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Non potrete dire in quel giorno: ‘Ma noi non ne sapevamo nulla!

6 giugno 2017

Non potrete dire in quel giorno: ‘Ma noi non ne sapevamo nulla!

salvateli-fuoco

Nella Parola di Dio troviamo scritte anche delle esortazioni rivolte ai santi per sospingerli a compiere tutte le opere possibili per poter liberare i loro fratelli che sono caduti prigionieri delle organizzazioni create dagli uomini e sono diventati schiavi della menzogna e della falsità.

Qualcuno di parte interessata della Chiesa si spinge fino al punto di riprenderci, dicendoci che dobbiamo dedicarci solo ad evangelizzare il mondo che perisce. Che il mondo è nella via della perdizione, questo è vero e bisogna evangelizzarlo, tuttavia sulla via della perdizione si sono inoltrati anche una grossa parte di credenti, i quali sono diventati schiavi delle organizzazioni, create da uomini malvagi proprio con l’intento di sovvertire la Parola di Dio e sviare i santi dalla verità, ponendo a capo di queste organizzazioni dei conduttori che sono ignoranti nella conoscenza delle sacre Scritture ed hanno una condotta corrotta, i quali insegnano a tutti i loro membri di non credere alla letterarietà della Parola di Dio, ma solo in quello che loro rivelano alle comunità, fancdo passare tali rivelazioni come provenissero direttamente da Dio, invece è il diavolo che li guida.

Le sacre Scritture ci ordinano, tra le altre cose, anche ad agire e compiere tutto quello che si può fare per liberare i fratelli che sono caduti prigionieri del diavolo, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni.

In questo articolo mi occupo appunto di questo, di esortare tutti i santi, secondo le possibilità che Dio concede loro e secondo la Sua Grazia, di agire a pro dei santi che hanno bisogno di essere liberati.

Nel libro dei Proverbi di Salomone leggiamo queste parole:

«Libera quelli che son condotti a morte, e salva quei che, vacillando, vanno al supplizio. Se dici: ‘Ma noi non ne sapevamo nulla!…’ Colui che pesa i cuori, non lo vede egli? Colui che veglia sull’anima tua non lo sa forse? E non renderà egli a ciascuno secondo le opere sue?» (Proverbi 24:11-12)

Sulla base di quanto abbiamo letto sopra, un credente che conosce la verità e sa che dei fratelli vicini a lui sono in pericolo e sono stati legati dalle organizzazioni che frequentano, ha l’obbligo, non la facoltà ma bensì l’obbligo, di fare tutto ciò che è in suo potere di fare per cercare di svegliare e far sapere la verità della Parola di Dio a quei fratelli addormentati, per farli tornare liberi in Cristo Gesù, facendo in modo che abbandonino i legami con le organizzazioni massoniche per mezzo del quale sono tenuti prigionieri e vengono menati alla perdizione dell’anima.

Queste cose le trasmette con una epistola anche l’apostolo Paolo a Timoteo:

«Or il servitore del Signore non deve contendere, ma dev’essere mite inverso tutti, atto ad insegnare, paziente, correggendo con dolcezza quelli che contradicono, se mai avvenga che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità; in guisa che, tornati in sé, escano dal laccio del diavolo, che li avea presi prigionieri perché facessero la sua volontà.» (2 Timoteo 2:24-26)

Dalle parole di Paolo comprendiamo che ci sono nella Chiesa taluni che hanno creduto nello spirito dell’errore e agiscono in modo da contraddire la verità della Parola di Dio. Costoro devono essere corretti con dolcezza sì, ma devono essere ripresi e corretti, affinché Iddio conceda loro di ravvedersi e di rientrare in sé stessi.

C’è dunque bisogno di fratelli fedeli che correggano e facciano sapere la verità a coloro che contraddicono, non sono in sé stessi e sono stati fatti prigionieri dal diavolo. Bisogna fare anche questo servizio nella Chiesa, che sicuramente, almeno all’inizio, porterà a farsi molti nemici, ma alla fine quando il Signore avrà liberato le anime di coloro che sono prigionieri della menzogna e delle organizzazioni, siano riconoscenti, prima a Dio che non li ha abbandonati ed ha spinto i suoi figli fedeli ad agire per la loro liberazione, poi anche a quel fratello che li ha tratti fuori dal fuoco.

Anche Giacomo scrive che i santi che conoscono la verità devono agire in modo da convertire i fratelli che si sono sviati dalla verità e che si trovano nella via della menzogna:

«Fratelli miei, se qualcuno fra voi si svia dalla verità e uno lo converte, sappia colui che chi converte un peccatore dall’error della sua via salverà l’anima di lui dalla morte e coprirà moltitudine di peccati.» (Giacomo 5:19-20)

Qual era la fine che avrebbero fatto coloro che si sono sviati? Giacomo dice che la loro anima era in pericolo di morte.

Tale concetto sul pericolo di morte dell’anima che grava sui santi che sono ricaduti nel dubbio e nella menzogna, viene confermato anche da Giuda con queste parole:

«E abbiate pietà degli uni che sono nel dubbio; salvateli, strappandoli dal fuoco; e degli altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste macchiata dalla carne.» (Giuda 1:22-23)

Quindi, è per amore e per pietà verso i fratelli sviati e che si trovano nella menzogna, che noi scriviamo e li esortiamo a ravvedersi e a riconoscere la verità. Non possiamo dire di non sapere nulla, e come abbiamo letto nel passo di Proverbi, se noi ci mettessimo a dire che non erano fatti nostri e che non ne sapevamo nulla, il Signore non saprà forse quello che alberga nelle profondità dei nostri cuori? Non ci troverebbe Egli mancante? Sppiate che Iddio darà a ciascuno secondo le opere compiute.

Purtroppo ci sono ancora molti, anche se stanno diminuendo, che per non offendere i fratelli sviati e che si trovano nella menzogna e in uno stato di peccato talvolta grave, non dicono loro nulla, non li esortano a ravvedersi e a rientrare in sé stessi. Quei tali omettono di adoperarsi in modo da cercare di salvarli dalla morte spirituale a cui sono diretti, lasciandoli prigionieri nelle mani del diavolo senza fare nulla. Questo non è amore, ma è “disinteresse”.

Ci sono, però, dei fratelli che non si tirano indietro dal riprendere ed esortare i fratelli a rientrare in sè stessi e a liberarsi della menzogna, anche se vengono additati e presi a male parole dagli stessi fratelli che cercano si liberare. Tali fratelli coraggiosi, lo fanno per amore di quei fratelli che si trovano nell’errore, ed operano in modo che riconoscano di trovarsi nell’errore e si ravvedano dei propri errori, chiedano perdono a Dio ed Egli li perdoni e li ristabilisca.

Noi non siamo di quelli che dicono: ‘Ma noi non ne sapevamo nulla! E tu, che razza di cristiano sei? Di quelli che fanno finta di non vedere e di non sapere nulla dello stato spirituale dei propri fratelli in Cristo?

State attenti a quello che fate e anche a quello che non fate, perché Iddio, un giorno, ve ne chiederà conto.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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