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In un versetto biblico: il giudizio di Dio, la sua misericordia e la sua condanna

2 ottobre 2017

In un versetto biblico: il giudizio di Dio, la sua misericordia e la sua condanna

Screenshot-2017-10-1 (10) Giuseppe Piredda

«Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito(1); non peccar più(2), che non t’accada di peggio(3).» (Giovanni 5:14)

Quel passo biblico ci fa riflettere anche sulla misericordia di Dio, sul suo giusto giudizio e sulla giusta condanna che Egli riversa verso i peccatori e i ribelli.

(1) Queste parole: Ecco, tu sei guarito”, ci ricordano che Dio è misericordioso. Infatti, la persona inferma era sotto i portici della vasca chiamata Betesda, perché desiderava essere guarito della sua infermità. Un giorno Gesù gli si è presentato di fronte e lo ha guarito.

(2) Queste parole: “non peccar più”, ci ricordano che Gesù ha riconosciuto e giudicato che quell’inferno era peccatore, perché Egli conosceva bene ogni cosa, perché Egli era ed è Dio, e dicendogli in quella maniera ha fatto comprendere all’infermo guarito che la sua situazione era dovuta alla sua situazione di peccato (per evitare fraintendimenti, è bene comunque dire che non tutte le malattire sono causate dal peccato, come ad esempio quelle di Giobbe e del cieco nato -cfr Giovanni 9-).

(3) Queste altre parole di Gesù:  “che non t’accada di peggio”, ci fanno comprendere come Iddio, oltre che misericordioso, sia anche un giusto giudice che punisce i peccatori e li remunera secondo le loro opere. Se tale persona persona avesse continuato a peccare anche dopo essere stato guarito da Gesù, Iddio gli avrebbe mandato addosso i suoi giusti giudizi e l’infermità che gli sarebbe capitata sarebbe stata PEGGIORE di quella che aveva prima di essere guarito. Possiamo anche intendere da quelle parole che Dio condanna il peccatore prima su questa terra ad essere colpito dalla malattia e dai suoi giusti giudizi, e quando la sua anima si diparte dal corpo, se non gli viene concesso il ravvedimento (cfr 2 Timoteo 2:25), sarà scaraventata all’inferno.

Cari nel Signore, dico a voi che un giorno avete creduto nell’Evangelo e siete stati rigenerati spiritualmente, badate a come leggete, dunque, e considerate la giustizia di Dio che colpisce con la malattia quel peccatore; la misericordia di Dio che si è manifestata con la sua guarigione; la sua severità e condanna nel caso avesse ancora continuato a peccare. Insomma, con il Signore non si scherza, bisogna fare sul serio se si vuole essere salvati e da lui benedetti, bisogna santificarsi, abbandonare il peccato e le concupiscenze della carne, attenendosi strettamente a fare ciò che è scritto nella Parola di Dio.

So bene che molti in mezzo alla Chiesa hanno insegnato nei decenni passati e continuano ad insegnare ancora oggi che Dio non ci giudica e non condanna nessun uomo; tuttavia, le cose non stanno come insegnano questi cianciatori e seduttori di menti, i quali con il loro parlare portano le anime a rilassarsi nei costumi e a cessare di temere Iddio, proprio come vuole il diavolo. È proprio a causa di costoro che bisogna ricordare di continuo anche queste cose ai santi, che, purtroppo, non sentendo mai queste parole di giudizio e di condanna da parte di Dio sugli uomini, non le riconoscono facenti parte del loro deposito dottrinale, quindi le rifiutano a priori, senza investigare le Scritture, sia per comodità e piacevolezza delle orecchie, sia per un senso di appartenenza al pastore da cui dipendono, non volendolo contraddire per nessun tipo di ragione, neppure quando insegna le eresie più eclatanti. Voglio ricordare a costoro, che Iddio punisce i seduttori ma anche i sedotti, quindi nessuno scamperà se non si ravvede e non abbandona il peccato. Inoltre, è bene che si sappia che credere nelle false dottrine non mette al riparo i credenti dai giudizi di Dio, quindi è bene che tirino fuori la testa dalla sabbia e comincino, se già non lo hanno fatto, a studiare le sacre Scritture e ad obbedire alla volontà di Dio, secondo le Scritture sacre.

È per amor vostro e per aiutarvi ad entrare nel Regno dei cieli che vi parlo in questa maniera; è dunque per amore che vi ricordo queste cose e vi annunzio tutto il consiglio di Dio, esortandovi, come facevano i Bereani, ad esaminare tutte le cose per vedere se le cose sono scritte in questa maniera. Esaminate ogni cosa e ritenete il bene.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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