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Henry H. Ness, il rappresentante delle ADI: le ADI difendono il metodo apolemico di Henry H. Ness; e ci credo!

19 ottobre 2016

Henry H. Ness, il rappresentante delle ADI: le ADI difendono il metodo apolemico di Henry H. Ness; e ci credo!

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Nelle ADI c’è un motto molto conosciuto ‘niente controversia, niente polemica’. Motto che era affermato con forza anche nel dopoguerra, e difatti in un articolo apparso su Risveglio Pentecostale del 1947, che traeva spunto da una frase detta da Henry Ness durante una sua predicazione evangelistica tenuta il 10 agosto 1947 a Roma presso il Teatro Planetario (cfr.Risveglio Pentecostale, n° 2, pag. 18,19), venne ribadito con forza.

Ascoltate cosa fu scritto su Risveglio Pentecostale, di cui al tempo era direttore Roberto Bracco e quindi le seguenti parole esprimono anche la sua convinzione: ‘Rileviamo da «La Luce» del 15 Novembre la simpatica segnalazione della riunione di evangelizzazione tenuta a cura della Chiesa Pentecostale nella sala del Planetario. Una frase della segnalazione stessa ci offre la possibilità di illustrare, attraverso una precisazione, una delle più significative caratteristiche del nostro Movimento. Precisazione, quindi, che esulando nel modo più assoluto dal campo polemico, vuole solo giungere a far conoscere meglio l’attività dei pentecostali. La frase è la seguente: Uno degli oratori asserì una parola che non si è soliti udire dai pentecostali: ‘Noi non siamo qui per dirvi di cambiare di religione ….». Essa dice che, facendo eccezione alla regola seguita ordinariamente dai pentecostali, gli evangelisti del Planetario presentarono il loro messaggio spirituale senza ricorrere alla polemica o all’acre apologetica. Noi precisiamo che il metodo apolemico seguito dal Dott. Ness e dal Pastore Parli si inquadra nel metodo generale rigorosamente seguito da tutti i movimenti pentecostali. La frase infatti pronunciata dal Dott. Ness, e che è stata implicitamente encomiata per il suo contenuto evangelico, non è originale. Esso è una specie di «slogan» del Movimento Pentecostale non perchè i pentecostali si muovevano nell’ambito di direttive prestabilite, ma perchè, ripetiamo, il metodo evangelistico evita intenzionalmente la polemica e la controversia. Non è ignoto che il Movimento Pentecostale mantiene costantemente al centro della propria attività l’evangelizzazione e non è ignoto che i risultati conseguiti in ogni nazione, non escluse quelle nelle quali ha dovuto subire e subisce delle vessazioni, sono stati dei più lusinghieri; ma forse non è noto che questo graduale sviluppo del proprio lavoro cristiano è stato reso possibile sopratutto dalla cura con la quale i pentecostali si sono sempre astenuti dall’attaccare o dall’offendere in qualsiasi modo i sentimenti religiosi e le credenze dommatiche delle varie popolazioni evangelizzate. In tutte le riunioni di evangelizzazione, i pentecostali hanno esplicitamente o implicitamente dichiarato: «Noi non siamo qui per dirvi di cambiare di religione …» perchè in esse la predicazione è stata tenuta fuori da tutti i motivi polemici che potevano essere determinati in rapporto all’ambiente. Le nostre chiese curano continuamente riunioni di evangelizzazione nei locali di culto e in luoghi pubblici; ed anche a Roma, oltre a quella del Planetario, ne sono state tenute moltissime nei locali gentilmente offerti dalla Chiesa Metodista e all’aperto in varie piazze e strade: queste ultime in collaborazione con un gruppo di fedeli della Chiesa Battista. In tutte queste riunioni viene rispettato un metodo che è una parola d’ordine per i pentecostali: niente controversia, niente polemica. Noi non vogliamo che gli uomini sostituiscano la loro religione con quello che noi o altri potrebbero presentare loro – e questa dichiarazione è esplicita nella nostra predicazione – ma vogliamo che essi conoscano il Cristo, si convertano a Lui e facciano quindi quanto verrà loro suggerito dalla nuova personalità che acquisteranno in Dio per l’Evangelo. Anzi noi riteniamo che se tutti gli evangelici, anziché perdersi in controversie tanto sterili, quanto nocive, accentrassero tutto lo slancio evangelistico nella predicazione del Cristo della salvezza, vedrebbero crollare le ostilità e le resistenze offerte dai pregiudizi umani; i quali vengono invece inaspriti e fortificati quando sono attaccati sul terreno della polemica. Noi rivendichiamo quindi a tutta la Chiesa Pentecostale il metodo apolemico e ci reputiamo felici dell’ottima occasione offertaci da «La Luce» per illustrare un dettaglio che merita di essere conosciuto da tutti. Con Cristiani saluti. LA REDAZIONE’ («Lettera aperta a ‘La Luce’», Risveglio Pentecostale, 1947, n° 4, pag. 13).

