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Gesù Cristo nella sua misericordia salva Roberto Zanda dalla morte

16 gennaio 2021

Gesù Cristo nella sua misericordia salva Roberto Zanda dalla morte

Testimonianza di Roberto Zanda, di come ha invocato il Signore Gesù Cristo in un momento di disperazione ed è stato salvato dalla morte.

Breve trascrizione, dal min. 19’ 36”:

“… Io percorrevo questo fiume ero tranquillo, sapevo che non ce l’avrei fatta, sapevo che sarei morto, … però ero sereno, non avevo paura, sapevo che sarei morto ma non avevo paura. Allora, forse, c’è l’ultima corda a cui aggrapparmi, guardando il cielo ho fatto questa invocazione, che ho detto: “Gesù prendi i miei piedi e le mani, ma lasciami vivere!” Strana questa invocazione che ho fatto. Ma che cosa ne è uscita, non lo so! Stranissima! Ma guarda caso, dopo 20 minuti, forse 25, ho visto che dalla foresta si incanalava una motoslitta nel fiume, a circa 300 metri, …, allora mi metto a urlare, ma non era un urlare convinto, non avevo forza, non ero neanche tanto convinto di urlare, di chiedere aiuto, perché ormai sapevo che sarei morto, dunque mi ero rassegnato, anche se combattevo ancora, con il pugnale in mezzo ai denti, però sapevo che…. Però urlo, e questo si ferma, col suo sguardo si gira verso di me, poi si rigira sull’altra parte, come se non avesse capito chi ero, cosa era successo. Allora io arrancando, cadendo in continuazione mi avvicino a lui, eravamo a circa 5 metri, e vedo che lui si gira, era un omone di circa 1,90, era uno dell’organizzazione. Aveva una motoslitta e aveva anche un carrello dietro. Non mi stava cercando perché nel carrello aveva dei paletti della gara, li stava raccogliendo. Allora, mi ricordo il suo sguardo terrorizzato, bocca e gli occhi spalancati, perché lui per la prima volta al mondo aveva visto una persona scalza, senza guanti, a -50°, che era lì in piedi che lo guardava. E poi ricordo il rumore dell’elicottero, mi hanno caricato nell’elicottero, mentre ero disteso nell’elicottero, anche lì succede una cosa molto strana, particolare quantomeno, sento mitragliare, fortissimo, che si interrompeva e poi riprendeva. Erano i miei denti che battevano dal freddo, la sensazione del freddo che io non avevo provato per 5 giorni di gara, quella sensazione mi ha fatto capire, in cuor mio, ch’ero vivo. …”

Quanto gli è accaduto e come Gesù ha avuto pietà di lui, mi ha fatto commuovere e mi ha ricordato la misericordia di Dio com’è descritta nel Salmo 107:

«Degli stolti erano afflitti per la loro condotta ribelle e per le loro iniquità. L’anima loro aborriva ogni cibo, ed eran giunti fino alle porte della morte. Allora gridarono all’Eterno nella loro distretta, e li salvò dalle loro angosce. Mandò la sua parola e li guarì, e li scampò dalla fossa. Celebrino l’Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Offrano sacrifizi di lode, e raccontino le sue opere con giubilo!» (Salmi 107:17-22)

A Dio siano la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda

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