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Se perdonate, anche a voi sarà perdonato

31 dicembre 2019

Se perdonate, anche a voi sarà perdonato

Fratelli nel Signore, dovete tenere a mente che tra fratelli possono sorgere incomprensioni e malintesi di diverso genere, i quali possono portare a contrapposizione e a discussioni e, siccome con la moltitudine delle parole non manca la colpa, nel parlare si può commettere qualche errore a danno di qualcuno.

A fronte di quanto detto sopra, il nostro Signore Gesù Cristo, per spingere i santi a risolvere certe situazioni che sarebbero venute a crearsi, ha detto queste parole:

«Poiché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli» (Matteo 6:14,15)

Quindi, fratelli nel Signore, sappiate che coloro che sbagliano devono essere pronti a chiedere perdono alla persona contro cui hanno commesso un peccato; mentre chi ha subito il torto deve essere pronto a perdonare appena gli viene chiesto perdono, senza riserve e senza ulteriori discussioni.

Inoltre, ricordatevi che, se colui che ha subito il torto si rifiuta di perdonare, ostacola o mette in difficoltà chi vuole chiedere perdono, a sua volta, Iddio non gli perdonerà i peccati che lui ha commessi. Chi è che non sa tra i santi che tutti falliamo in molte cose? Quindi, sapendo ciò, per poter essere perdonati da Dio per i propri peccati, è necessario perdonare i fratelli che sbagliano nei nostri confronti.

Cari nel Signore, nel caso succedesse che subiate un torto e chi ha commesso il fatto non si dovesse pentire e non vi chieda perdono prontamente, di conseguenza non potete perdonare perché non vi ha chiesto perdono, voi avete comunque l’obbligo di pregare Iddio e di chiederGli di non imputare tale peccato a colui che ha sbagliato, proprio come fece Stefano con coloro che lo stavano lapidando (cfr Atti 7:59,60), perché così facendo voi manifestate misericordia e pietà, come anche il Signore è misericordioso verso tutti i giusti e gli ingiusti.

È molto importante tenere sempre conto del fatto che il perdono va sempre dato a chi si pente e chiede perdono, ma è doveroso anche considerare che non è possibile perdonare nel caso in cui chi ha sbagliato non si pente e non chiede perdono. Non si può perdonare chi non ha chiesto perdono, perché non ha coscienza di peccato, oppure non è pentito per poter ricevere il perdono, quindi il perdono dei peccati diventa inutile, inefficace. Comunque, nel caso si verifichi che chi ha sbagliato non chieda perdono, il credente maturo che ha subito il torto deve mostrare a Dio di non avere rancore nei confronti di chi ha sbagliato contro di lui, perciò deve chiedere al Signore in preghiera di non imputare il peccato a chi ha sbagliato, come fece anche Stefano quando gli ebrei lo hanno lapidato. Tale comportamento e stato d’animo dimostra, prima a voi stessi poi a Dio, che dentro di voi non si sono depositate le scorie del rancore o di altri sentimenti negativi, ed è cosa gradita a Dio.

Quindi, per riepilogare i due casi che si possono verificare quando un fratello pecca contro un altro, colui che ha subito il torto si può trovare davanti a due eventualità, una è quella che chi ha sbagliato gli chieda perdono, e in questo caso deve assolutamente perdonare, l’altra si ha quando non gli viene chiesto perdono da chi ha sbagliato, e in questo caso deve chiedere a Dio, come fece Stefano, che tale peccato non venga imputato al peccatore.

Tenete sempre a mente che il peccato lega spiritualmente i credenti, come anche lo fa il rancore e i sentimenti negativi presenti nel profondo dell’anima, quindi, se volete essere veramente liberi nel Signore, ognuno faccia quello che è doveroso fare a seconda delle circostanze in cui si viene a trovare, chi deve chiedere perdono, chieda perdono; chi deve perdonare, perdoni, in modo che tutti siate liberi nella vostra coscienza.

Diletti e fedeli nel Signore, cercate di avere sempre una buona coscienza davanti a Dio e anche davanti agli uomini.

Giuseppe Piredda

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