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Massimo Segato, medico ginecologo non obiettore, sull’aborto: «È un fallimento, mai un diritto. E per noi medici è un macigno»

2 giugno 2018

Massimo Segato, medico ginecologo non obiettore, sull’aborto: «È un fallimento, mai un diritto. E per noi medici è un macigno»

E chi parla è un ginecologo non obiettore. Questo articolo lo dovrebbero leggere tutti nelle Chiese Evangeliche in seno alle quali sempre più Chiese sono a favore dell’aborto, che agli occhi di Dio è un omicidio. Ma nessuno si illuda, la parte degli omicidi sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità. (Giacinto Butindaro)


Aborto. « È un fallimento, mai un diritto. E per noi medici è un macigno»

Lucia Bellaspiga – giovedì 24 maggio 2018

Parla il ginecologo non obiettore Massimo Segato: «Ho combattuto la guerra nauseante che qualcuno doveva fare»

Testimonianza. Massimo Segato, medico ginecologo non obiettore

«Anche il soldato uccide, ma più uccide e più prova nausea per la guerra, non vede l’ora di tornare a casa e ricominciare a fare altre cose…». Così si vede Massimo Segato, classe 1954, viceprimario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno (Vicenza): come un uomo in trincea costretto a rispettare “gli ordini” (la legge 194 che ha reso legale l’aborto), ma con quei bambini mai nati che gli affollano la coscienza, perché «l’aborto è un fallimento sotto tutti gli aspetti. Non è mai stato un diritto, non lo abbiamo mai definito così e nemmeno la legge 194 si è mai sognata di considerarlo tale. È invece la guerra nauseante che abbiamo intrapreso in anni in cui, da giovane laureato, vidi donne morire di aborto clandestino e mi dissi che sarei stato dalla loro parte. Da allora ho interrotto migliaia di gravidanze».

La sua “prima volta” non gli è rimasta impressa, semplicemente perché all’epoca non gli sembrò un’azione dirompente: «Non me la ricordo, no, ma ero un ragazzo di 26 anni – si giustifica –, tirocinante all’ospedale Borgo Roma di Verona, mi stavano insegnando… Per noi era un intervento come un altro, e poi venivamo dal dibattito duro del 1978, c’era stata una preparazione ideologica, ci si sentiva coerenti con l’impegno per cui lottavamo. Poi però gli anni passano e la consapevolezza cresce».

Soprattutto grazie all’aiuto di Giulio, l’embrione che venti anni fa il dottor Segato era convinto di aver aspirato e invece era rimasto zitto zitto nell’utero di sua madre. «Fu l’errore più bello della mia vita – dice Segato, ripetendo quanto ha scritto nel libro L’ho fatto per le donne. Confessioni di un ginecologo non obiettore –. Quando scoprì di essere ancora incinta, la madre era furiosa con me, poi la incontrai mesi dopo con quel figlio in braccio ed era la donna più felice del mondo, ringraziava il Cielo per il mio errore. Invece non ho mai visto una donna felice dopo l’aborto». Così come, assicura, non ha mai visto un medico felice. «Non esistono medici abortisti, siamo tutti antiabortisti, solo che qualcuno si porta sulle spalle questo macigno. E guardi che le mie sensazioni sono condivise da tutti i miei colleghi, che lo dicano o meno. Io ho scelto di dirlo».

Non per questo ha fatto il passo ulteriore. Ha resistito infatti alla «forte tentazione di fare obiezione di coscienza» e piantarla lì con quella sporca guerra come il 70% dei medici, perché il suo credo laico nella legge 194 gliel’ha impedito: «Affinché le cose cambino non basta fare obiezione, occorre invece fare prevenzione seria, e d’altra parte la 194 è nata proprio per limitare gli aborti e porre fine al dramma degli interventi clandestini. Se venisse applicata davvero, delle 90mila interruzioni di gravidanza annue la stragrande maggioranza non avverrebbe». Non si fa nulla, infatti, per rimuovere le cause che hanno indotto la madre alla decisione più innaturale, e lei affonda nella sua solitudine. «Il dolore la tormenterà per sempre, soprattutto quando avrà altri figli, e allora non cesserà di pensare a quello mai nato».

Non solo: oggi l’85% dei ginecologi sono donne, una percentuale ancora in aumento, «e dopo che avranno avuto dei figli avranno seri problemi a praticare interruzioni di gravidanza», avverte Segato. Ha già visto molte sue colleghe diventare obiettrici dopo aver partorito, «non perché contrarie alla legge 194, ma non se la sentivano più, mi creda – si commuove –, non è facile fare questi interventi. Io ho massimo rispetto per i miei colleghi obiettori, non mi permetto di criticarli». Anche perché, ammette, la presunta carenza di personale disposto a praticare aborti è un falso ideologico: «In effetti non ho mai visto una madre costretta a tenersi il figlio per mancanza di medici. Succedesse una cosa simile, oggigiorno vincerebbe una causa milionaria», sorride finalmente in un’intervista che gli è costata molto: «Questo tema per me è una sofferenza».

Non c’è da stupirsi allora se il dottor Segato, pur non avendo mai fatto obiezione di coscienza, da dieci anni non pratica più aborti. «E mi creda, non ne sento certo la mancanza».

