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La Società Biblica Britannica e Forestiera a braccetto con la Massoneria

18 gennaio 2017

La Società Biblica Britannica e Forestiera a braccetto con la Massoneria

goi-bibbia
Anche la Società Biblica Britannica e Forestiera, come ho dimostrato nel mio libro «La Massoneria smascherata» (pag. 783), è fortemente collusa con la Massoneria.
Questa collusione viene confermata dalla presenza di un esponente della Società Biblica ad un Convegno organizzato dal Grande Oriente d’Italia tenutosi il 29 novembre 2016 presso Casa Nathan, il Centro Polifunzionale del Grande Oriente d’Italia che si trova a Roma in Piazzale delle Medaglie d’Oro, 44. Il Convegno dal titolo “La libertà di stampa in Italia. Dal Risorgimento alla Costituente”, è stato «fortemente voluto dal Gran Maestro, soprattutto alla luce dei profondi cambiamenti all’interno del mondo dell’informazione prodotti dai nuovi media, si inserisce nel ciclo di manifestazioni che la Massoneria Italiana ha dedicato quest’anno ai settant’anni della Repubblica.» (Erasmo, Notiziario del GOI, anno 1, numero 11, Dicembre 2016, pag. 6)
Ascoltate ora cosa si dice su Erasmo in merito all’intervento di questo esponente della Società Biblica:
«L’intervento successivo è stato di Mario Cignoni esponente della Società Biblica Britannica e Forestiera che ha donato al Gran Maestro per la Biblioteca del Grande Oriente la ristampa anastatica della Bibbia di Diodati, il primo testo protestante tradotto in italiano nel 1641. Citando il contenuto dell’articolo 28 dello Statuto Albertino, Cignoni ha sottolineato come con l’affermazione della libertà di stampa, dapprima riconosciuta negli stati del Regno di Sardegna e poi con le tappe dell’Unità in tutta Italia, si andò di fatto concludendo l’epoca della censura preventiva. “Perse efficacia – ha detto – anche l’Indice dei libri proibiti che, nato nel 1558 come reazione alla Riforma protestante, era diventato ormai un’istituzione che colpiva ogni tipo di dissidenti: filosofi, politici, scienziati, storici, letterati erano caduti sotto il suo divieto. L’Indice reprimeva la lettura stessa, perché vietava il sapere. La libertà proclamata dallo Statuto non era comunque – ha osservato – assoluta ma veniva limitata dalla legge contenuta nel successivo Editto sulla stampa (1848) che reprimeva una serie di ‘reati’ che riguardavano i responsabili delle pubblicazioni (autori, direttori, editori, stampatori)”. “La libertà di stampa – ha aggiunto – fu così un principio che venne ammesso e negato al tempo stesso, che lasciava libertà di manovra a chi deteneva il potere. La legge fu dunque frutto di un compromesso, pur equilibrato e accettabile da tutti. Unica eccezione espressa alla libertà di stampa era quella religiosa, anzi quella che riguardava la Bibbia. Tutto quel che c’era da vietare si riassumeva in un solo libro: la Bibbia. Dopo trecento anni perdurava il timore della propaganda protestante, rinnovata nell’Ottocento dalla missione delle Società Bibliche”. La Chiesa temeva che la conoscenza della Bibbia portasse a una presa di coscienza auto-determinante: “Dio non era più mediato dalla Chiesa e dal messale latino, ma Cristo poteva essere conosciuto direttamente dagli evangeli tradotti in italiano”. Il libero esame dei testi sacri faceva ancora paura: alcuni avevano scoperto che si poteva essere cristiani senza il Papa. Acquisire una coscienza biblica personale, costruita sul testo sacro, significava – ha concluso Cignoni – crescere, iniziare un percorso per una fede matura, capace di prendere posizione con cognizione di causa nella società e, al limite, di mettere in crisi l’autorità della Chiesa”.» (pag. 7-8)

Fratelli, lo ripeto, i Massoni hanno invaso le denominazioni evangeliche e le controllano. Uscite e separatevi da esse.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

P.S. Nella foto Stefano Bisi, gran maestro del GOI, mostra l’esemplare della Bibbia Diodati. A suo fianco Mario Cignoni, che è membro della Chiesa valdese e della Commissione di evangelizzazione (http://www.tenews.it/giornale/2016/12/07/cittadinanza-onoraria-al-dottor-mario-cignoni-67924/)

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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