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Il profeta Daniele riconobbe che la distruzione di Gerusalemme fu una sciagura mandata da Dio sopra i Giudei

14 maggio 2017

Il profeta Daniele riconobbe che la distruzione di Gerusalemme fu una sciagura mandata da Dio sopra i Giudei

daniele-gerusalemme

A proposito di ciò che accadde a Giuda e Gerusalemme ai giorni del profeta Geremia, troviamo una conferma che fu Dio a mandare quella sciagura affinché si adempisse la Sua parola, nella preghiera che il profeta Daniele rivolse a Dio mentre si trovava a Babilonia tra quelli che vi erano stati menati in cattività ai giorni del re Joiakim (cfr. Daniele 1:1-7).

Ecco quello che è scritto:

“Nell’anno primo di Dario, figliuolo d’Assuero, della stirpe dei Medi, che fu fatto re del regno dei Caldei, il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui l’Eterno avea parlato al profeta Geremia, e durante i quali Gerusalemme dovea essere in ruine, era di settant’anni. E volsi la mia faccia verso il Signore Iddio, per dispormi alla preghiera e alle supplicazioni, col digiuno, col sacco e con la cenere. E feci la mia preghiera e la mia confessione all’Eterno, al mio Dio, dicendo: ‘O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e continui la benignità a quelli che t’amano e osservano i tuoi comandamenti! Noi abbiamo peccato, ci siam condotti iniquamente, abbiamo operato malvagiamente, ci siamo ribellati, e ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue prescrizioni, non abbiam dato ascolto ai profeti, tuoi servi, che hanno parlato in tuo nome ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri padri, e a tutto il popolo del paese. A te, o Signore, la giustizia; a noi, la confusione della faccia, come avviene al dì d’oggi: agli uomini di Giuda, agli abitanti di Gerusalemme e a tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove li hai cacciati, a motivo delle infedeltà che hanno commesse contro di te. O Signore, a noi la confusione della faccia, ai nostri re, ai nostri capi e ai nostri padri, perché abbiam peccato contro di te. Al Signore, ch’è il nostro Dio, appartengono la misericordia e il perdono; poiché noi ci siamo ribellati a lui, e non abbiam dato ascolto alla voce dell’Eterno, dell’Iddio nostro, per camminare secondo le sue leggi, ch’egli ci avea poste dinanzi mediante i profeti suoi servi. Sì, tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s’è sviato per non ubbidire alla tua voce; e così su noi si son riversate le maledizioni e imprecazioni che sono scritte nella legge di Mosè, servo di Dio, perché noi abbiam peccato contro di lui. ED EGLI HA MANDATO AD EFFETTO LE PAROLE CHE AVEVA PRONUNZIATE CONTRO DI NOI E CONTRO I NOSTRI GIUDICI CHE CI GOVERNANO, FACENDO VENIR SU NOI UNA CALAMITÀ COSÌ GRANDE, che sotto tutto il cielo nulla mai è stato fatto di simile a quello ch’è stato fatto a Gerusalemme. COM’È SCRITTO NELLA LEGGE DI MOSÈ, TUTTA QUESTA CALAMITÀ CI È VENUTA ADDOSSO; e, nondimeno, non abbiamo implorato il favore dell’Eterno, del nostro Dio, ritraendoci dalle nostre iniquità e rendendoci attenti alla sua verità. E L’ETERNO HA VEGLIATO SU QUESTA CALAMITÀ, E CE L’HA FATTA VENIRE ADDOSSO; PERCHÉ L’ETERNO, IL NOSTRO DIO, È GIUSTO IN TUTTO QUELLO CHE HA FATTO, ma noi non abbiamo ubbidito alla sua voce. Ed ora, o Signore, Iddio nostro, che traesti il tuo popolo fuori del paese d’Egitto con mano potente, e ti facesti il nome che hai oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo operato malvagiamente. O Signore, secondo tutte le tue opere di giustizia, fa’, ti prego, che la tua ira e il tuo furore si ritraggano dalla tua città di Gerusalemme, il tuo monte santo; poiché per i nostri peccati e per le iniquità de’ nostri padri, Gerusalemme e il tuo popolo sono esposti al vituperio di tutti quelli che ci circondano. Ora dunque, o Dio nostro, ascolta la preghiera del tuo servo e le sue supplicazioni, e fa’ risplendere il tuo volto sul tuo desolato santuario, per amor del Signore! O mio Dio, inclina il tuo orecchio, ed ascolta; apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, e la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché noi umilmente presentiamo le nostre supplicazioni nel tuo cospetto, fondati non sulle nostre opere giuste, ma sulle tue grandi compassioni. O Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, sii attento ed agisci; non indugiare, per amor di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo!’” (Daniele 9:1-19)

