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Per essere vivi spiritualmente ed appartenere a Cristo è necessario che lo Spirito santo abiti in noi

7 febbraio 2018

Per essere vivi spiritualmente ed appartenere a Cristo è necessario che lo Spirito santo abiti in noi

bibbia-luceCon la nuova nascita, definita dalle Scritture sacre anche con le parole rigenerazione spirituale o battesimo dello Spirito santo, si riceve la remissione dei peccati per mezzo della fede nel sacrificio di Cristo Gesù.

La nuova nascita la opera lo Spirito santo convincendo il peccatore, entrando dentro di lui. Da quel momento, il peccatore è rigenerato dallo Spirito santo, egli diventa una nuova creatura perché e lo Spirito santo dimora in lui.

L’apostolo Paolo a riguardo dei peccatori rigenerati spiritualmente, scrive queste parole:

«Perché ciò a cui la carne ha l’animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l’animo, è vita e pace; poiché ciò a cui la carne ha l’animo è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne, non possono piacere a Dio. Or voi non siete nella carne ma nello spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui.» (Romani 8:6-9)

Quindi, chi non ha lo Spirito dimorante in lui è una persona CARNALE, che non appartiene a Cristo, e non può piacere a Dio.

Considerato ciò, si può dire che il ladrone sulla croce ha creduto, perché lo Spirito santo ha operato in lui la rigenerazione spirituale ed è entrato a dimorare dentro di lui, facendo di lui una persona spirituale e non più carnale.

La medesima cosa la possiamo dire a riguardo dei discepoli di Gesù e degli apostoli. Infatti, gli apostoli come avrebbero potuto guarire gli infermi e cacciare i demoni per la carne? Non avrebbero potuto agire senza avere lo Spirito santo dimorante in loro, altrimenti verrebbe meno tutto il discorso di Paolo sulla corruzione del genere umano dopo il peccato di Adamo e la conseguente morte spirituale trasmessa a tutte le generazioni che sono seguite fino alla fine (cfr Romani capitolo 3). Coloro che sono morti spiritualmente non sono in grado di piacere a Dio, nè di fare il bene e non hanno alcun amore dentro di loro, perché è la presenza dello Spirito santo che oltre alla fede mette nel cuore degli uomini anche l’amore (cfr Romani 5:5). Pertanto, per forza di cose, gli apostoli avevano già in loro dimorante lo Spirito santo in una certa misura, ed è per questo che hanno potuto annunziare l’evangelo, guarire gli infermi, cacciare i demoni e scegliere anche Mattia come apostolo in sostituzione di Giuda Iscariot (cfr Luca 9:1-6; Luca 10:1-20; Atti 1:15-26), ancor prima di essere riempiti di Spirito santo (cfr Atti 2:4).

Dire che i discepoli di Cristo non avevano lo Spirito santo dimorante in loro prima del battesimo con lo Spirito santo, vuole dire che hanno fatto tutte le cose scritte nei passi sopra richiamati quando ancora erano morti nella carne e non erano stati vivificati per mezzo dell’opera dello Spirito santo. Le cose non possono essere in tale maniera e, se creduto e predicato, ciò avvalorerebbe il fatto che si può servire il Signore, annunziare l’Evnagelo, cacciare i demoni e guarire gli infermi rimanendo nella corruzione della carne, morti nei falli e nei peccati, aprendo le porte con ciò ad una salvezza meritata dall’uomo annullando la salvezza per grazia mediante la fede ad opera dello Spirito santo.

La somma della Parola è verità e non si deve credere in qualcosa che annulla o contrasta con altre parti delle dottrine bibliche. Quando si crede nella sana dottrina, tutte le verità bibliche si congiungono assieme armoniosamente e non si contrastano tra loro, anzi, si confermano.

La cosa più importante, comunque, è dedicarsi allo studio delle dottrine della Bibbia con diligenza e costanza, per giungere a conoscere tutte le verità della Bibbia, badando bene che non si contrastino l’una con l’altra.

Dunque, conoscere la sana dottrina è molto importante, soprattutto quelle dottrine fondamentali per la salvezza dell’anima, perché infatti è scritto:

«Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai sdegnata la conoscenza, anch’io sdegnerò d’averti per sacerdote; giacché tu hai dimenticata la legge del tuo Dio, anch’io dimenticherò i tuoi figliuoli.» (Osea 4:6)

Fratelli nel Signore, badate a non sdegnare la conoscenza della Parola di Dio, dedicatevi allo studio ponendo attenzione al fatto che ogni dottrina sia coerente con tutto il resto del consiglio di Dio.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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