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Riflessioni sulla fede e lo scadere dalla grazia

14 novembre 2018

Riflessioni sulla fede e lo scadere dalla grazia

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La fede è tra le cose più preziose che i cristiani possiedono. A partire dalla rigenerazione spirituale, la fede abita nel cuore degli eletti e, questi, devono sapere che hanno l’obbligo di perseverare in essa sino alla fine, per ottenere la vita eterna.

A differenza di decenni fa, oggi molti hanno compreso bene che viene donato la nuova nascita soltanto a coloro che sono stati eletti da Dio i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo. Con la rigenerazione spirituale si riceve una misura di fede in Dio, che permette di ottenere la salvezza e il perdono dei peccati.

In seguito alla nuova nascita e alla fede collegata a tale esperienza, bisogna tenere conto che le sacre Scritture esortano i santi a perseverare nella fede sino alla fine, affinché essi non scadano dalla grazia e il loro nome non venga cancellato dal libro della vita. Purtroppo, diversi di coloro che credono nell’elezione di Dio si rifiutano categoricamente di credere che i santi possano scadere dalla grazia e perdere la salvezza. Tuttavia, secondo le sacre Scritture costoro errano grandemente, perché la Parola di Dio dichiara a più riprese che il credente può scadere dalla grazia e venir meno nella fede, traendosi indietro.

Ecco alcuni passi che lo dimostrano chiaramente che i credenti possono perdere la salvezza:

«quelli sulla roccia son coloro i quali, quando hanno udito la parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, CREDONO PER UN TEMPO, e quando viene la prova, si traggono indietro.» (Luca 8:13)

«certa è questa parola: che se muoiamo con lui, con lui anche vivremo; se abbiam costanza nella prova, con lui altresì regneremo; SE LO RINNEGHEREMO, ANCH’EGLI CI RINNEGHERÀ; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.» (2 Timoteo 2:11-13)

«perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello spirito santo e hanno gustato la buona parola di dio e le potenze del mondo a venire, SE CADONO, È IMPOSSIBILE RINNOVARLI DA CAPO A RAVVEDIMENTO, POICHÉ CROCIFIGGONO DI NUOVO PER CONTO LORO IL FIGLIUOL DI DIO, E LO ESPONGONO AD INFAMIA. Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; ma se porta spine e triboli, è riprovata e vicina ad esser maledetta; e la sua fine è d’esser arsa.» (Ebrei 6:4-8)

«perché, SE PECCHIAMO VOLONTARIAMENTE DOPO AVER RICEVUTO LA CONOSCENZA DELLA VERITÀ, NON RESTA PIÙ ALCUN SACRIFICIO PER I PECCATI; RIMANGONO UNA TERRIBILE ATTESA DEL GIUDIZIO E L’ARDOR D’UN FUOCO CHE DIVORERÀ GLI AVVERSARÎ. Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. DI QUAL PEGGIOR CASTIGO STIMATE VOI CHE SARÀ GIUDICATO DEGNO COLUI CHE AVRÀ CALPESTATO IL FIGLIUOL DI DIO E AVRÀ TENUTO PER PROFANO IL SANGUE DEL PATTO COL QUALE È STATO SANTIFICATO, E AVRÀ OLTRAGGIATO LO SPIRITO DELLA GRAZIA? Poiché noi sappiamo chi è Colui che ha detto: A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È cosa spaventevole cadere nelle mani dell’Iddio vivente.» (Ebrei 10:26-31)

«ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, E, RINNEGANDO IL SIGNORE CHE LI HA RISCATTATI, SI TRARRANNO ADDOSSO SUBITA ROVINA. E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata.» (2 Pietro 2:1-2)

«Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non mena a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte. V’È UN PECCATO CHE MENA A MORTE; NON È PER QUELLO CHE DICO DI PREGARE.» (1 Giovanni 5:16)

«Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli. Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.» (Apocalisse 3:5-6)

