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È Dio che sceglie e non gli uomini

20 marzo 2019

È Dio che sceglie e non gli uomini

Dio-sceglie

Una delle cose che bisogna ristabilire nella mente e nei cuori dei credenti, affinché ci sia un risveglio spirituale, è il concetto che bisogna avere di Dio e di come Lui opera, in modo conforme alle sacre Scritture, ponendo di nuovo al centro di tutto Dio e la Sua Parola.

Tale concetto si può formare correttamente nell’uomo soltanto se si attiene a quello che è scritto nella Parola di Dio, mediante la quale, Egli, ha messo a disposizione dell’uomo la verità che si può conoscere di Dio.

Quindi, se nella Bibbia è scritto che è l’Eterno che sceglie l’uomo da salvare e determina anche chi Egli non vuole salvare, non comprendo per quale recondito motivo ciò che è chiaramente e abbondantemente esposto nelle sacre Scritture dovrebbe essere sbagliato, mentre quello che pensa un uomo, che mangia l’erba, dovrebbe essere considerato giusto.

Esorto, dunque, i credenti insensati e ignoranti, che parlano contro la sovranità di Dio, perché non conoscono ciò che è scritto nella Bibbia (oppure lo ignorano volontariamente), ma preferiscono credere e seguire le ciance del loro predicatore preferito, dico esorto tali credenti a leggere e meditare su questo passo, preso tra i tanti che sono scritti nelle sacre Scritture:

«Dovrà forse Iddio render la giustizia a modo tuo, che tu lo critichi? Ti dirà forse: ‘Scegli tu, non io …?» (Giobbe 34:33)

Diventa dunque necessario esaminare la cosa dal punto di vista biblico e domandarsi: – è Dio che sceglie l’uomo da salvare oppure è l’uomo che decide di essere salvato? –

Tale domanda è diventata una vasta questione accesa in ambito delle Chiese evangeliche, la cui risposta biblica che spegnerebbe ogni discussione, viene volontariamente rifiutata da molti credenti, benché sia scritto innumerevoli volte nella Bibbia che è SOLO DIO che sceglie chi deve essere salvato, senza alcuna partecipazione di volontà o assenso di nessun tipo da parte dell’uomo peccatore (cfr Giovanni 1:12,13), infatti si nasce di nuovo solo ed esclusivamente per la volontà di Dio, e non anche per la partecipazione della volontà dell’uomo.

Tale è la salvezza per grazia, senza meriti, gratuita, affinché nessuna carne si glorii davanti a Dio. Solo conoscendo e credendo nella dottrina della predestinazione si può capire appieno cosa significhi ricevere la salvezza come un dono immeritato, per la sola grazia di Dio. Capire queste cose, produce nell’animo di un credente una sincera gratitudine a Dio per quello che ha fatto per la nostra salvezza; in caso contrario, l’uomo giunge a pensare di aver ricevuto la salvezza come UN MERITO per essersi predisposto di sua volontà ad essere salvato. Che piaccia o no, chi crede nel libero arbitrio crede che la salvezza sia per opere, per una predisposizione volontaria dell’uomo, benché professi con la bocca una salvezza per grazia; solo chi crede che sia Dio a scegliere chi deve essere salvato comprende realmente cosa significhi “essere salvati per grazia e non per opere”.

Non si è liberi di accettare la predestinazione oppure no, è obbligatorio per ogni figliolo di Dio credere a quello che è scritto e non a credere a quello che è più comodo per la propria denominazione. Rifiutando di credere nella dottrina della predestinazione, ci si pone come debitori di fronte alla Parola di Dio e la si disprezza, e ciò dispiace al Signore Gesù che è morto per i nostri peccati affinché fossimo salvati e resi santi.

Cari nel Signore, sappiate che l’argomento predestinazione necessita di uno studio approfondito della Parola di Dio e di apposita preghiera, affinché sia Dio stesso attraverso le sue sacre Scritture a far comprendere la verità, senza la necessità di leggere commentari vari impregnati di pensieri e filosofia umana, nei quali sono esposti pensieri propri sull’argomento, prendendo a base delle proprie conclusioni solo alcuni passi e spiegando solo quello che fa loro comodo, tralasciando tutto il resto. A questo proposito, ricordo che circa venticinque anni fa, in una comunità in cui si stava studiando l’epistola di Paolo ai romani seguendo capitolo per capitolo, quando si arrivò al capitolo nove, il pastore disse che i capitoli da nove a undici non li avrebbero trattati perché erano cose riferite solo agli ebrei. Pensate voi, una lettera scritta ai romani, i capitoli chiave dove si parla ampiamente della predestinazione, diventano, per certi predicatori sviati quanto alla verità, parole rivolte solo agli ebrei, quindi non furono lette e spiegate pubblicamente alla Chiesa. Tale pastore temeva le domande che ne sarebbero sorte da quella lettura, e questo presuppone il non avere risposte a tali cose scritte in quei capitoli. Ma costui ne renderà conto a Dio, a suo tempo.

Non si può tralasciare niente della Parola di Dio, ma è necessario leggere la Bibbia dall’inizio alla fine, per apprendere tutto ciò che sta scritto in merito alla predestinazione e a tutto il resto. La dottrina in questione va studiata, compresa e accettata col cuore, per fede, solo così tale verità porterà liberazione all’anima, secondo quanto è scritto: «Gesù allora prese a dire a que’ Giudei che aveano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8:31-32)

Vi scrivo queste cose col vivo desiderio e la richiesta a Dio, che tutti voi che leggete vi diate completamente allo studio della dottrina della Parola di Dio, per conoscere e credere nella dottrina della predestinazione, sapendo che la verità VI RENDERA’ LIBERI; ma se vi rifiutate e non volete accettare la verità, allora voi NON SARETE MAI LIBERI IN CRISTO GESU’, ma sarete schiavi delle falsità che vi hanno insegnato, sarete sempre schiavi della vostra denominazione e del vostro pastore bugiardo, perciò non potete dire: Il Signore è il mio pastore”, perché lo state rigettando, voi avete fatto della denominazione il vostro pastore e la vostra unica guida, sostituendola al Signore. Voi avete piacere di credere a quello che vi dice il vostro pastore sviato dalla verità, solo perché non volete soffrire e non volete rimanere soli; perché non volete soffrire per la verità e per il nome santo e glorioso di Gesù Cristo. Con tale spirito e tale cuore che voi mostrate, state mettendo a rischio la vostra entrata nel regno dei cieli, per amore della denominazione più che della verità della Parola di Dio. Badate, dunque, a come ascoltate e a cosa credete, che talora al ritorno del Signore Gesù Cristo voi non vi dobbiate ritirare coperti di vergogna.

Fratelli nel Signore, badate che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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