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Le opere non salvano, ma la fede sì e si manifesta con le opere

13 maggio 2019

Le opere non salvano, ma la fede sì e si manifesta con le opere

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Se non stai mettendo in pratica le opere che Dio ti comanda di fare attraverso le sacre Scritture, non verrai rapito dal Signore Gesù Cristo al suo ritorno!

Purtroppo, è doloroso constatare che sono molti quei credenti che dicono di essere stati salvati per la grazia di Dio, e ciò può anche corrispondere alla verità, ma essi vivono nella stessa maniera o peggio di come vivevano prima di conoscere il Signore.

Ora, la questione che voglio porre alla vostra attenzione con questo scritto, si può riassumere in queste parole:

“quelli che dicono di essere stati salvati per grazia e vivono tutta la loro vita allo stesso modo come fanno i pagani, s’illudono di entrare nel regno dei cieli, benché vivano immersi nel peccato, perché la Bibbia insegna che non vi entreranno”.

Nella Parola di Dio, contro coloro che si illudono, non si santificano e vivono nei piaceri della vita, stanno scritte queste cose:

«Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio.» (1 Corinzi 6:9-10)

«E voi pure ha vivificati, voi ch’eravate morti ne’ vostri falli e ne’ vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potestà dell’aria, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli; nel numero dei quali noi tutti pure, immersi nelle nostre concupiscenze carnali, siamo vissuti altra volta ubbidendo alle voglie della carne e dei pensieri, ed eravamo per natura figliuoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore del quale ci ha amati, anche quand’eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (egli è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere ne’ luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nelle età a venire l’immensa ricchezza della sua grazia, nella benignità ch’Egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glorî; perché noi siamo fattura di lui, essendo stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo.» (Efesini 2:1-10)

«Che giova, fratelli miei, se uno dice d’aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che v’è un sol Dio, e fai bene; anche i demonî lo credono e tremano. Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch’ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.» (Giacomo 2:14-26)

«Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; badando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia sì che molti di voi restino infetti; che nessuno sia fornicatore, o profano, come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. Poiché voi sapete che anche quando più tardi volle eredare la benedizione fu respinto, perché non trovò luogo a pentimento, sebbene la richiedesse con lagrime.» (Ebrei 12:14-17)

«E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.» (Matteo 10:22)

«Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non mena a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte. V’è un peccato che mena a morte; non è per quello che dico di pregare.» (1 Giovanni 5:16)

«E quelli sulla roccia son coloro i quali, quando hanno udito la Parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro.» (Luca 8:13)

«Certa è questa parola: che se muoiamo con lui, con lui anche vivremo; se abbiam costanza nella prova, con lui altresì regneremo; se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.» (2 Timoteo 2:11-13)

«Perciò, o uomo, chiunque tu sii che giudichi, sei inescusabile; poiché nel giudicare gli altri, tu condanni te stesso; perché tu che giudichi, fai le medesime cose. Or noi sappiamo che il giudizio di Dio su quelli che fanno tali cose è conforme a verità. E pensi tu, o uomo che giudichi quelli che fanno tali cose e le fai tu stesso, di scampare al giudizio di Dio? Ovvero sprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la benignità di Dio ti trae a ravvedimento? Tu invece, seguendo la tua durezza e il tuo cuore impenitente, t’accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità; ma a quelli che son contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione.» (Romani 2:1-8)

«Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli.» (Apocalisse 3:5)

«Chi è ingiusto sia ingiusto ancora; chi è contaminato si contamini ancora; e chi è giusto pratichi ancora la giustizia e chi è santo si santifichi ancora. Ecco, io vengo tosto, e il mio premio è meco per rendere a ciascuno secondo che sarà l’opera sua. Io son l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte nella città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.» (Apocalisse 22:11-15)

«Perché, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati; rimangono una terribile attesa del giudizio e l’ardor d’un fuoco che divorerà gli avversarî. Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia? Poiché noi sappiamo chi è Colui che ha detto: A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È cosa spaventevole cadere nelle mani dell’Iddio vivente.» (Ebrei 10:26-31)

Fratelli nel Signore, voi che temete Iddio, sappiate che dovete perseverare nella fede, nella santificazione e nelle buone opere sino alla fine, per poter entrare nel regno dei cieli; quindi, cari nel Signore, vi esorto a mettere in pratica tutto quanto è necessario al fine di non perdere quanto Gesù Cristo vi ha donato nel momento in cui vi ha rigenerato spiritualmente e vi ha donato la salvezza dell’anima.