Massimo-Segato-AVVENIRE

Fonte: https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/aborto-fallimento-non-diritto

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2 commenti leave one →
  1. Barbara permalink
    2 giugno 2018 21:08

    Non c’è mai una volta che scriviate: “hey, siamo noi maschi a mettere incinte le donne” ANCHE CON LA FORZA (STUPRO). Non c’è mai una volta che riportate le testimonianze delle donne, quelle che loro hanno da dire, sul doversi portare dentro un feto che non hanno voluto, per esempio dopo essere state stuprate dal padre o da qualche sconosciuto.
    Non c’è mai una volta che i maschi della vostra risma riflettono su queste cose. per voi le donne servono solo a partorire figli e non ammettete che una donna NON LO VOGLIA.
    I figli amati si fanno in due, CONSENZIENTEMENTE. se una donna non lo vuole, un feto dentro se stessa che cresce e che deve nutrire, e non lo vuole perché tale feto le è stato instillato a forza durante uno stupro, NON LO VUOLE. Non siamo vacche al pascolo o incubatrici per le vostre voglie.

    Sa cosa penso, caro signor Piredda? che se fosse toccato a voi maschi di venir stuprati e fecondati a forza, “magicamente” l’aborto diventava un sacramento. Anzi, voi cristiani, come gli islamici, siete noti per “le famiglie numerose”, dove la donna partoriva quindici, venti volte, morendo anche di parto. Tanto a morire di parto non siete voi maschi, ancora una volta. Dopo che avete schizzato ve ne lavate le mani se la donna è incinta contro la sua volontà e non vuole fare da incubatrice per le vostre voglie sessuali!

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  2. 2 giugno 2018 23:09

    Le faccio notare che l’articolo riporta le parole di un ginecologo che ha ucciso MIGLIAIA di bambini facendo abortire le donne, e dopo tanto tempo ha capito che la cosa è sbagliata. Perché non ascoltate le sue ragioni? Quanto odio si può leggere nelle sue parole, delle parole di morte, contro dei poveri bambini inermi, che avrebbero tutto il diritto di vivere, eppure altre persone decretano la CONDANNA A MORTE, che pochissime volte è riconducibile allo stupro come dice lei. Quelli che lei e altri portatori di morte come lei chiamate feti, sono in realtà bambini, sì bambini, come a voi donne non piace chiamarli. Provate a guardarli i bambini che vengono abortiti, guardateli bene e li vedrete che sono bambini, minuti, ma sempre bambini sono, e il LORO CUORE BATTEVA, ed hanno sicuramente PROVATO DOLORE quando sono stati ammazzati con violenza nel ventre della madre, di quella donna che avrebbe dovuto PROTEGGERLI ed assicurare loro un futuro, invece hanno proceduto con una CONDANNA senza difesa di quel povero bambino.
    Io ritengo che, se pure un bambino non sia voluto, una volta che è concepito bisogna portarlo avanti, fino alla nascita, poi se proprio non lo si vuole, lo si lascia, ma almeno gli si dà una possibilità di vivere, di trovare una famiglia che lo ama e che gli assicura un futuro. È troppo difficile fare una tale cosa? È TROPPO DIFFICILE NON UCCIDERE UN BAMBINO? Ripeto, che i bambini concepiti da uno stupro sono veramente pochissimi, quindi non si può prendere questa eccezione per farne la regola. In realtà quelle donne che abortiscono sono solo delle povere donne infelici che scaricano il loro odio e la loro vita problematica su quel bambino, come se fosse colpa sua l’essere venuti al mondo. Mi ricordo che quando ero ancora ragazzo vidi in TV un breve filmato dove facevano vedere come veniva fatto un aborto, ed ho visto che un attrezzo simile ad un ombrello entrava nell’utero della donna, ed il bambino si è spostato fino alla parte opposta dell’apertura dell’utero, e con questo ho capito che il BAMBINO PROVAVA PAURA e voleva vivere, si è allontanato dal pericolo, e sicuramente il suo cuoricino avrà di certo battuto più forte, come batte più forte quando la mamma si spaventa. È stata una cosa orribile scoprire una tale cosa, un male di una umanità che mi aveva fatto studiare che era una cosa disumana che gli spartani avevano ucciso i figli nati storpi, mentre nella nostra civiltà li UCCIDONO ANCHE SE SONO SANISSIMI. Non trovo veramente le parole adatte per spiegare tutti questi assassini, tanto più a maggior ragione che il gioirno in cui una mamma decide di UCCIDERE il suo figlio, proprio quel giorno MUORE anche la MAMMA. Non potrà mai dimenticarsi di quell’assassinio.
    Le voglie sessuali non le hanno solo gli uomini, mi pare, e se da questi sfoghi arriva un bambino, non mi pare che la soluzione migliore sia quella di SACRIFICARE LA VITA DELL’UNICO INNOCENTE di tutta quella faccenda. Aggiungo, inoltre, che anche coloro che parlano a favore dell’aborto, sono assassini nella stessa maniera davanti a Dio, quindi non potranno dire che non hanno mai ucciso nessuno quando si presenteranno davanti a Dio per il giudizio finale.
    Ma c’è ancora speranza, prima che venga il grande e tremendo giorno del giudizio, queste persone devono ravvedersi e chiedere perdono a Dio per i loro peccati, e credere nell’Evangelo, e così i loro peccati saranno perdonati, lavati e strappati dalla coscienza, e troveranno riposo alle anime loro.
    Gli omicidi non avranno mai pace nella loro vita, ed io vorrei risparmiare a tutti questi travagli, angosce e tribolazioni.
    Non sono di certo io ad essere riprovevole, io che sono per la vita e la libertà di vivere per tutti, ma sono quelli che portano avanti la cultura della MORTE DELLE PERSONE INDIFESE.

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