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Dove vanno le anime quando il corpo muore e viene seppellito?

25 febbraio 2016

Dove vanno le anime quando il corpo muore e viene seppellito?

tomba2Prima della resurrezione di Gesù, tutte le anime di coloro che morivano, abbandonavano il corpo che veniva seppellito e messo nella tomba e venivano poste in un luogo al centro della terra che è l’Ades, oggi chiamato anche inferno.

Questo è dedotto da diversi passi delle Scritture, tra cui questo fatto reale raccontato da Gesù ai suoi discepoli:

«Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi.» (Luca 16:19-26)

Dopo che il ricco e Lazzaro morirono, le loro anime andarono nell’Ades, al centro della terra. L’Ades era suddiviso in due parti, una era un luogo di pace, di riposo e di consolazione, mentre l’altra era un luogo di tormento.

Una cosa da notare è il fatto che le anime dei morti presenti nell’Ades non erano INCOSCIENTI, ma erano pienamente coscienti, con tanto di memoria con facoltà di comunicazione con gli altri.

Persino Gesù con il suo spirito nel tempo in cui il suo corpo morto era nella tomba del ricco, andò nell’Ades, come ha scritto l’apostolo Pietro:

«Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l’arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all’acqua.» (1 Pietro 3:18-20)

Il fatto che Gesù abbia predicato nell’Ades non vuole dire che le anime che erano all’inferno siano stato salvate, ma sono rimaste in quel luogo dove erano state destinate, prima della fondazione del mondo, in quanto il loro nome o non era stato scritto nel libro della vita, o era stato cancellato dal libro.

Quando Gesù risuscitò, portò le anime di coloro che erano ritenuti prigionieri nella parte del seno di Abramo, abitato dalle anime di coloro che erano salvati per la grazia di Dio, sia nel Vecchio patto che dopo la nascita di Gesù Cristo, come ha scritto Paolo agli efesini:

«Ma a ciascun di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono largito da Cristo. Egli è per questo che è detto: Salito in alto, egli ha menato in cattività un gran numero di prigioni ed ha fatto dei doni agli uomini. Or questo è salito che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al disopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa.» (Efesini 4:7-10)

Prima Gesù è sceso nelle parti più basse della terra, il centro, in cui è posto l’Ades, e dopo è risalito quando è risuscitato, ha ripreso il suo corpo che era nella tomba, che è diventato un corpo spirituale e glorioso, non più debole come era prima, e poi è salito al Padre, in cielo, ed ha portato con sé tutte le anime dei salvati.

Dalla resurrezione di Gesù, quindi, avviene che le anime dei perduti vanno nell’Ades, al centro della terra, chiamato anche inferno, dove sono tormentati nelle fiamme, mentre le anime dei salvati vanno in cielo davanti a Dio, a darGli gloria, lodarLo e invocarLo.

Che le anime dei salvati vanno in cielo, è confermato da questi passaggi biblici:

«E quando ebbe aperto il quinto suggello, io vidi sotto l’altare le anime di quelli ch’erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che aveano resa; e gridarono con gran voce, dicendo: Fino a quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai tu giudicio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra? E a ciascun d’essi fu data una veste bianca e fu loro detto che si riposassero ancora un po’ di tempo, finché fosse completo il numero dei loro conservi e dei loro fratelli, che hanno ad essere uccisi come loro.» (Apocalisse 6:9-11)

«Dopo queste cose vidi, ed ecco una gran folla che nessun uomo poteva noverare, di tutte le nazioni e tribù e popoli e lingue, che stava in piè davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di vesti bianche e con delle palme in mano. E gridavano con gran voce dicendo: La salvezza appartiene all’Iddio nostro il quale siede sul trono, ed all’Agnello. E tutti gli angeli stavano in piè attorno al trono e agli anziani e alle quattro creature viventi; e si prostrarono sulle loro facce davanti al trono, e adorarono Iddio dicendo: Amen! All’Iddio nostro la benedizione e la gloria e la sapienza e le azioni di grazie e l’onore e la potenza e la forza, nei secoli dei secoli! Amen. E uno degli anziani mi rivolse la parola dicendomi: Questi che son vestiti di vesti bianche chi son dessi, e donde son venuti? Io gli risposi: Signor mio, tu lo sai. Ed egli mi disse: Essi son quelli che vengono dalla gran tribolazione, e hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello. Perciò son davanti al trono di Dio, e gli servono giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono spiegherà su loro la sua tenda. Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pasturerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Iddio asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro.» (Apocalisse 7:9-17)

Come si legge, le anime di coloro che erano stati uccisi a motivo della loro testimonianza e per la Parola di Dio, salgono in cielo, e non dormono, infatti interagiscono con l’esterno, parlano e anche a gran voce, e sono in attesa della resurrezione del corpo, che avverrà nel momento in cui Gesù ritorna dal cielo, e le anime riprenderanno il loro corpo che è nella tomba, esso sarà sopravestito di gloria e potenza, e quel corpo sarà un corpo spirituale che non morirà più e in cui non abiterà più il peccato.

Ecco come descrive la resurrezione dei morti l’apostolo Paolo, momento in cui le anime RIPRENDONO il loro corpo dalle tombe:

«Or, fratelli, non vogliamo che siate in ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui. Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.» (1 Tessalonicesi 4:13-18)

A riguardo della resurrezione dei morti, che è una dottrina fondamentale per il cristiano, e a riguardo del come sarà il corpo glorioso quando saremo risuscitati dai morti, si deve leggere tutto il capitolo 15 della prima epistola ai Corinzi.

Mentono coloro che dicono che alla morte non si ha più coscienza, perché non è assolutamente vero. I morti non sanno nulla di quello che succede nella terra, ma sanno bene quello che succede nel cielo se sono salvati, e nell’Ades se sono perduti.

State dunque attenti, badate a voi stessi, e tenetevi lontano dai cianciatori e dai seduttori di menti.

Che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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