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Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?

13 giugno 2018

Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?

la fede senza le opere morta

Fratelli nel Signore, metto davanti a voi questi passaggi biblici che Giacomo ha scritto ai santi della sua epoca, ripeto ai santi che erano suoi fratelli in Cristo e che erano già nati di nuovo, per la grazia di Dio mediante la fede in Cristo Gesù.

Tali parole hanno un grande valore ancora oggi, perché i cieli e la terra passeranno, ma la Parola di Dio non passerà mai. Fratello, credi tu questo? Se lo credi, fai bene a crederlo, perché è così; ma se lo credi, per quale motivo ti permetti di contraddire la Parola di Dio, contrastando e travisando le parole di Giacomo? E pensi tu di uscirne vincitore se combatti contro Dio? Sei solo un illuso, un rottame fra i rottami, se pensi che Dio ti possa benedire anche se vai in giro a parlare contro le sue parole. A suo tempo riceverai quello che ti meriti, secondo il giusto giudizio di Dio.

Le parole del titolo di questo articolo, anche se possono sembrarvi molto forti, pure dovete sapere che sono le parole esatte prese dall’epistola di Giacomo riportate dal versetto 20 del capitolo 2 della versione “Nuova Riveduta”. La parola insensato nella Riveduta Luzzi viene riportata con le parole “uomo vano”.

Cari nel Signore, mi rivolgo a voi che, temete Iddio, fuggite il male e cercate di perseverare nel fare il bene e le opere che piacciono al Signore, perché è doveroso che riflettiate anche sulle parole di Giacomo che vi citerò di seguito, le quali sono molto chiare da sé stesse, non hanno bisogno di interpretazioni particolari, né di studi speciali, e neppure di fare appello alle lingue originali per essere intese, perché vanno prese così come sono scritte, in maniera letterale.

Ecco cosa ha scritto Giacomo ai santi:

«Che giova, fratelli miei, se uno dice d’aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che v’è un sol Dio, e fai bene; anche i demonî lo credono e tremano. Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch’ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.» (Giacomo 2:14-26)

Fratelli nel Signore, non fatevi ingannare dalle persone che vi dicono che non sono le opere che salvano, che dicono che non è la legge delle opere che salva, perché essi facendo uso di una verità biblica, vogliono cercare di annullarne un’altra che è scomoda e faticosa da praticare, perché le opere dopo che siete stati salvati è obbligatorio che le pratichiate, perché esse manifestano la vostra fede, e se non avete opere, allora anche la vostra fede è morta, ed è appunto per la morte della vostra fede che non sarete salvati.

Costoro che cercano di ingannare i santi, vogliono far passare le parole di Giacomo come se volessero dire che la nuova nascita si ottiene per mezzo delle opere, quando invece egli si riferisce a quelle opere buone e giuste che i credenti devono compiere dopo che sono stati salvati; ciò non è una cosa facoltativa, ma necessaria, perché, come ha scritto Giacomo, tali opere sono la manifestazione della fede che i credenti hanno in loro a partire dal momento in cui sono nati di nuovo per mezzo della sola fede in Cristo Gesù.

Quindi, quei cianciatori e seduttori di menti, parlano contrariamente al senso delle cose di Dio e contraddicono le parole di Giacomo. Ribadisco, forse non vi è ancora del tutto chiaro il concetto espresso da Giacomo sulle opere, e per questo vi faccio notare di nuovo che egli con la sua epistola si è rivolto ai suoi fratelli in Cristo, infatti ha detto: “Che giova, fratelli miei, …”; pertanto, non si possono riferire tali parole scritte da Giacomo ad opere che salvano e fanno nascere di nuovo, bensì si riferiscono alle buone opere che devono essere compiute da tutti i santi, dopo che sono stati salvati per fede, perché proprio tali opere manifestano la fede del credente. Senza le opere la fede è morta, così com’è morto il corpo senza lo spirito.

