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Guardatevi dalla “Farina del Diavolo”, dal lievito delle ADI e dalle menzogne dei massoni

29 aprile 2017

Guardatevi dalla “Farina del Diavolo”, dal lievito delle ADI e dalle menzogne dei massoni

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Riflessioni sull’articolo: “Guardatevi da «La Farina del Diavolo»: il massone ed agente della CIA Frank Bruno Gigliotti nella storia delle ADI nel dopoguerra secondo lo storico Mark Hutchinson”

Il titolato storico Mark H., nel suo scritto sopra citato, ha voluto far sapere che la STORIA ufficiale delle ADI sia più un racconto FANTASTICO, MITOLOGICO, UNA LEGGENDA, piuttosto che la realtà effettivamente accaduta.

Nel suo scritto, inoltre, fa riferimento a Gigliotti, tra le altre, di lui ha scritto:

“… Figures such as Freemason, Methodist minister, and OSS/CIA operative, Frank Gigliotti, …”

Dunque, Mark Hutchinson dice che Gigliotti era massone, benché qualcuno asserisca malignamente che non lo abbia fatto notare, ma ciò non è assolutamente vero. Si sa che gli anticristi come Gigliotti sono dei bugiardi, e lo sono fino alle midolla e continueranno a mentire sempre, finché Dio non li farà smettere.

Quello che si può capire da tutto ciò che è emerso in attinenza alla storia delle ADI, è il fatto che Toppi e i suoi sostenitori hanno creato ad hoc una storia delle ADI, appositamente costruita per darla in pasto ai loro membri dell’organizzazione, nascondendo diversi fatti molto importanti, come la figura e l’opera di Frank Bruno Gigliotti e quella di Henry Ness(1). Questa storia delle ADI costruita a tavolino, senza presentare macchie e senza contaminazione alcuna, è stata scritta non tenendo conto della realtà dei fatti accaduti, ma soltanto di quello che certuni vestiti da storici hanno scritto finora e che altri sempre travestiti da storici cercano oggi di difendere e di darla a bere a tutti come fosse l’unica storia raccontabile. Questo modo di agire, nascondendo e manipolando i fatti e le parole, non ci giungono come una novità, infatti le ADI sono state pescate in fallo anche sulla manipolazione di certi libri, di Spurgeon e di altri(2). Cosa questa che è alquanto scorretta, che manifesta l’agire con astuzia e cattiva coscienza, e che avvalora il fatto che anche la storia delle ADI sia stata scritta con MALIZIOSE INVENZIONI.

Se ci mettiamo nei panni dei lettori che non si sono addentrati profondamente nella questione della storia delle ADI e non hanno letto gli scritti contro la manipolazione di vari libri dati in pasto ai membri soggiogati mentalmente e spiritualmente spenti, che solo da poco hanno deciso di destarsi dal sonno e di non bere dai calici anestetizzanti che vengono loro proposti continuamente dai pulpiti, comprendiamo chiaramente le loro difficoltà nel credere alle cose che gli vengono fatte sapere da certe voci che non hanno mai fatto parte delle ADI, i quali sono liberi di parlare secondo verità e buona coscienza. Ed è proprio per questi sbalorditi e diffidenti lettori che gli facciamo notare che noi non siamo solo noi, ma anche uno storico titolato come Mark Hutchinson si è reso conto che la storia ufficiale delle ADI è una leggenda creata a tavolino per ingannare e tenere a bada la massa delle persone che fanno parte di tale organizzazione.

Se uno storico affermato come Mark H. afferma che la storia delle ADI, scritta da Toppi e che altri ne hanno seguito l’esempio, non è da prendere sul serio, ma è solo una leggenda, un racconto mitologico, una favola che non ha niente a che fare con la realtà storica, si rende evidente il fatto che diventa doverosa una revisione sulla storia delle ADI, partendo da quanto scritto da Butindaro nel suo libro “La Massoneria Smascherata”(1), perché ciò che sta scritto in quel libro è risultato essere la verità storica della creazione delle ADI. È come se Mark avesse detto, in altre parole, che Butindaro ha dato la chiave corretta di lettura della storia delle ADI.

