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Contro le offerte fittizie fatte per truffare lo Stato

28 novembre 2016

Contro le offerte fittizie fatte per truffare lo Stato

offerte-fittizie

Fratelli, voglio farvi sapere quanto segue. Se la denominazione di cui fate parte, la quale ha fatto una intesa con lo Stato, vi suggerisce di fare quanto segue, dovete rifiutarvi categoricamente di seguire il suo suggerimento, perché vi istiga a frodare lo Stato. Adesso vi spiego in che cosa consiste questo suggerimento.

Se la Chiesa locale di cui fate parte ha deciso di costruire un locale di culto, e vi dice di mandare alla cassa nazionale una offerta o donazione (erogazione liberale) di 1000 euro con la promessa che vi saranno restituiti per intero a suo tempo, perché quei soldi vi metteranno in grado di ottenere dallo Stato un’agevolazione che poi verserete alla Chiesa locale per contribuire alla costruzione del locale di culto, voi dovete rigettare questa proposta perché si tratta di una truffa ai danni dello Stato.

Vi spiego come funziona questo meccanismo diabolico ideato per truffare lo Stato. Allora quando una denominazione fa una intesa con lo Stato, c’è una legge che regola questa intesa, e in questa intesa c’è un articolo in cui c’è scritto più o meno così: «Le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito complessivo, agli effetti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, le erogazioni liberali in denaro, fino all’importo di euro 1.032,91, a favore dell’Ente, per i fini di culto, istruzione, assistenza e beneficenza». Per cui i membri della denominazione sanno che facendo un versamento di 1000 euro alla cassa nazionale potranno scaricare quell’offerta dalla loro dichiarazione dei redditi, il che significa che quella cifra servirà a fare diminuire la base imponibile su cui lo Stato calcola la tassa che il contribuente deve pagare (si tratta infatti di una erogazione liberale deducibile dal reddito complessivo del contribuente che effettua la donazione), e quindi chi fa la dichiarazione dei redditi otterrà un’agevolazione dallo Stato che consiste in un risparmio di denaro da pagare (una minore imposta da pagare).

Per farvi capire come funziona praticamente questa cosa ecco una eccellente spiegazione che ho trovato in un articolo dal titolo «Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose – rigo E24 mod. 730 2016»: «Esempio di calcolo erogazione liberale deducibile. Se un contribuente effettua una erogazione liberare di 1.000 euro e ha un reddito di 20.000 euro, egli si vedrà, in sede di presentazione del modello 730, ridurre il proprio reddito imponibile fiscale di 1.000 euro e quindi si vedrà calcolare le imposte dovute su 19.000 euro. Il risparmio consiste nel risparmiare, su 1.000 euro di donazione o erogazione liberale, l’equivalente dell’imposta dovuta che nel caso in esempio, stante l’applicazione dell’aliquota Irpef del 27% per la parte di reddito eccedente i 15.000 euro, è pari 270 euro. Il contribuente in esempio ha erogato 1.000 euro all’istituzione religiosa nel 2015 ma ne ha recuperate 270 di minor imposte da pagare. Egli dovrà dichiarare nel modello 730/2016, nel quadro E – Oneri e Spese, nel rigo E24 – Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose la cifra di 1.000 euro e nel calcolo delle sue imposte recupererà i 270 euro nel prospetto di liquidazione del modello 730.» (http://job.fanpage.it/erogazioni-liberali-a-favore-di-istituzioni-religiose-rigo-e24-mod-730-2016/). In questo caso dunque il contribuente risparmierà di pagare 270 euro allo Stato: questa è l’agevolazione che lo Stato gli concede.

La denominazione o l’Istituzione religiosa quindi restituisce l’erogazione liberale (la donazione) di 1000 euro a chi gli ha dato quel denaro con quell’intento (praticamente la causale dell’erogazione liberale potrebbe essere definita così: «Soldi che vi mando fittiziamente per ottenere una agevolazione finanziaria dallo Stato con il vostro consenso, e finanziare l’Opera di Dio con l’agevolazione ottenuta»!) e la persona che ha fatto l’offerta fittizia (ossia l’erogazione liberale) alla cassa nazionale prenderà la somma di denaro che lo Stato gli ha permesso di evitare di pagare allo Stato (che nel caso sopracitato è di 270 euro), e la darà alla Chiesa locale come offerta per finanziare la costruzione del locale di culto, che naturalmente essendo che viene intestato all’Ente entra a fare parte del patrimonio immobiliare dell’Ente! Per cui l’istituzione religiosa praticamente accresce il suo patrimonio immobiliare anche usando denaro truffato allo Stato!

