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Contributi statali alle Chiese: dichiarazioni MOLTO IMPORTANTI di Francesco Toppi

11 ottobre 2018

Contributi statali alle Chiese: dichiarazioni MOLTO IMPORTANTI di Francesco Toppi

dichiarazioniditoppi

Quelle che leggerete sono delle dichiarazioni MOLTO IMPORTANTI fatte nel 1993 da Francesco Toppi – che allora era il Presidente delle ADI – in merito alla posizione delle ADI sui contributi finanziari a favore delle chiese da parte delle Regioni e degli Enti Pubblici, nel corso della XXXIII Assemblea Generale tenutasi a Roma dal 28 aprile al 1° maggio 1993:
«Infine, occorre ricordare che il Consiglio Generale delle Chiese in materia di contributi a favore delle chiese da parte delle Regioni ed Enti Pubblici, ha sempre ritenuto opportuno non accettare i privilegi offerti alla chiesa romana. I clamorosi fatti di corruzione e di favoreggiamenti che hanno disorientato l’intera opinione pubblica italiana, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, confermano che la nostra posizione legittimamente biblica ed inoltre si richiamava al principio di ‘libera chiesa in libero Stato’, sempre sostenuto dalle chiese evangeliche in Italia. Ci aiuti il Signore a rimanere fedeli al principio biblico che ogni attività spirituale progredisce per la fede ed il generoso contributo volontario dei membri delle chiese. Come avvenne per la costruzione del Tempio di Gerusalemme ed è avvenuto per la costruzione di tanti nostri luoghi di culto, soltanto così il popolo si rallegrerà “perché avevan fatte quelle offerte all’Eterno con tutto il cuore” (I Cronache 29:9). Qualsiasi altra iniziativa e metodo privano il popolo di Dio del privilegio e della gioia di fare “offerte volontarie … all’Eterno con tutto il cuore”. [….] Evitiamo di fare pressione per il disbrigo delle pratiche che riguardano i locali di culto, stiamo lontani da possibili corruzioni. Ogni costruzione deve essere sostenuta dal sacrificio dei fratelli» («Relazione del Presidente», in Cristiani Oggi, 16-31 Maggio 1993, Anno XII – N° 10, pag. 9; Volto Di Gennaro, «Un incontro indimenticabile», in Cristiani Oggi, 1-15 Giugno 1993, Anno XII – N° 11, pag. 8)

In altre parole, Toppi – dopo che erano venuti fuori dei gravi scandali di corruzione – è come se avesse detto: «Ve lo avevo detto io che nel prendere contributi per le Chiese da parte delle Regioni e di altri Enti Pubblici si finisce nei guai, perché si entra in un circuito che finisce con l’indurre i pastori a corrompersi e a corrompere». Notate infatti che Toppi stesso parla di «possibili corruzioni», ma in realtà quel «possibili» – nel linguaggio di Toppi – significava inevitabili! E noi sappiamo che quando poi la corruzione viene accertata dalla Magistratura scattano le manette per i corrotti e i corruttori. E che sia questo il senso di quelle parole di Toppi, è confermato da quanto mi è stato detto da chi lo sentì parlare a voce diverse volte su questa tematica: Toppi si infuriava e non voleva sentirne parlare di chiedere e ricevere contributi dallo Stato (Regioni, etc.) per costruire locali di culto e per altri attività, perché aveva paura di finire in prigione! Sì, questa era la convinzione di Francesco Toppi, che fu presidente delle ADI dal 1977 al 2007! E questa è una cosa che sanno tutti coloro che oggi fanno parte del Consiglio Generale delle Chiese!

Ci domandiamo dunque come mai ora, sotto la presidenza di Felice Antonio Loria, quei contributi finanziari – aborriti da Toppi – sono accettati! Che cosa è cambiato? Come mai l’attuale presidente delle ADI ha una posizione in merito ai contributi finanziari alle Chiese da parte dello Stato diametralmente opposta a quella di Francesco Toppi? Io credo che i membri delle Chiese ADI abbiano il diritto di avere una risposta a questa importantissima domanda, e spero che gli sia data quanto prima.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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