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Esiste una sola salvezza uguale per tutti i Giudei e i Greci, per gli schiavi ed i liberi…

15 settembre 2018

Esiste una sola salvezza uguale per tutti i Giudei e i Greci, per gli schiavi ed i liberi…

una salvezza sola per tuttiGiudei e Greci, schiavi e liberi, maschi e femmine, hanno tutti accesso alla medesima ed unica salvezza dell’anima possibile, la quale è uguale per tutti; essa è per grazia, mediante la fede in Gesù Cristo.

Introduzione

Cari fratelli e sorelle nel Signore, vi faccio sapere, seppur ancora non lo sapete, che ci sono dei seduttori di menti, i quali parlano in modo da far dire alla Parola di Dio ciò che non insegna in nessun luogo. Essi prendono piacere nell’annullare ciò che sta scritto, per imporre le proprie particolari vedute, per far compiacere le persone e ammiccarsele con le lusinghe.

Prendiamo in esame questo passo:

«Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù» (Galati 3:28)

per fare un esempio pratico affinché vi rendiate conto e impariate a discernere il modo con cui parlano e ragionano certi seduttori di menti e come essi arrivino a conclusioni errate. Ciò lo fanno per i loro interessi personali, nonché col preciso scopo di LUSINGARE E INGANNARE COLORO che li seguono.

La deduzione errata a cui giungono i seduttori di menti e lo scopo che si prefiggono

In quel passo sopracitato sta scritto letteralmente che non c’è differenza tra il giudeo ed il greco, tra il maschio e la femmina, tra lo schiavo ed il libero, quindi, prendendo tali parole letteralmente, non c’è differenza tra tutte le categorie di persone che sono state elencate, e vengono considerate nella loro generalità senza tenere conto del contesto, giungendo a insegnare che TUTTI I CREDENTI POSSONO FARE TUTTO UGUALMENTE NELLA CHIESA, senza alcuna distinzione.

Lo scopo che i seduttori di menti si prefiggono è quello di confondere i santi che credono che nelle sacre Scritture il Signore abbia insegnato che vi siano delle differenze tra uomo e donna, per quanto riguarda specialmente IL DONO DELL’INSEGNAMENTO della Parola di Dio. Quali parole migliori di quelle dove sta scritto che “non c’è né maschio né femmina”, possono essere prese per convincere le persone ancora indecise che secondo loro non deve esserci differenza nel ricevere i DONI che Dio ministra agli uomini e alle donne?

Le cose non stanno assolutamente come insegnano costoro, perché il contesto e la somma della Parola ci fanno conoscere quale sia la verità di Dio a tal proposito.

Contesto del discorso dell’apostolo Paolo

Com’è naturale che sia, per comprendere le parole dell’Apostolo, bisogna capire il contesto in cui sono state scritte quelle parole della Scrittura che stiamo prendendo in esame.

L’apostolo Paolo ha scritto ai Galati per dimostrare loro che la SALVEZZA si ottiene per la sola grazia di Dio, mediante la fede in Cristo Gesù, non mediante l’osservanza della legge. Infatti, i Galati avevano creduto inizialmente al messaggio di Paolo ed erano stati salvati mediante la fede, ma qualcuno aveva sovvertito il vangelo che avevano ricevuto e li aveva spinti a credere in un altro vangelo, cioè che sarebbero entrati nel Regno dei cieli camminando e osservando la legge di Mosè. A conferma di quanto vi ho detto, si leggano queste parole scritte da Paolo ai Galati, tra le altre:

«O Galati insensati, chi v’ha ammaliati, voi, dinanzi agli occhi dei quali Gesù Cristo crocifisso è stato ritratto al vivo? Questo soltanto desidero saper da voi: Avete voi ricevuto lo Spirito per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede? Siete voi così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne? Avete voi sofferto tante cose invano? se pure è proprio invano. Colui dunque che vi somministra lo Spirito ed opera fra voi de’ miracoli, lo fa Egli per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede?» (Galati 3:1-5)

La corretta conclusione del discorso di Paolo

L’apostolo Paolo scrive la sua epistola ai Galati per dimostrare, in riferimento alla salvezza, che essa non si ottiene per mezzo della legge di Mosè e non c’è differenza tra l’essere GIUDEO dall’essere GENTILE (greco), tra schiavi e i liberi, tra gli uomini e le donne, perché tutti indistintamente nell’ottenimento della salvezza sono uguali e sono UNO in Cristo Gesù. Dopo che si è nati di nuovo e si viene salvati, si deve camminare per lo Spirito santo ma non cercando di osservare la legge di Mosè per piacere a Dio ed entrare in tale maniera nel Regno dei cieli alla dipartenza dal corpo.

