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Ecco spiegato l’uso che i regimi fanno dei media

14 novembre 2016

Ecco spiegato l’uso che i regimi fanno dei media

Ascoltate attentamente quello che dice questa giornalista, Giovanna Botteri, perché rispecchia il pensiero di tutti i MEDIA, riflette il fatto che i media sono al servizio del potere di maggioranza, per annullare e distruggere ogni voce contraria.

Quello che dice la giornalista è la conferma che i MEDIA sono schiavi del REGIME che governa, quindi, non sono credibili, non si possono più ascoltare, e non meritano che si spendano soldi per acquistare i loro articoli di regime.

E molti si prendono gioco dei messaggi di propaganda che vengono fatti da certe nazioni dove vige una dittatura, ebbene, dico a costoro, non ridete degli altri, perché qui in occidente stanno succedendo le medesime cose.

Tuttavia, da quello che dice la stessa giornalista, si capisce che le persone ormai sono coscienti che i media sono guidate dal regime, e non gli danno più peso; negli States, infatti, non gli hanno dato peso e benché TUTTI I MEDIA erano contro Trump, pure questi ha vinto, ha vinto perché le persone lo hanno votato contro ogni tentativo fatto dai MEDIA. Bene così, se la massa apre gli occhi, i regimi non possono più fare tutto quello che vogliono come vogliono.

Il giornalismo occidentale ormai no è più credibile, è doloroso dirlo, ma le cose stanno proprio così. Non ci rimane che trovarci le informazioni che ci servono attraverso il web, districandoci in mezzo a tutta una foresta di informazioni, vere e false.

Eccovi il video e una parte di trascrizione di quello che dice la giornalista:

«Che cosa succederà a noi giornalisti? Non si è mai vista come in queste elezioni una stampa così compatta ed unita CONTRO UN CANDIDATO… che cosa succederà ora che la stampa non ha più forza e peso nella società americana? Le cose che sono state scritte, le cose che sono state dette evidentemente non hanno influito sull’elettorato e su questo risultato».

Cittadini italiani, cittadini europei, cittadini del mondo, state attenti, perché non ci si può più fidare delle informazioni che vendono date dai media.

Ed ora una parola anche ai giornalisti, che purtroppo si sono gettati dietro le spalle le norme e i fondamenti deontologici che dovrebbero guidarli:
“”Articolo 2 del Testo Unico dei Doveri dei giornalisti
Fondamenti deontologici
Il giornalista:
  1. difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti;
  2. rispetta i diritti fondamentali delle persone e osserva le norme di legge poste a loro salvaguardia;
  3. tutela la dignità del lavoro giornalistico e promuove la solidarietà fra colleghi attivandosi affinché la prestazione di ogni iscritto sia equamente retribuita;
  4. accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie redazionali, purché le disposizioni non siano contrarie alla legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla deontologia professionale;
  5. non aderisce ad associazioni segrete o comunque in contrasto con l’articolo 18 della Costituzione né accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma (pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, regali, vacanze e viaggi gratuiti) che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità;
  6. rispetta il prestigio e il decoro dell’Ordine e delle sue istituzioni e osserva le norme contenute nel Testo unico;
  7. applica i principi deontologici nell’uso di tutti gli strumenti di comunicazione, compresi i social network;
  8. cura l’aggiornamento professionale secondo gli obblighi della formazione continua. (Fonte: http://www.odg.it/content/testo-unico-dei-doveri-del-giornalista)“”

Fratelli nel Signore, e voi tutti italiani e cittadini del mondo, che nessuno vi seduca con vani ragionamenti e ricordatevi che nella Bibbia sta scritto: «Il cavallo è pronto per il dì della battaglia, ma la vittoria appartiene all’Eterno.» (Proverbi 21:31)

Giuseppe Piredda


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