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Il dubbio è peccato

16 dicembre 2020

Il dubbio è peccato

Le sacre Scritture definiscono la fede in questa maniera:

«Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono.» (Ebrei 11:1)

Il contrario della fede è “il dubbio”, che è mancanza di certezza; sempre in Ebrei è scritto che senza fede, cioè chi è nel dubbio, chi dubita in cuor suo, non può piacere a Dio (cfr Ebrei 11:6).

Nella parabola del seminatore è scritto, tra le altre cose, che quelli rappresentati dal terreno roccioso, dapprima hanno creduto, hanno fede, hanno la certezza della salvezza, poi, a causa delle prove e delle persecuzioni, si traggono indietro; il dubbio entra in loro e la fede viene meno, scompare e, di conseguenza, senza fede non si può piacere a Dio, senza fede non si può entrare nel Regno celeste.

Dunque, fratelli nel Signore, badate a non trarvi indietro, tenete sempre viva la fiamma della fede, sapendo che essa si tiene viva studiando le sacre Scritture, perché è scritto:

«Così la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo» (Romani 10:17)

Non date retta a quelli che vi propongono una salvezza anche priva di fede, perché vi stanno ingannando, e badate anche che se la fede è presente nel cuore del credente, essa produce opere di santità e si manifesta nel parlare, nell’agire e nei sentimenti (cfr Giacomo 2:14-26); invece, se la fede non c’è, si manifesterà la rilassatezza nei costumi, nel parlare e nel cuore non si sentirà la pace, la gioia del Signore e neppure la comunione con Dio che si può avere per mezzo del Suo Spirito santo.

Dunque, fratelli nel Signore, sappiate che, se un credente non si santifica, sta manifestando di non temere Iddio, di non amare e non rispettare la Parola di Dio, di non avere la fede in Dio che dovrebbe avere; infatti, le opere manifestano la fede, senza di essa non si può piacere a Dio, di conseguenza chi non piace a Dio non entrerà nel regno celeste.

Sappiate pure che santificazione e fede vanno sempre insieme, e se viene meno una, viene meno anche l’altra e, se la fede viene meno, non si può entrare nel paradiso di Dio.

Cari nel Signore, notateli quei tali che vi illudono di poter entrare in cielo qualsiasi cosa facciate, perché non è così come dicono; quelli che vi ingannano vogliono il vostro male, non il vostro bene. Per quanto mi riguarda, io sono netto del vostro sangue, vi sto avvisando, vi sto supplicando di temere Iddio e di fuggire il male, mantenendovi fermi sino alla fine nella fede. Solo chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato (cfr Matteo 10:22; 24:13).

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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