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Il discorso che fece Paolo nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, che tutti i cristiani devono annunziare ai giudei

14 marzo 2018

Il discorso che fece Paolo nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, che tutti i cristiani devono annunziare ai giudei

rotoli-antichi

«Or Paolo e i suoi compagni, imbarcatisi a Pafo, arrivarono a Perga di Panfilia; ma Giovanni, separatosi da loro, ritornò a Gerusalemme. Ed essi, passando oltre Perga, giunsero ad Antiochia di Pisidia; e recatisi il sabato nella sinagoga, si posero a sedere. E dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dir loro:

Fratelli, se avete qualche parola d’esortazione da rivolgere al popolo, ditela.

Allora Paolo, alzatosi, e fatto cenno con la mano, disse:

Uomini israeliti, e voi che temete Iddio, udite. L’Iddio di questo popolo d’Israele elesse i nostri padri, e fece grande il popolo durante la sua dimora nel paese di Egitto, e con braccio levato, ne lo trasse fuori. E per lo spazio di circa quarant’anni, sopportò i loro modi nel deserto. Poi, dopo aver distrutte sette nazioni nel paese di Canaan, distribuì loro come eredità il paese di quelle. E dopo queste cose, per circa quattrocentocinquant’anni, diede loro de’ giudici fino al profeta Samuele. Dopo chiesero un re; e Dio diede loro Saul, figliuolo di Chis, della tribù di Beniamino, per lo spazio di quarant’anni. Poi, rimossolo, suscitò loro Davide per re, al quale rese anche questa testimonianza: Io ho trovato Davide, figliuolo di Iesse, un uomo secondo il mio cuore, che eseguirà ogni mio volere. Dalla progenie di lui Iddio, secondo la sua promessa, ha suscitato a Israele un Salvatore nella persona di Gesù, avendo Giovanni, prima della venuta di lui, predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d’Israele. E come Giovanni terminava la sua carriera diceva: Che credete voi che io sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dietro a me viene uno, del quale io non son degno di sciogliere i calzari. Fratelli miei, figliuoli della progenie d’Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, avendo disconosciuto questo Gesù e le dichiarazioni de’ profeti che si leggono ogni sabato, le adempirono, condannandolo. E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. E dopo ch’ebber compiute tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo posero in un sepolcro. Ma Iddio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch’eran con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo:

Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato.

E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così:

Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide.

Difatti egli dice anche in un altro luogo:

Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione.

Poiché Davide, dopo aver servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione: ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione. Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè. Guardate dunque che non venga su voi quello che è detto nei profeti:

Vedete, o sprezzatori, e maravigliatevi, e dileguatevi, perché io fo un’opera ai dì vostri, un’opera che voi non credereste, se qualcuno ve la narrasse.

Or, mentre uscivano, furon pregati di parlar di quelle medesime cose al popolo il sabato seguente. E dopo che la raunanza si fu sciolta, molti de’ Giudei e de’ proseliti pii seguiron Paolo e Barnaba; i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio. E il sabato seguente, quasi tutta la città si radunò per udir la parola di Dio.

Ma i Giudei, vedendo le moltitudini, furon ripieni d’invidia, e bestemmiando contradicevano alle cose dette da Paolo.

Ma Paolo e Barnaba dissero loro francamente:

Era necessario che a voi per i primi si annunziasse la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili. Perché così ci ha ordinato il Signore, dicendo: Io ti ho posto per esser luce de’ Gentili, affinché tu sia strumento di salvezza fino alle estremità della terra.

E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero. E la parola del Signore si spandeva per tutto il paese.

Ma i Giudei istigarono le donne pie e ragguardevoli e i principali uomini della città, e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba, e li scacciarono dai loro confini.

Ma essi, scossa la polvere de’ loro piedi contro loro, se ne vennero ad Iconio. E i discepoli eran pieni d’allegrezza e di Spirito Santo.» (Atti 13:13-52)


Purtroppo, ai giorni d’oggi stiamo assistendo al tentativo, perpetrato da certe cerchie di persone, di giudaizzazione del pensiero dei membri delle Chiese cristiane, facendo loro credere falsamente che i giudei non devono essere evangelizzati perché sono il popolo di Dio.

No, fratelli nel Signore, mi rivolgo a voi che temete Iddio e che volete attenervi alla volontà di Dio e alle sante parole che ha pronunciato l’apostolo Paolo, sospinto dallo Spirito santo, a voi faccio sapere che tutti i cristiani hanno l’obbligo di annunziare ai giudei che Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio, che morì e fu sepolto e risuscità il terzo giorno, secondo le Scritture, e coloro tra i giudei che non credono questo saranno gettati nel fuoco dell’inferno.

Cari nel Signore, inoltre, vi esorto a guardarvi dai giudaizzanti e dai sionisti cristiani, ricordandovi sempre che i giudei non saranno salvati per la loro circoncisione nella carne, ma se non si ravvedono e non credono che Gesù di Nazareth è il Messia promesso, andranno all’inferno, e davanti a Dio non ci sono riguardi personali, siano essi gentili o giudei, se non si ravvedono e non credono che Gesù è il Cristo di Dio, saranno gettati all’inferno.

Ho potuto più volte leggere i discorsi di certuni giudei e giudaizzanti che vogliono far credere a tutti i cristiani che i discorsi fatti dall’apostolo Paolo, da Gesù e da noi ripresi e citati, sono una manifestazione pericolosa di antisemitismo; purtroppo per costoro le cose non stanno così, anzi, siamo proprio noi che manifestiamo amore per i giudei, e per questo amore che nutriamo per loro li esortiamo a ravvedersi e a credere che Gesù è il Messia inviato da YHWH, affinché siano salvati e non vengano scaraventati all’inferno. Coloro che li lusingano con la loro lingua, mostrano di odiare i giudei, infatti agiscono in modo da privarli di sentire il messaggio di evangelizzazione che li può salvare dalla perdizione eterna. Sono proprio costoro i veri nemici dei giudei, mentre noi vogliamo e cerchiamo il loro bene, per questo annunziamo loro che Gesù è il Messia, e desideriamo e preghiamo che Dio abbia pietà anche dei giudei e li salvi.

Dio benedica Gerusalemme e conceda ad un numero sempre maggiore di giudei di convertirsi e di credere che Gesù di Nazareth è il Messia promesso da YHWH.

Giuseppe Piredda

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