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Il Grande Oriente di Roma ha ammesso che tutti i Rituali pubblicati da Leo Taxil erano esatti?

26 marzo 2017

Il Grande Oriente di Roma ha ammesso che tutti i Rituali pubblicati da Leo Taxil erano esatti?

mavi-taxil

Il massone Federico Mavì nel suo libro «Voglio essere massone» (quando lo ha scritto era da venti anni nella Massoneria e aveva raggiunto un alto grado), nello spiegare il 30° Cavaliere Kadosh o dell’Aquila Bianca e Nera del Rito Scozzese Antico ed Accettato, dice quanto segue:

«Parole sacre: NEKAM ADONAI, ‘Vendetta, Signore’; PHARASCH-CHOL, ‘tutto è spiegato’ (alla lettera: ‘spiegazione totale per Grazia Divina’). Parola di passo: BEGOAL-CHOL, ‘nell’abominio di tutti’.
Già si è fatto cenno a questo importantissimo grado, chiave di volta dei segreti della Muratoria Nera, dove si recita lo psicodramma della fine dei Templari, o Militia Templi. Ma potrà interessare il lettore un particolare della scenografia: il Delta sacro capovolto, il Triangolo con il vertice in basso, in segno d’adorazione del Dio-Principe della Terra. Nell’Areopago (complesso dei Templi in cui si svolge questo Rito) il Presidente – secondo quanto riporta il famoso Taxil – recita la seguente orazione a Lucifero:

‘Vieni, Lucifero, vieni! O calunniato dai preti e dai re! Vieni, che noi ti abbracciamo, che noi ti stringiamo sul nostro petto! È molto tempo che noi ti conosciamo e tu conosci noi! Le tue opere, o benedetto del nostro cuore, non sono sempre belle e buone, agli occhi degli ignoranti, ma esse sole danno un significato all’Universo. Tu solo animi e fecondi il lavoro. Tu nobiliti la ricchezza; tu servi di essenza all’autorità; tu metti il suggello alla virtù …
E tu, Adonai, dio maledetto, noi ti rinneghiamo! Il primo dovere dell’uomo intelligente e libero è quello di scacciarti dal suo spirito e dalla sua coscienza. Perché tu sei essenzialmente ostile alla nostra natura, e noi non dipendiamo per nulla dalla tua autorità. Noi giungiamo alla scienza tuo malgrado, alla prosperità tuo malgrado, alla società tuo malgrado; ciascuno dei nostri progressi è una vittoria nella quale schiacciamo la tua divinità.
Spirito mendace, Dio imbecille, il tuo regno è finito: cerca fra i bruti altre vittime. Ora, eccoti detronizzato e distrutto. Il tuo nome per troppo tempo ultima parola del sapiente, sanzione del giudice, forza del principe, speranza del povero, rifugio del colpevole penitente, questo nome incomunicabile Padre Eterno, Adonai e Jehovah, d’ora in poi votato al disprezzo e all’anatema, sarà dileggiato tra gli uomini.
Il tuo nome è goffaggine e viltà, ipocrisia e menzogna, tirannia e miseria. Fintanto che l’umanità si inginocchia davanti al tuo altare, l’umanità schiava dei re e dei preti sarà riprovata; fintanto che un uomo, nel tuo nome esecrabile riceverà il giuramento di un altro uomo, la società sarà fondata sullo spergiuro e la pace e l’amore saranno banditi fra i mortali …
Dio, ritirati! poiché sino da oggi, guariti dal tuo timore e divenuti sani, giuriamo, con la mano sollevata verso il tuo cielo, che tu non sei se non il carnefice della nostra ragione e lo spettro della nostra coscienza!’

Sul famigerato Leo Taxil, pseudonimo del pubblicista francese G. Jogand Pagès, prolifico autore di scritti disvelanti la Muratoria alla fine del secolo scorso, la critica massonica s’è sbizzarrita parecchio, rasentando il grottesco.

Una cosa è certa: lo stesso Grande Oriente di Roma – all’epoca – nel narrare la riconversione del Taxil, prima Apprendista, poi antimassone e ‘frottolista’, e finalmente ritrattatore di quanto nei suoi scritti era menzogna, lo stesso Grande Oriente, dicevo, ammise che tutti i Rituali da lui pubblicati comunque erano esatti.

Al riguardo è illuminante questo passo tratto dal Rituale del 33° circa i propositi muratori in caso di pubblicazione dei segreti della Comunione:

‘Occorre scoraggiare con tutte le forze le pubblicazioni massoniche. Ma se le circostanze rendessero indispensabile l’intervento diretto dell’Ordine, scegliete e indicate con anticipo il Fratello che deve essere vittima e far la parte del capro-emissario, perché il suo sacrificio, fatto pubblicamente, col maggior possibile fracasso, restituisca all’Ordine la sua innocenza senza macchia’.

E Taxil, guarda caso, fu un vero fracasso, anzi un colpo di cannone!

Va detto inoltre che il Taxil si lasciò inebriare dal satanismo, di fatto presente nell’Associazione muratoria, al punto da farne l’unico leit-motiv, senza però penetrare i segreti, forse perché privo di quell’audacia necessaria per descrivere fatti, riti e situazioni al limite del consentito. Inoltre, noto che egli rimase completamente cieco sull’essenza ebraica della Massoneria e sulle gravi e ributtanti motivazioni, per cui le donne non vengono ammesse in Logge regolari.

Queste precisazioni mi son parse indispensabili per il lettore, il quale dovrà stabilire lui se sia possibile che nella cerimonia di iniziazione Kadosh possa essere rivolta a Lucifero l’orazione su riportata» (Federico Mavì, Voglio essere massone, Eurobook, Guida Editori, Napoli 1993, pag. 54-57).

Allora, innanzi tutto voglio dire che io non ho bisogno di quello che ha detto Leo Taxil sulla Massoneria per dimostrare che la Massoneria odia l’Iddio d’Abrahamo, d’Isacco e di Giacobbe e guerreggia contro di Lui, e invece ama ed adora e serve Satana, cioè il Diavolo. Questa premessa è indispensabile in vista di quello che sto per dire.

Questo massone, come tutti possono leggere, dà per certo che a suo tempo il Grande Oriente di Roma ammise che tutti i Rituali pubblicati da Leo Taxil erano esatti, e quindi anche il rituale del 30° con la preghiera rivolta a Satana! Come stanno dunque le cose? Qualcuno può confermare che a suo tempo il Grande Oriente fece questa ammissione sui Rituali massonici descritti da Leo Taxil?

La cosa infatti mi pare di notevole importanza, perché quanto riferito da questo massone sul rituale del 30° è oltremodo inquietante e raccapricciante, perché in maniera aperta i massoni che accedono a questo grado si rivolgono a Satana esaltandolo, mentre si rivolgono al solo vero Dio, che è il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, insultandolo e bestemmiando contro di Lui.

Lo ripeto, io non ho bisogno di quello che riferisce Leo Taxil per dimostrare che la Massoneria è una istituzione satanica che adora e serve Satana e che odia in maniera viscerale Dio, ma la questione sollevata da Federico Mavì è comunque molto importante, anche perché lui riconosce che il satanismo è «di fatto presente nell’Associazione muratoria», alla quale il Mavì è fiero di appartenere («… alla quale mi onoro di appartenere» Ibid., pag. 96)

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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