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Gesù dice che il suo ritorno e il rapimento della chiesa sarà visibile a tutti, non avverrà in modo invisibile

19 gennaio 2019

Gesù dice che il suo ritorno e il rapimento della chiesa sarà visibile a tutti, non avverrà in modo invisibile

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Purtroppo nel mezzo della Chiesa molti parlano impropriamente, non secondo quanto è scritto nella Parola di Dio, ma seguendo i propri istinti carnali e assecondando quello degli altri.

Nel caso del rapimento della Chiesa, a causa di una rivelazione di una donna risalente al 1830, presa e diffusa da predicatori e scrittori poco attenti alla somma della Parola, si è innestata nella mente di molti credenti una falsa speranza, che è quella che Gesù può venire improvvisamente in ogni istante e che la Chiesa non sarà più presente nella terra nel periodo della grande tribolazione contro gli empi.

A tal riguardo, Gesù ha detto le seguenti parole, che dimostrano, senza ombra di dubbio, che il suo unico ritorno e il rapimento degli eletti avverrà in maniera visibile, quindi tutti lo vedranno:

«Or subito dopo l’afflizione di que’ giorni, il sole si oscurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze de’ cieli saranno scrollate. E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell’uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall’un capo all’altro de’ cieli» (Matteo 24:29-31)

Anche l’apostolo Giovanni scrive confermando le parole di Gesù:

«Ecco, egli viene colle nuvole; ed ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen» (Apocalisse 1:7)

Inoltre, vorrei anche farvi notare che pure ai tempi di Paolo c’erano di quelli, come dicono oggi, che Gesù stava per tornare, che era alle porte e ciò, secondo certi seduttori, poteva avvenire in ogni momento. Contro tali falsità, l’apostolo Paolo ha dovuto scrivere per esortare i santi di Tessalonica a non farsi ingannare e a non essere turbati:

«Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio» (2 Tessalonicesi 2:1-4)

Capisco che per quelli che hanno sempre creduto nella falsa dottrina del rapimento segreto sia difficile cambiare veduta e accettare la verità, tuttavia tutti hanno l’obbligo di esaminare e meditare anche sopra questi versetti, per il proprio bene e per avere una speranza reale, basata su quanto insegnano le Scritture e non su false dottrine insegnate nelle Chiese da falsi dottori per non spaventare le persone che si accostano a Cristo.

Cari nel Signore, dico a voi che amate Gesù Cristo e siete caduti in fallo su questa falsa dottrina che prima andava per la maggiore, ora vi abbiamo fatto notare come stanno realmente le cose a riguardo del rapimento della Chiesa, quindi siete stati avvisati affinché non abbiate una falsa speranza e non andiate a vostra volta in giro ad insegnare falsità. Se non siete convinti, studiate questi versetti e pregate affinché il Signore ve li faccia comprendere correttamente, e Dio che è misericordioso e conosce che la nostra natura è carnale e debole, opererà nella vostra mente e nel vostro cuore per farvi comprendere la verità.

A Dio, a cui appartiene la sapienza e l’intelligenza, siano la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen!

Che Dio benedica la sua Chiesa dandogli sapienza e intelligenza spirituale.

Giuseppe Piredda

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