Notate le seguenti dichiarazioni di Daniele: “Ed egli ha mandato ad effetto le parole che aveva pronunziate contro di noi e contro i nostri giudici che ci governano, facendo venir su noi una calamità così grande”, “E l’Eterno ha vegliato su questa calamità, e ce l’ha fatta venire addosso”, perché esse confermano che fu Dio l’autore di quella sciagura che piombò sul popolo dei Giudei, che Dio mandò loro addosso per adempiere le parole che Dio aveva detto tramite Mosè nella legge (“Com’è scritto nella legge di Mosè …”) poi confermate dal profeta Geremia ed altri profeti.

Ecco le parole della legge pronunciate da Dio tramite Mosè:

“L’Eterno farà muover contro di te, da lontano, dalle estremità della terra, una nazione, pari all’aquila che vola: una nazione della quale non intenderai la lingua, una nazione dall’aspetto truce, che non avrà riguardo al vecchio e non avrà mercé del fanciullo; che mangerà il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo, finché tu sia distrutto, e non ti lascerà di resto né frumento, né mosto, né olio, né parti delle tue vacche e delle tue pecore, finché t’abbia fatto perire. E t’assedierà in tutte le tue città, finché in tutto il tuo paese cadano le alte e forti mura nelle quali avrai riposto la tua fiducia. Essa ti assedierà in tutte le tue città, in tutto il paese che l’Eterno, il tuo Dio, t’avrà dato. … E avverrà che come l’Eterno prendeva piacere a farvi del bene e moltiplicarvi, così l’Eterno prenderà piacere a farvi perire e a distruggervi; e sarete strappati dal paese del quale vai a prender possesso. L’Eterno ti disperderà fra tutti i popoli, da un’estremità della terra sino all’altra; e là servirai ad altri dèi, che né tu né i tuoi padri avete mai conosciuti: al legno e alla pietra. E fra quelle nazioni non avrai requie, e non vi sarà luogo di riposo per la pianta de’ tuoi piedi; ma l’Eterno ti darà quivi un cuor tremante, degli occhi che si spegneranno e un’anima languente. La tua vita ti starà dinanzi come sospesa; tremerai notte e giorno, e non sarai sicuro della tua esistenza. La mattina dirai: ‘Fosse pur sera!’ e la sera dirai: ‘Fosse pur mattina!’ a motivo dello spavento ond’avrai pieno il cuore, e a motivo delle cose che vedrai cogli occhi tuoi. E l’Eterno ti farà tornare in Egitto su delle navi, per la via della quale t’avevo detto: ‘Non la rivedrai mai più!’ E là sarete offerti in vendita ai vostri nemici come schiavi e come schiave, e mancherà il compratore!” (Deuteronomio 28:49-52,63-68).

E si consideri che persino i nemici di Gerusalemme sapevano che quella sciagura era stata causata da Dio, infatti nel libro delle Lamentazioni – che fu scritto dopo la distruzione di Gerusalemme da parte dei Caldei – leggiamo:

“M’odon sospirare… non v’è chi mi consoli. Tutti i miei nemici hanno udita la mia sciagura, e si rallegrano che tu l’abbia cagionata; tu farai venire il giorno che hai annunziato, e allora saranno come me.” (Lamentazioni 1:21).

Come ben disse dunque il profeta Amos:

“Una sciagura piomba ella sopra una città, senza che l’Eterno ne sia l’autore?” (Amos 3:6)

Per cui non c’è niente di cui meravigliarsi o scandalizzarsi nel sentire dire che fu Dio a causare anche la sciagura che piombò su Gerusalemme nell’anno 70 per mano dell’esercito romano, o l’altra sciagura che piombò molti secoli dopo sui Giudei per opera dei Nazisti!

Dio è un fuoco consumante, Dio è un vendicatore, e non tiene il colpevole per innocente. Questo dice la Scrittura. E non può essere accusato di compiere ingiustizie, infatti lo stesso Daniele – che era Ebreo – disse:

“L’ETERNO, IL NOSTRO DIO, È GIUSTO IN TUTTO QUELLO CHE HA FATTO!”

Temiamo Dio, fratelli, tremiamo nel Suo cospetto. Nessuno si illuda, quello che Dio ha detto – tramite Mosè, i profeti, il Suo Figliuolo Gesù Cristo e gli apostoli – quello farà. Ecco perché ancora oggi, sotto la grazia, Dio esercita i suoi giudizi, sia su quelli di fuori che su quelli di dentro, ossia sulla Chiesa.

A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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