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Il Dio mai adirato del filosofo Platone

6 maggio 2016

Il Dio mai adirato del filosofo Platone

platone«… [negli scritti di Platone] mai Iddio appare in atto di sgridare, di arrabbiarsi» (Giuliano imperatore detto l’Apostata, Contro i Galilei [Contra Galileos], 190)

Purtroppo non solo negli scritti di questo filosofo ma anche negli scritti e nei discorsi di tanti sedicenti ministri di Cristo, che pare proprio abbiano attinto dalla filosofia platonica e si sono fatti quindi un Dio «platonico»! Sono rimasti vittima della filosofia, da cui la Scrittura ci mette in guardia in questi termini: “Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo” (Colossesi 2:8). Hanno abbracciato la sapienza di questo mondo che è pazzia presso Dio (cfr. 1 Corinzi 3:19)!

Nessuno di costoro vi inganni con parole seducenti, fratelli. Dio è un Dio che si adira, secondo che è scritto: “Iddio è un giusto giudice, un Dio che s’adira ogni giorno” (Salmo 7:11), ed anche: “l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia” (Romani 1:18), ed ancora: “Ma come si conviene a dei santi, né fornicazione, né alcuna impurità, né avarizia, sia neppur nominata fra voi; né disonestà, né buffonerie, né facezie scurrili, che son cose sconvenienti; ma piuttosto, rendimento di grazie. Poiché voi sapete molto bene che niun fornicatore o impuro, o avaro (che è un idolatra), ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Niuno vi seduca con vani ragionamenti; poiché è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli” (Efesini 5:3-6).

E viene il tempo in cui sette angeli di Dio riverseranno sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio con cui si compie l’ira di Dio (cfr. Apocalisse 15:1), secondo che è scritto: “E udii una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio. E il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che aveano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine. Poi il secondo angelo versò la sua coppa nel mare; ed esso divenne sangue come di morto; ed ogni essere vivente che si trovava nel mare morì. Poi il terzo angelo versò la sua coppa nei fiumi e nelle fonti delle acque; e le acque diventarono sangue. E udii l’angelo delle acque che diceva: Sei giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo, per aver così giudicato. Hanno sparso il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro a bere del sangue; essi ne son degni! E udii l’altare che diceva: Sì, o Signore Iddio onnipotente, i tuoi giudicî sono veraci e giusti. Poi il quarto angelo versò la sua coppa sul sole; e al sole fu dato di bruciare gli uomini col fuoco. E gli uomini furon arsi dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha la potestà su queste piaghe, e non si ravvidero per dargli gloria. Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia; e il regno d’essa divenne tenebroso, e gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, e bestemmiarono l’Iddio del cielo a motivo de’ loro dolori e delle loro ulceri; e non si ravvidero delle loro opere. Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e l’acqua ne fu asciugata affinché fosse preparata la via ai re che vengono dal levante. E vidi uscir dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane; perché sono spiriti di demonî che fan de’ segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente. (Ecco, io vengo come un ladro; beato colui che veglia e serba le sue vesti onde non cammini ignudo e non si veggano le sue vergogne). Ed essi li radunarono nel luogo che si chiama in ebraico Harmaghedon. Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e una gran voce uscì dal tempio, dal trono, dicendo: È fatto. E si fecero lampi e voci e tuoni; e ci fu un gran terremoto, tale, che da quando gli uomini sono stati sulla terra, non si ebbe mai terremoto così grande e così forte. E la gran città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle il calice del vino del furor dell’ira sua. Ed ogni isola fuggì e i monti non furon più trovati. E cadde dal cielo sugli uomini una gragnuola grossa del peso di circa un talento; e gli uomini bestemmiarono Iddio a motivo della piaga della gragnuola; perché la piaga d’essa era grandissima.” (Apocalisse 16:1-21).

Il Dio di Platone quindi, come anche il Dio di questi sedicenti ministri di Cristo, non è il vero Dio.

Dice il profeta Geremia: “Ma l’Eterno [Yahweh] è il vero Dio, egli è l’Iddio vivente, e il re eterno; per l’ira sua trema la terra, e le nazioni non posson reggere dinanzi al suo sdegno” (Geremia 10:10), ecco dunque chi è il vero Dio! Il suo nome è Yahweh, che è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Questo è il nostro Dio! A Lui sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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