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Il mercenario, che non è pastore, vede venire il lupo-massone e abbandona le pecore nelle sue mani

23 giugno 2017

Il mercenario, che non è pastore, vede venire il lupo-massone e abbandona le pecore nelle sue mani

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«Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l’abbiano ad esuberanza. Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore. Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde. Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore.» (Giovanni 10:10-13)

Il buon pastore combatte contro i lupi, dà la sua vita per le pecore e non lascia che le pecore siano distrutte e uccise dai lupi senza opporsi.

Cari nel Signore, voglio che consideriate le cose che sto per dirvi molto attentamente, affinché riflettiate sulla posizione assunta da molti pastori nei riguardi della massoneria, la quale è una istituzione del diavolo, pertanto un uomo di Dio deve per forza di cose condannarla annunziando alle sue pecore che devono guardarsi da essa.

È stato ormai noto a molti che nella Chiesa si sono infiltrati dei massoni, che sono dei lupi rapaci, i quali servono il GADU che è il diavolo, quindi il loro scopo e la loro opera dentro la Chiesa è quella di distruggere e uccidere spiritualmente le pecore del Signore.

Quello che fa indignare maggiormente è il fatto che ci sono pastori che non si oppongono ai lupi-massoni-anticristi, anzi, spalleggiano i massoni e gli danno manforte. Questi pastori, che agiscono come i mercenari di cui ha parlato Gesù nel passo citato sopra, non parlano assolutamente contro la massoneria, anzi li chiamano a parlare alle loro conferenze, perché hanno i titoli accademici, benché non abbiano lo Spirito della Verità. Davanti a Dio è più importante avere una laurea o essere salvati e avere lo Spirito di Dio che ci guida?

Fratelli nel Signore, che la cosa vi piaccia oppure no, se ci sono pastori che non condannano la massoneria, significa che la sostengono, perché chi non è con Gesù è contro di Lui e chi è amico della massoneria è nemico di Gesù ed è contro di Lui. Quindi, tenendo conto di queste cose dette, voi sapete che tali pastori non si oppongono ai lupi rapaci e assassini, anzi, si sono alleati ai lupi che magari danno loro pure uno stipendio, di conseguenza si qualificano semplicemente come ha detto Gesù: “MERCENARI”. Taluni sedicenti pastori non sono altro che dei mercenari, e come tali parlano e si conducono.

Diletti e fedeli nel Signore, la vita alla fine è così breve, e voi pensate che ve ne tornerà un qualche bene da questi pastori-mercenari se voi continuate a fare finta di niente e a sostenerli? Voi pensate di essere graditi al Signore Gesù Cristo se partecipate alle loro opere infruttuore e add ingrassare il loro ventre insaziabile? No, fratelli, dovete sapere che Dio non gradisce il vostro silenzio, la vostra remissione e sottomissione ai mercenari, perché le pecore del Signore devono riconoscere e seguire solo il Signore Gesù Cristo e coloro che entrano per la porta nell’Ovile, i quali sono i pastori che Gesù ha costituito e a cui il portinaio apre e che fanno un gran bene a tutte le pecore del Signore.

No, fratelli, non è mettendo la testa sotto la sabbia che sarete graditi a Dio, ma lo sarete solo parlando chiaramente contro questi pastori sviati e mercenari e abbandonandoli se la cosa si rende necessaria. Se questi pastori corrotti non prendono alcuna posizione pubblica e privata contro i lupi-massoni, dovete sapere che non sono da Dio, quindi li dovete lasciare a loro stessi.

Vi ricordo che i santi non sono definiti solo come le pecore del Signore, ma anche come soldati di Cristo, che combattono la buona guerra contro ogni menzogna ed ogni falsità e pericolo per i santi.

Giudicate da voi stessi se è conveniente stare zitti e non fare niente davanti ai pastori corrotti che sostengono la massoneria, oppure parlare e posizionarsi con il Signore contro i massoni e i filo-massoni che li sostengono.

Parlate, dunque, non vi tirate indietro, parlate e ancora vi esorto a parlare e a non tacere.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

 

 

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