Quindi, la salvezza è una e uguale per tutti, siano maschi che femmine; tutti i salvati entreranno nel Regno dei cieli per la perseveranza nella grazia di Dio e nella fede, non per l’osservanza della legge di Mosè.

Doverosa differenziazione

Quindi, quanto asserisce Paolo nell’epistola ai Galati, non può essere preso per poter dire che non c’è differenza nel servizio della Chiesa tra uomo e donna, tra giovane e anziano di età, tra novizio e tra chi è credente da molto tempo, perché LE REGOLE DEL SERVIZIO NELLA CHIESA vengono spiegate in altri passi delle Scritture, i quali non devono essere confusi con quelli che parlano della salvezza, che è UGUALE PER TUTTI. Per quanto riguarda il servizio nella Chiesa, bisogna fare delle necessarie differenze tra l’uno e l’altro, perché, ad esempio, è assolutamente naturale che un credente appena convertito non può essere considerato come un ANZIANO della Chiesa (cfr 1 Timoteo 3:6).

Dunque, NEL SERVIZIO NELLA CHIESA la Parola di Dio insegna che c’è differenza tra l’uno e l’altro, in base all’età, agli anni di fede, ai doni concessi da Dio secondo la Sua Volontà, benché tutti, anziani e giovani, uomini e donne, abbiano ricevuto LA MEDESIMA SALVEZZA, PER GRAZIA MEDIANTE LA FEDE IN CRISTO GESU’.

Dobbiamo considerare, inoltre, che Iddio non ha voluto dare A TUTTI GLI UOMINI (maschi) il dono dell’insegnamento, infatti non a tutti gli uomini è dato di insegnare, ma solo a quelli a cui Dio ha scelto; così pure IDDIO, attraverso la Parola, ha ordinato che l’insegnamento fosse vietato a tutte le DONNE. Questo perché Egli vuole che le donne servano Cristo e la Chiesa in altro modo all’infuori dell’insegnamento e, di certo, non rimarranno senza fare niente nel campo di Dio, ma esse hanno l’obbligo di fare quello che Dio ha ordinato loro, e non ciò che ha loro vietato, secondo quanto è scritto:

«Come si fa in tutte le chiese de’ santi, tacciansi le donne nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare, ma debbono star soggette, come dice anche la legge. E se vogliono imparar qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è cosa indecorosa per una donna parlare in assemblea. La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è dessa forse pervenuta a voi soli? Se qualcuno si stima esser profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore.» (1 Corinzi 14:34-37)

«La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione nondimeno sarà salvata partorendo figliuoli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.» (1 Timoteo 2:11-15)

Cari nel Signore, voglio che notiate che Paolo ha scritto: “Se qualcuno si stima esser profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore”, quindi, essendo le parole scritte da Paolo dei COMANDAMENTI DI DIO, è bene che siano osservati, altrimenti si è ribelli e debitori davanti a Dio, non certe persone spirituali. Contraddicendo a quanto Iddio ha decretato in merito alle donne, costoro disprezzano la sapienza e l’autorità di Dio, tenendola per cosa da nulla e sostituendo la volontà di Dio con la propria umana.

Conclusione
Fratelli e sorelle nel Signore, vi esorto ad esaminare bene la questione dei passaggi biblici presi in esame, nel loro contesto e all’interno dell’intero capitolo e dell’intera epistola ai Galati, in modo da comprendere il vero senso secondo Iddio delle parole scritte da Paolo, in modo da correggersi se si è giunti a conclusioni errate che contrastano con la somma della Parola e la volontà di Dio.

Ciò vi servirà per capire bene quale sia il VERO SIGNIFICATO DI “non estrapolare un testo dal suo contesto”, perché è proprio questo modo di interpretare le Scritture che molti praticano che porta alla formazione di eresie e di falsità varie, tra i quali vi sono i seduttori di menti, che compiono l’opera del maligno nell’ingannare i santi, facendoli deviare dalla corretta comprensione delle sacre Scritture secondo il senso di Dio.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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