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E che ci si poteva aspettare da un massone?

13 maggio 2016

E che ci si poteva aspettare da un massone?

moore-panico

Perché in questo articolo apparso su un sito delle ADI (http://www.evangelo.it/wp/unioni-gay-niente-panico/) che sta circolando anche su Facebook non si condanna con franchezza l’omosessualità (non viene detto che è peccato agli occhi di Dio o un’abominazione), e non si dice che gli omosessuali non erediteranno il regno di Dio ma saranno gettati nel fuoco eterno, e che bisogna dire loro di ravvedersi e di credere nel Vangelo di Cristo?

Il testo dell’articolo è questo:

«UNIONI GAY? NIENTE PANICO
Perché la chiesa di Cristo non deve spaventarsi di fronte all’avanzata delle unioni omosessuali Prima di tutto, la Chiesa non deve intimorirsi. Le istituzioni possono fare molte cose, ma di certo non possono rimettere Gesù dentro una tomba. Gesù di Nazareth è ancora vivo e continua a chiamare il mondo in vista del Suo regno.

Mentre queste decisioni indeboliscono la famiglia, la base stessa della società, l’Evangelo non ha bisogno dei “valori tradizionali” per fiorire. La chiesa, storicamente, spesso fiorisce quando è in forte contrasto con la cultura che la circonda. Come nel caso di Efeso, Filippi, Corinto e Roma, tutte società in cui la visione del matrimonio e della sessualità era in aperta opposizione a quella delle Scritture.

Più si andrà avanti e meno le persone comprenderanno e accetteranno la visione biblica del matrimonio. Non potremmo parlare semplicemente di matrimonio in termini di valori, di cultura o vantaggio per la società. Dovremo parlare del matrimonio nel modo in cui Gesù e gli apostoli hanno insegnato – legato a doppio filo con l’Evangelo stesso, l’immagine dell’unione di Cristo con la chiesa (Efesini 5:32).

Facendo questo, non potremmo semplicemente esporre la nostra visione del matrimonio, ma dovremo incarnare noi stessi una cultura del matrimonio evangelica. Troppo spesso si dà una cattiva testimonianza, troppo spesso la chiesa è stata la prima a infamare il matrimonio, troppo spesso non è stata applicata la disciplina nei casi in cui sono stati volontariamente distrutti matrimoni. Bisogna che la chiesa per prima dimostri cosa significhi il matrimonio, continuando a seguire i “sentieri antichi”.

Abbiamo una grandiosa opportunità di realizzare ciò che Gesù ci ha chiamato a fare con i nostri matrimoni: essere luce nell’oscurità. Dei matrimoni permanenti e stabili costituiti da famiglie con una madre e un padre ci potranno rendere unici nella cultura del 21° secolo.

Non dobbiamo avere paura di essere strani. Perché crediamo in cose ancora più “strane”: crediamo che un uomo morto sia risorto e che un giorno apparirà tra le nuvole su un cavallo; crediamo che l’Evangelo doni speranza e perdono a peccatori come noi e ci renda figli e figlie di Dio. Abbracciamo la “stranezza” dell’Evangelo.

Se abbiamo ragione sul matrimonio, e credo che abbiamo ragione, molte persone che abbracceranno queste nuove “forme” ne rimarranno deluse. Molte persone intorno a noi credono che una redefinizione del concetto di matrimonio semplicemente ne espanderà i confini (e, siamo onesti, molti vorranno continuare ad espanderlo in nuove forme). Naturalmente è un’illusione, perché la base del matrimonio è la complementarietà sessuale, e la chiesa si deve preparare a ricevere “profughi” di questa “rivoluzione sessuale”. Dobbiamo prepararci per quanti, come la donna emotivamente e sessualmente instabile al pozzo di Samaria, vagheranno assetati alla ricerca di un’acqua che neanche conoscono.

Ci sono due tipi di chiese che saranno incapaci di raggiungere queste persone. Da una parte una Chiesa che ha abbandonato la verità delle scritture, anche quella sul matrimonio e la sessualità, e che non ha nulla da dire ad un mondo caduto. Dall’altra una chiesa che urla con rabbia a chiunque non è d’accordo non avrà niente da dire a chi ha bisogno della grazia di Dio.

Dobbiamo schierarci con convinzione e bontà, con verità e con grazia. Dobbiamo reggere sull’insegnamento biblico e mostrare amore a chi ci odia per questo. Non dobbiamo soltanto parlare di verità cristiane, ma con modi cristiani. Abbiamo il compito di annunciare ciò che Gesù ci ha rivelato, e dirlo come avrebbe fatto Gesù: con grazia e con l’invito ad una nuova vita.

Molti credenti saranno tentati di arrabbiarsi con il mondo intorno a noi evocando una narrativa di declino, ma sbaglierebbero. Dio ha il controllo di ogni cosa, abbiamo lo Spirito Santo e l’Evangelo. Pensare di dover per forza vivere in tempi diversi e in una società diversa significa dire a Dio che non ci piace il luogo e il tempo in cui Lui ci ha posto. Marciamo gioiosi verso Sion.

Cerchiamo il regno e la giustizia di Dio. Testimoniamo dell’Evangelo. Temiamo Dio. Ma non temiamo la missione che ci ha affidato.»

Perchè Russell Moore, che è l’autore dell’articolo che è apparso sul Washington Post (https://www.washingtonpost.com/news/acts-of-faith/wp/2015/06/26/why-the-church-should-neither-cave-nor-panic-about-the-decision-on-gay-marriage/), è il presidente della Ethics & Religious Liberty Commission, della Convenzione Battista del Sud (Southern Baptist Convention) che è una potente e grande denominazione evangelica americana completamente in mano alla Massoneria, e quindi schiava della Massoneria! E guarda caso il suo articolo è comparso su un sito delle ADI! Svegliatevi, voi che fate parte delle ADI (ma anche delle altre denominazioni massonizzate), perché i vostri dirigenti vi stanno continuando ad ingannare con le loro ciance! Uscite e separatevi da esse.

Giacinto Butindaro

P.s. E potrei fare notare anche altre cose presenti in quell’articolo che mostrano che si tratta di un discorso massonico

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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