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Fratelli vi esorto ad avere un medesimo sentimento nel Signore

26 gennaio 2016

Fratelli vi esorto ad avere un medesimo sentimento nel Signore

rematori2«E tutti i giorni, essendo di pari consentimento assidui al tempio, e rompendo il pane nelle case, prendevano il loro cibo assieme con letizia e semplicità di cuore» (Atti 2:46)

Anche Gesù pregò chiedendo a Dio che la Chiesa sia unita:

«Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.» (Giovanni 17:20-21)

Bisogna quindi che la Chiesa sia unita, ma per essere unita c’è la necessità di avere un pari consentimento NEL SIGNORE.

I fratelli, quindi devono:

– amarsi non solo a parole, ma in verità;
– credere nelle medesime dottrine della Parola di Dio;
– sopportare i torti che subiscono, e non fare guerra a chi sbaglia qualcosa di poco conto;
– non bisogna fare maldicenza, parlando contro i fratelli e le sorelle di nascosto, semmai se proprio hanno sbagliato contro di loro, devono riprenderli in privato;
– bisogna pregare gli uni per gli altri;
– si devono sostenere e incoraggiare a vicenda;
– non devono invidiare i fratelli e le sorelle;
– ognuno deve trovare quale sia il suo posto nella Chiesa, secondo i doni di Dio, e badare bene a non pretendere un posto di cui non ha le caratteristiche necessarie per adempiere al compito.

Tutto questo deve avvenire dentro la Parola di Dio, la sana dottrina, perché se la Chiesa è composta da membri che ognuno crede in cose diverse, non avrà mai il pari consentimento e le riunioni di preghiera non saranno mai efficaci come dovrebbero essere. Ad esempio, come faranno ad essere di pari consentimento quelle Chiese locali composte da persone di credenze diverse, chi unitariano, chi cessazionista, chi pentecostale, chi eletto, chi salvato per opere.

Quindi, la casa che è contro sè stessa non potrà durare, c’è l’assoluta necessità di avere il pari consentimento nelle Chiese locali. Se uno non ha comunione con qualche chiesa, deve uscire e andare dove si trova bene, non ha senso che si trovi in mezzo ad una chiesa locale quando non ne condivide le dottrine o la condotta.

Anche in mezzo a noi, dobbiamo essere di pari consentimento, essendo convinti che stiamo seguendo la sana dottrina, quello che è scritto nella Bibbia, perché se così non fosse, o si dimostra con la Bibbia alla mano la falsa dottrina, o si va via, non ha senso che uno rimanga in mezzo a noi e creda in dottrine importanti diverse da quelle che in questo gruppo vengono credute e insegnate.

Badate bene però, questo non è settarismo, come qualche nemico vuole farlo passare, ma ciò è l’impegno a ricercare una comunione vera e sincera con i fratelli.

Tutti siamo liberi di andare dove vogliamo e con chi vogliamo, ma non si può pretendere di rimanere in mezzo a noi e condursi come uno gli pare, scandalizzando, o credere in false dottrine pretendendo di non essere estromessi dal nostro mezzo.

Il rematore che non rema a tempo, non solo diventa un peso morto, ma disturba anche i rematori vicini, non gli permette di lavorare, scoraggiano e abbattono le forze, spezzano la volontà degli altri a continuare a remare con forza in mezzo a questo oceano del mondo malvagio in cui ci troviamo.

Tra i rematori Iddio ha posto anche alcuni di quelli che vegliano e dano il tempo della rematura, controllano che tutto vada per il meglio, e oltre a remare questi, badano anche agli altri. Ci sono i ministri e gli anziani, ed è bene che si dia loro ascolto, se sono trovati fedeli alla Parola, altrimenti, è bene andare per altri lidi in cerca di altre barche su cui remare.

La Chiesa è un corpo solo, è come una schiera di rematori, tutti devono remare verso la stessa direzione e al tempo giusto, altrimenti la barca non va avanti e rischia addirittura di rovesciarsi.

Cari nel Signore, remiamo tutti insieme allora, di pari consentimento, per il bene di tutti quelli che sono nella stessa barca, e se uno non si trova bene con un gruppo di rematori, vada dove lo porta il cuore e la mente, vada a cercare rematori come lui che credono e fanno le sue stesse cose.

Dal canto nostro, noi dobbiamo vegliare che tutti remino nella direzione giusta e al tempo giusto, cercando di intervenire al momento giusto nei confronti di quei fratelli che non remano nello stesso modo degli altri, affinché la barca arrivi a destinazione, e non si rovesci lungo il cammino.

Cari nel Signore, impegnamoci dunque ad avere il pari consentimento che ci permetterà di viaggiare in questo breve tratto della vita tutti insieme e nella stessa direzione, verso il cielo, verso la Nuova Gerusalemme, imparando quali sono i nostri doveri verso il Signore Iddio prima, e poi anche verso i nostri fratelli, per incoraggiarli ed esortarli durante il cammino.

La nostra vita sulla terra è così breve, quindi badiamo a come camminiamo, badiamo anche alle persone che frequentiamo e a quelli che ascoltiamo, perché non tutti sono dei nostri, non tutti sono credenti, ma alcuni camminano da nemici della croce e seguendo la propria carne.

Facciamoci forza, dunque, perché dobbiamo vincere, come in una gara di barche a remi, e per vincere dobbiamo essere temperati in ogni cosa, e remare a tempo con gli altri nostri cari fratelli.

Che Dio benedica la sua Chiesa e la mantenga unita nella sana dottrina.

Giuseppe Piredda

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