Coloro che non credono che la salvezza si possa perdere e leggono quei passi citati sopra, di cui ne ho elencato solo alcuni esempi, sono costretti a fare non pochi allungamenti e ginnastica mentale estrema, per convincere sé stessi e gli altri che un credente realmente nato di nuovo non potrà mai scadere dalla grazia. Infatti, chi può ritrarsi indietro se non colui che ha cominciato a camminare nella via del Signore? Chi non ha mai intrapreso il cammino della verità in Cristo, come potrà ritrarsi indietro? Basterebbe già questo ragionamento per spazzare via i discorsi insensati che fanno coloro che hanno voluto accettare la falsa dottrina “una volta salvati sempre salvati”. Ho riflettuto su tali tipi di credenti, sia perché ne ho conosciuti diversi personalmente e sia perché ho letto quello che scrivono per supportare la loro tesi, ed ho compreso che costoro possiedono una fede barcollante, sono fortemente insicuri, non si sentono pienamente accertati in loro stessi, per cui sapere che la Bibbia prevede la possibilità di scadere dalla grazia li destabilizza interiormente, si sentono venir meno nell’animo e la paura prende il sopravvento in loro, ed è per cercare di annullare tali effetti nel loro cuore che cercano di rinsaldare la loro fede annullando nella loro mente il fatto che si può scadere dalla grazia e trarsi indietro. Costoro ciò che dicono non lo dicono per l’aiuto di Dio e della Sua Parola, ma parlano solo umanamente, escludendo dalla loro vita quei passaggi biblici che li destabilizzano interiormente. Costoro si illudono, purtroppo, e a suo tempo ne pagheranno le conseguenze, quando la loro fede sarà messa alla prova, allora vedranno veramente quanto è la misura della loro fede e se è sufficiente per sostenere la prova o la tribolazione. Che Dio abbia pietà di loro e anche di noi tutti, che abbiamo creduto e ottenuto una misura di fede tanto preziosa.

Ci sono di quelli che credono che Dio abbia decretato di salvare coloro che sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, ma non credono che Dio abbia pure decretato che taluni nomi vengano cancellati dallo stesso libro.

Cari nel Signore, in questo scritto ho voluto mostrarvi alcuni dei passi delle Scritture che annullano la conclusione a cui sono erroneamente giunti taluni. Non vi preoccupate e abbiate fede in Dio, perché Egli è sovrano sopra tutto il suo creato e sa bene quello che fa, e non saranno di certo le parole di qualche uomo che mangia l’erba a modificare alcun che di quello che Dio ha decretato.

Stiamo argomentando della fede, quindi è bene sapere che la fede è un dono di Dio e viene data ai credenti in una certa misura secondo quanto Iddio ha stabilito. C’è una misura di fede che salva il peccatore e lo fa nascere di nuovo; ci sono altre misure di fede che smuovono le montagne e che fanno camminare nell’acqua.

Fratelli nel Signore, eccovi alcuni passi da considerare in merito alla fede come particolare dono di Dio:

«per la grazia che m’è stata data, io dico quindi a ciascuno fra voi che non abbia di sé un concetto più alto di quel che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, SECONDO LA MISURA DELLA FEDE CHE DIO HA ASSEGNATA A CIASCUNO.» (Romani 12:3)

«Infatti, a uno è data mediante lo Spirito parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, FEDE, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza d’operar miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell’uno e medesimo Spirito, distribuendo i suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole.» (1 Corinzi 12:8-11)

In questi due passi che seguono l’apostolo Paolo ci fa sapere, col primo che è Dio che opera nei credenti il volere e l’operare, mentre nel secondo è sempre Iddio che concede il ravvedimento a coloro che si sono sviati dalla verità e s’incamminano nella via della perdizione:

