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Scomparsa di Angela Celentano: parla il papà a poche ore dalla scomparsa!

19 aprile 2018

Scomparsa di Angela Celentano: parla il papà a poche ore dalla scomparsa!

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È il 10 agosto 1996, è un sabato, siamo sul Monte Faito (Napoli) a poche ore dalla scomparsa della piccola Angela Celentano (aveva tre anni), figlia di Catello e Maria Celentano, membri della Chiesa Evangelica Pentecostale di Vico Equense (Napoli), di cui era pastore Anania Staiano, padre di Maria, che era anche lui quel giorno sul Faito – Chiesa che aveva organizzato quel giorno – per la fine della scuola domenicale dei bambini – un pic-nic sul Monte Faito. Il luogo dove si trovavano a fare il pic-nic è lo spiazzo antistante i ruderi del castello Giusso, che si trova nei pressi del Centro Sportivo Faito lungo Via della Fattoria.

Questo video mandato in onda durante il programma «Pomeriggio Cinque» condotto da Barbara D’Urso, mostra un INTERESSANTISSIMO dialogo tra Catello e le autorità che in quel momento stavano cercando Angela. Nell’ascoltarlo, dovete tenere presente una cosa FONDAMENTALE che è questa: l’ipotesi più attendibile sostenuta in quel momento dalle autorità era l’incidente. Su «Il Mattino» del 12 agosto 1996, infatti, si leggeva: «Il capitano dei carabinieri Michele Cozzolino e il maresciallo Vincenzo Vacchiano, così anche il vicequestore Attilio Nappi, del commissariato di Sorrento (che coordina la Guardia di Finanza) non propendono, al momento, per la pista del sequestro. Nel senso che non dispongono di alcun elemento che possa far orientare le indagini su questo versante. ‘C’è una scala di priorità obbligata. Per ora si impone la ricerca della bambina sul Faito, l’incidente è l’ipotesi più attendibile. Non prendiamo in considerazione un allontanamento ‘forzato’. Spero che la bambina sia viva. Faremo tutto il possibile, con tutte le nostre forze. Intanto dobbiamo registrare la grande partecipazione di volontari che ci stanno dando una mano perché Angela venga rintracciata’» (Michele Tanzillo, «Disgrazia o rapimento? Giallo nel bosco», Il Mattino, 12 Agosto 1996, pag. 2).

Notate come le autorità non prendessero ancora in considerazione l’allontanamento forzato. Questa è la ragione per cui i Carabinieri rimarranno sorpresi quando l’11 Agosto (il giorno dopo la scomparsa di Angela) a Vico sentiranno dire a Catello che sua figlia poteva essere stata rapita, infatti un Carabiniere gli dice: «Ma come fa, signor Celentano, a pensare che sia stata rapita? Non ci sono elementi in tal senso, se lei mi dice che non avete subìto minacce di recente, se non avete litigato con nessuno, se non avete nemici, se la vostra situazione economica non autorizza a ritenere che … Insomma, chi deve averla rapita?» (Catello e Maria Celentano, Il regalo di Angela. La fede ci ha ridato la speranza, a cura di Pietro Cabras, Edizioni Piemme, Milano 2012, pag. 102), e Catello prosegue nel racconto dicendo: «Non lo ascolto più. Guardo fuori dalla finestra la luce che arriva dal mare, chiarissima. ‘Si sieda, signor Celentano’. ‘Preferisco stare in piedi, grazie’. Non insistono, e io ho addosso una impazienza che mi corrode dentro. Mi sembra di buttar via il tempo» (Il regalo di Angela, pag. 102-103).

Ed è proprio questo che sentirete dire a Catello in questo video e cioè che Angela poteva essere stata presa: le sue parole testuali sono che in tre minuti la bambina «può essere presa»!

Giacinto Butindaro

P.S.
Leggete il mio libro
«Angela Celentano: un mistero che dura dal 10 agosto 1996»

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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