Noi che diciamo di aver conosciuto il Signore e di essere stati da Lui rigenerati spiritualmente, dobbiamo badare che, alla venuta del Signore Gesù Cristo non ci ritiriamo da Lui coperti di vergogna, come ha scritto l’Apostolo Giovanni:

«Ed ora, figliuoletti, dimorate in lui, affinché, quando egli apparirà, abbiam confidanza e alla sua venuta non abbiam da ritrarci da lui, coperti di vergogna.» (1 Giovanni 2:28)

Quello che molti, e dico molti perché sono veramente molti, purtroppo, non vogliono capire ciò che spiega bene l’Apostolo Giacomo nei versetti della sua epistola 2:14-26, che ho riportato sopra.

Diletti e fedeli nel Signore, leggete e rileggete quei passi, chiedendo la guida di Dio per comprendere la verità secondo il senso delle cose di Dio, per non venire rigettati da Dio. Tuttavia, so bene che solo l’opera dello Spirito santo può convincervi. In attesa e nella speranza che lo Spirito santo operi dentro di voi, anche leggendo questo scritto, vi faccio sapere alcune cose che ritengo sia necessario che voi sappiate, e ve le espongo di seguito, brevemente:

1) LA SALVEZZA
la salvezza si ottiene solo per la grazia di Dio mediante la fede nel sacrificio compiuto da Gesù Cristo e nella sua resurrezione, senza le opere (cfr Romani 3.28; Efesini 2:8-9);

2) IL PECCATO CHE MENA A MORTE
se un credente nato di nuovo rinnega Cristo, commette il peccato che mena morte, pertanto andrà in perdizione (questo peccato lo possono commettere solo i veri credenti, perché non si può rinnegare qualcuno che non si è prima conosciuto – cfr 2 Timoteo 2.13; Ebrei 6:1-8, 10:19-31; 1 Giovanni 5:16);

3) LA BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO
se un credente bestemmia contro lo Spirito santo andrà in perdizione (questo peccato lo può commettere chiunque, credenti e non credenti – cfr Matteo 12:22-37);

4) LO SVIAMENTO DALLA VERITÀ
se un credente si svia dalla verità e vive assecondando i desideri della carne e non si santifica e vive in maniera tiepida, andrà in perdizione (tuttavia, è bene sapere che dallo sviamento ci si può ravvedere e tornare a servire Iddio; quindi, gli sviati, i credenti adulteri, fornicatori etc., faranno bene a ravvedersi e a non illudersi perché se non smettono di peccare e non si santificano, andranno in perdizione – cfr 2 Timoteo 2:24-26; Giacomo 5:19-20);

In certi ambienti evangelici, non credono che un credente che sia veramente nato di nuovo e rigenerato spiritualmente possa andare in perdizione, qualora viva nel peccato e in esso trapassi ad altra vita. La prova certa del fatto che un credente, anche se è un ministro di Dio, possa andare in perdizione, cioè all’inferno, la si può chiaramente comprendere studiando attentamente i passi delle Scritture che parlano della vita di Giuda Iscariot, la quale viene riassunta in un versetto, quello di Giovanni 17:12, qui sotto riportato:

«Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta.» (Giovanni 17:12),

ed anche lo si può apprendere con le parole di Gesù ai ministri delle chiese in Apocalisse (cfr Apocalisse da 2:12 a 3:22).

