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Influenzare le masse: la guerra dell’insegnamento biblico

2 marzo 2017

Influenzare le masse: la guerra dell’insegnamento biblico

bibbia-luceAi giorni d’oggi stiamo assistendo ad una grande battaglia in ambito dell’evangelismo italiano, inserita nel contesto più ampio della guerra della comunicazione in atto per influenzare le masse verso una stessa direzione stabilita dai poteri occulti. Per quanto riguarda la Chiesa di Cristo, lo scontro sta avvenendo nel campo dell’insegnamento della dottrina di Dio e delle verità bibliche.

La verità si scontra oggi con la menzogna, come da sempre avviene, e ciò sta avvenendo, grosso modo, nella maniera che di seguito ho voluto esporvi.

I bugiardi, che insegnano la menzogna, per essere creduti agiscono con lo screditare i veri dottori della Parola di Dio. Questi ultimi si studiano di annunziare tutto il consiglio di Dio basandosi esclusivamente sulla Bibbia, che è la Parola di Dio, nella quale credono e ad essa si attengono strettamente cercando di non uscire mai dai sentieri da essa tracciati.

Sia i veri dottori costituiti da Dio, che gli impostori, insegnano qualcosa, ma si differenziano tra di loro in diverse cose. La prima cosa che li differenzia è il contenuto di ciò che viene predicato, infatti chi insegna la Parola di Dio, perché è stato costituito da Dio a fare ciò, espone le sue predicazione e i suoi insegnamenti sempre e soltanto basandosi sulla Parola di Dio. I falsi dottori, invece, si basano su tante altre cose e scritti, ma non fanno uso propriamente e primieramente della Parola. Costoro possono fare talvolta ricorso a qualche passo biblico, ma è sempre fuori luogo e non gli rendono giustizia nella maniera appropriata e lo fanno solo per un loro tornaconto personale e non con lo scopo per cui è stato originato quel versetto.

Un’altra caratteristica che distingue i due tipi di insegnanti che attualmente si stanno scontrando, com’è giusto che sia, perché la menzogna va ripresa e confutata, è il modo come si definiscono vicendevolmente le due parti contendenti. I bugiardi e impostori si caratterizzano dal fatto che scherniscono i loro avversari; li insultano senza provare quello che dicono, sminuiscono l’opera che fanno gli altri e non provano per niente le accuse che muovono contro di loro. Dall’altra parte, invece, i veri servitori di Dio si limitano a riprendere le falsità, provando con le sacre Scritture tutto ciò che insegnano e, confutando, sempre con la Parola di Dio, le menzogne insegnate da tali impostori.

Gli impostori si vantano di titoli umani acquistati nelle scuole umane, ricevendo insegnamenti d’uomini. I veri ministri di Dio, invece, si applicano con preghiera e digiuno nell’apprendere le dottrine da Dio studiando le sacre Scritture, in cui sono esposte le dottrine e gli insegnamenti che gli apostoli e Gesù Cristo hanno annunziato personalmente ai loro tempi, che devono essere insegnati ancora oggi e in ogni tempo fino alla fine.

Prendiamo ad esempio l’apostolo Paolo, da chi ha imparato le dottrine che ha insegnato?

Nella Bibbia, l’apostolo Paolo ai Galati scrive queste parole:

«Paolo, apostolo (non dagli uomini né per mezzo d’alcun uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che l’ha risuscitato dai morti) ...» (Galati 1:1)

L’apostolo Paolo non è stato fatto apostolo dagli uomini (cfr Atti 13:2,3), ma dallo Spirito santo.

«E invero, fratelli, io vi dichiaro che l’Evangelo da me annunziato non è secondo l’uomo; poiché io stesso non l’ho ricevuto né l’ho imparato da alcun uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo.» (Galati 1:11-12)

Come abbiamo appena letto, l’apostolo Paolo dichiara che l’Evangelo che annunziava non l’aveva ricevuto da alcun uomo, quindi, ciò vuole dire che Paolo non ha partecipato a nessuna scuola biblica, ma lo ha ricevuto direttamente dal Signore Gesù Cristo.

Siccome l’insegnamento della verità annunziata da Paolo dà enormemente fastidio agli impostori, allora lo accusano di insegnare un Evangelo diverso da quello che ha insegnato Gesù e i dodici apostoli che sono stati con Gesù quand’era in vita. Ma questa accusa non ha assolutamente modo di esistere, non può essere sostenuta per diversi motivi, che ora vi mostrerò.

