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Avere fede in Dio per ogni necessità impedisce di farsi tesori su questa terra

27 marzo 2017

Avere fede in Dio per ogni necessità impedisce di farsi tesori su questa terra

pane-gratuito«Dio lo stava guidando gradualmente a confidare nelle Scritture per ottenere luce nei casi di coscienza. Arrendendosi nelle piccole cose non trovò difficoltà a disporsi e confidare in Dio per tutte le sue necessità.

Stava anche per fare un passo importante nella sua vita, la scelta di una compagna. La guida di Dio a questo proposito fu ricercata diligentemente mediante la preghiera e la lettura della Bibbia. Alcuni amici gli avevano parlato, appena giunto in Inghilterra, del signor Groves, il dentista di Exeter, che aveva rinunciato ad ottimi guadagni per fare il missionario. Durante le sue predicazioni conobbe Mary Groves, la sorella del missionario, e dopo un breve corteggiamento, molta preghiera e meditazione, si sposarono il 7 di ottobre con una semplice cerimonia in casa di un amico. E per oltre quarant’anni Dio benedisse questa unione.

Poco tempo prima del matrimonio il pensiero di uno stipendio fisso preoccupò Muller, che pensava che la sua sarebbe dovuta essere una vita di fede in Dio e non nell’impegno dei fratelli […].

Alla fine di ottobre, un mese dopo il suo matrimonio, annunciò alla comunità di Teignmouth che da quel momento non avrebbe ricevuto uno stipendio regolare, e che avrebbe confidato interamente in Dio per i suoi bisogni. Chiese che fosse posta una cassetta in chiesa, nella quale chiunque desiderasse aiutarlo avrebbe potuto lasciare un’offerta. Da allora in poi non avrebbe chiesto a nessuno, “neppure ai miei amati fratelli e sorelle di aiutarmi … Perché inconsciamente ero stato condotto a confidare in un braccio di carne, ad andare da uomini, invece di andare subito dal Signore”.

Poco tempo dopo lui e la moglie furono colpiti dal versetto: “Vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri” [cfr Marco 10:21], e ubbidirono letteralmente a questo comando.

Non si pentirono mai di questo passo. Le prove sarebbero presto arrivate, come, infatti, sopraggiunsero durante tutto il pellegrinaggio cristiano di Muller, ma erano saldamente appoggiati al forte braccio del Maestro, sapendo perfettamente che se Dio nutre i passeri e dà loro una sistemazione, di certo non li avrebbe abbandonati. Doveva essere un cammino per fede, il servo doveva imparare la lezione della fiducia alla scuola dell’esperienza.

Durante il primo anno di ministerio il Signore operò in modo dolce. Muller esulta nel raccontare: “Non provò molto la nostra fede all’inizio, ma ci dette prima l’incoraggiamento e ci permise di sperimentare la Sua disponibilità ad aiutarci prima di metterci alla prova in modo completo”.

Alla fine dell’anno il giovane ministro poté affermare che il Signore aveva “supplito abbondantemente a tutti i nostri bisogni materiali, malgrado all’inizio non avessimo nessuna prospettiva certa. Il Signore è stato generoso con me, e si è degnato di usarmi come uno strumento per la Sua opera”.

Il 1831 fu un anno di prova per la fede di Muller, in casa spesso non rimase neppure uno scellino, sebbene al momento giusto la ricompensa della fede arrivasse sempre.

Una mattina, quando i loro averi si erano ridotti al minimo, Muller chiese dei soldi a Dio. Per quattro ore il predicatore attese, ma non ci fu risposta. Poi venne una signora, bussò alla porta e candidamente disse: “Volete dei soldi?”. La fede fu provata, tuttavia rimase trionfante al punto che il ministro replicò: “Quando ho rinunciato al mio stipendio, ho detto ai fratelli che per il futuro avrei esposto soltanto al Signore ogni mia necessità”.

“Ma”, replicò lei prendendo il borsellino, “è Lui che mi ha detto di darvi del denaro”, e mise nelle sue mani due ghinee.

La vera prova venne quando il denaro terminò. Muller pregò fedelmente e un giorno il diavolo lo attaccò al punto, che il ministro pensò di essersi spinto troppo avanti nella sua via di fiducia. Poi, però, arrivò la vittoria della fede e il nemico fuggì […].

Dio stava guidando progressivamente il giovane ministro a mettere alla prova le Sue promesse e a verificare se avevano radici profonde. Il 14 febbraio rimaneva ben poco nel portafoglio di Muller, egli decise quindi di pregare, chiedendo a Dio di provvedere. “Nello stesso istante”, testimonia Muller, “in cui mi alzai dalle ginocchia un fratello mi diede una sterlina …”.

Sempre in quell’anno arrivò la data del pagamento dell’affitto e non c’era denaro.  Dopo aver pregato ricevette il denaro necessario per coprire il debito. A questo proposito Muller stabilì un principio al quale si attenne costantemente. “Ho sempre fatto attenzione a non contrarre debiti, che riteniamo antiscritturali (secondo Romani 13:8) e quindi non abbiamo cambiali… ma tutto ciò che compriamo lo paghiamo in contanti.

In questo modo sappiamo sempre ciò di cui disponiamo e quanto abbiamo il diritto di donare agli altri”.

Questo fu uno dei principi in base ai quali avrebbe amministrato i suoi orfanotrofi; non infranse mai la regola di non contrarre debiti.

Dio guidò questo discepolo fedele lungo i sentieri della fiducia. Molte volte mancava anche il pane per il pasto seguente, ma al momento opportuno appariva sulla loro tavola. Egli racconta uno di questi episodi. “Il pane ci bastava a malapena per quel giorno… Dopo pranzo, chiesi al Signore di darci il nostro pane quotidiano, intendendo letteralmente che ci mandasse il cibo per la cena. Mentre stavo pregando, qualcuno bussò alla porta. Quando terminai la preghiera, una povera sorella entrò portandoci un po’ della sua cena ed un’offerta in denaro da parte di un’altra sorella. Nel pomeriggio ci portò anche una grande pagnotta. Il Signore non ci diede soltanto pane, ma anche denaro”.

Muller pensava che mettere da parte provviste o accumulare denaro non fosse coerente con una vita di fede. In quei casi pensava che si sarebbero rivolti alle loro provviste anziché chiedere a Dio in preghiera ciò di cui avevano bisogno. L’esperienza confermò loro che la vita di fede impedisce di farsi tesori per bisogni imprevisti, poiché “con Dio nessuna emergenza è inaspettata e nemmeno una necessità non viene supplita”. Quindi la sua fiducia era in Dio e non nelle proprie risorse.»

[Uno stralcio dal libro edificante dal titolo “George  Muller”, di  Basil Miller, ADI-MEDIA, edizione italiana 1997, pagg. da 33 a 37]

Cari nel Signore, vedete quanta differenza c’è tra i veri servitori di Dio e i cianciatori e i seduttori di menti che salgono sui pulpiti oggi. Quelli chiedevano denaro solo al Signore e venivano esauditi in ogni cosa, questi invece stanno sempre chiedendo denaro e non sono mai sazi, ed usano i soldi per soddisfare il loro peccato e vivere nel lusso.

Fratelli nel Signore, badate bene dove date i vostri soldi, perché siete tenuti a darli ai poveri, e non ai ricchie che vivono nel lusso e nei piaceri della vita.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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