Voglio far presente al lettore, che Toppi ha seguito personalmente da principio tutta la storia delle ADI dalla sua nascita ed è stato anche presidente delle ADI per circa 30 anni, possedeva, quindi, le chiavi di accesso a tutto l’archivio delle ADI, perciò era tra i più titolati a scrivere tutta la verità sulla storia delle ADI, citando sia Gigliotti che Ness e tutto il resto, nel contesto giusto. A dire di qualcuno, Toppi non ha contestualizzato la sua storia perché perseguiva scopi di edificazione dei membri dell’organizzazione; ma a questa tesi, palesemente falsa, si può rispondere che non è la menzogna che edifica, perché la menzogna è dal diavolo. In aggiunta a ciò, si può anche dire che quando era presidente Toppi, erano periodi in cui si era abituati a manipolare e mentire, e questo lo dimostrano anche i diversi libri che sono stati manipolati di cui si hanno prove certe e che sempre Butindaro ha pensato bene di smascherare. Eh sì, Butindaro ha fatto anche quello, anche se altri sapevano, pure è mancato loro il coraggio di farlo. Per scrivere certe cose, bisogna avere le capacità donate da Dio e anche il coraggio di farsi molti nemici, e soprattutto non bisogna essere legati in nessuna maniera alla massoneria.

Il fatto che l’opera del massone Gigliotti nell’aiutare le ADI contro le persecuzioni verso i pentecostali sia stata un fallimento, è una menzogna che viene ripetuta di continuo, cibandosi dell’illusione che ripetendo una menzogna tante volte questa possa essere finalmente ricevuta dai membri delle ADI come verità. Ciò non è altro che un goffo tentativo di nascondere Gigliotti mentendo sull’esito della sua opera compiuta a beneficio delle ADI. A tale tentativo mal riuscito di Toppi di nascondere il famigerato potente massone e agente della CIA Frank Bruno Gigliotti e la sua opera a favore delle ADI, fa seguito ai tempi d’oggi l’ulteriore tentativo di nasconderne gli effetti dell’opera da lui compiuta, dichiarando a più riprese che la sua opera è stata un totale fallimento.

In contrapposizione a tale disperato tentativo, è doveroso esaminare le parole scritte in una lettera scritta da Gorietti, indirizzata all’“America Committee for Religious Freedom in Italy”, New York, datata 10 gennaio 1949, nella quale viene evidenziato l’esito dell’opera svolta da tale organizzazione, unitamente a quella svolta dai singoli ad essa appartenenti. Eccovi uno stralcio di alcune parole di Gorietti scritte in tale lettera:

“Carissimi fratelli del Comitato per la libertà religiosa in Italia, vengo con questa mia lettera a ringraziarvi ancora una volta per l’opera da voi svolta, sia collettivamente a mezzo del Comitato, e sia individualmente, a favore della libertà religiosa in Italia. Se oggi noi possiamo riunirci e svolgere le nostre pratiche di culto, se possiamo predicare la Parola di Dio senza essere disturbati, lo dobbiamo ai vostri sforzi e alla vostra fattiva cooperazione ad ogni nostra iniziativa svolta presso le nostre autorità governative. […]

Resta ora lo scoglio più grosso da superare, cioè il nostro riconoscimento come ente morale giuridicamente ammesso nella Repubblica; …” (fonte: ‘Pentecostali e Massoneria. Ma stiamo scherzando?, di G. Rinaldi, pag. 250(3))

In merito a quanto ho riportato della lettera, voglio farvi notare alcune cose, che ci aiutano a riflettere e fare le corrette considerazioni in merito a tale lettera scritta da Gorietti al Comitato per la libertà religiosa in Italia:

