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I veri ladri e calunniatori siete voi!

29 novembre 2018

I veri ladri e calunniatori siete voi!

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Ormai la conosciamo a memoria l’accusa che i servitori di Mammona, travestiti da servi di Dio, lanciano contro coloro che non gli danno la decima:

«Voi siete dei ladri, perché derubate Dio!».

Ma noi sappiamo che si tratta di una calunnia in quanto la decima sotto la grazia non è più un comandamento da osservare come lo era invece sotto la legge, al pari del comando sul sabato, sulle feste e sui cibi impuri (per fare alcuni esempi di comandamenti mosaici che non siamo più chiamati a osservare).

Per cui tutti quei credenti che non danno la decima delle loro entrate non possono essere accusati di derubare Dio. Sotto la grazia infatti vige questo comandamento: “Dia ciascuno secondo che ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza perché Iddio ama un donatore allegro” (2 Corinzi 9:7), come anche questo principio: “Chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina liberalmente mieterà altresì liberalmente” (2 Corinzi 9:6).

Questi servitori di Mammona dunque fanno l’opera del diavolo in quanto calunniano i santi! Calunniare significa infatti: «Inventare, diffondere o sostenere una calunnia a carico di qualcuno; diffamare, screditare con accuse coscientemente false», e diavolo significa «calunniatore». Ma costoro non sono soltanto calunniatori ma anche ladri perché usano il precetto mosaico della decima per rubare soldi ai Cristiani, infatti rubare significa: «Sottrarre oggetti o denaro di proprietà altrui, con astuzia, sotterfugio e inganno», e loro fanno proprio questo: si appropriano dei soldi dei credenti con l’astuzia e con l’inganno!

Per cui – e mi rivolgo direttamente a questi servi di Mammona – i veri ladri e calunniatori siete voi, e viene il giorno che ve ne andrete prima nel fuoco dell’Ades e poi nel giorno del giudizio in quello dello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove sarete tormentati nei secoli dei secoli. E’ là infatti che vanno i ladri e i calunniatori. Non scamperete alla condanna.

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog “Chi ha orecchie da udire oda”, amministrato da Giacinto Butindaro]

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