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Anche la stoltezza contamina l’uomo

11 aprile 2020

Anche la stoltezza contamina l’uomo

Gesù disse, tra le altre, queste parole:

«È quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo; poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidî, adulterî, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo» (Marco 7:20-23)

Fratelli nel Signore, voglio farvi notare che tra le cose che escono dal cuore e che contaminano l’uomo vi è pure la STOLTEZZA, cioè quella mancanza di intelligenza, di ottusità e chiusura mentale nell’apprendere, nel porre in atto un certo tipo di comportamento e nel fare discorsi insensati, nella mancanza di senno, disavvedutezza e mancanza di discernimento.

Per non essere stolti e diventare savi, bisogna pregare Iddio, studiare la Sua Parola e attenersi strettamente ad essa. Ad esempio, come ho sentito fare tante volte dai membri delle comunità ufficiali dipendenti dallo Stato, parlare e agire in modo da annullare i comandamenti di Dio per stare attaccati alla tradizione del proprio pastore e della propria denominazione, non è certo un frutto della sapienza di Dio, bensì è STOLTEZZA, perché si va contro la Parola di Dio e si rimane arroccati in difesa di concetti umani.

Quindi, cari nel Signore, state attenti a quello che dite, esaminate bene le cose che credete e accertatevi che sia tutto confermato dalle sacre Scritture, perché Iddio non si compiace degli stolti e disavveduti (cfr la parabola delle dieci vergini in Matteo 25). Se qualcuno vi muove contro delle obiezioni, prima di liquidare tutto ciò troppo facilmente, avete l’obbligo davanti a Dio di esaminare ogni cosa e verificarne attraverso la Parola di Dio se le cose stanno così come vi è stato presentato, oppure no. Agire in tal modo significa essere avveduti e prudenti, e questo piace a Dio (cfr come si comportarono i bereani Atti 17:10-15). È dunque sbagliato e INSENSATO sbarazzarsi delle obiezioni che vi sono mosse confidando nelle parole e nelle opinioni del vostro pastore o della vostra denominazione, senza esaminare con le Scritture come stanno realmente le cose. Il vostro attaccamento deve essere rivolto verso la Parola e la verità di Dio e non verso la denominazione, perché questa è una chiara manifestazione di stoltezza, disavvedutezza, oltre ad essere una caratteristica propria delle sètte.

Cari nel Signore, vi supplico per il vostro bene, badate dunque come ascoltate e comportatevi con saviezza e non con stoltezza, la quale, quest’ultima esce dal vostro cuore e vi contamina, rendendovi disapprovati da Dio e vi accomuna alle cinque vergini stolte.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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