«Così, miei cari, come sempre siete stati ubbidienti, non solo come s’io fossi presente, ma molto più adesso che sono assente, compiete la vostra salvezza con timore e tremore; poiché Dio è quel che opera in voi il volere e l’operare, per la sua benevolenza.» (Filippesi 2:12-13)

«Or il servitore del Signore non deve contendere, ma dev’essere mite inverso tutti, atto ad insegnare, paziente, correggendo con dolcezza quelli che contradicono, se mai avvenga che DIO CONCEDA LORO DI RAVVEDERSI per riconoscere la verità; in guisa che, tornati in sé, escano dal laccio del diavolo, che li avea presi prigionieri perché facessero la sua volontà.» (2 Timoteo 2:24-26)

Oltre a ciò, non bisogna dimenticare che nella Bibbia troviamo l’esempio particolare dell’apostolo Giuda Iscariot, il quale aveva ricevuto la sua parte del ministerio di apostolato e che era annoverato tra i dodici apostoli, e, per vero e proprio decreto di Dio, egli è andato in perdizione, affinché le sacre Scritture fossero adempiute:

«E io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu m’hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta.» (Giovanni 17:11-12)

Non si può ignorare tali cose, per non insuperbirsi e non illudersi; ma non dobbiamo ignorare neppure che stanno scritti nella Bibbia degli incoraggiamenti che dobbiamo ricordare sempre, tra i quali questo che segue:

«Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce. MA NOI NON SIAMO DI QUELLI CHE SI TRAGGONO INDIETRO A LORO PERDIZIONE, MA DI QUELLI CHE HANNO FEDE PER SALVAR L’ANIMA.» (Ebrei 10:37-39)

Sapendo le cose di cui abbiamo argomentato, tutti i credenti e i servitori di Dio sono chiamati a pregare, prima per sé stessi poi per tutti i credenti, chiedendo che Iddio fortifichi ognuno dei santi nella fede e nell’uomo interiore, come faceva l’apostolo Paolo:

«…Per questa cagione, dico, io piego le ginocchia dinanzi al Padre, dal quale ogni famiglia ne’ cieli e sulla terra prende nome, perch’Egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, affinché, essendo radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo, e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché giungiate ad esser ripieni di tutta la pienezza di Dio.» (Efesini 3:14-19)

Cari nel Signore, considerate tutte queste cose, affinché abbiate sempre presente nella vostra mente che per entrare nel regno dei cieli ed ottenere la vita eterna alla fine della corsa, bisogna perseverare nella fede, ed è per questo che vi scrivo, affinché riflettiate su queste cose e vi impegnate a portare a compimento ogni vostro dovere nel Signore, affinché rimaniate fermi nella fede sino alla fine. Nel passo che segue, leggiamo come gli apostoli esortavano i santi a perseverare nella fede:

«E avendo evangelizzata quella città e fatti molti discepoli, se ne tornarono a Listra, a Iconio ed Antiochia, confermando gli animi dei discepoli, esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.» (Atti 14:21-22)

Ricordatevi, diletti e fedeli nel Signore, che è necessario credere in tutta la Parola di Dio, anche ai passi che vi ho citato in questa breve esortazione, sapendo che coloro che credono in tutta la Parola di Dio non saranno svergognati, mentre chi non crede in tuta la Parola, intoppa in essa, secondo quanto è scritto:

«Perché? Perché l’ha cercata non per fede, ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d’intoppo, siccome è scritto: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’intoppo e una roccia d’inciampo; ma chi crede in lui non sarà svergognato.» (Romani 9:32-33)

Fratelli nel Signore, siate mansueti, e sappiate che dovete credere a tutta la Parola di Dio, e state molto attenti a coloro che parlano in maniera contraria a quanto è scritto nella Bibbia, usando la filosofia umana e altri vani ragionamenti, perché costoro vogliono allontanarvi dalla verità e farvi illudere, come si sono illusi loro. Com’è scritto, così bisogna credere, e a Dio va data tutta la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen!

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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