Nelle Scritture ci sono anche molti esempi di opere che piacciono a Dio e che tutti i credenti devono praticare, le quali sono definite anche giustizia dell’uomo, come indicate da Gesù (cfr Matteo 6:1-18). Ora, sapendo che le sacre Scritture ci esortano a praticare le opere, dobbiamo tutti noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo domandarci se esse effettivamente abbondano nella nostra vita o ne siamo mancanti. Ad esempio, bisogna domandarsi se si prega Iddio in ginocchio ogni giorno, con il cuore e per il tempo sufficiente che permette di sentire la Sua presenza e la comunione con lo Spirito santo. Per le altre e diverse opere dobbiamo farci similmente la stessa domanda, ricordandoci anche quanto è scritto in Efesini 2, e cioè che Dio ci mette davanti delle opere affinché le pratichiamo (cfr Efesini 2:10).

Con la parola “opere” è compreso tutto ciò che riguarda la condotta e i sentimenti di un credente, tenendo sempre presente queste due cose:

– il peccato è la trasgressione dei comandamenti di Dio (cfr Romani 7:7; 1 Giovanni 3:4);

– chi sa fare il bene e non lo fa commette peccato (cfr Giacomo 4:17).

Avendo riguardo a tali cose, ognuno deve vedere in sé in quale stato di peccato si trova e quali sentimenti albergano nel proprio cuore. Esaminando sé stessi, se si trova qualcosa nella propria vita che non è approvata da Dio, bisogna che ogni cosa sia messa a posto; le opere ed i sentimenti che non sono edificanti, ma sono la trasgressione dei comandamenti di Dio, devono cessare al più presto. Se non si esamina sé stessi per riconoscere e abbandonare le opere infruttuose delle tenebre, e non si praticano le opere di giustizia, si incorre nei giudizi di Dio e non si entra, alla fine, nel Regno dei cieli e si viene gettati all’inferno (cfr 1 Corinzi 5:9-11).

Non c’è cosa più pericolosa per i credenti, se non quella di illudersi di poter entrare nel Regno dei cieli in qualsiasi modo sia stata condotta la propria vita su questa terra. Tale pensiero le Scritture lo definiscono come radice velenosa, che avvelena tutta la vita della persona che pensa che “Dio lo benedirà lo stesso anche se vive una vita di peccato”. Dunque, state attenti fratelli e sorelle nel Signore, perché certi discorsi avvelenano l’anima e fanno morire spiritualmente (cfr Ebrei 12:15 e Deuteronomio 29:18-21), piuttosto imparate a temere Iddio e a fuggire il male (cfr Ecclesiaste 11:15).

Quando si parla di santificazione e di compiere le buone opere, ci sono coloro che fanno passare tale cosa come se si stesse parlando di imporre di nuovo ai santi sotto la grazia le opere della legge di Mosè; ma le cose non stanno come dicono costoro, ma bisogna prima di tutto comprendere e poi attenersi a ciò che ha scritto Giacomo al secondo capitolo, ed è per questo che coloro che sono preposti a farlo, devono esortare i santi ad aggiungere alla loro fede le opere, le quali manifestano la fede che un credente possiede dentro di sé.

So bene che la questione vera è in realtà ben altro, perché ci sono molti che non credono che nella Bibbia venga insegnato che un credente nato di nuovo può perdere la salvezza e non entrare nel Regno celeste. Questo spiega perché costoro non vogliono accettare il fatto che i credenti hanno l’ordine dato da Dio di santificarsi ed abbondare nelle buone opere, per manifestare e tenere desta quella fede che permette ai santi di entrare nel Regno dei cieli. Senza le opere la fede è morta, e senza fede è impossibile piacere a Dio; quindi, senza fede non si entra nel Regno dei cieli. Pertanto, la verità è che se non vengono compiute le opere, ciò significa che la fede è morta, come ha spiegato Giacomo.

Vi faccio un altro esempio pratico: “il credente che si suicida va all’inferno, senza che vi sia alcun dubbio, perché è un omicida di sé stesso e non avendo più il tempo in vita di ravvedersi e chiedere perdono per il peccato, non viene perdonato da Dio e la sua anima viene scaraventata all’inferno”. Cito questo esempio perché non sono pochi coloro che falsamente credono e insegnano che la salvezza un vero credente non la può perdere, e dicono che i suicidi non vanno all’inferno, ma vengono salvati ugualmente.

