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Quando Umberto Gorietti, presidente delle ADI, nel 1949 ringraziò ufficialmente i suoi fratelli massoni per la libertà religiosa che avevano fatto avere ai Pentecostali

28 settembre 2017

Quando Umberto Gorietti, presidente delle ADI, nel 1949 ringraziò ufficialmente i suoi fratelli massoni per la libertà religiosa che avevano fatto avere ai Pentecostali

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Era il 1949, precisamente il 10 Gennaio, e quindi era passato circa un anno dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana (1 Gennaio 1948) – Costituzione che tramite gli articoli 17,18,19 sanciva la libertà religiosa per tutte le confessioni religiose e articoli alla cui stesura, come ho dimostrato nel mio libro «La Massoneria Smascherata», aveva contribuito il potente massone ed agente della CIA Frank Bruno Gigliotti – e Umberto Nello Gorietti, l’allora presidente delle ADI, scrisse una lettera di ringraziamento al Comitato per la Libertà Religiosa in Italia – ossia l’American Committee for Religious Freedom in Italy con sede a New York, che la Massoneria aveva creato nel 1943 con l’obbiettivo di portare la libertà religiosa in Italia – e del quale facevano parte oltre che Frank Bruno Gigliotti, anche i massoni Charles Fama (presidente del Comitato), Francis J. Panetta (segretario del Comitato) e Patrick J. Zaccara (copresidente del Comitato), tutti e quattro pastori protestanti. Frank Bruno Gigliotti e Charles Fama, che vennero in Italia nel 1947 per seguire da vicino la stesura della Costituzione italiana, erano dei rappresentanti ufficiali di quel Comitato.

Siamo dunque a Gennaio del 1949, e quindi la circolare Buffarini-Guidi (che era stata emanata nel 1935 dal governo Mussolini) che vietava il culto dei Cristiani Evangelici Pentecostali – vi si leggeva tra l’altro quanto segue: «Pertanto le Loro Eccellenze provvederanno subito per lo scioglimento, dovunque esistano, delle associazioni in parola, e per la chiusura dei relativi oratori e sale di riunione, disponendo conseguentemente anche per una opportuna vigilanza, allo scopo di evitare che ulteriori riunioni e manifestazioni di attività religiosa da parte degli adepti possano avere luogo in qualsiasi altro modo o forma» – e che aveva procurato molte vessazioni e persecuzioni ai Pentecostali, era ancora in vigore (perché essa sarà poi abrogata nel 1955, e difatti fino al 1955 ci furono in alcune località delle vessazioni e persecuzioni contro i Pentecostali); eppure Umberto Gorietti scrisse per conto delle ADI una lettera di ringraziamento al Comitato per la Libertà Religiosa in Italia ringraziandolo per la libertà religiosa che gli avevano fatto avere.

Ecco la lettera di ringraziamento che Umberto Gorietti scrisse al Comitato il 10 Gennaio 1949:

«Carissimi fratelli del Comitato per la libertà religiosa in Italia,
vengo con questa mia lettera a ringraziarvi ancora una volta per l’opera da voi svolta, sia collettivamente a mezzo del Comitato, e sia individualmente, a favore della libertà religiosa in Italia. Se oggi noi possiamo riunirci e svolgere le nostre pratiche di culto, se possiamo predicare la Parola di Dio senza essere disturbati, lo dobbiamo ai vostri sforzi e alla vostra fattiva cooperazione ad ogni nostra iniziativa svolta presso le nostre autorità governative.
La visita che insieme a voi ho avuto anch’io il piacere di fare ad alcune personalità della vostra capitale ed all’ambasciatore italiano Tarchiani, ha ottenuto l’effetto desiderato (almeno in parte), perché il Ministero degli Interni ha richiamato l’attenzione dei prefetti sulle nostre continue proteste, dando loro istruzioni di lasciar tranquilli i nostri fratelli. Il Consiglio dei Ministri, poi, ha approvato una proposta di legge tendente ad apportare modifiche alle disposizioni del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza ed all’art.19 della legge comunale e provinciale: viene così abolito l’obbligo di chiedere alla Questura l’autorizzazione a tenere riunioni in luoghi chiusi. Queste sono nostre vittorie, dovute al vostro aiuto fraterno e disinteressato.
Resta ora lo scoglio più grosso da superare, cioè il nostro riconoscimento come ente morale giuridicamente ammesso nella Repubblica; la nostra pratica di riconoscimento ha superato tutti gli ostacoli, ma si è fermata sul tavolo del ministro degli Interni e vi rimarrà chi sa fino a quando, se non ci sarà qualche fattore che possa determinare una sua sollecita evasione. Abbiamo scritto, a mezzo dell’avvocato che ha in mano la questione, al sottosegretario del ministro, on.Marazza, che sembra più condiscendente, pregandolo d’interessarsi della cosa; ma non sappiamo quale effetto potrà produrre la nostra lettera. Vi terrò periodicamente informati d’ogni cosa. Per ora vi rinnovo i ringraziamenti miei e di tutta la chiesa che rappresento in Italia e che cresce continuamente; i membri di questa Chiesa vi salutano e vi augurano che il Signore vi benedica e vi ricolmi delle Sue grazie durante questo nuovo anno e benedica sempre più il vostro lavoro perché esso possa portare quei frutti che il vostro cuore desidera e che sono necessari per l’avanzamento del regno di Dio sulla terra.
Accogliete i miei saluti più affettuosi. Credetemi vostro fratello
Umberto Nello Gorietti»

Fonte della lettera: Giancarlo Rinaldi, Pentecostali e Massoneria. Stiamo scherzando?, Made in USA, Charleston, SC, Novembre 2016, pag. 250-251 – vedi foto

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