto che le sue azioni erano state coperte dalla congregazione che frequentava presso la chiesa di Warwick (Regno Unito). Ma il sordido passato del perverso Ian Pheasey lo ha finalmente raggiunto quando una delle sue vittime si è recata coraggiosamente in polizia…

Ian Pheasey, testimone di Geova condannato a 5 anni di reclusione per aggressioni sessuali.

L’uomo è stato condannato a cinque anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole dinnanzi alla Warwick Crown Court per aver aggredito una ragazza provocandole danni fisici e per atti di libidine violenta verso altre due ragazze.
A Ian Pheasey (54 enne) di Langcliffe Avenue aWarwick, è stato anche ordinato di registrarsi a vita come molestatore sessuale ed è stato emesso nei suoi confronti uno Sexual Harm Prevention Order -SHPO- (misura di prevenzione dei reati sessuali), restringendo il suo contatto con i bambini.

Il procuratore Nicholas Taplow ha affermato:

«Era un uomo con una particolare attrazione sessuale per l’atto dello strangolamento, che figura in due dei tre capi d’imputazione. Ricavava gratificazione sessuale dallo strangolare i bambini, e molti bambini sono stati strangolati in quel modo nel corso di quelli che ha descritto come ‘scherzi’».

I reati che Pheasey ha ammesso risalgono al 1990 quando era un membro della congregazione presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova della zona di Woodloes a Warwick e la sua prima vittima è stata aggredita nella biblioteca della Sala del Regno, dove Pheasey era il bibliotecario, all’epoca in cui una bambina di sette anni si recò lì per ottenere un libro.

Pheasey chiuse la porta alle spalle, e come lei prese il libro l’afferrò al collo, soffocandola in modo che non riuscisse a respirare, fino a quando la bambina riuscì a divincolarsi e a correre fuori.

Il giudice Richard Griffith-Jones ha osservato:

«Questo, secondo l’imputato, è stato fatto per gratificazione sessuale, anche se è stato denunciato come aggressione».

La bambina aveva troppa paura di Pheasey per dirlo a qualcuno e le sue azioni avrebbero potuto rimanere nascoste se non fosse stata per la successiva denuncia della sua seconda vittima.

Quella ragazza aveva 14 anni all’epoca, e quando Pheasey la vide mentre lui stava svolgendo qualche lavoretto per una donna anziana che viveva vicino a casa sua, la chiamò ripetutamente, e la ragazzina si avvicinò, ha narrato il procuratore Tatlow.

«Lui l’afferrò al collo, la trascinò in casa e la gettò sul pavimento della cucina, dove le salì addosso e le strinse il collo mentre lei lottava per respirare»

La ragazza perse conoscenza, rinvenne, ma poi svenne di nuovo prima di riprendersi per una seconda volta e gridare: «Geova aiutami!»

I suoi pantaloni erano stati in parte abbassati ed era sofferente e sanguinante – ma Pheasey ha presentato la sua dichiarazione basandosi sul fatto che non l’aveva penetrata.

La lasciò andare, ma come lei si riprese, con calma, le disse che se lo avesse rivelato a qualcuno, l’avrebbe uccisa, aggiungendo gelidamente che, se è crescendo avesse avuto bambine le avrebbe violentate.

Corse a casa urlando e piangendo e raccontò a sua madre quello che era accaduto – ma le fu solo detto di ripulirsi prima che di essere condotta in ospedale per le ecchimosi al collo da curare.

«Purtroppo i suoi genitori hanno scelto di nascondere la natura sessuale dell’episodio e le hanno detto di tacere al riguardo. Hanno continuato a sottovalutare la gravità dell’aggressione e la questione è stata insabbiata dalla chiesa»

Nel corso degli anni la vittima è stata gravemente danneggiata da ciò che era accaduto, soffrendo di flashback e terrori notturni e la sua fede religiosa è stata minata.

Prova rabbia verso i suoi genitori e verso la congregazione per non aver affrontato adeguatamente il caso, ma non è riuscita a parlare apertamente fino a che non ha appreso che nel 2014 Pheasey aveva ottenuto un lavoro in una casa di cura.

La terza vittima di Pheasey aveva appena sei anni all’epoca in cui lui stava eseguendo qualche lavoro a casa dei suoi genitori; mentre la bambina si era seduta nel suo furgone, lui entrò e cominciò a farle il solletico prima di passare la mano sotto la sua gonna, ma si fermò quando lei gridò.

In seguito al suo arresto Pheasey ha sostenuto di non riuscire a ricordare l’episodio in biblioteca, ma ha ammesso di aver stretto le mani intorno al collo di quella ragazza in più di una occasione.

Ha ammesso di aver fantasticato di strangolare la 14enne, di averla adescata con l’intenzione di strangolarla e di essersi eccitato sessualmente.

Il suo legale, Nick Devine, ha affermato:

«L’inevitabile lunga pena detentiva avrà conseguenze devastanti per lui andando in prigione alla sua età per un reato di questo tipo. Non escludo che sebbene la congregazione dei Testimoni di Geova possa essere criticata per come ha affrontato il caso, possa aver agito su lui, in parte, per impedire il ripetersi delle fantasie che aveva».

Imprigionandolo, il giudice Griffith-Jones ha detto a Pheasey:

«Lei ottiene la gratificazione sessuale dall’idea di strangolare i bambini. Questa è una fantasia orribile e sconcertante, tale che mi ha destato una certa preoccupazione quando ho emesso la sua sentenza di condanna. Una delle caratteristiche più gravi è che lo strangolamento rischia di comportare lesioni molto gravi e la morte. Quindi non è semplicemente una questione spaventosa e disgustosa che bambini piccoli siano stati fatti soffrire in quel modo, è il rischio che soffrirebbero di qualcosa di ancora più catastrofico».

Della vittima di 14 anni, il giudice ha affermato, tra l’altro,:

«…Purtroppo, quando ha parlato ai suoi genitori le loro priorità sono state del tutto fuori luogo. Come risultato del loro fallimento e delle persone intorno a lei, ha dovuto sopportare questo tremendo ricordo».

Dopo aver incarcerato Pheasey, il giudice Griffith-Jones ha elogiato il coraggio di quella vittima a farsi avanti ‘non per aiutare se stessa, ma perché ansiosa che gli altri dovessero essere protetti‘.

Estratto e libera traduzione a cura dell’Associazione Vittime della Società Torre di Guardia http://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/12/26/testimone-di-geova-condannato-per-aggressioni-a-sfondo-sessuale-su-ragazzine-e-bambini-la-sua-congregazione-religiosa-copri-per-anni-gli-abusi/

FONTE: Stratford HERALD

http://www.stratford-herald.com/45973-jehovahs-witness-jailed-for-sexually-motivated-attacks-on-girls.html

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