No, le cose non stanno come dicono questi seduttori di menti. Attenti, fratelli nel Signore, non fatevi sedurre dalle ciance e dalle falsità, perché porterete la pena della vostra stoltezza.

Cari nel Signore, sappiate che tra le cose più pericolose per un credente c’è il falso insegnamento che un credente non può perdere la salvezza. Chi crede in tale falsa dottrina, è spinto a non santificarsi e a non compiere le opere buone che manifestano la fede che ha iniziato ad abitare in lui quando è nato di nuovo. Ad esempio, costoro non evangelizzano i familiari, i vicini, i colleghi di lavoro, per non essere discriminati e non essere perseguitati; essi non vogliono soffrire a cagione di Cristo, e s’illudono di entrare nel Regno dei cieli vivendo una vita nei piaceri, evitando in tutti i modi di soffrire per il nome di Gesù Cristo.

Non dimenticate mai, cari nel Signore, che siete stati salvati per la sola fede, non per opere, tuttavia dovete ancora entrare nel Regno di Dio, per cui il Signore vi domanderà conto della vostra condotta che manifesta la vostra fede, ed è scritto che senza la santificazione nessuno vedrà il Signore (cfr Ebrei 12:14).
Per capire ancora meglio ciò che voglio comunicarvi, vi spingo a considerare ancora questo:

“la Bibbia dice che se un figlio non aiuta i genitori bisognosi, lo ritiene peggiore dell’incredulo, quindi, se non si corregge nel suo modo di comportarsi, ma persiste nel suo atteggiamento, pensate voi forse che potrà essere salvato lo stesso? Come potrà essere salvato se le Scritture lo dichiarano peggiore dell’incredulo? Se l’incredulo sarà gettato all’inferno, coloro che sono peggiori dell’incredulo dove pensate che saranno gettati? Credete voi che la Parola di Dio parli invano?”

Oh, quanto sono importanti le parole di Giacomo che vi ho citato; egli pensava proprio a persone come voi che volete vivere nei piaceri della vita e non volete santificarvi, quando ha scritto quelle parole ispirate dallo Spirito santo.

Il nostro Signore Gesù Cristo conosce benissimo tutti gli uomini, ed è per questo che esorta a mettere in pratica le OPERE che manifestano la fede che salva:

«Or quando il Figliuol dell’uomo sarà venuto nella sua gloria, avendo seco tutti gli angeli, allora sederà sul trono della sua gloria. E tutte le genti saranno radunate dinanzi a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il Re dirà a quelli della sua destra: Venite, voi, i benedetti del Padre mio; eredate il regno che v’è stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame, e mi deste da mangiare; ebbi sete, e mi deste da bere; fui forestiere e m’accoglieste; fui ignudo, e mi rivestiste; fui infermo, e mi visitaste; fui in prigione, e veniste a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai t’abbiam veduto aver fame e t’abbiam dato da mangiare? o aver sete e t’abbiam dato da bere? Quando mai t’abbiam veduto forestiere e t’abbiamo accolto? o ignudo e t’abbiam rivestito? Quando mai t’abbiam veduto infermo o in prigione e siam venuti a trovarti? E il Re, rispondendo, dirà loro: In verità vi dico che in quanto l’avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me. Allora dirà anche a coloro dalla sinistra: Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli! Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui forestiere e non m’accoglieste; ignudo, e non mi rivestiste; infermo ed in prigione, e non mi visitaste. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: Signore, quando t’abbiam veduto aver fame, o sete, o esser forestiere, o ignudo, o infermo, o in prigione, e non t’abbiamo assistito? Allora risponderà loro, dicendo: In verità vi dico che in quanto non l’avete fatto ad uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me. E questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna.» (Matteo 25:31-46)

«Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci; e hai costanza e hai sopportato molte cose per amor del mio nome, e non ti sei stancato. Ma ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore. Ricordati dunque donde sei caduto, e ravvediti, e fa’ LE OPERE di prima; se no, verrò a te, e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se tu non ti ravvedi.» (Apocalisse 2:2-5)

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti e badate di esaminare bene tutti i passi delle Scritture che vi ho citato.

Giuseppe Piredda

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