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I massoni non sono tolleranti, come falsamente vogliono far credere a tutti

1 novembre 2019

I massoni non sono tolleranti, come falsamente vogliono far credere a tutti

Quante volte i massoni accusano noi cristiani fondamentalisti, che ci atteniamo strettamente a quanto è scritto nella Bibbia, di essere intolleranti? Ora, leggete un po’ queste parole tratte dall’articolo “‘Ndrangheta e Massoneria, quel teorema di Cordova era perfetto1, in mezzo alle altre, per rendervi conto che i massoni non sono tolleranti come vanno in giro dicendo ai quattro venti, anzi, se tocchi i loro interessi, sono molto intolleranti e violenti.

Leggete anche quanti giudizi e quanta malvagità violenta si manifesta, quando le cose non vanno come vogliono loro; manifestano UN ODIO MORTALE profondo.

Certo, lo riconosciamo questo, che i massoni non sono tutti così, ma stiamo attenti a pensare che siano effettivamente dei gentiluomini, perché le cose non stanno in quella maniera, in quanto questi fatti che riporto qui nel post e tanti altri, lo dimostrano chiaramente.

Leggete qui di seguito un estratto dell’articolo in argomento per rendervi conto del carattere e della vera natura dei massoni:

“… Alcuni, insomma, si servivano della magistratura per fare fuori altri massoni. C’era una guerra fratricida. Quando ho avuto dal procuratore Cordova queste prove ho convocato la giunta del Grande Oriente d’Italia e ho presentato la situazione. Al termine di quella riunione ho deciso di dimettermi dal G.O.I. perché avevo constatato una realtà che mai avrei immaginato e che da quel momento mi sarei rifiutato di governare», ha proseguito Di Bernardo. Nessuno di quella giunta imitò Di Bernardo sulla decisione di dimettersi. «Dopo – ha raccontato l’ex Gran Maestro all’Antimafia – sono stato crocifisso, i miei ritratti bruciati nel tempio, ho ricevuto minacce inimmaginabili. L’allora ministro dell’Interno Mancino ha allertato più volte il prefetto per farmi proteggere, perché tra le persone da colpire c’ero io. Non ho potuto fare capire ai miei confratelli le mie ragioni.”

Giuseppe Piredda


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