  1. Di tale comitato facevano parte: Frank Bruno Gigliotti, Charles Fama, Patrick J. Zaccara, e Francis J. Panetta, i quali erano tutti massoni.
  2. La lettera di Gorietti porta la data del 10 gennaio 1949, un anno dopo l’entrata in vigore della costituzione, in cui erano stati inseriti gli articoli 17 e 19 che assicuravano la libertà di riunirsi anche pubblicamente e di professare liberamente la propria fede religiosa.
  3. Gorietti ringrazia il Comitato, sia per l’opera svolta collettivamente che singolarmente, con queste parole: “Se oggi noi possiamo riunirci e svolgere le nostre pratiche di culto, se possiamo predicare la Parola di Dio senza essere disturbati, lo dobbiamo ai vostri sforzi e alla vostra fattiva cooperazione ad ogni nostra iniziativa svolta presso le nostre autorità governative”.
  4. Cos’altro chiese Gorietti nella lettera al Comitato? Di cosa avevano ancora bisogno le ADI nel 1949? Avevano bisogno dell’abrogazione della circolare Buffarini-Guidi? No vi dico, a Gorietti stava a cuore il riconoscimento dello Stato, perché la libertà l’avevano già ottenuta come avevano chiesto, infatti nel mese di gennaio 1949, un anno dopo l’entrata in vigore della costituzione, Gorietti riconosceva che le persecuzioni erano oramai un ricordo.
  5. Considerate le parole di Gorietti, l’opera di Gigliotti e di tutto il Comitato per la libertà religiosa in Italia aveva ottenuto un grande risultato positivo, altro che fallimento, come dicono certi cianciatori e seduttori di menti massoni e filo-massoni.

In conclusione, sia per quanto ci ha fatto sapere lo storico Mark H., sia per la lettera scritta da Gorietti, tutti coloro che asseriscono che i pentecostali abbiano ottenuto la libertà religiosa in Italia solo dopo l’abrogazione della circolare Buffarini-Guidi avvenuto nel 1955, errano grandemente, e contraddicono quello che ha scritto Gorietti nella lettera, quando era presidente delle ADI. Noi comprendiamo bene perché costoro dicono e difendono tale falsità, ed è perché non potendo più nascondere i massoni del Comitato a cui si sono rivolti per essere aiutati, tentano ora di nascondere le loro opere, per sminuirne l’importanza.

Alla luce di quanto finora è emerso, chiunque ha ancora del buon senso e la capacità normale di valutazione scevra da ogni pregiudizio, non può non accorgersi che le persone che dicono che Gigliotti e il Comitato hanno fallito, mentono spudoratamente, sapendo di mentire.

State dunque attenti, fratelli nel Signore, e badate che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

(1) Scarica il libro di Giacinto Butindaro “La Massoneria Smascherata”.

(2) Elenco dei links riguardanti le manipolazioni dei libri perpetrate dalle ADI:

            Le ADI hanno manipolato i libri di Charles H. Spurgeon

            Le ADI hanno manipolato il libro “Dottrine della Bibbia”, di M. Pearlman

(3) Di seguito riporto le foto della lettera di Gorietti

(lettera estrapolata da ‘Pentecostali e Massoneria. Ma stiamo scherzando?, di G. Rinaldi, pag. 250 e 251)

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One Comment leave one →
  1. Laura F. permalink
    30 aprile 2017 05:13

    Leggerò l’articolo di M. Hutchinson appena rientro in Italia, ma colpisce l’onestà di G. Piredda nel riportare la fonte da cui ha preso la lettera di Gorietti all’ “America Committee for Religious Freedom in Italy”, contro la disonestà del massone prof. G. Rinaldi che ha preso decine e decine di documenti dal libro di G. Butindaro, “La Massoneria Smascherata” (Roma 2012) senza citarne mai la fonte come se fossero scoperte sue frutto di sue ricerche. Solo questo è già abbastanza per capire la differenza morale tra i due.

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