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Ritorno alla vita. Testimonianza della resurrezione di Daniel Ekechukwu, pastore evangelico nigeriano

10 aprile 2016

Ritorno alla vita. Testimonianza della resurrezione di Daniel Ekechukwu, pastore evangelico nigeriano

La testimonianza video-audio della resurrezione di Daniel Ekechukwu, pastore evangelico nigeriano morto in un incidente stradale il 30 Novembre 2001 e risuscitato da Dio in presenza di molti testimoni nel pomeriggio del 2 Dicembre nel seminterrato del locale di culto della Grace of God Mission, che si trova a Onitsha, Nigeria. Il video include le testimonianze del pastore Daniel, del dottore che lo dichiarò morto, della moglie di Daniel, del padre di Daniel, e del necroforo che aveva accettato e registrato il suo cadavere nel mortuario, e quella di alcuni pastori che erano presenti alla sua resurrezione. La sua resurrezione fu filmata da una telecamera. Potrete vedere anche il certificato di morte, e lui mentre si trovava cadavere nella bara.

ATTENZIONE, MOLTO IMPORTANTE! LEGGI QUESTE PAROLE PRIMA DI GUARDARE IL VIDEO

In base ad un resoconto scritto dal pastore David Servant, da lui fatto dopo essere stato personalmente in Nigeria, e avere parlato con il pastore Daniel, letto la sua testimonianza scritta, averlo ascoltato mentre dava pubblicamente la sua testimonianza, parlato con Ede Samuel che adesso è un assistente del pastore Daniel che all’epoca dei fatti fu un testimone oculare di molti eventi concernenti la morte e la resurrezione di Daniel – resoconto che potete trovare in lingua inglese qua a cui ha fatto seguito un aggiornamento che potete leggere qua – dal video sono stati omessi alcuni particolari che elencherò qui di seguito:

– il 29 Novembre 2001, cioè il giorno prima della morte di Daniel, questi aveva litigato con sua moglie Nneka, lite che era degenerata in uno schiaffo che lei aveva dato a suo marito. Rimasto grandemente offeso da questo gesto, la mattina dopo Daniel non volle neppure salutare sua moglie la quale aveva cercato di riconciliarsi con suo marito chiedendogli di perdonarla per lo schiaffo che gli aveva dato. E durante tutto il giorno 30 Daniel aveva pensato di mandare via sua moglie per un anno presso il padre di lei.

– In cielo Daniel vide il patriarca Abrahamo. In mezzo alla moltitudine di santi vide una persona dall’aspetto anziano, che l’angelo che lo accompagnava disse che era Abrahamo.

– La moltitudine di coloro che furono visti tormentati all’inferno da Daniel era formata da molti gruppi di dannati, che mietevano quello che avevano seminato sulla terra. Daniel ha parlato di tre di questi gruppi. Quelli che mangiavano la propria carne e poi la vomitavano per terra (l’angelo che accompagnava Daniel gli disse che essi erano coloro che sulla terra avevano mangiato carne umana nelle loro pratiche occulte), vomito che ritornava dentro il loro corpo e si trasformava in carne di nuovo che poi veniva ancora vomitata e questo andava avanti del continuo. Un altro gruppo era formato da coloro che sulla terra avevano rubato la terra ad altri, i quali con le loro nude mani scavavano nel terreno roccioso senza mai fermarsi. C’erano poi i fornicatori e gli adulteri, i quali si mutilavano i loro organi sessuali, i quali dopo essere stati distrutti, si rigeneravano di nuovo solo per essere di nuovo mutilati, e questo non si fermava mai.

– Daniel vide all’inferno anche l’ex dittatore della Nigeria, ed un Cristiano che si era messo a dilettarsi in pratiche occulte e aveva abbandonato il Signore.

– L’angelo che accompagnava Daniel gli disse che se quella fosse stata la sua ora, egli sarebbe stato senza dubbio gettato all’inferno, al che lui si difese immediatamente dicendo: ‘Io sono un uomo di Dio! Io lo servo con tutto il mio cuore!’ Ma improvvisamente apparve una Bibbia nella mano dell’angelo, e lui l’aprì al capitolo 5 di Matteo dove Gesù avvertì che chi dice a suo fratello ‘pazzo’ sarà condannato alla geenna del fuoco (vedi Matteo 5:22), e lui riconobbe di avere lanciato delle male parole contro sua moglie. L’angelo poi gli ricordò che Gesù promise che Dio non perdonerà i nostri peccati se noi non perdoniamo agli uomini (Matteo 6:14-15), e che coloro che sono misericordiosi otterranno misericordia (Matteo 5:7). L’angelo gli disse che le preghiere che lui aveva rivolto a Dio in ospedale mentre stava morendo chiedendogli perdono per i suoi peccati erano state inefficaci perché lui aveva rifiutato di perdonare sua moglie anche quando lei aveva cercato di riconciliarsi con lui la mattina del giorno dell’incidente. Al che Daniel si mise a piangere, ma l’angelo gli disse di non piangere perché Dio lo stava per far tornare sulla terra. Questa è la ragione per cui il pastore Daniel quando predica adesso mette molta enfasi sul comandamento di perdonare coloro che ci fanno dei torti e si pentono.

– Il pastore Daniel non sarebbe andato all’inferno solo perché si era rifiutato di perdonare sua moglie, ma anche per altri peccati (che lui aveva confessato in ospedale mentre stava morendo, ma le sue preghiere non erano state esaudite da Dio perché lui non aveva perdonato ad altri).

Infine vorrei precisare che il fatto che il pastore Daniel dica di non aver visto nè fuoco né fiamme all’inferno, non significa che all’inferno non c’è fuoco, ma semplicemente che in questa occasione Dio non gli permise di vederlo. Perché la Scrittura è chiara a tale riguardo, sia nell’Hades che nella Geenna c’è fuoco. Molte altre testimonianze simili a quella di Daniel, confermano l’esistenza di un letterale fuoco sia nell’Hades che nella Geenna. Leggi a tal riguardo: Dove va il peccatore quando muore e Morì nei suoi peccati, andò all’inferno ma Dio lo fece tornare sulla terra dei viventi.

Spero e prego che questa potente testimonianza sia usata da Dio per risvegliare tanti Cristiani dal torpore in cui sono caduti e indurli a santificarsi nel timore di Dio, e per spaventare dei peccatori e indurli a ravvedersi e a credere nel Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei loro peccati e la vita eterna. (Giacinto Butindaro)

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