Ma la truffa ai danni dello Stato può essere fatta anche tramite un’erogazione liberale fatta ad una ONLUS affiliata alla denominazione. In questo caso però l’ammontare massimo dell’erogazione liberale che si può fare è superiore a 1.032,91 euro (http://www.guidafisco.it/erogazioni-liberali-deducibili-detraibili-730-1298). In questo caso il meccanismo fraudolento è questo. Il membro della Chiesa locale fa una erogazione liberale alla ONLUS, erogazione che poi inserirà nella sua dichiarazione dei redditi, dove dovrà «decidere alternativamente se fruire della detrazione riservata alle Onlus o optare per la deduzione dal reddito.» (http://www.guidafisco.it/erogazioni-liberali-deducibili-detraibili-730-1298). Per cui se il contribuente decide di fruire della detrazione, si vedrà poi la sua detrazione accreditata sulla sua busta paga, perché in questo caso l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che il datore di lavoro, osservata una dettagliata procedura a garanzia di tracciabilità e trasparenza, può riconoscere in sede di conguaglio, ai sensi dell’articolo 23, comma 3, del Dpr 600/1973, la detrazione pari al 19% (adesso 26%) dell’importo versato dal suo dipendente alla Onlus http://www.lavorofacile.it/wp-content/uploads/2016/09/Gli-approfondimenti-di-LF-33-2016-sisma-centro-Italia-e-donazioni-in-busta-paga-1set-ARO.pdf).

Quella detrazione quindi sarà un rimborso o una restituzione che lo Stato gli concede, che poi lui devolverà alla Chiesa locale per contribuire alla costruzione del locale di culto. Ma anche la ONLUS in questo caso gli restituirà poi tutta l’erogazione liberale che egli aveva fatto alla ONLUS! Per cui anche in questo caso il denaro che il membro di Chiesa darà alla Chiesa locale sarà denaro sporco, perché denaro che lo Stato gli ha fatto risparmiare o gli ha rimborsato a causa di una truffa del contribuente! Anche qui siamo dunque davanti ad una truffa perpetrata ai danni dello Stato, e quindi della collettività. Un comportamento disonesto che è da condannare!

Per riassumere: la persona ha fatto un’offerta fittizia alla cassa nazionale o alla ONLUS, mentre ha fatto una offerta reale alla Chiesa locale, ma l’ha fatta con il denaro frodato allo Stato! In altre parole, si tratta di uno stratagemma per truffare lo Stato, e farsi dare un’agevolazione economica o un rimborso che non si ha alcun diritto di ricevere. Una frode fiscale, che quindi è perseguibile dalle autorità ordinate da Dio in questa nazione, infatti c’è una punizione per coloro che partecipano a questa truffa (http://www.associazionemusicalepozzoli.org/documenti/erogazioniliberali.pdf; http://www.filodiritto.com/articoli/2009/12/art-640-codice-penale-truffa/).

Ovviamente questa truffa viene perpetrata in maniera sistematica dalla denominazione, che usa questa frode per autofinanziarsi, diciamo così … ma illecitamente, truffando lo Stato. Per cui la denominazione in questione è una sorta di associazione a delinquere, da cui i santi devono uscire e separarsi come comanda di fare la Parola di Dio.

Coloro che partecipano a questa truffa fanno ciò che è male agli occhi di Dio e quindi si attirano l’ira di Dio su di essi che a suo tempo li punisce perché Dio non lascia impunito il colpevole (Numeri 14:18). Non partecipate dunque a questa truffa, come a nessun’altra truffa che vi incitano a compiere a danno di chicchessia! Siate onesti, siate veraci, siate fedeli! Aborrite il male, che i servi di Mammona invece amano perché hanno il cuore esercitato alla cupidigia.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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