Un articolo veramente vergognoso e scandaloso che denota come al solito una grande ignoranza della Parola di Dio come anche tanta arroganza, caratteristiche tipiche purtroppo del Movimento Pentecostale, e che già a quel tempo erano evidenti. Peraltro questo parlare è un parlare massonico, infatti come ho detto innanzi nelle Costituzioni della Massoneria c’è pure la seguente regola: ‘…. ancor più debbono evitarsi le controversie religiose, ….’ (VI, 2).

Quello che però vorrei dire qui è questo. Ci credo che Henry Ness usava un metodo apolemico, come lo definisce il redattore di Risveglio Pentecostale! E come avrebbe mai potuto predicare in polemica contro le eresie e le superstizioni della Chiesa Cattolica Romana, quando peraltro proprio Ness due giorni prima (già, perchè Ness aveva incontrato Pio XII l’8 Agosto!) aveva incontrato Pio XII, a cui aveva chiesto di avere pietà dei suoi fratelli delle Assemblee di Dio e far sì che cessassero le persecuzioni contro di essi? Sarebbe stato un controsenso per Ness fare polemica con la Chiesa Cattolica Romana dopo essere andato da Pio XII per ottenere da lui o per mezzo di lui un grande favore, come quello della cessazione della persecuzione cattolica contro i Pentecostali in Italia: non vi pare? E quelli di Risveglio Pentecostale, con in testa il direttore Roberto Bracco, sapevano molto bene come stavano le cose, e cioè che le ADI erano in quel tempo – diciamo così – in trattativa ‘segreta’ con il Vaticano affinchè facesse cessare le persecuzioni papiste contro i Pentecostali. Ma si sono ben guardati Bracco e compagnia di far sapere queste cose ai fratelli. E poi dobbiamo leggere che il dottor Ness seguiva il metodo apolemico che è il metodo generale rigorosamente seguito da tutti i movimenti pentecostali, compreso quindi quello Italiano! Che ipocriti! Ma è evidente il motivo per cui Ness, Bracco e gli altri seguivano questo metodo: per non dare fastidio al Vaticano, per non creare ostacoli di nessun genere ai movimenti segreti massonici che Gorietti e Bracco e altri avevano messo in moto per ottenere la cosiddetta libertà religiosa e la cessazione delle persecuzioni contro i Pentecostali. Che tutti sappiano queste cose, e vadano a gridare in faccia e pubblicamente un potente ‘Ravvedetevi e convertitevi dalle vostre vie malvage’ a quei pastori ADI ed anche non ADI che difendono e approvano l’operato malvagio di questi uomini che hanno indotto tante Chiese a partire dal dopoguerra a camminare per sentieri tortuosi.

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La notizia su The Pentecostal Evangel – 13 Settembre 1947, pag. 13 – del cablogramma mandato da Henry H. Ness in cui parla della sua udienza privata con Pio XII

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L’incontro tra Henry H. Ness e Pio XII su The Pentecostal Evangel del 25 Ottobre 1947 a pag. 10

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L’incontro tra Henry H. Ness e Pio XII su The Apostolic Faith dell’aprile 1948

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Un articolo apparso sul Walla Walla Union Bullettin il 2 Novembre 1949 che mostra come Henry H. Ness parlasse pubblicamente alle Chiese in America della sua udienza con Pio XII e che la cosa apparve pure su riviste non Cristiane.

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Lo scandaloso articolo su Risveglio Pentecostale in cui si difende il metodo apolemico di predicare di Henry H. Ness

[Tratto dal libro di Giacinto Butindaro,”La Massoneria Smascherata”, Vol. 2, Roma 2012, pagg. 188-194]

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