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Gesù ci dice quali situazioni sono da considerare sempre adulterio

17 gennaio 2019

Gesù ci dice quali situazioni sono da considerare sempre adulterio

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«Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio» (Luca 18:20)

«Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio» (Luca 16:18)

La somma della Parola di Dio insegna che il legame matrimoniale può essere sciolto solamente con la morte di uno dei coniugi. Pertanto, nel caso qualcuno passi a nuove nozze quando il primo coniuge è ancora in vita, si troverà in uno stato di adulterio. Gli uomini possono dire quello che vogliono, possono legiferare come vogliono, ma davanti a Dio il vincolo matrimoniale può essere sciolto solamente con la morte di uno dei due coniugi.

A conferma che il legame matrimoniale è inscindibile ad opera degli uomini, ma solo Dio mediante la morte può rompere tale legame, Gesù ha detto queste parole:

«quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi» (Matteo 19:6)

L’uomo non può separare quello che Dio ha congiunto, ma Iddio sì che può sciogliere dal legame matrimoniale, attraverso la morte di uno dei due coniugi.

Anche l’apostolo Paolo conferma le cose sopraddette, considerato che ha imparato tutte le cose direttamente da Gesù Cristo (cfr Galati 1:11,12), ha ben spiegato in una delle sue epistole che solo la morte di uno dei due coniugi può sciogliere dal vincolo matrimoniale, equiparando tale vincolo con quello che il peccatore ha verso la legge, dalla quale si viene sciolti solamente per mezzo della morte di Gesù Cristo (cfr Romani 7:1-6). Considerata tale equivalenza, pertanto, ammettere che ci possano essere altri modi per sciogliere il legame matrimoniale, significa altresì che si ammette la possibilità che si può essere liberati dalla maledizione della legge di Mosè anche al di fuori di Gesù Cristo, e questo tutti i credenti sanno bene che non può avvenire in alcun modo, perché la salvezza e la liberazione dalla maledizione della Legge può avvenire solo ed esclusivamente per mezzo della fede nella morte di Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio.

L’apostolo Paolo, per volontà dello Spirito santo, ci fa sapere che con gli adulteri, quindi anche con i divorziati che si sono risposati, solo se si definiscono fratelli in Cristo e non anche verso gli increduli, non dobbiamo avere relazioni e non dobbiamo neppure mangiare con loro, se non si ravvedono e non riconoscono il loro peccato (cfr 1 Corinzi 5:9-12) e non chiedono perdono a Dio.

Purtroppo la piaga dell’adulterio e della fornicazione in mezzo alla Chiesa di Cristo si è diffusa enormemente a causa di conduttori corrotti privi di amore per la verità e lontani dall’avere in loro l’autorità da Dio. Invece, coloro che amano Iddio e la verità, non volendo che alcuno perisca nel dei suoi fratelli nel fuoco dell’inferno, devono levare alta la voce contro il peccato e ammonire i disordinati e gli adulteri.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda.

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