Prima di tutto l’apostolo Paolo ha chiarito bene qual era l’Evangelo da lui annunziato, che si può leggere dalla lettera scritta ai Corinzi:

«Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture» (1 Corinzi 15:1-4)

Da notare, tra l’altro, le parole “secondo le Scritture”, quindi l’Evangelo che Paolo ha annunziato, è proprio quello che era stato preannunziato dai profeti, poi da Gesù e successivamente dai dodici apostoli.

Non si può assolutamente dire che l’apostolo Paolo ha annunziato un Evangelo diverso da quello annunziato da Gesù e dai dodici apostoli, per quello che è stato detto sopra e pure per il motivo che vi espongo di seguito.

«Poi, passati quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo anche Tito con me. E vi salii in seguito ad una rivelazione, ed esposi loro l’Evangelo che io predico fra i Gentili, ma lo esposi privatamente ai più ragguardevoli, onde io non corressi o non avessi corso in vano. Ma neppur Tito, che era con me, ed era greco, fu costretto a farsi circoncidere; e questo a cagione dei falsi fratelli, introdottisi di soppiatto, i quali s’erano insinuati fra noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, col fine di ridurci in servitù.

Alle imposizioni di costoro noi non cedemmo neppur per un momento, affinché la verità del Vangelo rimanesse ferma tra voi. Ma quelli che godono di particolare considerazione (quali già siano stati a me non importa; Iddio non ha riguardi personali), quelli dico, che godono maggior considerazione non m’imposero nulla di più; anzi, quando videro che a me era stata affidata la evangelizzazione degli incirconcisi, come a Pietro quella de’ circoncisi (poiché Colui che avea operato in Pietro per farlo apostolo della circoncisione aveva anche operato in me per farmi apostolo de’ Gentili), e quando conobbero la grazia che m’era stata accordata, Giacomo e Cefa e Giovanni, che son reputati colonne, dettero a me ed a Barnaba la mano d’associazione perché noi andassimo ai Gentili, ed essi ai circoncisi; soltanto ci raccomandarono di ricordarci dei poveri; e questo mi sono studiato di farlo.» (Galati 2:1-10)

Se l’apostolo Paolo non avesse annunziato lo stesso Evangelo che annunziavano Giacomo, Pietro e Giovanni, dopo che espose loro ciò che annunziava, questi apostoli che erano stati con Gesù non avrebbero dato la mano di associazione a Paolo, invece gli hanno dato la mano di associazione e gli hanno riconosciuto il ministerio e la dottrina che andava insegnando; in aggiunta, lo hanno solamente esortato a ricordarsi dei poveri.

Quindi, gli insegnamenti dell’apostolo Paolo, li ha ricevuti direttamente da Gesù Cristo, cosa confermata anche in questi altri passi biblici:

«Ma quando Iddio, che m’aveva appartato fin dal seno di mia madre e m’ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il suo Figliuolo perch’io lo annunziassi fra i Gentili, io non mi consigliai con carne e sangue, e non salii a Gerusalemme da quelli che erano stati apostoli prima di me, ma subito me ne andai in Arabia; quindi tornai di nuovo a Damasco. Di poi, in capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore.» (Galati 1:15-19)

Quindi, Paolo non frequentò scuole bibliche per imparare l’Evangelo e tutto il consiglio di Dio, eppure fu fatto da Dio dottore dei gentili, nella stessa maniera con cui furono costituiti gli apostoli Pietro e Giovanni, i quali, dopo aver esaminato quello che insegnava Paolo e gli diedero la loro approvazione, non possedevano un’istruzione secondo i canoni del tempo, anzi erano riconosciuti privi di istruzione, secondo quanto scrive Luca:

«Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni, e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si maravigliarono e riconoscevano che erano stati con Gesù.» (Atti 4:13)

Non c’è da meravigliarsi di ciò, in quanto pure il loro maestro, Gesù Cristo il Signore, non aveva fatto studi e non aveva titoli umani, da quanto si evince dalle parole seguenti pronunciate dai Giudei:

«Or quando s’era già a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. Onde i Giudei si maravigliavano e dicevano: Come mai s’intende costui di lettere, senz’aver fatto studi?» (Giovanni 7:14-15)

Come allora, coloro che poggiano tutta la loro religione sugli studi accademici fatti e i titoli accademici acquisiti, trovano strano che ci sia chi insegni ai credenti la dottrina di Dio senza avere fatto studi e senza avere titoli accademici e, in modo particolare, si infastidiscono del fatto che ci siano persone che li ascoltano.

