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Non abbiate comunione con i demoni mangiando cibi sacrificati a Satana

16 gennaio 2020

Non abbiate comunione con i demoni mangiando cibi sacrificati a Satana

Vorrei fare un ragionamento con voi a riguardo dei cibi sacrificati agli idoli, cosa che oggi, purtroppo, non si tende ad insegnare nelle Chiese, anzi, in esse si insegna ai santi a peccare mangiando cibi sacrificati agli idoli.

In giro sul web potete vedere i commenti, con parole piene di saccenza completamente priva di verità biblica, ma che tendono a sedurre i santi per farli peccare.

Io, invece che loro, fratelli nel Signore, desidero vivamente convincervi a non peccare, affinché voi non perdiate la comunione con il Signore Gesù Cristo e ne abbiate sempre del bene, e per questo voglio cominciare a parlarvi citandovi le parole di Gesù, che vi fanno capire quanto è importante per il Signore Gesù Cristo che queste siano osservate:

«Ma ho alcune poche cose contro di te: cioè, che tu hai quivi di quelli che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac a porre un intoppo davanti ai figliuoli d’Israele, inducendoli a mangiare delle COSE SACRIFICATE AGLI IDOLI e a fornicare. Così hai anche tu di quelli che in simil guisa professano la dottrina dei Nicolaiti. Ravvediti dunque; se no, verrò tosto a te, e combatterò contro a loro con la spada della mia bocca. Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta, e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve.» (Apocalisse 2:14-17)

Leggete e osservate attentamente ciò che quelle parole vogliono comunicarvi, infatti Gesù dice “cose sacrificate agli idoli”, volendo con ciò far intendere che non solo le carni possono essere sacrificate agli idoli, bensì di tutto, e di conseguenza bisogna astenersi dal mangiare qualsiasi tipo di cibo che sia ritenuto SACRIFICATO AGLI IDOLI.

È corretto fare riferimento ad ogni cibo sacrificato agli idoli, infatti, il popolo di Israele non si limitava ad offrire al Signore degli animali, ma offriva e portava al Tempio anche altri tipi di cibi; così pure, il diavolo, volendo sostituirsi a Dio e prendere la sua gloria, desidera che anche a lui vengano sacrificati ogni genere di cibo.

Vi rammento, anche, che nel passo di Apocalisse è Gesù che ha parlato, e sono parole di riprensione per l’angelo della Chiesa di Pergamo, che non aveva posto un freno alla Chiesa nel MANGIARE CIBI SACRIFICATI AGLI IDOLI, facendo così intoppare il popolo di Dio.

E come potete vedere dai vari commenti che si possono leggere in giro sul web, le cose oggi non sono cambiate, sono ancora le stesse, come allora ci sono anche oggi coloro che parlano ed insegnano AI SANTI A PECCARE ed a mangiare cose sacrificate agli idoli, cercando di trovare giustificazioni piene di sapienza umana e non conformi alle Scritture, cosa che sicuramente facevano anche ai tempi delle Chiese di Apocalisse.

Non mangiare le cose sacrificate agli idoli, siano esse carni o altri tipi di cibo, che sono sacrificati agli idoli, è stato ritenuto dalla Prima Chiesa antica così importante, da doverne fare una LETTERA da far leggere a TUTTI I GENTILI, scrivendo, tra l’altro, le seguenti parole:

«è parso bene a noi, riuniti di comune accordo, di scegliere degli uomini e di mandarveli assieme ai nostri cari Barnaba e Paolo, i quali hanno esposto la propria vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo. Vi abbiam dunque mandato Giuda e Sila; anch’essi vi diranno a voce le medesime cose. Poiché è parso bene allo Spirito Santo ed a noi di non imporvi altro peso all’infuori di queste cose, che sono necessarie; cioè: che v’asteniate dalle cose sacrificate agl’idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione; dalle quali cose ben farete a guardarvi. State sani.» (Atti 15:25-29)

Anche da ciò comprendiamo che per i santi è necessario non mangiare CIBI SACRIFICATI AGLI IDOLI.

Riflettete, fratelli e sorelle nel Signore, voi che non volete avere comunione con i demoni, perché non avrebbe senso non mangiare CARNI sacrificate agli idoli e passare a mangiare, invece, ALTRI CIBI SEMPRE SACRIFICATI AGLI IDOLI.

Il motivo per il quale il Signore non vuole che mangiamo CIBI sacrificati agli idoli, ce lo fa sapere PAOLO:

«Perciò, cari miei, fuggite l’idolatria. Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi di quello che dico. Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col sangue di Cristo? Il pane, che noi rompiamo, non è egli la comunione col corpo di Cristo? Siccome v’è un unico pane, noi, che siam molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne; quelli che mangiano i sacrificî non hanno essi comunione con l’altare? Che dico io dunque? Che la carne sacrificata agl’idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa? Tutt’altro; io dico che le carni che i Gentili sacrificano, le sacrificano ai demonî e non a Dio; or io non voglio che abbiate comunione coi demonî. VOI NON POTETE BERE IL CALICE DEL SIGNORE E IL CALICE DEI DEMONI; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demonî. O vogliam noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui? Ogni cosa è lecita ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita ma non ogni cosa edifica.» (1 Corinzi 10:14-23)

Comprendete, dunque, e riflettete su cosa beviamo noi nel calice del Signore? Non beviamo VINO? Bere il simbolo del vino ci mette in comunione con il SIGNORE, MA se beviamo di un CALICE OFFERTO AI DEMONI, noi abbiamo comunione con i demoni, e questo il Signore non lo può sopportare.

Volete PROVOCARE IDDIO A GELOSIA? State attenti, a non dare retta agli spiriti seduttori che vogliono farvi peccare e farvi allontanare dalla comunione con Dio, attirando su di voi I GIUSTI GIUDIZI DI DIO.

State attenti a chi ascoltate, perché ci sono di quelli che studiano tanto ma non comprendono le cose dal punto di vista di Dio, e parlano con sapienza UMANA, diabolica, per FAR PECCARE IL POPOLO DI DIO; guardatevi da costoro, che vogliono il MALE DEI SANTI, non il loro bene.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti

Giuseppe Piredda

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