Inoltre, Giacomo non fa riferimento con il suo parlare ad opere particolari della legge, come ad esempio la circoncisione, l’osservanza del sabato, il pagamento della decima, e altre cose simili che sono l’ombra delle cose che dovevano venire, ma Giacomo con quelle parole ha esortato tutti i santi ad abbondare in buone opere, infatti ha fatto degli esempi a quali opere si riferiva, egli ha parlato di dar da mangiare e da vestire ai fratelli che hanno fame e non hanno da mangiare, né hanno di che vestirsi.

Siate savi, fratelli, leggete attentamente le sacre Scritture e tagliate rettamente la Parola del Signore, altrimenti voi rimarrete confusi davanti ai seduttori di menti e ingannati da loro.

A conferma delle parole dette da Giacomo, che i credenti che sono già salvati, che sono nati di nuovo, hanno il dovere davanti a Dio di compiere opere buone, ce lo dice anche l’apostolo Paolo, scrivendo queste parole:

«Che se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore dell’incredulo.» (1 Timoteo 5:8)

Vedete quanto sono dure le parole di Paolo verso quei credenti che non provvedono alle necessità dei loro genitori? Paolo ci ha fatto sapere che, se un credente (già nato di nuovo e salvato per fede) non provvede a quelli della sua famiglia, ha RINNEGATO LA FEDE, ed è peggiore dell’incredulo; dice peggiore dell’incredulo, quindi non può essere annoverato tra gli increduli, ma si comprende che Paolo sta parlando della situazione dei credenti che rinnegano la fede nel rifiutarsi di compiere tali opere buone.

Quindi da quanto vi ho fin qui esposto, si comprende che le opere confermano e manifestano la fede, mentre se un credente si rifiuta di compiere le opere buone, diventa peggiore degli increduli e la sua fede è morta.

Non mi stancherò mai di dirvi che non vi sto dicendo che si viene salvati per opere, ma sto dimostrando che se uno dopo che è stato salvato ed è nato di nuovo, non si cura di compiere determinate opere buone, secondo quanto Iddio gli mette davanti da compiere (cfr Efesini 2:10), allora egli ne renderà conto a Dio, e in certi casi, come abbiamo letto sopra, egli rinnega la FEDE e diventa peggiore dell’incredulo.

Dunque, diletti e fedeli nel Signore, voi che avete creduto e siete stati salvati gratuitamente, per mezzo della fede in Cristo Gesù, senza le opere della legge, pure dovete sapere che, ora che siete salvati, dovete abbondare nelle buone opere, affinché si manifesti che in voi abita la vera fede in Dio. Coloro che parlano contro queste cose è una persona pericolosa per la crescita spirituale dei santi, e dovete stare attenti a costoro, perché vi stanno ingannando e vi stanno spingendo a camminare contro la volontà di Dio. Valutate, dunque, da voi stessi, che cosa è meglio andare in giro a dire e a credere, che l’uomo è salvato per sola fede e non è importante il compiere le opere? Oppure credere e dire che l’uomo è salvato e nasce di nuovo per fede e non per le opere della legge, ma dopo che si converte deve perseverare nelle buone opere, altrimenti potrebbe essere ritenuto da Dio peggiore degli increduli e la sua fede senza le opere è morta? Giudicate da voi stessi cosa è giusto dire e come dirlo.

Voglio concludere questo mio breve articolo in difesa della perseveranza dei santi nel bene operare, esortandovi ad abbondare prima di tutto nella fede, ma di non mancare di abbondare anche nelle buone opere, come pure esorta l’apostolo Paolo:

«Tu invece, seguendo la tua durezza e il tuo cuore impenitente, t’accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità; ma a quelli che son contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione. Tribolazione e angoscia sopra ogni anima d’uomo che fa il male; del Giudeo prima, e poi del Greco; ma gloria e onore e pace a chiunque opera bene; al Giudeo prima e poi al Greco; poiché dinanzi a Dio non c’è riguardo a persone.» (Romani 2:5-11)

Vedete, dunque, quanto è importante che il credente perseveri nelle buone opere? Voi che amate Iddio e siete già stati salvati da Lui, curatevi di abbondare nelle buone opere, per non rischiare di essere svergognati al ritorno di Gesù Cristo e di non far parte della Schiera di quei santi che saranno rapiti in cielo per incontrare Gesù nell’aria.

Fratelli nel Signore, badate che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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