Negli insegnamenti che vengono portati ai cristiani, bisogna fare delle considerazioni, e la prima non è quella se il linguaggio usato è preciso secondo i canoni della lingua italiana, ma la prima cosa da tenere conto è il fatto se l’insegnamento trova conferma oppure no nelle sacre Scritture. Poi deve essere presentato in modo semplice, con parole semplici, con esempi semplici, il tutto deve essere comprensibile sia dai bambini che dagli anziani.

Gli impostori, invece, si caratterizzano dal fatto che, prima di tutto, parlano poco di ciò che è presente nelle sacre Scritture, ma evidenziano in modo particolare il loro proprio pensiero o quello di altre persone a loro simili; non citano volentieri le sacre Scritture, e quando lo fanno i passi sono fuori contesto e citati per un interesse personale; mostrando sé stessi e il loro pensiero, esaltano il loro tipo di cultura, che risulta incomprensibile ai più (di questo siamo contenti, così provocano il minor danno possibile). Un’altra loro caratteristica è che colpevolizzano le persone senza titoli che non hanno fatto studi, per farli vergognare e per umiliarli, così da far passare l’idea che, se l’uditorio non comprende quello che viene da loro detto, non è colpa di chi porta il messaggio, ma di chi non ha acquisito con gli studi accademici la conoscenza sufficiente per poterli comprendere. Questi impostori non sono neppure convertiti, di conseguenza, quando noi credenti li sentiamo parlare di salvezza e di dottrina di Dio, ci fanno veramente pena, sono patetici, vediamo che si cimentano in campi e argomenti a loro completamente sconosciuti, fanno una ginnastica mentale assurda per esporre un concetto che loro non hanno mai e poi mai sperimentato, quindi non sono in grado di spiegarlo agli altri, benché abbiano una cultura superiore alla media ed abbiano i muri pieni di titoli accademici che si sono acquistati. Infatti, come può una persona che non è salvata, che è morta nei suoi falli e nei suoi peccati, spiegare ai santi credenti cosa sia la salvezza e la nuova nascita e come ci si senta dopo che si è ricevuta la salvezza per grazia da Dio? Non possono spiegarlo, non sono in grado, quindi farfugliano solo parole unite assieme da un filo di discorso che non ha alcun collegamento alla Parola di Dio e all’esperienza della salvezza, sono prive di ogni valore e di ogni sentimento. Chi li ascolta ed è d’accordo con loro, lo fa solamente per cercare di accreditarlo, per interesse, perché è come lui, ma come lui non ha ricevuto salvezza né sapienza da Dio.

Quando parla un vero servitore di Dio, i santi che lo ascoltano sono edificati e consolati, anche ripresi talvolta, sentono dentro i loro cuori un fuoco accendersi, ravvivarsi, allargarsi, cosa che non possono sentire se parlano gli impostori, anzi, quello che si prova leggendo o ascoltando questi dotti secondo l’uomo, è solo il mal di testa, perché a cercare di seguire i loro discorsi, per cercare veramente di capirli, ti vieni a trovare in meandri mentali che non sono catalogabili secondo i canoni biblici, e ti fanno venire il mal di testa perché lo spirito nel credente si muove per respingere quei concetti estranei e dannosi.

Ringraziato sia Iddio che oggi molti fratelli e sorelle nel Signore si stanno rendendo conto da soli di quanto fin qui esposto, perché io non vi ho scritto cose nuove o cose che voi non sapete, ma vi ho scritto appunto per confermarvi che le cose stanno proprio nella maniera che già da voi stessi avete notato da soli.

Quindi, cari nel Signore, andiamo avanti studiando le sacre Scritture, chiedendo a Dio che ci illumini il cuore e la mente per intendere la sana dottrina, perché questa è la perfetta volontà di Dio, ricordandoci sempre che il Signore non ha stabilito che i suoi ministri siano forgiati dagli uomini nelle scuole bibliche, ma che ricevano da Dio stesso e da Gesù Cristo direttamente ogni insegnamento e dottrina che è presente nella Bibbia.

Ringraziato sia Iddio per ogni cosa e ogni rivelazione che ci ha dato e ci darà sempre. A Dio sia la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda

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