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Dichiarazioni massoniche che si commentano da sé

2 novembre 2017

Dichiarazioni massoniche che si commentano da sé

silenziosegno

Nel libro «Il bussante» – che ha la prefazione di Stefano Bisi, attuale gran maestro del Grande Oriente d’Italia, che dice tra le altre cose:

«Il presente opuscolo rappresenta per il Grande Oriente d’Italia una grande occasione di contatto fra l’Istituzione ed i potenziali aspiranti Fratelli. Offre in maniera chiara e con un linguaggio diretto, con un rigoroso e stimolante ordine metodologico, a chi ha intenzione di ‘bussare’ al GOI, una visione d’insieme del sistema Massoneria, partendo dal punto di vista storico per arrivare sino ai giorni nostri» (Il bussante. Che cos’è (e non è) la massoneria, a cura di P. Gajà, C. Muscato, M. Neri, Editoriale Jouvence, Milano 2017, pag. 8) – leggiamo queste inquietanti parole: «Ciascun Fratello ha il diritto di rivelare che è Massone (e persino di gridarlo ai quattro venti, anche se un’eccessiva ostentazione del proprio status massonico non sarà particolarmente apprezzata dagli stessi Fratelli di Loggia), ma in nessun caso ha quello di svelare l’affiliazione di un altro Fratello. Aggiungiamo che un’azione di questo genere costituisce una grave colpa massonica e l’inosservanza di questo principio può anche portare all’espulsione dall’Ordine. Nessun Fratello rivelerà volontariamente a un profano la sua affiliazione alla Massoneria» (pag. 66-67)

Giacinto Butindaro

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