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Iddio ha pazienza e misericordia con te, tu devi averne con gli altri

6 ottobre 2019

Iddio ha pazienza e misericordia con te, tu devi averne con gli altri

Gesù raccontò una parabola ai suoi discepoli, in merito al fatto che bisogna perdonare i fratelli che sbagliano, e bisogna anche avere pazienza con loro:

«Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti coi suoi servitori. E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti. E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato. Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.» (Matteo 18:23-27)

La parabola prosegue ed ha una conclusione molto triste, che bisogna tenere sempre a mente, per avere la giusta considerazione, prima di sé stessi e poi dei fratelli.

Ecco il proseguimento della parabola:

«… Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi! Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò. Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.» (Matteo 18:28-30)

Quel servitore ha invocato la misericordia di Dio e l’ha ottenuta, ma, subito dopo, si è comportato in modo spietato nei confronti di un suo debitore, il quale ha invocato a sua volta la misericordia per la remissione del suo debito, ma gli è stata negata.

No, non è così che vuole il Signore Gesù Cristo da noi, perché Egli vuole che noi dobbiamo essere sempre misericordiosi verso gli altri, proprio come anche Iddio lo è sempre con noi.

Quindi, fratelli e sorelle nel Signore, fate attenzione a rimanere sempre umili e misericordiosi, state attenti a non diventare spietati nel giudicare le debolezze e i peccati commessi dagli altri, perché Iddio non ama le persone spietate e a suo tempo li castiga fortemente, come pure è scritto di quel servitore SPIETATO e malvagio della parabola.

Essere misericordiosi è cosa diversa dall’essere tolleranti dei peccati, perché bisogna avere pazienza con chi pecca, soprattutto se pecca contro di noi, ed ancora non ha capito certe cose, perché Iddio ha sempre misericordia verso di noi per tutte le cose che non comprendiamo, non mettiamo in pratica oppure cadiamo ben sapendo che non le dobbiamo fare.

Se Gesù non ha condannato l’adultera nel Tempio (cfr Giovanni 8:11) ed ha dato tempo di ravvedersi a Jezabel della sua fornicazione (cfr Apocalisse 2:21)), per quale motivo noi dovremmo essere spietati e volere nell’immediatezza che un credente dopo averlo ammonito si corregga subito? Bisogna dargli anche il tempo di assimilare la cosa, di pregare Iddio e di trovare le giuste conferme, almeno che non si tratti di peccati che la Scrittura indica come gravi, come la fornicazione e l’adulterio o cose di gravità simile, perché in questi casi il peccato deve cessare immediatamente, pena l’esclusione dalla comunione fraterna.

Non bisogna dimenticarsi mai che il nostro Dio è sia misericordioso che severo; misericordioso verso quelli che riconoscono di aver peccato e si ravvedono e chiedono perdono, ma severo verso quelli che cadono e non riconoscono di averlo fatto e giustificano il loro peccato. Cari nel Signore, badate dunque ad essere principalmente misericordiosi e a capire bene cosa sia la severità e quando esserlo. Non dobbiamo essere né tolleranti verso il peccato e tanto meno SPIETATI.

Badate dunque a voi stessi e a quello che dite, ricordandovi sempre cosa eravate prima di conoscere il Signore Gesù Cristo e quanto Egli è stato ed è paziente e misericordioso con voi.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda.

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